{"id":4023,"date":"2025-01-05T11:26:35","date_gmt":"2025-01-05T10:26:35","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=4023"},"modified":"2025-01-05T11:27:52","modified_gmt":"2025-01-05T10:27:52","slug":"5-gennaio-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/5-gennaio-2025\/","title":{"rendered":"5 gennaio 2025"},"content":{"rendered":"<h1>Domenica dopo l\u2019Ottava del Natale del Signore<\/h1>\n<hr \/>\n<h2>Il Giubileo e il logo<\/h2>\n<p>Questo \u201cAnno Santo\u201d \u00e8 il 25\u00b0 giubileo universale della storia della Chiesa cattolica. Parteciperemo a questo straordinario evento in due occasioni:<\/p>\n<ul>\n<li><b>dal 14 al 16 marzo 2025<\/b>, il pellegrinaggio diocesano, guidato dall\u2019Arcivescovo Delpini<\/li>\n<li><b>dal 22 al 24 maggio 2025<\/b>, il pellegrinaggio parrocchiale, con persone di San Felice, Lavanderie, Novegro.<\/li>\n<\/ul>\n<p><b>Abbiamo in programma un\u2019altra modalit\u00e0 <\/b>per raggiungere Roma: ne riparleremo.<\/p>\n<p>Il \u201cmotto\u201d \u00e8 \u201c<b>Pellegrini di speranza<\/b>\u201d e su questo termine e questa virt\u00f9 rimandiamo al testo di Benedetto VXI nel retro pagina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-4024 alignleft\" src=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2025\/giubileo2025.png\" alt=\"\" width=\"174\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2025\/giubileo2025.png 365w, https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2025\/giubileo2025-297x300.png 297w\" sizes=\"auto, (max-width: 174px) 100vw, 174px\" \/>Il \u201clogo\u201d \u00e8 spiegato nel sito del giubileo: \u201c<i>\u00c8 l\u2019immagine di quattro figure stilizzate che indicano l\u2019umanit\u00e0 proveniente dai quattro angoli della terra, l\u2019una abbracciata all\u2019altra per indicare la solidariet\u00e0 e la fratellanza che devono accomunare i popoli, con l\u2019apri-fila aggrappato alla croce, segno della fede che abbraccia anch\u2019essa e della speranza che non pu\u00f2 essere mai abbandonata. La scelta dei colori per i personaggi: il rosso \u00e8 l\u2019amore, l\u2019azione e la condivisione, il giallo\/arancio \u00e8 il colore del calore umano, il verde evoca la pace, l\u2019azzurro\/blu richiama la sicurezza e la protezione. Il nero e il grigio della croce\/ancora rappresenta l\u2019autorevolezza e l\u2019aspetto interiore.<\/i><\/p>\n<p><i>L\u2019intera raffigurazione mostra quanto il cammino del pellegrino non sia un fatto individuale ma comunitario che tende verso la Croce, che si curva verso l\u2019umanit\u00e0, come per andarle incontro e non lasciarla sola, ma offrendo la certezza della presenza e la sicurezza della speranza. Le figure che si stringono tra loro guardano alla croce come un\u2019ancora di salvezza<\/i>\u201d.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Epifania tra due date<\/h2>\n<p>Casualmente ho trovato questo testo di <b>mons. Giuseppe Grampa<\/b> con cui io e don Felice, abbiamo condiviso la parrocchia di san Pietro in Sala:\u00a0 veniva a celebrare la Messa alla domenica sera. Mi piace riportare queste parole <b>per due motivi<\/b>: uno perch\u00e9 siamo stati da poco a visitare la casa natale di <b>Giovanni Battista Montini <\/b>a Concesio e, in secondo luogo, perch\u00e9 nella data dell\u2019ordinazione episcopale di <b>Carlo Maria Martini <\/b>ero presente anch\u2019io a Roma. Ero diacono e sarebbe stato lui dopo sei mesi ad ordinarmi sacerdote nel 1980, quarantacinque anni fa. \u00c8 chiaro che mi si apre il cuore a quel ricordo giovanile (ero ventiquattrenne) nella novit\u00e0 di un pastore che nessuno conosceva e che\u2026 non era neppure vescovo! Non c\u2019erano fotografie di lui (si era nel tempo predigitale!), tranne una fotografia trovata dai gesuiti di San Fedele che lo ritraevano in clergyman appoggiato ad una staccionata. Fu Giovanni Paolo II, eletto papa due anni prima, a \u201cpescarlo\u201d dal lago delle sue conoscenze. Una bella e provvidenziale pescata! Ecco il testo.<\/p>\n<p><b>Don Norberto<\/b><\/p>\n<hr \/>\n<p>\u201c<i>Questa festa dell\u2019Epifania 2010 raccoglie insieme due ricorrenze: <\/i><b><i>trent\u2019anni fa, <\/i><\/b><i>proprio nel giorno dell\u2019Epifania, papa Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro a Roma ordinava vescovo padre Carlo Maria Martini da lui designato nuovo arcivescovo di Milano. E in una Epifania grigia e piovosa di 55 anni fa Giovanni Battista Montini entrava in diocesi come arcivescovo scelto dal papa Pio XII. Una fotografia ritrae il nuovo arcivescovo inginocchiato sull\u2019asfalto lucido di pioggia nel gesto di baciare il primo lembo della diocesi ambrosiana. Ordinando vescovo padre Martini il Papa commentando la pagina dei Magi diceva del vescovo come uomo della strada: \u00abVoi ricevete questo sacramento per trovarvi sulla strada di tanti uomini ai quali vi manda il Signore per intraprendere insieme con loro questa strada, camminando, come i Magi, dietro la stella\u2026\u00bb. <\/i><\/p>\n<p><i>E tutti ricordiamo come l\u2019arcivescovo Martini prese alla lettera queste parole del Papa, <\/i><b><i>entrando in Milano a piedi, <\/i><\/b><i>compiendo un cammino verso il Duomo. Non era difficile per lui seguire l\u2019invito del Papa. Grande camminatore in montagna, anche in questi ultimi anni, pur segnati dalla malattia, non ha tralasciato settimanali camminate\u2026 Ma soprattutto questi due vescovi hanno realizzato la vocazione di \u201cvescovo, uomo della strada\u201d, camminando dentro la citt\u00e0, dentro la societ\u00e0 affidata alle loro cure. <\/i><\/p>\n<p><i>Nei brevi anni del suo episcopato Montini entr\u00f2 dentro la multiforme realt\u00e0 milanese che era per lui emblema della civilt\u00e0 moderna con la quale la chiesa non poteva non aprire un dialogo. Lo annunci\u00f2 come suo programma proprio in quella Epifania del 1955 nel Discorso in Duomo. E lo realizz\u00f2 in modo del tutto particolare con la grande <\/i><b><i>Missione che volle nel 1957. <\/i><\/b><i>In quella occasione Montini non si risparmi\u00f2 e port\u00f2 dappertutto, nella vasta diocesi, l\u2019appello ad accogliere il messaggio della paternit\u00e0 di Dio, grande tema della missione. Un breve episcopato quello iniziato nell\u2019Epifania di 55 anni fa, ma che trover\u00e0 poi a Roma, sulla sede di Pietro una straordinaria dilatazione. Sar\u00e0 proprio Montini il primo Papa, dopo molti secoli, a farsi camminatore per il mondo, inaugurando quei viaggi apostolici che sono oggi una preziosa caratteristica del ministero di Pietro. <\/i><\/p>\n<p><i>Nei 22 anni della sua presenza in mezzo a noi, l\u2019arcivescovo Martini ha davvero camminato con noi dentro la complessit\u00e0 di una citt\u00e0, di una societ\u00e0 come quella milanese che non ha solo percorso visitandola fin negli angoli pi\u00f9 lontani e sperduti. Ma soprattutto, nel solco di Montini, ha continuato <\/i><b><i>la difficile decifrazione di questa realt\u00e0.<\/i><\/b><i> Discernimento: una parola cara a Martini e che dice l\u2019attenzione che si curva nell\u2019ascolto, nel riconoscimento di tutto il bene che pur germina nei solchi di questa societ\u00e0. Non \u00e8 questo il momento per ripercorrere 22 anni di cammino dentro la nostra realt\u00e0 diocesana: basti ricordare quasi come cifra sintetica la Cattedra dei non credenti. L\u2019esercizio paziente dell\u2019ascolto dell\u2019altro, delle ragioni del non-credente che \u00e8 in ognuno di noi. Camminare vuol dire mettere un passo dopo l\u2019altro, pazientemente, sapendo cos\u00ec apprezzare anche il pi\u00f9 piccolo frammento di bene. <\/i><\/p>\n<p><i>\u00c8 bello in questa Epifania ricordare questi due Pastori che hanno camminato con noi. Anche dello Spirito che Ges\u00f9 ha promesso ai suoi discepoli si dice che \u00e8 un gran camminatore: infatti \u201cfar\u00e0 strada con noi fino alla verit\u00e0 tutta intera<\/i>\u201d.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>A proposito della speranza<\/h2>\n<p><i>Vale la pena accennare alle parole di quell\u2019importante figura di papa che \u00e8 stato <\/i><b><i>Benedetto XVI <\/i><\/b><i>(morto il 31 dicembre di due anni fa). Dalla sua enciclica \u201cSpem Salvi\u201d , sulla \u201csperanza\u201d:<\/i><\/p>\n<p>\u00abSpem salvi, facti sumus\u00bb \u2013 nella speranza siamo stati salvati, dice san Paolo ai Romani e anche a noi. La \u00abredenzione\u00bb, la salvezza, secondo la fede cristiana, non \u00e8 un semplice dato di fatto. La redenzione ci \u00e8 offerta nel senso che <b>ci \u00e8 stata donata la speranza,<\/b> una speranza affidabile, in virt\u00f9 della quale noi <b>possiamo affrontare il nostro presente<\/b>: il presente, anche un presente faticoso, pu\u00f2 essere vissuto ed accettato se <b>conduce verso una meta<\/b> e se di questa meta <b>noi possiamo essere sicuri<\/b>, se questa meta \u00e8 cos\u00ec grande da giustificare la fatica del cammino. Ora, si impone immediatamente la domanda: <b>ma di che genere \u00e8 <\/b>mai questa speranza per poter giustificare l&#8217;affermazione secondo cui a partire da essa, e semplicemente perch\u00e9 essa c&#8217;\u00e8, noi siamo redenti? Quale tipo di certezza?<\/p>\n<p>Ancora: noi <b>abbiamo bisogno delle speranze <\/b>\u2013 pi\u00f9 piccole o pi\u00f9 grandi \u2013 che, giorno per giorno, ci mantengono in cammino. Ma senza la grande speranza, che deve superare tutto il resto, <b>esse non bastano<\/b>. Questa grande speranza pu\u00f2 essere solo Dio, che abbraccia l&#8217;universo e che pu\u00f2 proporci e donarci ci\u00f2 che, da soli, non possiamo raggiungere. Proprio l&#8217;essere gratificato di un dono fa parte della speranza. <b>Dio \u00e8 il fondamento della speranza<\/b> \u2013 non un qualsiasi dio, ma quel Dio che possiede un volto umano e che ci ha amati sino alla fine: ogni singolo e l&#8217;umanit\u00e0 nel suo insieme. Il suo regno non \u00e8 un aldil\u00e0 immaginario, posto in un futuro che non arriva mai; <b>il suo regno \u00e8 presente l\u00e0 dove Egli \u00e8 amato e dove il suo amore ci raggiunge. <\/b>Solo il suo amore ci d\u00e0 la possibilit\u00e0 di perseverare con ogni sobriet\u00e0 giorno per giorno, senza perdere lo slancio della speranza, in un mondo che, per sua natura, \u00e8 imperfetto. E il suo amore, allo stesso tempo, \u00e8 per noi la garanzia che esiste ci\u00f2 che solo vagamente intuiamo e, tuttavia, nell&#8217;intimo aspettiamo: la vita che \u00e8 \u00abveramente\u00bb vita.<\/p>\n<hr \/>\n<h1>Avvisi<\/h1>\n<h2>Marted\u00ec 7 gennaio<\/h2>\n<ul>\n<li>Alle ore 16.30 a Santo Stefano e alle ore 18 e 21 a San Felice: ripresa del vangelo di Matteo (Mt 10,1-24)<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Marted\u00ec 14 gennaio<\/h2>\n<ul>\n<li>Alle ore 21 nella parrocchia di Milano Due: inizio della preparazione alla <b>Cresima per adulti <\/b>(riferimento don Gianni 3396492244).<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Gioved\u00ec 16 gennaio<\/h2>\n<ul>\n<li>Alle ore 20.45, nella parrocchia di Santo Stefano: inizio del <b>percorso fidanzati <\/b>(riferimento don Norberto 3382210966).<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2025\/20250105-il-ponte-degli-specchietti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il foglio settimanale in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica dopo l\u2019Ottava del Natale del Signore Il Giubileo e il logo Questo \u201cAnno Santo\u201d \u00e8 il 25\u00b0 giubileo universale della storia della Chiesa cattolica. 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