{"id":4216,"date":"2025-06-21T20:24:39","date_gmt":"2025-06-21T19:24:39","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=4216"},"modified":"2025-06-21T20:28:08","modified_gmt":"2025-06-21T19:28:08","slug":"22-giugno-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/22-giugno-2025\/","title":{"rendered":"22 giugno 2025"},"content":{"rendered":"<h1>Seconda domenica dopo Pentecoste<\/h1>\n<hr \/>\n<h2>Rendersi conto<\/h2>\n<p>Siamo sempre immersi nella preghiera ed \u00e8 proprio usando la preposizione <b>\u201cnella\u201d, <\/b>che indichiamo una relazione oggettiva con il Padre, con Ges\u00f9, Dio Amore.<\/p>\n<p>Questa semplice considerazione esprime l\u2019aspetto <b>innovativo e particolare <\/b>del cristianesimo rispetto ad altre lodevoli forme religiose. Se noi siamo in Dio e Dio \u00e8 in noi, possiamo sentirci anche solo per un minuto \u201cfuori\u201d da questo legame? Ovviamente no, eppure dimenticanza e superficialit\u00e0 talvolta lo rendono possibile. Abbiamo per\u00f2 un <b>segno chiaro e bello<\/b>, forse anche ovvio, che ci pu\u00f2 aiutare e che consiste <b>nella chiesa aperta <\/b>con una <b>lampada<\/b> <b>rossa <\/b>che ci obbliga a fermarci. \u201cPassare in chiesa\u201d, fermandoci, \u00e8 il modo per realmente valorizzare questo legame in cui siamo stati immessi.<\/p>\n<p>La solennit\u00e0 del Corpus Domini celebrata lo scorso gioved\u00ec e la <b>festa del Cuore di Ges\u00f9, <\/b>che cade venerd\u00ec 27 giugno, sono indicazioni liturgiche che ci possono venire in aiuto.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Nel cammino della Chiesa<\/h2>\n<p>&#8220;<i>Solo a partire dal cuore le nostre comunit\u00e0 riusciranno a unire le diverse intelligenze e volont\u00e0, e a pacificarle affinch\u00e9 lo Spirito ci guidi come rete di fratelli. Il cuore di Cristo \u00e8 uscita, dono, incontro. In Lui diventiamo capaci di relazionarci in modo sano e felice e di costruire, in questo mondo, il Regno d&#8217;amore e di giustizia. Il nostro cuore unito a quello di Cristo, \u00e8 capace di questo miracolo sociale<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p>Nel volantino di invito alla &#8220;duegiorni&#8221; in montagna, siamo voluti partire da questo brano di Papa Francesco, contenuto nella sua ultima <b>Enciclica &#8220;Dilexit Nos&#8221;. <\/b>Ci sembrava, infatti, che descrivesse molto bene la prospettiva da <b>provare a vivere in quel weekend<\/b>: il miracolo sociale di una piccola comunit\u00e0 cristiana che, avendo incontrato il cuore di Cristo, prova a vivere insieme come tra fratelli. Nella semplicit\u00e0 di una fraternit\u00e0 quotidiana: cucinando e lavando i piatti, apparecchiando e giocando, adulti e bambini insieme. Una piccola Chiesa viva, trasversale, dai nonni ottantenni ai figli di 4 anni, che semplicemente prova a scorgere i segni di una diversit\u00e0 umana, di una ricchezza divina, pur dentro le fatiche o le gioie di ogni giorno.<\/p>\n<p><b>Il meteo gradevole ha favorito <\/b>ancora di pi\u00f9 il nostro stare insieme: le due giornate sono state scandite da momenti di riflessione per gli adulti (suddivisi in piccoli gruppi cos\u00ec che ognuno si sentisse libero di condividere i propri pensieri), e momenti di gioco per i ragazzi. Al pomeriggio di sabato abbiamo fatto una passeggiata fino alla cascata, per godere della bellezza della natura che ci richiamava al fatto che noi siamo chiamati ad essere co-protagonisti, con il nostro esserci, ma non potremmo mai essere gli autori della Vita. \u00c8\u00a0 stato bello <b>celebrare insieme la Messa <\/b>per ringraziare i 45 anni di sacerdozio di Don Norberto, un momento tanto semplice quanto commovente.<\/p>\n<p>Domenica mattina altri ci hanno raggiunto da Segrate, e cos\u00ec ci siamo ritrovati a tavola in 75! I numeri contano sempre relativamente, l&#8217;aspetto pi\u00f9 bello di quel pranzo condiviso era vedere tante persone cos\u00ec diverse per storia e appartenenza, essere l\u00ec come <b>segno della Chiesa <\/b>che vuole camminare insieme: bambini, ragazzi, adulti e anziani. Chi era l\u00ec con noi, e chi era rimasto a casa, ma era presente idealmente, avendoci aiutato con tutti i preparativi: fare la grande spesa, cuocere l&#8217;arrosto, raccogliere i materiali per i giochi).\u00a0Diceva il Papa che, in Cristo, noi diventiamo capaci di <b>relazionarci in modo sano e felice<\/b>: \u00e8 questo quello che abbiamo sperimentato durante il weekend a Pasturo.<\/p>\n<p>Per il prossimo anno, il <b>percorso dei cosiddetti &#8220;35-50enni&#8221;<\/b> proseguir\u00e0 con la cadenza quindicinale e la prima parte dell&#8217;anno sar\u00e0 dedicata al lavoro sulle Udienze del mercoled\u00ec di Papa Leone, come segno di sequela alla novit\u00e0 di Chiesa che si sta manifestando ai nostri occhi. La partecipazione agli incontri \u00e8 sempre libera e ciascuno pu\u00f2 sentirsi il benvenuto per venire a conoscere questa realt\u00e0.<\/p>\n<p>Maria Isabella<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Alla Chiesa italiana<\/h2>\n<p><i>\u00c8 il messaggio che Papa Leone ha rivolto il 17 giugno a tutti i vescovi italiani. Ci sembra bello segnalare tre attenzioni che chiede ai credenti italiani.<\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p>Nell\u2019esercitare il mio ministero insieme con voi, cari fratelli, vorrei ispirarmi ai <b>principi della collegialit\u00e0<\/b>, che sono stati elaborati dal\u00a0Concilio Vaticano II. In particolare, la Costituzione\u00a0<b>Lumen gentium<\/b>\u00a0sottolinea che il Signore Ges\u00f9 costitu\u00ec gli Apostoli \u00aba modo di collegio o ceto stabile, del quale mise a capo Pietro, scelto di mezzo a loro\u00bb. \u00c8 in questo modo che siete chiamati a vivere il vostro ministero: <b>collegialit\u00e0 tra voi e collegialit\u00e0 con il successore di Pietro<\/b>.<\/p>\n<p>Questo principio di comunione si riflette anche in una sana <b>cooperazione con le Autorit\u00e0 civili<\/b>. La CEI \u00e8 infatti luogo di confronto e di sintesi del pensiero dei Vescovi circa le tematiche pi\u00f9 rilevanti per il bene comune. Essa, all\u2019occorrenza, orienta e coordina i rapporti dei singoli Vescovi e delle Conferenze episcopali regionali con tali Autorit\u00e0 a livello locale. In virt\u00f9 del legame privilegiato tra il Papa e i Vescovi italiani, <b>desidero indicare alcune attenzioni pastorali<\/b> che il Signore pone davanti al nostro cammino e che richiedono riflessione, azione concreta e testimonianza evangelica.<\/p>\n<p>Innanzitutto, <b>\u00e8 necessario uno slancio rinnovato nell\u2019annuncio e nella trasmissione della fede<\/b>. Si tratta di porre Ges\u00f9 Cristo al centro e, sulla strada indicata da\u00a0<b>Evangelii gaudium<\/b>, aiutare le persone a vivere una relazione personale con Lui, per scoprire la gioia del Vangelo. In un tempo di grande frammentariet\u00e0 \u00e8 necessario <b>tornare alle fondamenta della nostra fede, al\u00a0kerygma<\/b>. Questo \u00e8 il primo grande impegno che motiva tutti gli altri: portare Cristo \u201cnelle vene\u201d dell\u2019umanit\u00e0 rinnovando e condividendo la missione apostolica: \u00abCi\u00f2 che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi\u00bb. <b>E si tratta di discernere i modi <\/b>in cui far giungere a tutti la Buona Notizia, con azioni pastorali capaci di <b>intercettare chi \u00e8 pi\u00f9 lontano <\/b>e con strumenti idonei al <b>rinnovamento della catechesi e dei linguaggi dell\u2019annuncio<\/b>.<\/p>\n<p>La relazione con Cristo ci chiama a sviluppare <b>un\u2019attenzione pastorale sul tema della pace<\/b>. Il Signore, infatti, ci invia al mondo a portare il suo stesso dono: \u201cLa pace sia con voi!\u201d, e a diventarne artigiani nei luoghi della vita quotidiana. Penso alle parrocchie, ai quartieri, alle aree interne del Paese, alle periferie urbane ed esistenziali. L\u00ec dove le relazioni umane e sociali si fanno difficili e il conflitto prende forma, magari in modo sottile, <b>deve farsi visibile una Chiesa capace di riconciliazione<\/b>. L\u2019apostolo Paolo ci esorta cos\u00ec: \u00abSe possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti\u00bb; \u00e8 un invito che affida a ciascuno una porzione concreta di responsabilit\u00e0. Auspico, allora, che ogni Diocesi possa <b>promuovere percorsi di educazione alla nonviolenza<\/b>, iniziative di mediazione nei conflitti locali, progetti di accoglienza che trasformino la paura dell\u2019altro in opportunit\u00e0 di incontro. <b>Ogni comunit\u00e0 diventi una \u201ccasa della pace\u201d, <\/b>dove si impara a disinnescare l\u2019ostilit\u00e0 attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono. La pace non \u00e8 un\u2019utopia spirituale: \u00e8 una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione. E che chiede oggi, pi\u00f9 che mai, la nostra presenza generativa.<\/p>\n<p>Ci sono <b>poi le sfide che interpellano il rispetto per la dignit\u00e0 della persona umana<\/b>. L\u2019intelligenza artificiale, le biotecnologie, l\u2019economia dei dati e i\u00a0social media\u00a0stanno trasformando profondamente la nostra percezione e la nostra esperienza della vita. In questo scenario, la dignit\u00e0 dell\u2019umano rischia di venire appiattita o dimenticata, sostituita da funzioni, automatismi, simulazioni. Ma la persona non \u00e8 un sistema di algoritmi: \u00e8 creatura, relazione, mistero. <b>Mi permetto allora di esprimere un auspicio<\/b>: che il cammino delle Chiese in Italia includa, in coerente simbiosi con la centralit\u00e0 di Ges\u00f9, la visione antropologica come strumento essenziale del discernimento pastorale. Senza <b>una riflessione viva sull\u2019umano<\/b> \u2013 nella sua corporeit\u00e0, nella sua vulnerabilit\u00e0, nella sua sete d\u2019infinito e capacit\u00e0 di legame \u2013 l\u2019etica si riduce a codice e la fede rischia di diventare disincarnata.<\/p>\n<p><b>Raccomando, in particolare, di coltivare la cultura del dialogo<\/b>. \u00c8 bello che tutte le realt\u00e0 ecclesiali \u2013 parrocchie, associazioni e movimenti \u2013 siano spazi di ascolto intergenerazionale, di confronto con mondi diversi, di cura delle parole e delle relazioni. Perch\u00e9 solo dove c\u2019\u00e8 ascolto pu\u00f2 nascere comunione, e solo dove c\u2019\u00e8 comunione la verit\u00e0 diventa credibile. Vi incoraggio a continuare su questa strada! <b>Annuncio del Vangelo, pace, dignit\u00e0 umana, dialogo<\/b>: sono <b>queste le coordinate <\/b>attraverso cui potrete essere Chiesa che incarna il Vangelo ed \u00e8 segno del Regno di Dio.<\/p>\n<p>In conclusione, vorrei lasciarvi <b>alcune esortazioni <\/b>per il prossimo futuro. <b>In primo luogo<\/b>: andate avanti nell\u2019unit\u00e0, specialmente pensando <b>al Cammino sinodale<\/b>. Il Signore \u2013 scrive Sant\u2019Agostino \u2013 \u00abper mantenere ben compaginato e in pace il suo corpo, cos\u00ec apostrofa la Chiesa per bocca dell\u2019Apostolo:\u00a0Non pu\u00f2 dire l\u2019occhio alla mano:\u00a0non ho bisogno di te; o similmente la testa ai piedi:\u00a0non ho bisogno di voi. Se il corpo fosse tutto\u00a0occhio, dove l\u2019udito?\u00a0Se il corpo fosse tutto udito,\u00a0dove l\u2019odorato?\u00bb. <b>Restate uniti e non difendetevi <\/b>dalle provocazioni dello Spirito. La sinodalit\u00e0 diventi mentalit\u00e0, nel cuore, nei processi decisionali e nei modi di agire. <b>In secondo luogo<\/b>, guardate al domani <b>con serenit\u00e0<\/b> e <b>non abbiate timore <\/b>di scelte coraggiose! Nessuno potr\u00e0 impedirvi di stare vicino alla gente, di condividere la vita, di camminare con gli ultimi, di servire i poveri. Nessuno potr\u00e0 impedirvi di annunciare il Vangelo, ed \u00e8 il Vangelo che siamo inviati a portare, perch\u00e9 \u00e8 di questo che tutti abbiamo bisogno per vivere bene ed essere felici.<\/p>\n<p><b>Abbiate cura che i fedeli laici<\/b>, nutriti della Parola di Dio e formati nella dottrina sociale della Chiesa, siano protagonisti dell\u2019evangelizzazione nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, negli ambienti sociali e culturali, nell\u2019economia, nella politica. Carissimi, <b>camminiamo insieme<\/b>, con la gioia nel cuore e il canto sulle labbra. Dio \u00e8 pi\u00f9 grande delle nostre mediocrit\u00e0: lasciamoci attirare da Lui! E vi accompagno con la mia benedizione.<\/p>\n<p><strong>Leone XIV<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/leo-xiv\/it\/speeches\/2025\/june\/documents\/20250617-cei.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Qui il testo integrale del messaggio<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p>Parrocchia di Santo Stefano<\/p>\n<h2>ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO<\/h2>\n<p>Domenica 21 settembre 2025<\/p>\n<p>Lasciare il nominativo in segreteria<\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2025\/20250622-il-ponte-degli-specchietti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il &#8220;ponte degli specchietti&#8221; in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seconda domenica dopo Pentecoste Rendersi conto Siamo sempre immersi nella preghiera ed \u00e8 proprio usando la preposizione \u201cnella\u201d, che indichiamo una relazione oggettiva con il [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2705,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[90,184],"tags":[],"class_list":["post-4216","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-foglio-settimanale","category-in-prima-pagina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4216","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4216"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4216\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4218,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4216\/revisions\/4218"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4216"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4216"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}