{"id":4087,"date":"2025-03-15T18:00:49","date_gmt":"2025-03-15T17:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=4087"},"modified":"2025-03-14T10:54:35","modified_gmt":"2025-03-14T09:54:35","slug":"16-marzo-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/16-marzo-2025\/","title":{"rendered":"16 marzo 2025"},"content":{"rendered":"<h1>Seconda domenica di Quaresima &#8211; della Samaritana<\/h1>\n<hr \/>\n<h2>Mentre sono a Roma<\/h2>\n<p>Questo numero esce ovviamente\u2026 prima della mia partenza per Roma con una ventina di persone, piccola rappresentanza cittadina al pellegrinaggio diocesano guidato dal Vescovo Mario che, con circa tremila persone, passeranno la porta santa nella capitale. Come se fossi gi\u00e0 l\u00e0, questo scritto vuole essere un tentativo di immaginare, dando a me poi di verificare (nel prossimo numero) se tutto si \u00e8 avverato.<\/p>\n<p>Qui a Roma <b>mi sento pellegrino <\/b>e non solo turista, dal momento che la capitale (come\u00a0 per molti) l\u2019ho gi\u00e0 visitata nelle sue fondamentali attrazioni. Essere pellegrini \u00e8 una forma nuova segnalata dal legame con il Signore e dalla vicinanza di fratelli e sorelle di fede. Non \u00e8 detto che poi non torni a Roma, da solo, per un momento personale legato al fatto che arrivo al quarantacinquesimo anno di ordinazione sacerdotale. Da pellegrino porto <b>sulle spalle uno zaino leggero<\/b>, pieno di ci\u00f2 che la vita mi ha offerto. Un immaginario zaino riempito di luoghi e persone conosciute, ricco di confidenze avute e di affetto percepito. Leggero perch\u00e9 non vi \u00e8 nulla di materiale, ma soprattutto quella parte che ha fatto il buon Dio liberandomi da peccati, errori, sbandate, o da quell\u2019eterno abbaglio del mondo ecclesiastico di \u201ccredere di fare a nome di Dio, ma senza di Lui\u201d.<\/p>\n<p>Il ricordo di queste scelte sbagliate rimane ed \u00e8 quello che mi viene in mente anche qui a Roma dove preparo pezzi di <b>fogli \u201caccartocciati\u201d <\/b>da tenere in tasca e che poi metter\u00f2 nel sacco del pattume nella chiesa di Segrate. Dopo avere iniziato il giubileo con persone delle tre parrocchie andando a Cernusco sul Naviglio, cerco di fare anch\u2019io quello che indico a tutti. S\u00ec parlava allora di \u201caccartocciare il peccato\u201d. Guarda caso proprio domenica scorsa cos\u00ec diceva san Paolo: \u201c<i>Mi sottopongo a dura disciplina e cerco di dominarmi per non essere squalificato proprio io che ho predicato agli altri<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Sono qui a Roma come <b>pellegrino tra i pellegrini di una Chiesa diocesana<\/b> che vede altri preti con il vescovo compiere gesti \u201cecclesiali\u201d.\u00a0 Mentre cammino per passare la porta santa, sento e credo che l\u2019essere pellegrini ci segni pi\u00f9 di ogni altra qualifica mondana o ecclesiastica: che sia parroco, addirittura \u201cprevosto\u201d (una volta era un segno onorifico!), vescovo, monsignore o cameriere di sua santit\u00e0 (titolo di altri tempi!).\u00a0 Essere pellegrino dice quello che si \u00e8 come persona, mi fa <b>sentire uno tra i tanti ma riempito di una Grazia <\/b>che mi \u00e8 stata data e con cui sono legato. Ecco perch\u00e9 tra il salire e scendere dal pullman non sono turista ma pellegrino venuto a Roma nel quinto anno santo della sua vita.<\/p>\n<p>Mi ha sempre affascinato <b>andare su sentieri <\/b>da trekking e in particolare sul cammino di Santiago proprio 20 anni fa. Era l\u2019aprile del 2005 quando da solo mi muovevo tra ricordi, lacrime ed emozioni. Era l\u2019anno in cui moriva Giovanni Paolo II e da solo vissi quel distacco, mentre vedevo, da immagini televisive, la massa di persone venute a rendere omaggio al Papa polacco. Poi il conclave, la fumata bianca che vidi uscire dal famoso camino mentre passavo in un bar di Ponferrada. Attesi l\u00ec (in un bar, sic!) la nomina del card. Ratzinger con il nome di Benedetto XVI. Sappiamo che <b>camminare \u00e8 sempre di pi\u00f9 <\/b>del semplice mettere un piede davanti all\u2019altro.<\/p>\n<p>Qui a Roma mi <b>trovo \u201cobbligato\u201d a riprendere la parola \u201csperanza\u201d,<\/b> termine che sto distinguendo da quello che comunemente si intende e che, nella forma dialettale, suona con \u201csper\u00e8m\u201d.\u00a0 Se cammino nella fede \u00e8 perch\u00e9 la speranza l\u2019ho ricevuta. Si dice anche che sia una virt\u00f9 teologale e che quindi appartenga a Dio. Tra una celebrazione e l\u2019altra non mi viene da approfondire pi\u00f9 di tanto: lo far\u00f2 al ritorno, durante i prossimi mesi. Essendo in rapporto con il Signore, riconosciuto anche presente nel peccato (marted\u00ec mi sono confessato in duomo in un momento penitenziale previsto per i preti, con provvidenziali lacrime) di cosa <b>dovr\u00f2 temere per il futuro, se pieno della beata speranza? <\/b><\/p>\n<p>In queste strade sento poi la <b>voce dei martiri antichi a partire da Pietro e Paolo<\/b> ma anche dei martiri nelle foibe e nei campi di stermino. Sento la presenza di coloro che sono entrati in atroci sofferenze ma appoggiati sul legno della croce che Dio aveva predisposto, affinch\u00e9 non si cadesse nel fango dell\u2019odio e della disperazione. Sento la voce di coloro che hanno subito, i perdenti della storia ma che ora sono dove \u00e8 Lui, perch\u00e9 cos\u00ec si dice nel vangelo: \u201cPadre voglio che siano anche loro dove sono io\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Sento di non essere qui a titolo personale e quindi mi porto <b>il nome delle parrocchie <\/b>con cui ho avuto un legame, da quello dove ho vissuto da bambino (il battesimo una volta si faceva in ospedale), a quello dei miei genitori dove ritrovo le radici quando passo nei due cimiteri. Altre sono le comunit\u00e0 a cui ho dato un po\u2019 di premura e che mi rimangono nel cuore.<\/p>\n<p>Mentre entro per la porta santa di san Pietro, prima di accedere alla Messa della domenica, <b>sento che l\u00ec \u00e8 il mio futuro:<\/b> passare attraverso Lui, sempre, e cos\u00ec trovare il Padre, immergermi in un amore che mi lega a coloro che gi\u00e0 sono nella liturgia celeste. Celebro con altri preti, vestiti con il camice e la stola viola, preti con cui talvolta fatico a vivere la fraternit\u00e0 sacerdotale. La basilica vaticana non riesce a contenere la Gerusalemme celeste e allora mi sembra pi\u00f9 giusto immaginare il contrario (in questo articolo scritto prima) e cio\u00e8 di noi che <b>siamo nella grande basilica celeste<\/b> dove il posto \u00e8 per tutti dal momento che non ci sono pareti, l\u2019acustica \u00e8 perfetta, il canto di una armonia che impressiona, la luce in colori ineguagliabili. Ora sono sulla via del ritorno\u2026\u00a0 che coincide con la fine di questo articolo.<\/p>\n<p>Pellegrino prete<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Quelli che non sopportano pi\u00f9 di essere infelici<\/h2>\n<p><i>Vale la pena riprendere l\u2019omelia, concisa e originale del vescovo Mario fatta la scorsa domenica in duomo.<\/i><\/p>\n<h3>1. Quelli che abitano nel \u201cPaese infelice\u201d<\/h3>\n<p>Ci sono quelli che si accontentano nella loro infelicit\u00e0, se ci sono momenti di sollievo e di distrazione per dimenticare, almeno per un po\u2019, la condizione da cui non si pu\u00f2 uscire. Ci sono quelli che si arrabbiano per la loro infelicit\u00e0: danno la colpa a questo e a quello. Sono arrabbiati con tutti e passano la vita a seminare tensione. Rendono la vita difficile a s\u00e9 e agli altri. Ci sono quelli che si deprimono per la loro infelicit\u00e0, sono tristi e rassegnati. Non amano la loro vita e la subiscono come un destino incomprensibile. Si domandano se valga la pena essere vivi.<\/p>\n<h3>2. Quelli che cercano niente di meno che la felicit\u00e0<\/h3>\n<p>Ma da qualche parte <b>ci sono anche quelli <\/b>che non sopportano pi\u00f9 di essere infelici e si mettono in cammino per esplorare il mondo e cercare il Paese della gioia o almeno il mercato dove si pu\u00f2 comprare un po\u2019 di gioia. \u00c8 come una traversata nel deserto. E lungo il cammino incontrano un\u2019oasi piena di fascino che porta l\u2019insegna, ripresa da un vecchio film, \u201clocanda della felicit\u00e0\u201d. Allora pieni di entusiasmo si dicono: \u201cFinalmente! Abbiamo trovato!\u201d. Entrano e in ogni angolo della locanda vedono gente allegra e una quantit\u00e0 impressionante di vini, di pani, di prelibatezze. Tutte le asprezze del deserto sembrano trasformate in una saziet\u00e0. Ne godono fino ad esserne soddisfatti. E molti decidono di fermarsi: \u201cEcco la felicit\u00e0: avere! godere! Disporre di tutto quanto pu\u00f2 soddisfare la fame e saziare il corpo e rendere allegra l\u2019anima\u201d. <b>Alcuni per\u00f2 erano del tutto insoddisfatti <\/b>e rifiutarono di fermarsi, dichiarando: \u201cNon di solo pane vive l\u2019uomo\u201d.<\/p>\n<p>Continuarono quindi la loro ricerca finch\u00e9 giunsero nel villaggio che si chiama Gloria. Furono accolti come eroi, elogiati come gente nobile, applauditi per l\u2019impresa: ecco quelli che hanno attraversato il deserto. <b>Ecco gente che merita <\/b>riconoscimenti e premi. Alcuni dei cercatori di felicit\u00e0 ne furono entusiasti e decisero di fermarsi: \u201cEcco la felicit\u00e0: essere riconosciuti, apprezzati, applauditi. Percorrere le strade del paese ed essere accolti dalla simpatia e da quelli che ti chiedono sempre una foto ricordo\u201d. <b>Alcuni per\u00f2 erano del tutto insoddisfatti <\/b>e rifiutarono di fermarsi, dichiarando: \u201c\u00c8 persino fastidioso e anche un po\u2019 stupido essere applauditi e ricercati per una foto e un autografo\u201d.<\/p>\n<p>Continuarono quindi la loro <b>ricerca finch\u00e9 giunsero al palazzo del gran re<\/b>. Furono accolti con tutti gli onori e il gran re in persona li accolse nella sala del trono per ricevere l\u2019omaggio richiesto dal protocollo. E il gran re non nascose la sua ammirazione e come tutti i gran re non fu insensibile agli omaggi e agli inchini degli stranieri. Perci\u00f2 propose loro di diventare suoi sudditi per assumere il governo di una provincia o di una citt\u00e0, di un esercito o di un ministero. Alcuni dei cercatori di felicit\u00e0 ne furono entusiasti e accettarono d\u2019essere sudditi e di diventare potenti. \u201cEcco che cos\u2019\u00e8 la felicit\u00e0: essere amici dei potenti e diventare potenti\u201d.<\/p>\n<h3>3. Quei pochi, ancora pellegrini di speranza<\/h3>\n<p>Rimasero pochi, a quanto pare, a rifiutare di fermarsi. Ma questi pochi se ne andarono dal palazzo del gran re, dichiarando: \u201c\u00c8 umiliante diventare potenti in balia di chi \u00e8 pi\u00f9 potente, governare gli altri accettando che sia un altro a governare noi stessi\u201d.<\/p>\n<p><b>Questi pochi spiriti <\/b>liberi non si rassegnarono a tornarsene indietro nel Paese dell\u2019infelicit\u00e0 e proseguirono il cammino nel deserto. Verso dove? Non lo sapevano neppure loro, ma si fidarono di quella intuizione che era per loro come una annunciazione e una promessa: c\u2019\u00e8 un regno felice. <b>Sono ancora in cammino: <\/b>sono pellegrini di speranza. Non sanno se la meta sia vicina o sia lontana, ma continuano il cammino: si fanno coraggio gli uni gli altri, ricordandosi a vicenda della annunciazione e della promessa. Non sanno descrivere in che cosa consista la felicit\u00e0 che cercano, ma raccolgono indizi, smascherano inganni, respingono tentazioni e <b>sperimentano che gi\u00e0 il cammino \u00e8 un anticipo di felicit\u00e0<\/b>: corrono, ma non come chi \u00e8 senza meta, piuttosto come fossero guidati dagli angeli, come fossero spinti da un vento amico, come fossero attratti dalla promessa affidabile.<\/p>\n<h3>4. La Quaresima, la risposta alla promessa della felicit\u00e0<\/h3>\n<p>La Quaresima \u00e8 questa intuizione: che <b>la promessa di Dio di renderci felici si compie a Pasqua. <\/b>Perci\u00f2 iniziamo il cammino con la gratitudine di essere chiamati, con la determinazione a respingere le tentazioni e a smascherare il diavolo, con la gioia che gi\u00e0 \u00e8 anticipata nella speranza.<\/p>\n<hr \/>\n<h1>Avvisi<\/h1>\n<p><strong>Sul canale YouTube della parrocchia di Santo Stefano<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/@parrocchias.stefano5026\/videos\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sono visibili gli interventi di don Luca Castiglioni in occasione degli esercizi spirituali del 26-28 febbraio 2025<\/a><\/p>\n<p><strong>Luned\u00ec 24 marzo, alle ore 21 &#8211; giornata dei martiri cristiani<\/strong><br \/>\nVia Crucis dalla chiesa del Crocifisso di Lavanderie alla chiesa di Milano2<\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2025\/20250316-il-ponte-degli-specchietti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il &#8220;ponte degli specchietti&#8221; in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seconda domenica di Quaresima &#8211; della Samaritana Mentre sono a Roma Questo numero esce ovviamente\u2026 prima della mia partenza per Roma con una ventina di [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2705,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[90,184],"tags":[],"class_list":["post-4087","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-foglio-settimanale","category-in-prima-pagina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4087","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4087"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4087\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4090,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4087\/revisions\/4090"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4087"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4087"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4087"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}