{"id":4678,"date":"2026-02-14T16:30:43","date_gmt":"2026-02-14T15:30:43","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=4678"},"modified":"2026-02-14T16:30:43","modified_gmt":"2026-02-14T15:30:43","slug":"15-febbraio-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/15-febbraio-2026\/","title":{"rendered":"15 febbraio 2026"},"content":{"rendered":"<h1>Ultima domenica dopo l\u2019Epifania detta &#8220;del Perdono&#8221;<\/h1>\n<hr \/>\n<h2>Ceneri<\/h2>\n<p>Ormai il termine \u201cceneri\u201d \u00e8 diventato quasi esclusivamente un linguaggio da pompe funebri. <b>Dopo la cremazione<\/b>, infatti, l\u2019urna contenente le ceneri del defunto viene portata al cimitero, in attesa di essere deposta nel loculo, con la possibilit\u00e0 \u2013 per chi lo desidera \u2013 di ricevere la benedizione da parte del sacerdote.<\/p>\n<p><b>L\u2019antico detto biblico <\/b>\u201c<i>polvere sei e in polvere ritornerai<\/i>\u201d continua invece a ricordarci la fragilit\u00e0 e l\u2019incostanza della vita umana che, se confrontata con il corso della storia, sembra ridursi a ben poco. <b>Eppure quella cenere <\/b>che conserviamo dei nostri cari \u2013 ottenuta attraverso la cremazione che anticipa ci\u00f2 che la natura compirebbe comunque &#8211; <b>richiama la presenza \u201cdi qualcuno\u201d<\/b> che ha camminato su questa terra: un figlio, un marito, una moglie, un padre, una madre, un amico. Le voci registrate, gli innumerevoli video o le fotografie contribuiscono a mantenere viva la memoria eppure <b>le ceneri hanno un impatto pi\u00f9 forte. <\/b>Sono tracce di una storia viva. Per questo il cimitero, pur nel cambiamento culturale, possiede un grande valore.<\/p>\n<p><b>La Chiesa conserva il termine \u201cceneri\u201d <\/b>nel proprio calendario liturgico, indicando con il \u201cmercoled\u00ec delle ceneri\u201d l\u2019inizio della quaresima (nel rito romano). Di conseguenza, il giorno precedente diventa il \u201cmarted\u00ec grasso\u201d con il suo tradizionale clima di carnevale.<\/p>\n<p><b>Noi ambrosiani prolunghiamo il carnevale <\/b>per qualche giorno fino al \u201csabato grasso\u201d per poi riallinearci con la Chiesa universale nel conteggio delle domeniche di quaresima. Il rito assume un significato meno evidente, non essendo legato a un giorno specifico del calendario, ma non per questo ha un valore inferiore. <b>Il rituale ambrosiano suggerisce <\/b>di vivere il rito delle ceneri il primo luned\u00ec di quaresima, staccandolo dalla domenica. Di fatto, per\u00f2, approfittando della presenza dei fedeli alla messa domenicale, il rito viene spesso celebrato al termine delle celebrazioni.<\/p>\n<p><b>Da poco abbiamo scelto di collocare meglio questo rito <\/b>che rischia di non essere pi\u00f9 compreso (ancor meno dai ragazzi). <b>A Novegro<\/b>, per motivi pratici, rimane collocato dopo la messa (non essendoci altri momenti liturgici).\u00a0 <b>A San Felice <\/b>e <b>a Santo Stefano<\/b>, invece, si propone al pomeriggio della domenica, nella forma di una piccola celebrazione. In questo modo <b>si chiede al credente di uscire di casa espressamente <\/b>per dire: \u201cVado a ricevere le ceneri\u201d.\u00a0 Si crea cos\u00ec un momento in pi\u00f9 da vivere nella comunit\u00e0 cristiana, all\u2019interno della domenica. <b>Un gesto che esprime una scelta<\/b>, il desiderio di vivere \u201ccome Dio comanda\u201d i quaranta giorni della quaresima. Sentire sul capo o toccare con le dita la cenere ci porta ad ascoltare meglio l\u2019invito evangelico: \u201c<i>Convertiti e credi al vangelo<\/i>\u201d.<\/p>\n<p><b>Che il Signore polverizzi <\/b>il nostro egoismo, lo sguardo sporco, il gesto malato, le mani rapaci, il cuore indurito, l\u2019orecchio sordo, l\u2019alito puzzolente, il pensiero maligno. <b>Signore, voglio entrare in questo tempo provvidenziale <\/b>perch\u00e9, se non lo faccio, continuer\u00f2 ad annaspare, ad allontanarmi da quella relazione familiare divina che mi garantisce l\u2019eredit\u00e0 eterna. Invitiamo <b>a<\/b>l <b>rito delle ceneri:<\/b><\/p>\n<h3>domenica 22 febbraio, alle ore 17 a Santo Stefano e alle ore 17.45 a San Felice<\/h3>\n<hr \/>\n<h2>Il giorno del Concilio<\/h2>\n<p><i>Il Papa ha scelto di riprendere i testi del Concilio Vaticano II per le catechesi del mercoled\u00ec. Testi brevi e incisivi a partire dalla Costituzione Dei Verbum, sulla Parola di Dio. Vale la pena leggere un articolo del prof. Vergottini pubblicato recentemente su Avvenire dove si fa riferimento al giorno in cui \u00e8 stato indetto il Concilio da parte di Giovanni XXIII. Faremo conoscere altre date importanti del Concilio<\/i><i>. (dN)<\/i><\/p>\n<h3>25 gennaio 1959: l\u2019annuncio che spiazz\u00f2 il mondo (anche i cardinali)<\/h3>\n<p>Il 25 gennaio 1959 non \u00e8 una data che nasce sotto il segno del clamore. <b>La scena \u00e8 quasi dimessa<\/b>: la basilica di San Paolo fuori le Mura, la conclusione dell\u2019Ottavario di preghiera per l\u2019unit\u00e0 dei cristiani, un appuntamento devoto ma periferico rispetto al centro del potere romano. Proprio per questo, per\u00f2, <b>la scelta del luogo <\/b>\u00e8 gi\u00e0 una prima, silenziosa dichiarazione d\u2019intenti. L\u2019unit\u00e0 dei cristiani non \u00e8 un tema accessorio, ma una ferita aperta. Ed \u00e8 da una ferita che il Papa fa partire il suo gesto audace.<\/p>\n<p>Al termine della funzione liturgica, il Papa incontra in una sala del palazzo 17 di cardinali. Prende la parola, ma <b>nessuno immagina<\/b> ci\u00f2 che sta per accadere. Angelo Giuseppe Roncalli \u00e8 stato eletto da pochi mesi. Molti <b>lo considerano un pontefice di transizione<\/b>, un uomo buono, cordiale, destinato a garantire un passaggio senza scosse. <b>Non \u00e8 percepito come un innovatore, n\u00e9 come uno stratega<\/b>. Proprio questa immagine, col senno di poi, si riveler\u00e0 decisiva. Giovanni XXIII non si presenta come un riformatore ideologico, ma come un pastore che legge i segni del tempo con uno sguardo evangelico, libero dalle rigidit\u00e0 difensive.<\/p>\n<p>L\u2019annuncio arriva quasi senza enfasi: \u00abPronunzio innanzi a voi certo tremando un poco di commozione, ma insieme con umile risolutezza di proposito, il nome e la proposta della <b>duplice celebrazione di un sinodo diocesano per l\u2019Urbe e di un concilio generale per la Chiesa universale<\/b>\u00bb.\u00a0L\u2019intenzione roncalliana di convocare un Concilio ecumenico <b>non suscita applausi<\/b>, n\u00e9 entusiasmo fra i cardinali. La reazione alle parole del Papa da parte dei porporati presenti fu \u2013 come comment\u00f2 con una certa ironia lo stesso Roncalli \u2013 di un \u201c<b>impressionante, devoto silenzio<\/b>\u201d. Il silenzio, per\u00f2, dice pi\u00f9 di molte parole: <b>un Concilio non era nei piani<\/b>. Tanto che il giorno dopo L\u2019Osservatore Romano \u201csi dimentica\u201d di riportare la notizia.<\/p>\n<p><b>Giovanni XXIII non improvvis\u00f2<\/b> il Concilio davanti all\u2019aula. L\u2019intuizione era maturata da tempo, custodita con discrezione quasi evangelica. Nei giorni precedenti l\u2019annuncio, il Papa ne aveva parlato soltanto con pochissime persone. Tra queste, il suo segretario particolare, <b>Loris Capovilla<\/b>. A lui Roncalli avrebbe confidato l\u2019intenzione, raccomandandogli per\u00f2 il silenzio pi\u00f9 assoluto. Neppure la Segreteria di Stato era pienamente al corrente dei dettagli. Il <b>cardinale Domenico Tardini<\/b>, uomo di grande esperienza e di assoluta lealt\u00e0, fu informato solo in modo essenziale e molto tardi. Anche lui, come molti altri, rimase colpito dal tono e dalla direzione impressa dal Papa. Non c\u2019era un piano minuzioso, non c\u2019erano strategie precostituite. <b>C\u2019era una fiducia radicale<\/b> nel fatto che la Chiesa, riunita in Concilio, avrebbe trovato la strada cammin facendo.<\/p>\n<p>Dal <b>Vaticano I, interrotto nel 1870<\/b>, la Chiesa aveva imparato a muoversi in modo prudente, spesso difensivo, di fronte alla modernit\u00e0. Non c\u2019era una crisi dottrinale da risolvere, n\u00e9 un\u2019eresia da condannare. Giovanni XXIII: <b>non convoca un Concilio contro qualcuno<\/b>. Non contro il mondo moderno, non contro la scienza, non contro cattivi maestri. <b>Lo convoca per la Chiesa e per il mondo<\/b>. Perch\u00e9 avverte che il problema non \u00e8 la perdita della verit\u00e0, ma la <b>sua incomunicabilit\u00e0<\/b>. Dietro quell\u2019annuncio c\u2019\u00e8 una convinzione teologica profonda: <b>la Tradizione non \u00e8 un museo, ma un fiume vivo<\/b>. La fede della Chiesa non cambia, ma deve continuamente <b>trovare forme nuove per essere annunciata<\/b>. Se la Chiesa non rinnova il suo modo di parlare, rischia di tradire proprio ci\u00f2 che vuole custodire. Roncalli, che ha conosciuto da vicino le tragedie del \u2019900 come diplomatico e pastore, sa <b>che il mondo non si lascia pi\u00f9 interpellare<\/b> da un linguaggio puramente giuridico o apologetico.<\/p>\n<p>Il 25 gennaio 1959 \u00e8 dunque una <b>giornata-soglia<\/b>. Da una parte, la lunga stagione del cattolicesimo post-tridentino e antimoderno; dall\u2019altra, l\u2019apertura di una fase nuova, ancora tutta da pensare e da vivere. <b>Nulla \u00e8 deciso nei dettagli<\/b>: non i temi, non i documenti, non le modalit\u00e0. Ma una direzione \u00e8 impressa con chiarezza: <b>la Chiesa non deve avere paura di guardarsi dentro e di guardare fuori, insieme<\/b>.\u00a0Colpisce che l\u2019annuncio avvenga nel contesto della preghiera per l\u2019unit\u00e0 dei cristiani. Come se il Concilio dovesse nascere non da una posizione di forza, ma <b>da una consapevolezza di incompiutezza<\/b>. L\u2019unit\u00e0 perduta, il dialogo interrotto, le divisioni storiche diventano il simbolo di <b>una Chiesa che sente il bisogno di convertirsi<\/b>, non per rinnegarsi, ma per essere pi\u00f9 fedele al Vangelo.\u00a0Nessuno, quel giorno, poteva prevedere il cammino che si aprir\u00e0: anni di preparazione, di scontri in aula, di testi respinti e riscritti, di entusiasmi e paure. Ma tutto inizia qui, <b>con un Papa che osa fidarsi dello Spirito<\/b> pi\u00f9 che degli equilibri. Il Concilio Vaticano II nasce cos\u00ec: non come risposta a un\u2019emergenza, ma come atto di speranza. <b>Un gesto che non chiude una stagione, ma ne apre una nuova<\/b>: come annunciare l\u2019antico Vangelo in un mondo che cambia, senza perdere n\u00e9 la verit\u00e0 n\u00e9 la misericordia? <i>Marco Vergottini<\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p>Battesimo di una diciottenne<\/p>\n<p><b>Domenica 22 febbraio<\/b>, prima di Quaresima, alle ore 18 presso la chiesa di Cologno Monzese ci sar\u00e0 <b>il rito di elezione <\/b>di alcune persone adulte che riceveranno il battesimo. La celebrazione sar\u00e0 presieduta dal Vicario episcopale perch\u00e9 questo rito, oltre a coinvolgere la nostra zona VII, riunisce in contemporanea tutti i catecumeni della Diocesi che saranno un centinaio.<\/p>\n<p><b>Lesly<\/b>, ragazza 18enne di origine peruviana, che da alcuni anni vive nella parrocchia di Santo Stefano, esprimer\u00e0 il desiderio di essere battezzata chiudendo la sua fase catecumenale.<br \/>\n<b>Ricever\u00e0 il battesimo luned\u00ec 6 aprile<\/b>, giorno di sant\u2019Angelo, durante la messa delle ore 10.30.<br \/>\nOgni domenica di Quaresima (in diversi orari delle Messe) <b>compir\u00e0 \u201cuno scrutinio\u201d<\/b>, fatto di gesti e parole.<br \/>\nSabato 28 marzo poi parteciper\u00e0 in duomo alla veglia &#8220;in Traditio Symboli&#8221; incontrando il Vescovo. Seguir\u00e0 con noi i riti del Triduo pasquale.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Avvisi<\/h2>\n<ul>\n<li><b>Marted\u00ec 17 febbraio<\/b>, a San Felice: Consiglio Pastorale e Affari economici<\/li>\n<li><b>Mercoled\u00ec 18 febbraio<\/b>, a Santo Stefano: Consiglio pastorale<\/li>\n<li><b>Sabato 21 febbraio<\/b>, alle ore 18: messa vigilare della Quaresima<\/li>\n<li><b>Gioved\u00ec 26 febbraio <\/b>ore 21, a Santo Stefano: <a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/avvisi\/anno-2026\/20260226-questa-non-e-giustizia.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cLe carceri oggi\u201d, incontro con il cappellano di Bollate<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2026\/20260215-il-ponte-degli-specchietti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il &#8220;Ponte degli specchietti&#8221; in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultima domenica dopo l\u2019Epifania detta &#8220;del Perdono&#8221; Ceneri Ormai il termine \u201cceneri\u201d \u00e8 diventato quasi esclusivamente un linguaggio da pompe funebri. 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