{"id":4443,"date":"2025-11-22T16:32:20","date_gmt":"2025-11-22T15:32:20","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=4443"},"modified":"2025-11-22T16:32:41","modified_gmt":"2025-11-22T15:32:41","slug":"novembre-2025-la-visita-del-vescovo-mario-delpini-a-santo-stefano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/novembre-2025-la-visita-del-vescovo-mario-delpini-a-santo-stefano\/","title":{"rendered":"Novembre 2025 &#8211; la visita del vescovo Mario Delpini a Santo Stefano"},"content":{"rendered":"<h2>Un tassello tra il mosaico<\/h2>\n<p>Pur nel breve tempo in cui il vescovo \u00e8 stato tra con noi, abbiamo percepito la profondit\u00e0 di ogni istante. La sua parola di commento al vangelo nella festa di \u201cCristo Re dell\u2019universo\u201d \u00e8 stato un tassello interessante e vivo di quel mosaico che vogliamo osservare attraverso tante voci.<\/p>\n<p>Come sempre mancher\u00e0 un tassello! Si tratta di quello che dovrai mettere tu, al termine della lettura di questi fogli.\u00a0Iniziamo allora dall\u2019omelia fatta domenica 9 novembre a Santo Stefano e a San Felice. (<strong>dN<\/strong>)<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Il Vescovo a noi<\/h2>\n<p>La visita pastorale \u00e8 <strong>l\u2019occasione per dirvi<\/strong>: accogliete le proposte diocesane, partecipate alle convocazioni, condividete le priorit\u00e0. <strong>\u00c8 occasione per ascoltare<\/strong> quello che il Signore vuole dire a ciascuno di noi e alla nostra comunit\u00e0 nella festa di oggi.<\/p>\n<h3>Andate a dire agli uomini che sono vivi<\/h3>\n<p><em>Ci sono uomini e donne che camminano sulla terra e vivono senza sapere di essere vivi, vivono indaffarati e infelici e non sanno perch\u00e9, vivono gaudenti e infelici e non sanno perch\u00e9, vivono e pensano che sono destinati a morire.<\/em><\/p>\n<p><strong>Andare a dire<\/strong> a tutti i figli degli uomini che sono vivi e che la morte, l\u2019ultima nemica, \u00e8 stata vinta e in Cristo primizia di coloro che sono morti, \u2026 tutti riceveranno la vita. <strong>Andate a dire<\/strong> agli uomini che sono vivi, andate a dirlo l\u00e0 dove vivete, l\u00e0 dove lavorate, l\u00e0 dove incontrate la miseria e il benessere.<\/p>\n<p><strong>Andate a dirlo l\u00e0<\/strong> dove i preti non possono arrivare. <strong>Andate a dirlo l\u00e0<\/strong> dove altri discepoli sono forse intimiditi e non sanno come dire di essere vivi della vita ricevuta, della vita eterna. <strong>Andate a dire agli uomini<\/strong> che sono vivi, voi vi nutrite del pane di vita, voi li invitate la riconoscere la presenza di Ges\u00f9 vivo nel pane vivo disceso dal cielo.<\/p>\n<h3>Andate a dire agli uomini che sono liberi<\/h3>\n<p><em>Ci sono uomini e donne che vivono come rassegnati a un destino, piegati dal troppo soffrire, imprigionati in ingranaggi troppo indiscutibili, segnati da situazioni troppo vincolanti.<\/em><\/p>\n<p><strong>Andate a dire<\/strong> a tutti che sono liberi: possono scegliere il bene o il male, possono dire s\u00ec o no all\u2019affamato che chiede un pane, possono dare tempo a chi pena in carcere o trattenere per s\u00e9 il proprio tempo come propriet\u00e0 privata per un uso privato. <strong>Andate a dire<\/strong> che sono liberi e che dalla loro libert\u00e0 dipende la qualit\u00e0 della vita di tutti. <strong>Andate a dire<\/strong> che non \u00e8 lo stesso fare il bene o non fare niente o fare il male: perch\u00e9 non siamo destinati alla morte e tutti dovremo rendere conto a Dio.<\/p>\n<h3>Andare a dire agli uomini che sono benedetti<\/h3>\n<p><em>Ci sono uomini e donne che vivono smarriti, come se fossero dimenticati da Dio, che vivono angosciati, come se fossero condannati a tremendi castighi, che vivono spaventati, come se fossero assediati dalle invincibili potenze del male, che vivono tormentati da sensi di colpa<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Andare a dire<\/strong> che sono benedetti in nome di Dio: nel segno della croce \u00e8 squarciato il velo del tempio e Dio si \u00e8 rivelato in Ges\u00f9 misericordia, perdono, amicizia fedele. E nell\u2019ultimo giorno per ogni gesto minimo sar\u00e0 pronunciata la benedizione: venite, benedetti del Padre mio!<\/p>\n<p><strong>Andate a dire <\/strong>agli uomini che non c\u2019\u00e8 male che sia irrimediabile se consegnato alla misericordia di Dio: Dio benedice i suoi figli; andate a dire agli uomini che non c\u2019\u00e8 bene che sia dimenticato, se \u00e8 scritto nel libro della vita. Dio benedice i suoi figli.<\/p>\n<h3>Andate a dire agli uomini del trono di fuoco<\/h3>\n<p><em>\u201cFa freddo nella storia\u201d (G. Caproni). Ci sono uomini e donne che sembrano felici, ma hanno il gelo nel cuore; ci sono uomini e donne che sembrano affettuosi, ma hanno il gelo nel cuore, ci sono uomini e donne che sembrano irreprensibili, ma hanno il gelo nel cuore.<\/em><\/p>\n<p><strong>Andate a dire a tutti<\/strong> <strong>del roveto ardente<\/strong> che ha acceso in voi il fuoco: parlate del trono che era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente e un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui.<strong> Parlate di quell\u2019intimo ardore <\/strong>che ha acceso la vostra vita, <strong>parlate di quella gioia <\/strong>profonda e invincibile che \u00e8 il trono sul quale si \u00e8 assiso il vegliardo. <strong>Date testimonianza che c\u2019\u00e8 una gioia invincibile<\/strong> perch\u00e9 al Figlio dell\u2019uomo \u00e8 stato dato ogni potere, gloria e regno, il suo potere \u00e8 un potere eterno, che non finir\u00e0 mai e il suo regno non sar\u00e0 mai distrutto. E il potere del Figlio dell\u2019uomo \u00e8 il potere di rendere felici, veramente felici, felici per sempre.<\/p>\n<p><strong>+ Mario Delpini<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h2>Una statua che parla<\/h2>\n<p>Ciao, sono San Rocco, il patrono di Segrate. Oggi qui nel <strong>nostro cimitero<\/strong> \u00e8 accaduto qualcosa di speciale: il vescovo Mario ha scelto di iniziare la sua visita pastorale proprio da questo luogo silenzioso, ma pieno di vita custodita nella memoria. Sono anni, anzi decenni, che vedo passare tanta gente.<\/p>\n<p>Eppure, l\u2019arrivo di un vescovo <strong>mette sempre un po\u2019 di agitazione, <\/strong>persino ad una statua come me. Mi verrebbe voglia di raddrizzare il mantello o di dare una carezza al mio fedele cane, ma niente, rimango fermo. <strong>E ascolto<\/strong>. E osservo. Ascolto le sue parole che ricordano come, tutto intorno a me, riposino le persone (tante) che hanno fatto la storia di Segrate<strong>. Osservo i volti<\/strong> di chi \u00e8 presente: volti attenti, emozionati, ognuno con una storia nel cuore. \u00c8 proprio vero, questo cimitero,<strong> seppur luogo silenzioso, parla. <\/strong>Parla con i passi lenti dei visitatori, con i fiori lasciati vicino a chi manca, con le preghiere silenziose di chi arriva, magari un po&#8217; stanco, ma che poi se ne va, magari un po\u2019 pi\u00f9 leggero.<\/p>\n<p>Sicuramente il vescovo ha saputo cogliere tutto questo, che <strong>non \u00e8 tristezza ma memoria<\/strong>. Una memoria che tiene insieme passato e presente e che rende Segrate la citt\u00e0 che \u00e8. Grazie Mario, per averci ricordato che ci\u00f2 che \u00e8 oggi Segrate \u00e8 grazie a chi \u00e8 qui con me e riposa in pace.<\/p>\n<p><strong>Cristiana<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h2>Con domande e risposte<\/h2>\n<p>L\u2019incontro con il Consiglio pastorale \u00e8 stato molto pi\u00f9 di un semplice adempimento istituzionale, ma un vero e proprio <strong>risveglio sul senso del nostro essere comunit\u00e0<\/strong>. L\u2019arcivescovo ha definito il consiglio pastorale non come un luogo per una rassegna di opinioni, ma il <strong>cuore pulsante della sinodalit\u00e0.<\/strong> Camminare insieme significa che laici e preti sono chiamati a elaborare decisioni cristiane e a costruire insieme. Non basta dare una mano. Dobbiamo invece imparare a <strong>coltivare la fantasia e l\u2019ingegno<\/strong> come strumenti capaci di aprirci a nuove strade e verificare la coerenza delle nostre azioni con l\u2019autenticit\u00e0 evangelica. Il cuore della nostra missione \u00e8 <strong>l\u2019andare.<\/strong><\/p>\n<p>Con riferimento al Giubileo, l\u2019arcivescovo ha identificato proprio la speranza come sfida della nostra chiesa. Ci ha inoltre spronati a <strong>vincere la reticenza e l\u2019imbarazzo<\/strong> che spesso ci frenano, impedendoci di annunciare con coraggio il Vangelo. Non possiamo ridurlo a un semplice \u201cbuon esempio\u201d.<\/p>\n<p>A suggellare l\u2019incontro non \u00e8 stato soltanto il pranzo condiviso, ma <strong>il clima di fraternit\u00e0<\/strong> che lo ha accompagnato. L\u2019arcivescovo ci ha ricordato che la vera testimonianza nasce dal vivere l\u2019amore sinodale nella quotidianit\u00e0, prima ancora di proclamarlo a parole. Il nostro impegno \u00e8 chiaro: <strong>custodire queste indicazioni<\/strong>, tradurle in gesti concreti e non lasciarle cadere a terra.<\/p>\n<p><strong>Enza S.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h2>Tra le panche<\/h2>\n<p>Il fuoco dello Spirito Santo che anima il nostro servizio liturgico. <strong>\u00abAccostatevi al fuoco dello Spirito Santo\u00bb<\/strong>: l\u2019invito del nostro Arcivescovo Mario risuona anche per noi che svolgiamo il servizio di animazione liturgica. \u00c8 un richiamo che non pu\u00f2 lasciarci indifferenti, perch\u00e9 attraverso il canto e la musica desideriamo <strong>sostenere la preghiera dell\u2019intera comunit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Per noi il \u201cfuoco\u201d dello Spirito \u00e8 la forza che <strong>trasforma il semplice suonare o cantare in autentica lode.<\/strong> Senza questa dimensione interiore, la nostra sarebbe soltanto tecnica; con il suo aiuto <strong>diventa invece preghiera<\/strong> condivisa e occasione di incontro con il Signore.\u00a0 <strong>Questo fuoco ci ha accompagnato <\/strong>nelle settimane di preparazione, nelle prove e nei gesti silenziosi che precedono ogni celebrazione. Un impegno che non si esaurisce nella precisione musicale, ma trova il suo senso pi\u00f9 profondo <strong>nella gioia di servire.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Arcivescovo ci invitata a proseguire con entusiasmo e gratitudine. Vogliamo accogliere questo dono, aiutando ogni fedele a \u201cgustare e vedere quanto \u00e8 buono il Signore\u201d.<\/p>\n<p><strong>Raffaella M.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h2>Nelle note<\/h2>\n<p><em>\u201cVoglio cantare al Signore finch\u00e9 ho vita, cantare inni al mio Dio finch\u00e9 esisto\u201d<\/em> (Sal 104). Le parole di questo salmo mi risuonano dentro mentre penso alla visita pastorale di domenica scorsa. Qualcuno mi ha detto che \u00e8 stata \u201cuna bella celebrazione\u201d. \u00c8 vero. Ma mi sono chiesta: <strong>che cosa l\u2019ha resa cos\u00ec \u201cbella\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Mentre dirigevo il coro, il mio sguardo abbracciava la nostra comunit\u00e0, raccolta attorno all\u2019Eucaristia, alla Parola e al nostro Vescovo. La sua presenza non \u00e8 stata soltanto un momento da ricordare, ma <strong>un segno da interpretare. <\/strong>Ci ha ricordato che la Chiesa non si raduna per assistere come pubblico, ma per partecipare con una <strong>sola voce come popolo convocato. <\/strong>E proprio il canto, in questa celebrazione, non \u00e8 stato un semplice accompagnamento, ma il <strong>respiro stesso della nostra preghiera<\/strong>. Perch\u00e9, se la liturgia \u00e8 davvero il cuore della comunit\u00e0, allora il canto \u00e8 il battito che rende vivo questo cuore.<\/p>\n<p>Ecco: questo \u00e8 davvero bello. Durante la Messa si percepiva che eravamo l\u00ec insieme: non ognuno con la propria fede privata, ma come <strong>una sola voce dalle mille sfumature<\/strong>, parte di un unico corpo. Un po\u2019 come le canne del nostro organo: tutte diverse, eppure fatte per risuonare grazie a un unico soffio. Non un soffio qualunque, ma quello dello Spirito<strong>. \u00c8 Lui il vero direttore del coro<\/strong>: a noi spetta soltanto lasciarci attraversare, non cercare la perfezione, ma essere docili alla sua guida.<\/p>\n<p>Per questo continuer\u00f2 a cantare al Signore finch\u00e9 ho vita: perch\u00e9 dove c\u2019\u00e8 canto nasce comunit\u00e0, e dove c\u2019\u00e8 comunit\u00e0, lo Spirito abita.<\/p>\n<p><strong>Raffaella C.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h2>Voi mi siete cari. Tu mi sei cara!<\/h2>\n<p>Tu mi stai a cuore, cos\u00ec Vescovo Mario ha toccato la mia sensibilit\u00e0. Confortante sapere che qualcuno <strong>si sente responsabile della mia vita comunitaria e di fede<\/strong> ed \u00e8 cos\u00ec bello essere guardata. Oggi mi \u00e8 davanti, e mi incoraggia ad usare la forza dei miei limiti, ad aprirmi senza paura ai progetti che Dio ha su di me senza chiedere ma nell\u2019abbandono dell\u2019accettazione. Dio l\u2019ha inviato qui <strong>per dirmi che mi guarda e mi parla. <\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 il momento del silenzio.\u00a0 <strong>Ascolter\u00f2 nel silenzio<\/strong> la voce di mio Padre, legger\u00f2 la sua Parola, <strong>lo cercher\u00f2 nelle mie prove<\/strong>, nella mia realt\u00e0 e nel mio peccato. Tutto sembra essere semplice, una volta sola mi accorgo di aver paura di questo silenzio interiore, ho paura di questa profondo abisso, <strong>cerco me stessa e non mi trovo<\/strong>, e quando mi vedo chi sono?<\/p>\n<p>Mi conforta tuttavia il ricordo delle parole sussurrate del Salmo 139: \u201c<em>\u2026se scendo negli inferi, eccoti!\u201d. <\/em>Non ci si pu\u00f2 allontanare dallo Spirito di Dio perch\u00e9 la sua presenza \u00e8 garantita in ogni luogo. <strong>L\u2019anima si quieta<\/strong> perch\u00e9 qui in fondo ci sono io ma anche Dio. Allora inizio a parlare ma tu sai gi\u00e0 tutto, non sono sola e fuori si \u00e8 fatta sera.<\/p>\n<p><strong>Stella B.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h2>Un dono ai nonni<\/h2>\n<p>Il nostro Arcivescovo, al termine della Messa, ha regalato a noi, diversamente giovani, un prezioso libretto: <em>\u201cRegola di vita per i nonni<\/em>&#8220;, sintesi di una santit\u00e0 educativa che ormai ci compete, giacch\u00e9 facciamo, quasi sempre, i vice-genitori.\u00a0 Sottolinea la <strong>Grazia speciale di questo ruolo e il mettere in pratica benevolenza, saggezza e disponibilit\u00e0<\/strong> nella testimonianza di una fedelt\u00e0 a Dio e di una responsabilit\u00e0 paziente nei confronti degli altri.<\/p>\n<p>Anche chi non \u00e8 nonno geneticamente, pu\u00f2 comunque rivolgersi alle nuove generazioni con bonomia, offrendo con l&#8217;esempio <strong>punti di riferimento<\/strong> a chi rischia sempre pi\u00f9 di esserne privo. Il tempo a disposizione <strong>per operare nel volontariato,<\/strong> anzich\u00e9 rinchiudersi nel proprio \u201corticello&#8221;, \u00e8 esso stesso una preziosa testimonianza per coloro che pensano, purtroppo, che non sia giusto dedicarsi agli altri senza un tornaconto personale.<\/p>\n<p>Meditiamo questo piccolo opuscolo e ci sar\u00e0 d&#8217;aiuto prezioso. Nella preghiera poi, troveremo la <strong>forza per essere nonni santi!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Elisa O.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h2>Nel piatto dell\u2019arcivescovo<\/h2>\n<p>\u00c8 una storia che ho sempre sentito raccontare ma oggi posso finalmente raccontarvela in prima persona\u2026 e sono bastati un po\u2019 di calore, un gruppo affiatato al lavoro, l\u2019allegria riposta nella semplicit\u00e0 dei preparativi che sanno di casa e un po\u2019 di brodo! S\u00ec, un po\u2019 di brodo perch\u00e9 <strong>da piccolo chicco sottile io potessi diventare un risotto di tutto rispetto<\/strong>.<\/p>\n<p>E chi l\u2019avrebbe mai detto che tra una mescolata, una mantecata e un\u2019impiattata<strong> fossi proprio io a finire nel piatto<\/strong> del nostro Arcivescovo Mario! Sono sincero: un po\u2019 ci speravo, non per spavalderia ma per curiosit\u00e0! Chiss\u00e0 cosa penser\u00e0 di me?! Chiss\u00e0 se mi noter\u00e0?! Chiss\u00e0 se sar\u00f2 buono abbastanza?!<\/p>\n<p>Chiss\u00e0\u2026 chiss\u00e0\u2026 <strong>\u00a0\u201cMa che bont\u00e0!\u201d <\/strong>ha detto lui, mettendo fine a tutti i miei chiss\u00e0 e restituendomi la cosa pi\u00f9 bella: il sapore unico della gioia che viene solo del <strong>mettersi al servizio per e con gli altri<\/strong>, non dimenticandosi di s\u00e9 ma sentendosi parte di un tutto, proprio come me\u2026 un piccolo chicco sottile diventato un risotto di tutto rispetto!<\/p>\n<p>Segnatevi <strong>la ricetta perch\u00e9 non ci sono ingredienti segreti ed \u00e8 facile da rifare<\/strong>: sii te stesso e fidati del Signore quando ti mostra la bellezza dello stare insieme perch\u00e9 la gioia, quella vera, ha un sapore buonissimo!<\/p>\n<p><strong>Gli amici della cucina<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h2>Due bambine raccontano<\/h2>\n<p>Una giornata memorabile: il Vescovo incontra il suo \u201cpiccolo\u201d gregge<\/p>\n<p>Qualche domenica fa, il Vescovo Mario Delpini \u00e8 venuto a Segrate e <strong>ha incontrato noi bambini del catechismo<\/strong>. Ci ha regalato una immaginetta con il disegno di montagne azzurre e bianche, come il cielo, e una nuvola dai colori sgargianti che rappresenta le feste. Il Vescovo ha spiegato che il pittore ha scelto gli stessi colori per il cielo e le montagne per indicare che \u201cci\u00f2 che sta in cielo sta anche sulla terra\u201d, proprio come diciamo nel Padre Nostro.<\/p>\n<p>Sul retro dell\u2019immaginetta c\u2019\u00e8 la <strong>\u201cpreghiera del gioved\u00ec\u201d, <\/strong>una preghiera breve che noi bambini recitiamo in questo giorno, uniti anche se ognuno nella propria casa.<\/p>\n<p>Dopo aver ricevuto la sua Benedizione, siamo andati a ringraziarlo. Ma lui ci ha detto: \u201cNon ditemi grazie, ma qualcosa di pi\u00f9 importante, per esempio\u2026 <strong>il vostro nome!\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Poi, con i nostri amici siamo andati a <strong>Messa, celebrata da lui, che \u00e8 stata pi\u00f9 lunga del solito.<\/strong> Ci ha colpito molto il disegno sull\u2019immaginetta, con il contrasto tra i colori, e il significato che il Vescovo ci ha trasmesso.<\/p>\n<p><strong>Camilla e Carola<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h2>La gioia delle castagne<\/h2>\n<p>\u00c8 il fuoco il vero protagonista, <strong>il fuoco dell\u2019amicizia, della solidariet\u00e0 e della pace.<\/strong> Sono questi i temi proposto da sua eccellenza Mario Delpini.<\/p>\n<p>Gli alpini quel fuoco lo hanno acceso in piazza san Francesco per cuocere le castagne, le quali <strong>hanno avuto la bella idea di farsi mangiare dal vescovo<\/strong> al termine del pranzo svolto in oratorio, mentre il vescovo apprezzava con vivace gioia. Le castagne degli alpini, come tutte le altre attivit\u00e0, <strong>sono un pretesto<\/strong> per creare fra la gente, aggregazione, in un momento particolare, come \u00e8 stata particolare la visita del vescovo nella nostra comunit\u00e0. Semplice la sua presenza dove eravamo, <strong>alzando anche lui il bicchiere con un goccio di vino<\/strong>. \u00a0Il calore di quella fiamma arder\u00e0 sempre nei nostri cuori.<\/p>\n<p><strong>Roberto L.<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Il profumo di incenso<\/strong><\/p>\n<p>Sono ormai nove anni che svolgo questo compito, da quando ero in quarta elementare ogni domenica <strong>vado a servire a Messa<\/strong>. Nove anni passati tra messe di Natale a mezzanotte e tridui pasquali. Nove anni ad accendere infinite candele, ad indossare quella tunica che ogni anno diventava sempre pi\u00f9 piccola. Nove anni a ridere nei momenti meno opportuni e a riempire la chiesa di incenso.<\/p>\n<p>E pensare che prima non riuscivo ad annusare quell\u2019odore; ora invece quell\u2019odore significa casa, quell\u2019odore che tanto odiavo \u00e8 diventato parte di me. <strong>Mi sono sentita onorata di essere presente,<\/strong> con Giulia e gli altri chierichetti e chierichetti, alla messa per la visita pastorale, con il turibolo e la navicella. A noi che eravamo presenti, ha dato il compito di fare meglio il servizio all\u2019altare facendoci dono della rivista \u201cLa Fiaccolina\u201d.<\/p>\n<p>Come cerimoniere <strong>mi sento responsabile <\/strong>di questo: essere una guida per i bimbini che, come me, hanno scelto di intraprendere questo percorso. Ragazzi che ogni anno vedo crescere, a cui mi affeziono sempre di pi\u00f9. In questi anni l\u2019incenso mi ha visto crescere, ha visto il mio mettermi in gioco senza la paura di essere giudicata. <strong>Anche se ho diciassette anni<\/strong>, lo stesso incenso mi vedr\u00e0 svolgere questo compito, per me importantissimo, ancora per molto e la vicinanza al vescovo mi ha confermato in questo.<\/p>\n<p><strong>Margherita<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h2>Una fiamma rossa<\/h2>\n<p>Sono stata portata sull\u2019altare, sono rossa e la mia fiamma \u00e8 alta. Io, e tante altre come me, veniamo portate dal vescovo nelle parrocchie in cui si reca, perch\u00e9 sia <strong>segno della vocazione e perch\u00e9 si preghi per le vocazioni<\/strong>. Parola molto cara a chi ha una certa et\u00e0, forse parola poco avvertita dai pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p><strong>Chi sono io, <\/strong>lampada rossa? Sono solo <strong>il richiamo a dare una risposta<\/strong> a chi chiama.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 il Signore che chiama ad una vita spesa per gli altri<\/strong> e per il regno di Dio, secondo come uno \u00e8. Sempre Ges\u00f9 \u00e8 colui che <strong>chiama a un servizio importante nella Chiesa<\/strong>, perch\u00e9 ci siano sacerdoti e consacrati al vangelo offrendo la vita senza sposarsi.<\/p>\n<p>Vocazione \u00e8 cos\u00ec la risposta <strong>di chi dice<\/strong>: \u201cCerto che, se mancano sacerdoti, chi offrir\u00e0 l\u2019eucarestia, chi doner\u00e0 il perdono, chi annuncer\u00e0 la Parola, chi terr\u00e0 insieme una comunit\u00e0? <strong>Signore manda me<\/strong>, sono disposto a spendere la mia vita cos\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>Ancora: \u201cEcco Signore <strong>voglio seguirti come donna<\/strong> amando solo te, amandoti nelle persone che incontro: mi consacro nel monastero, nella clausura, nel servizio agli ultimi, andando dove nessuno conosce ancora te. So che sar\u00f2 nella gioia\u201d.<\/p>\n<p><strong>Don Norberto<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2025\/20251123-il-ponte-degli-specchietti-bis.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il documento in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Don Norberto<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un tassello tra il mosaico Pur nel breve tempo in cui il vescovo \u00e8 stato tra con noi, abbiamo percepito la profondit\u00e0 di ogni istante. 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