{"id":4804,"date":"2026-04-04T16:23:23","date_gmt":"2026-04-04T15:23:23","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=4804"},"modified":"2026-04-04T16:23:23","modified_gmt":"2026-04-04T15:23:23","slug":"5-aprile-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/5-aprile-2026\/","title":{"rendered":"5 aprile 2026"},"content":{"rendered":"<h1>\u00c8 Pasqua: Ges\u00f9 vive per sempre<\/h1>\n<h2>Il nostro augurio!<\/h2>\n<p>Don Norberto, don Mauro, don Felice<\/p>\n<hr \/>\n<p>Molto si potrebbe dire su questa festa, che qualifica la nostra fede cristiana. Vale la pena <b>recuperare la bellezza del prefazio <\/b>del giorno di Pasqua dove \u00e8 condensato tutto. Nella liturgia, infatti, si prega ci\u00f2 che si crede e nel prefazio, in particolare, <b>non si domanda nulla<\/b>, <b>ma si loda <\/b>e si riconosce l\u2019opera che \u201cil Padre in Ges\u00f9, per azione dello Spirito Santo\u201d, ha compiuto per noi.<\/p>\n<p><i>\u00c8 veramente cosa buona e giusta renderti grazie, Dio onnipotente, e lodarti con tutto il cuore, Padre santo, autore e creatore del mondo. Cristo Ges\u00f9, che possiede con te la natura divina, per liberare l\u2019uomo si \u00e8 offerto volontariamente alla morte di croce. Egli \u00e8 stato prefigurato nel sacrificio dell\u2019unico figlio di Abramo; il popolo di Mos\u00e8, uccidendo l\u2019agnello senza macchia, ne preannunciava l\u2019immolazione pasquale; i profeti l\u2019hanno previsto gi\u00e0 nei secoli antichi come il servo che avrebbe portato i peccati di tutti e di tutti cancellata la colpa.<\/i><\/p>\n<p><i>Questa \u00e8 la vera Pasqua, esaltata dal Sangue del Signore, nella quale, o Padre, la tua Chiesa celebra la festa che d\u00e0 origine a tutte le feste. Il Figlio tuo, come schiavo, si consegna prigioniero agli uomini per restituirli a libert\u00e0 piena e perenne e con una morte veramente beata vince per sempre la loro morte. Ormai il principe delle tenebre si riconosce sconfitto, e noi, tratti dall\u2019abisso del peccato, ci rallegriamo di entrare con il Salvatore risorto nel regno dei cieli. Per questo mistero di grazia ci uniamo alla gioia dell\u2019universo e con tutto il popolo dei redenti che in cielo e in terra canta la tua gloria eleviamo a te, o Padre, l\u2019inno di lode&#8230;<\/i><\/p>\n<p><b>Proseguo sulla Pasqua <\/b>non usando i numerosi commenti biblici ma altre voci. Ho cercato &#8211; senza\u00a0 sforzo, confesso &#8211; su Google digitando \u201cnon credente e la Pasqua\u201d. Ecco due riflessioni: una dal sito \u201cGiornalettismo\u201c di Giovanni Palumbo nel 2010 e una del cardinal Martini tratta da un articolo apparso sul Sole 24 ore.<\/p>\n<p>Don Norberto<\/p>\n<hr \/>\n<h2>La pasqua di un ateo<\/h2>\n<p>Non sono un credente e resto piuttosto asettico nei confronti dei vari credo religiosi ma penso che nessun uomo possa restare indifferente dinanzi al significato della Pasqua. Deprivando\u00a0<b>Ges\u00f9 Cristo\u00a0<\/b>di tutti gli orpelli religiosi, di tutte le significazioni fideistiche che gli sono state pi\u00f9 o meno costruite addosso come una sovrastruttura pi\u00f9 umana che divina, <b>non resta che un uomo<\/b>.<\/p>\n<p>Un proletario, un povero, figlio di un\u00a0falegname\u00a0che si fa <b>interprete e portatore di un messaggio<\/b> talmente \u201celementare\u201d da divenire universalmente potente. Il\u00a0Cristo\u00a0che arringa le folle, che parla per renderle consapevoli della unicit\u00e0 dell\u2019essere umano, dell\u2019uguaglianza, della forza dei deboli che uniti divengono invincibili tanto da poter sfidare anche la morte, \u00e8 un esempio per ognuno di noi. Un proletario con forti inclinazioni socialiste, <b>un rivoluzionario ante litteram, Ges\u00f9 \u00e8 un uomo<\/b> che rapisce la mia ammirazione proprio per la sua forza umana, per la sua fragilit\u00e0 terrena e non per gli aspetti divini.<\/p>\n<p>Egli percorre il suo cammino contro tutto e tutti, <b>si fa beffe dei potenti<\/b>, ne irride il potere grazie ad una consapevolezza che trae forza profonda proprio dalla natura pi\u00f9 intima e fragile dell\u2019essere umano. <b>Affronta il suo cammino doloroso<\/b>, le torture, il calvario con la dignit\u00e0 di un estremista, <b>con il sorriso di chi sa di aver gi\u00e0 vinto <\/b>e di non dover temere alcuna umiliazione perch\u00e9 il suo messaggio \u00e8 stato come un seme fecondo sparso nelle coscienze dei deboli. Non era certo una cosa semplice a quei tempi riuscire a divulgare una nuova coscienza sociale avendo contro l\u2019impero di Roma e i potentati locali.<\/p>\n<p><b>Cristo\u00a0fa la guerra <\/b>alle caste dominanti a viso aperto e senza timori reverenziali, reclama dignit\u00e0 per gli afflitti e i dolenti senza distinguere tra essi i bianchi dai neri, i rei dai giusti, gli uomini dalle donne. <b>I suoi discorsi sono una magia comunicativa<\/b>, snocciolano in parole semplici concetti cos\u00ec rivoluzionari e universali da aver attraversato i millenni senza invecchiare e senza infeltrire. <b>\u201cGli ultimi saranno i primi\u201d \u00e8 una sorta di rivendicazione sociale <\/b>cos\u00ec intensa da conquistare gli animi dei giusti in ogni momento della storia. <b>Non con la violenza <\/b>ma con la forza di un messaggio intransigente, lineare, disinteressato \u00e8 cos\u00ec che Cristo pone al suo popolo la <b>visione di un mondo senza confini<\/b>, senza patrie, senza orpelli, senza barriere.<\/p>\n<p>Un bene comune che sfida i settarismi, i localismi, gli orticelli fortificati delle coscienze di ognuno di noi addivenendo ad una significazione concettuale di \u201cIO\u201d collettivo ed universale. Ges\u00f9 era forse il primo comunista della storia, in una forma certo particolare e deideologizzata ma, sicuramente, intrisa di un concetto di <b>uomo rivoluzionario<\/b>, padrone di se stesso al punto tale da riuscire a collettivizzare il proprio egocentrismo trasformandolo in una entit\u00e0 positiva. Non posseggo i mezzi culturali per avventurarmi in una disamina teologica (e neanche mi interessa) ma provo a traslare la figura di quest\u2019 umile figlio di falegname nei vari momenti della storia dell\u2019umanit\u00e0 e il risultato finale \u00e8 sempre sorprendente.<\/p>\n<p>Cristo, l\u2019uomo, lo possiamo mettere <b>sul palco di qualunque attimo della storia<\/b>: dalla rivoluzione francese, all\u2019 illuminismo, dalla rivoluzione industriale sino ai giorni nostri. <b>I suoi contenuti <\/b>sono e restano sempre integri e saldi <b>come pietra miliare di una civilt\u00e0 degna di questo nome<\/b>. Egli infrange il muro del tempo e della storia con una naturalezza sconvolgente. <b>Restano le piaghe dolorose<\/b> della sua croce ad evidenziarne la fragilit\u00e0 umana e a renderlo inarrivabile. <b>Resta il monito<\/b> di un uomo giusto condannato da una giustizia ingiusta e faziosa assoggettata a meschini disegni umani. <b>Risorger\u00e0? Non credo, non ne ha bisogno<\/b> perch\u00e9 in fondo non \u00e8 mai morto.\u00a0Buona Pasqua\u00a0a tutti.<\/p>\n<p>Giovanni Palumbo<\/p>\n<hr \/>\n<h2>La Pasqua, un segno di speranza<\/h2>\n<p>Mentre il Natale evoca istintivamente l&#8217;immagine di chi si slancia con gioia (e anche pieno di salute) nella vita, <b>la Pasqua \u00e8 collegata con rappresentazioni pi\u00f9 complesse<\/b>. \u00c8 una vita passata attraverso la sofferenza e la morte, una esistenza ridonata a chi l&#8217;aveva perduta. Perci\u00f2 <b>se il Natale<\/b> suscita un po&#8217; in tutte le latitudini, anche presso i non cristiani e i non credenti, un&#8217;atmosfera di letizia e quasi di gaiezza, <b>la Pasqua rimane un mistero pi\u00f9 nascosto e difficile. <\/b>Ma la nostra esistenza, al di l\u00e0 di una facile retorica, si gioca prevalentemente <b>sul terreno dell&#8217;oscuro e del difficile<\/b>.<\/p>\n<p>Penso soprattutto in questo momento <b>ai malati<\/b>, a coloro che soffrono sotto il peso di <b>diagnosi infauste<\/b>, a coloro che non sanno a chi comunicare la loro angoscia, e anche a tutti quelli per cui vale il detto antico, icastico e quasi intraducibile <b><i>senectus ipsa morbus <\/i><\/b>(la vecchiaia \u00e8 per natura sua gi\u00e0 una malattia). Penso insomma a tutti coloro che sentono nella carne o nella psiche o nello spirito <b>lo stigma della debolezza e fragilit\u00e0 umana<\/b>: essi sono probabilmente la maggioranza degli uomini e delle donne di questo mondo.<\/p>\n<p>Mi appare <b>significativo il fatto che Ges\u00f9<\/b> nel suo ministero pubblico <b>si sia interessato soprattutto dei malati<\/b> e che Paolo nel suo discorso di addio alla comunit\u00e0 di Efeso ricordi il dovere di \u00absoccorrere i deboli\u00bb.<\/p>\n<p>Per questo vorrei che questa Pasqua fosse sentita soprattutto come un <b>invito alla speranza anche per i sofferenti<\/b>, per le <b>persone anziane<\/b>, per tutti coloro <b>che sono curvi <\/b>sotto i pesi della vita, per tutti <b>gli esclusi <\/b>dai circuiti della cultura predominante, che \u00e8 (ingannevolmente) quella dello &#8220;star bene&#8221; come principio assoluto.<\/p>\n<p><b>Vorrei che il senso di sollievo<\/b>, di liberazione e di speranza che vibra nella Pasqua ebraica dalle sue origini ai nostri giorni entrasse in tutti i cuori. <b>Vorrei che il saluto<\/b> e il grido che i nostri fratelli dell&#8217;Oriente si scambiano in questi giorni \u00abCristo \u00e8 risorto\u00bb, \u00abCristo \u00e8 veramente risorto\u00bb percorresse le corsie degli ospedali, entrasse nelle camere dei malati, nelle celle delle prigioni, <b>vorrei che<\/b> suscitasse un sorriso di speranza anche nelle persone che si trovano nelle sale di attesa per le complicate analisi richieste dalla medicina di oggi, dove spesso si incontrano volti tesi, persone che cercano di nascondere il nervosismo che le agita interiormente.<\/p>\n<p>La domanda che mi faccio \u00e8: <b>che cosa dice oggi a me anziano<\/b>, un po&#8217; debilitato nelle forze, ormai in lista di chiamata per un passaggio inevitabile, questa Pasqua 2007? E che cosa potrebbe dire anche a chi non condivide la mia fede e la mia speranza? <b>Anzitutto questa Pasqua dice a me che<\/b> \u00able sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovr\u00e0 essere rivelata in noi\u00bb.<\/p>\n<p>Carlo Maria Martini<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Luned\u00ec dell\u2019Angelo<\/h2>\n<ul>\n<li>A Santo Stefano: messe alle ore 8.30 e alle ore 10.30 (con il battesimo della giovane Lesly)<\/li>\n<li>A San Felice: messa alle ore 18.30<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2026\/20260405-il-ponte-degli-specchietti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il &#8220;Ponte degli specchietti&#8221; in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 Pasqua: Ges\u00f9 vive per sempre Il nostro augurio! 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