{"id":4067,"date":"2025-02-22T16:53:08","date_gmt":"2025-02-22T15:53:08","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=4067"},"modified":"2025-02-22T17:03:55","modified_gmt":"2025-02-22T16:03:55","slug":"23-febbraio-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/23-febbraio-2025\/","title":{"rendered":"23 febbraio 2025"},"content":{"rendered":"<p>Penultima domenica dopo l\u2019Epifania, della Divina Clemenza<\/p>\n<hr \/>\n<h1><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-4024 alignleft\" src=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2025\/giubileo2025.png\" alt=\"\" width=\"103\" height=\"104\" srcset=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2025\/giubileo2025.png 365w, https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2025\/giubileo2025-297x300.png 297w, https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2025\/giubileo2025-150x150.png 150w, https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2025\/giubileo2025-300x300.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 103px) 100vw, 103px\" \/>Iniziamo insieme il giubileo<\/h1>\n<h2>Parrocchia di\u00a0San Felice e Novegro<\/h2>\n<h3>Sabato 1 marzo &#8211; programma<\/h3>\n<ul>\n<li>ore 14.50: ritrovo presso la chiesa di san Giuseppe Lavoratore, via don Milani a Cernusco<\/li>\n<li>ore 15: celebrazione penitenziale; cammino silenzioso verso la \u201cchiesa giubilare\u201d<\/li>\n<li>ore 17: conclusione (possibilit\u00e0 libera della Messa di orario), ritrovo gioioso all\u2019oratorio<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<h2>Il pensiero al Papa<\/h2>\n<p>La <b>salute del Papa <\/b>ci sta preoccupando per quel bollettino medico che ogni giorno viene diramato dalla sala stampa vaticana.<\/p>\n<p>Cos\u00ec scriveva la sera del 20 febbraio: &#8220;<i>Le condizioni cliniche del Santo Padre sono in lieve miglioramento. \u00c8 apiretico ed i parametri emodinamici continuano ad essere stabili. Questa mattina ha ricevuto l&#8217;Eucaristia e successivamente si \u00e8 dedicata alle attivit\u00e0 lavorative<\/i>&#8220;. Da quanto si apprende il Papa ha dei <b>focolai di polmonite<\/b>, continua a respirare in modo autonomo, il cuore regge sempre bene.<\/p>\n<p>Al mattino dello stesso giorno mi ero imbattuto sull\u2019interessante <b>articolo di fondo dell\u2019<\/b><b><i>Avvenire<\/i><\/b><b>, <\/b>a firma di Alessandro Deh\u00f2, che mi sembra bello far conoscere a tutti. Non dimentichiamo,\u00a0 da ultimo in questi giorni, la tragica vicenda del \u201c<b>paziente n.1<\/b>\u201d relativa all\u2019inizio della pandemia che ha stravolto le nostre esistenze.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>La precariet\u00e0 che diventa alba<\/h2>\n<p>\u00ab<i>Sapeva nominare le cose pi\u00f9 strane con un\u2019esattezza e una bellezza quasi irripetibili<\/i>\u00bb, queste le parole che anni fa <b>Alessandro Baricco<\/b>, in un suo prezioso contributo televisivo, accompagnava alla lettura delle ultime righe de \u201c<i>La cognizione del dolore<\/i>\u201d, capolavoro di <b>Carlo Emilio Gadda<\/b>. E sar\u00e0 che anche l\u2019autore torinese in questi ultimi tempi ha dovuto confrontarsi con l\u2019esperienza della precariet\u00e0 dovuta a una malattia, saranno le notizie sul ricovero di papa Francesco, non so esattamente il motivo ma ho sentito il bisogno di <b>tornare alla bellezza e all\u2019esattezza di quelle righe<\/b>. Parole esatte e bellissime con cui Gadda ricama la nascita di un\u2019alba sulle pareti di un dolore. Che \u00e8 per me la definizione esatta di quella cosa strana che va sotto il nome di \u201cprecariet\u00e0\u201d: la possibilit\u00e0, solo la possibilit\u00e0 consegnata alla nostra sensibilit\u00e0, di <b>suscitare alba dall\u2019ombra.<\/b><\/p>\n<p>\u00ab<i>Lasciatela tranquilla, disse il dottore, andate, uscite<\/i>\u00bb. <b>Gadda ci prende per mano <\/b>e ci porta al cospetto del dolore, toglie il velo per mostrare un corpo di donna adagiato in un letto, una deposizione, una foglia staccata dal ramo, l\u2019emblema della precariet\u00e0. Personalmente non credo esista <b>immagine pi\u00f9 bella per definire la Chiesa, <\/b>un corpo ferito e adagiato tra le braccia del Mistero, una vita in attesa della consegna definitiva di s\u00e9. Proprio all\u2019inizio di un cammino giubilare ricco di eventi <b>ecco la dolcezza di un corpo fragile <\/b>a ricollocarci nel cuore dell\u2019evento cristiano, che \u00e8 poi il senso profondo della Vita, \u00ablasciatela <i>tranquilla, andate, uscite<\/i>\u00bb, <b>svuotate ancora piazza San Pietro come quel giorno di pandemia<\/b>, lasciate ad un uomo segnato dal limite di essere pontefice tra visibile e invisibile, lasciate ad un uomo solo in preghiera di <b>mostrare il vero volto della comunit\u00e0 cristiana nell\u2019atto dell\u2019abbandono in Dio.<\/b> Lasciatela tranquilla questa comunit\u00e0 che finalmente ritrova se stessa nel momento della consapevolezza della sua precariet\u00e0.<\/p>\n<h3>Trasfigurare la precariet\u00e0<\/h3>\n<p><i>\u00abNella stanchezza senza soccorso in cui il povero volto si dovette raccogliere tumefatto, come in un estremo ricupero della sua dignit\u00e0, parve a tutti di leggere la parola terribile della morte e la sovrana coscienza dell\u2019impossibilit\u00e0 si dire: Io\u00bb. <\/i><\/p>\n<p><b>La precariet\u00e0 di un pontefice, <\/b>la precariet\u00e0 di ogni corpo che, nell\u2019ottica cristiana, <b>trasfigura la fragilit\u00e0 da ostacolo in possibilit\u00e0. <\/b>La precariet\u00e0 di una Chiesa che diventa credibile solo quando non finge e nomina, esattamente, la parola terribile: <b>\u201cmorte\u201d. <\/b>La Chiesa, volto tumefatto ma finalmente libero dal doversi mostrare perfetto, profilo su cui danza luminoso <b>il riflesso di quella sorella che sola pu\u00f2 accompagnare tra le braccia del Padre.<\/b> Che la precariet\u00e0 lasci emergere sul volto della nostra amata Chiesa la parola della morte, e l\u2019impossibilit\u00e0 di dire \u201cIo\u201d: siamo al mondo per imparare a morire, <b>per lasciare la prima e ultima parola all\u2019Eterno, <\/b>Lui ci salvi in un dolcissimo e definitivo \u201cnoi\u201d.<\/p>\n<p>\u00ab<i>L\u2019ausilio dell\u2019arte medica, lenimento, pezzuole, dissimul\u00f2 in parte l\u2019orrore. Si udiva il residuo d\u2019acqua e alcool delle pezzuole strizzate a ricadere gocciolando in una bacinella<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p><b>La precariet\u00e0 relativizza i nostri gesti<\/b>, \u00e8 come una mano pietosa che, finalmente, ci alleggerisce dai pesi che rischiano di schiacciarci. La verit\u00e0 non \u00e8 nell\u2019affanno, non nella moltiplicazione del nostro fare, il senso profondo del vivere \u00e8 solo <b>nell\u2019accompagnamento reciproco <\/b>a vivere gli spazi della fragilit\u00e0, quando la vita finalmente ci sfugge di mano. I nostri programmi pastorali sono solo lenimento, a dissimulare in parte l\u2019orrore che ci assale quando ci accorgiamo che la vita non \u00e8 sotto controllo. Che tutto scorre, perch\u00e9 chiamato da un Altrove. Per cui non resta che strizzare pezzuole e provare ad accompagnare con dolcezza i nostri ultimi respiri all\u2019atto finale dell\u2019abbandono. <b>La precariet\u00e0 \u00e8 l\u2019arte di camminare il bordo estremo delle cose<\/b>, \u00e8 un equilibrio da abbandonare, \u00e8 il tentativo ultimo di trovare il coraggio di lasciarsi andare, di abbandonarsi a una nascita finalmente definitiva.<\/p>\n<h3>Scrutare l\u2019alba<\/h3>\n<p>\u00ab<i>E alle stecche delle persiane gi\u00e0 l\u2019alba. Il gallo, improvvisamente, la suscit\u00f2 dai monti lontani, perentorio ed ignaro, come ogni volta<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p><b>La precariet\u00e0 abita occhi che sanno scrutare l\u2019alba <\/b>dalle stecche delle persiane rivolte a oriente, come le chiese, <b>la precariet\u00e0 \u00e8 la fame di luce che suscita l\u2019alba<\/b> in un quotidiano miracolo, forse \u00e8 questo l\u2019unico vero motivo per cui siamo vivi, per <b>implorare l\u2019alba nascosta nel cuore di ogni evento. <\/b>La precariet\u00e0 non \u00e8 per nulla la sconfitta dell\u2019umano ne \u00e8, invece, la pienezza, siamo gente precaria che cammina tra le ombre ma che ha conosciuto uomini e donne che sull\u2019esempio del Risorto, <b>sapevano suscitare albe perfino dai sepolcri. <\/b>E sar\u00e0 un gallo, perentorio e ignaro, a cantare, l\u2019evangelico gallo che permise a Pietro di passare dall\u2019apparente sicurezza dei propri mezzi al dolcissimo affidarsi ad un\u2019alba abitata della misericordia divina. Canto di un gallo ad accompagnare fino alla dolcezza del pianto un essere che finalmente comprende ci\u00f2 che conta davvero, non tanto promettere d\u2019amare ma <b>accettare d\u2019essere amato. <\/b>\u00ab<i>La invitava ad accedere e ad elencare i gelsi, nella solitudine della campagna apparita<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p><b>Ad essere precaria alla fine \u00e8 la notte, <\/b>che l\u2019alba arriva ad elencare vita, alla fine, anche l\u00ec. <b>Ad essere precaria \u00e8 la condizione del dolore, e anche la morte \u00e8 precaria<\/b>. Cos\u00ec la Chiesa, precaria nel suo profilo storico <b>ma gi\u00e0 eterna<\/b>, quando si lascia elencare da una luce che chiede solo di essere ricevuta. Con gratitudine.<\/p>\n<p>Alessandro Deh\u00f2<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Il Sermig<\/h2>\n<p><b>Sabato 1 marzo e domenica 2 marzo <\/b>il Sermig <b>sar\u00e0 presente <\/b>in alcuni mesi nelle parrocchie di santo Stefano e di San Felice<\/p>\n<p>Il Servizio missionario giovani, indicato con la sigla SERMIG, \u00e8 un <b>gruppo fondato a Torino <\/b>il 24 maggio 1964 <b>da Ernesto Olivero <\/b>insieme ad alcuni giovani cattolici con lo scopo di combattere la fame nel mondo tramite opere di giustizia, promuovere lo sviluppo e praticare la solidariet\u00e0 verso i pi\u00f9 poveri. Nato inizialmente come <b>gruppo missionario<\/b> con l&#8217;intento di cooperare con vari missionari sparsi nel mondo, successivamente <b>il Sermig ha iniziato ad occuparsi <\/b>anche della povert\u00e0 presente in Torino, allargando poi la sua opera ad altri luoghi in varie parti del mondo. Dal gruppo originario <b>nacque la Fraternit\u00e0 <\/b>della speranza, composta da giovani, coppie di sposi e famiglie, monaci e monache che si dedicano a tempo pieno al servizio dei poveri, alla formazione dei giovani, con l&#8217;obiettivo di vivere il Vangelo e di essere segno di speranza .<b>Dal 2 agosto 1983<\/b> la sede dell&#8217;associazione \u00e8 l&#8217;ex arsenale militare di Torino, ribattezzato <b><i>Arsenale della Pace<\/i><\/b><b>.<\/b><\/p>\n<hr \/>\n<h2>Giubileo con Esercizi spirituali<\/h2>\n<p>\u201c<b>Rivelazione nascosta e gioco dolce: chi sei, Ges\u00f9? &#8211; Meditazione su Matteo 11, 25-30<\/b>\u201d<\/p>\n<p>Guider\u00e0 la meditazione <b>don Luca Castiglioni<\/b>, docente di teologia fondamentale nel seminario di Venegono.<\/p>\n<p>Le serate si terranno nella chiesa <b>di Santo Stefano dalle ore 20.45 alle 22.15\u00a0 <\/b>(raccomandiamo un piccolo sforzo per iniziare puntuali) <b>mercoled\u00ec 26, gioved\u00ec 27 e venerd\u00ec 28 febbraio<\/b>.<\/p>\n<p>Le meditazioni saranno trasmesse anche in streaming sul <b><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/@parrocchias.stefano5026\/streams\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">canale YouTube della parrocchia di Santo Stefano<\/a>.<br \/>\n<\/b>Ovviamente la presenza in chiesa ha un particolare significato.<\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2025\/20250223-il-ponte-degli-specchietti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il ponte degli specchietti in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Penultima domenica dopo l\u2019Epifania, della Divina Clemenza Iniziamo insieme il giubileo Parrocchia di\u00a0San Felice e Novegro Sabato 1 marzo &#8211; programma ore 14.50: ritrovo presso [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2705,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[90,184],"tags":[],"class_list":["post-4067","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-foglio-settimanale","category-in-prima-pagina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4067","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4067"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4067\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4071,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4067\/revisions\/4071"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4067"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4067"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4067"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}