{"id":4908,"date":"2026-06-13T17:47:36","date_gmt":"2026-06-13T16:47:36","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=4908"},"modified":"2026-06-13T17:47:36","modified_gmt":"2026-06-13T16:47:36","slug":"14-giugno-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/14-giugno-2026\/","title":{"rendered":"14 giugno 2026"},"content":{"rendered":"<h1>Terza domenica dopo Pentecoste<\/h1>\n<hr \/>\n<h2>Andare a Barcellona<\/h2>\n<p><em>Mi spiace non essere mai andato a Barcellona e non aver mai potuto visitare la Sagrada Familia. Chi l\u2019ha vista racconta con entusiasmo il senso di meraviglia che suscita, la bellezza che porta la firma del venerabile Gaud\u00ec e il fascino del lavoro dello scultore giapponese Etsur\u014d Sotoo che, \u201cconvertito\u201d proprio grazie a questa opera, ora prosegue nel suo lavoro artistico. La presenza in questi giorni del Papa con la benedizione della Torre di Ges\u00f9 &#8211; la guglia pi\u00f9 alta &#8211; mi obbliga\u2026 a fare un fioretto: entro il prossimo anno andare a vederla e a pregare l\u00ec. Magari vedremo di organizzare un pellegrinaggio per concretizzare questo desiderio. Prendo cos\u00ec lo spunto \u2013 visto che in questo periodo le iniziative parrocchiali sono poche, a parte l\u2019oratorio estivo &#8211; per ascoltare le parole di Leone XIV <\/em><\/p>\n<p>\u00abO Signore, Signore nostro, quanto \u00e8 mirabile il tuo nome su tutta la terra<strong>\u00bb. Con la lode di questo Salmo<\/strong>, cos\u00ec pieno di gioia e stupore, saluto tutti voi, carissimi fratelli e sorelle. Oggi, infatti, la Basilica della Sacra Famiglia ci accoglie, aprendo le sue porte come <strong>braccia<\/strong> <strong>spalancate<\/strong> per invitare ciascuno a questo altare, all\u2019ascolto della parola di Dio, che ci costituisce <strong>famiglia amata dal Signore<\/strong>, nutrita dalla sua stessa vita nell\u2019Eucaristia. \u00c8 cos\u00ec che Barcellona,\u00a0<em>la ciutat comtal<\/em>, e tutta la Catalogna si radunano in questo tempio, segno di unit\u00e0 e di concordia, e\u00a0<em>alzano lo sguardo<\/em>\u00a0per incontrare il volto di Dio Padre, raggiante nel suo Figlio fatto uomo, Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>Mentre rendiamo grazie al Signore per la sua carit\u00e0 verso di noi, <strong>lo lodiamo per quel che opera nella nostra vita. <\/strong>Lo ringraziamo in particolare per questa straordinaria Basilica, che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Papa Benedetto XVI<\/strong><\/a><strong>\u00a0ha dedicato nel 2010<\/strong>, ricordando che \u00e8 segno visibile del Dio invisibile, per la cui gloria svettano le sue torri. In continuit\u00e0 con la preghiera del mio Predecessore, tra poco benedir\u00f2 la torre pi\u00f9 alta, quella di Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>Questa chiesa \u00e8 un unico edificio, composto di molte pietre. <strong>Una casa che cresce con costanza negli anni, secondo un identico progetto. <\/strong>Noi tutti siamo le pietre vive di quest\u2019opera, che ha Cristo per fondamento e culmine, inizio e fine. Molto pi\u00f9 di un monumento, la <strong>Basilica della Sacra Famiglia \u00e8 ancora oggi un cantiere<\/strong>, che ci ricorda come la vita cristiana sia sempre un cammino, perch\u00e9 si tratta di un <strong>progetto, che Dio porta a compimento.<\/strong><\/p>\n<p>Non abitiamo dunque un\u2019opera incompiuta, ma un tempio ancora in costruzione. <strong>La sua imperfezione non \u00e8 un difetto<\/strong>, perch\u00e9 attesta un desiderio; non significa una mancanza, ma esprime una promessa, che vogliamo onorare con coerenza.<strong> La nostra gratitudine diventa allora impegno<\/strong>, mentre cooperiamo al progetto di Dio, cio\u00e8 alla costruzione cui Egli stesso ci chiama. Poich\u00e9 siamo tempio dello Spirito Santo, <strong>quest\u2019opera coincide con la nostra vita,<\/strong> che Dio pensa come un capolavoro da realizzare insieme.<\/p>\n<p>In proposito, custodiamo nel cuore la parola rivolta dal Signore al re Davide: \u00abForse tu mi costruirai una casa, perch\u00e9 io vi abiti?\u00bb. Al contrario, \u00abil Signore ti annuncia che far\u00e0 a te una casa\u00bb. Con quest\u2019annuncio, la Scrittura ci insegna che <strong>non siamo noi a dare un posto a Dio<\/strong>, come se fosse l\u2019elemento di una serie o la parte di un tutto pi\u00f9 grande di Lui. <strong>\u00c8 invece Dio che d\u00e0 posto a noi<\/strong>, e il posto che ci dona \u00e8 il suo cuore<strong>: il posto del Figlio<\/strong>, per noi che eravamo estranei; <strong>il posto dell\u2019Amato<\/strong>, per noi che siamo peccatori.<\/p>\n<p><strong>Questa sua volont\u00e0 si compie mediante Ges\u00f9<\/strong>: possiamo allora cogliere il senso di quel che abbiamo ascoltato nel Vangelo, quando il Signore dice ai farisei: \u00abSe non crederete che Io Sono, morirete nei vostri peccati\u00bb. Parole forti, che non sono affatto minacce, n\u00e9 un ricatto. Sono un invito di salvezza, cio\u00e8 un appello alla libert\u00e0 da parte di Cristo, che vuole per noi il bene definitivo, eterno. <strong>Davanti alla minaccia del male, il Signore \u00e8 sempre con noi<\/strong>, sempre per noi. \u201cIo Sono\u201d: questo \u00e8 il Nome santissimo che Dio consegn\u00f2 a Mos\u00e8 dal roveto ardente, rivelando la propria indistruttibile fedelt\u00e0. Fatto uomo<strong>, Egli diventa per noi l\u2019Emmanuele, sorgente di grazia e di perdono<\/strong>, di salvezza e di vita nuova.<\/p>\n<p><strong>Carissimi, non possiamo credere in Ges\u00f9 e fare guerra<\/strong>. Non possiamo credere in Ges\u00f9 e uccidere l\u2019innocente. Non possiamo credere in Ges\u00f9 e abbandonare chi soffre, chi piange, chi fugge dalla miseria.<\/p>\n<p>Questa sera ricordiamo dunque che <strong>la Croce di Cristo, posta in cima a questa Basilica, \u00e8 la Croce degli ultimi che diventano primi<\/strong>, dei peccatori che diventano santi, dei morti che risorgeranno. <strong>Tutte e tre le facciate della Sacra Famiglia<\/strong> lo attestano: il Primo si fa ultimo per noi nella Nativit\u00e0; col suo Sacrificio ci redime mediante la Passione; la sua morte ci dona vita eterna facendoci partecipi della gloria divina. Ammirando la torre di Ges\u00f9 Cristo,\u00a0<em>alziamo a Lui lo sguardo<\/em>, a Lui che solo ci svela la verit\u00e0 di Dio e la verit\u00e0 di noi stessi.<strong> Guardando a Cristo possiamo vedere il mondo con occhi rinnovati<\/strong>: la torre della Croce diventa allora vessillo di carit\u00e0, perch\u00e9 Dio ci ama cos\u00ec, trasformando uno strumento di morte in segno di speranza. Nella Croce di Ges\u00f9 la nostra fede raggiunge il vertice, come professa l\u2019iscrizione che \u00e8 posta alla base della guglia: \u201c<em>Tu solus Sanctus, Tu solus Dominus, tu solus Altissimus<\/em>\u201d. Questa Croce brilla di giorno, riflettendo la luce del sole, e brilla di notte, <strong>illuminando la citt\u00e0 come faro aperto sul Mediterraneo.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, la luce di Cristo brilla nelle tenebre, anche se le tenebre non l\u2019hanno accolta. Questo rifiuto non fa per\u00f2 venir meno l\u2019amore di Dio: \u00abQuando avrete innalzato il Figlio dell\u2019uomo\u00bb, dice il Signore, \u00aballora conoscerete che Io Sono e che nulla faccio da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato\u00bb. <strong>Occorre passare attraverso la passione del Crocifisso, per essere illuminati dalla gloria del Risorto:<\/strong> da sempre, infatti, il Padre insegna a dare la vita e il Figlio, che la riceve da Lui, a tutti la dona con potenza di Spirito Santo. Ecco perch\u00e9 proprio la Croce \u00e8 il segno luminoso del suo amore. <strong>La fede d\u00e0 forma alle pietre e senso all\u2019edificio che stiamo abitando insieme<\/strong>.<\/p>\n<p>Nella nostra preghiera scopriamo perci\u00f2 l\u2019originario legame delle cose con Dio, creatore del cielo e della terra: <strong>Egli \u00e8 l\u2019artista che ha impresso il suo splendore nel cosmo. <\/strong>Creato a sua immagine, l\u2019uomo corrisponde all\u2019opera di Dio col proprio ingegno: \u00e8 cos\u00ec che l\u2019artista fa del talento una lode e della creativit\u00e0 la testimonianza del Creatore stesso.<\/p>\n<p>Come architetto ardente di fede, <strong>il\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/venerabili\/antoni-gaudi-i-cornet.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>venerabile Antoni Gaud\u00ec<\/strong><\/a><strong>\u00a0pens\u00f2 questi spazi volendo raccontare i misteri della vita del Signore<\/strong>: in tal modo ci ha proposto un pellegrinaggio spirituale, che porta all\u2019incontro con Cristo nato, morto e risorto per noi. Insieme a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.causesanti.va\/it\/venerabili\/antoni-gaudi-i-cornet.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gaud\u00ec<\/a>, commemorando il centenario della sua morte, <strong>ricordiamo e ringraziamo<\/strong> questa sera tutti i promotori e i benefattori, gli artisti e le maestranze che cooperano a edificare un capolavoro architettonico che \u00e8 anche un eloquente catechesi fatta di pietre, di colori e di luce. <strong>Nella sua saggezza, la Chiesa rinnova cos\u00ec la\u00a0<em>Biblia pauperum<\/em>\u00a0<\/strong>delle antiche cattedrali, che sono in s\u00e9 stesse ricchissimi messaggi di evangelizzazione. In questo tempio d\u2019immagini appare ancor pi\u00f9 evidente come l\u2019arte e la bellezza siano eminenti canali di evangelizzazione.<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, la bellezza di questo tempio ci sproni ad imparare sempre pi\u00f9 dal nostro Maestro e Signore l\u2019arte di vivere secondo il suo Vangelo. Mentre\u00a0<em>alziamo lo sguardo<\/em>\u00a0a Lui, il Crocifisso Risorto, <strong>impegniamoci a sollevare il viso di chi \u00e8 nella polvere<\/strong>. E dimostriamo cos\u00ec che la Sacra Famiglia \u00e8 la chiesa pi\u00f9 alta del mondo non per primeggiare in classifiche mondane, ma <strong>per guidare i passi del popolo di Dio pellegrino<\/strong> in questa terra di Catalogna, con la croce che illumina il cammino, come lampada accesa nell\u2019attesa del ritorno dello Sposo. Dio sia benedetto!<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Lettera ai preti di San Felice<\/h2>\n<p>Cara comunit\u00e0 dei Santi Carlo e Anna, oggi vogliamo prenderci un momento speciale per dire un grande e sincero <strong>&#8220;Grazie&#8221; ai sacerdoti che hanno guidato<\/strong>, accompagnato e amato la nostra parrocchia in questi 50 anni. 50 anni di fede, 50 anni di cammino insieme, 50 anni di amicizie.<\/p>\n<p>Rivolgiamo il nostro pensiero e la nostra gratitudine a voi sacerdoti (<em>ndr.11 sacerdoti presenti l\u20198 giugno<\/em>). <strong>Ciascuno di voi<\/strong>, con il proprio carisma, la propria sensibilit\u00e0 e la propria instancabile dedizione, ha lasciato un\u2019impronta indelebile nel cuore di questa comunit\u00e0. Grazie per aver spezzato il Pane per noi, per averci ascoltato nei momenti di difficolt\u00e0, per aver gioito con noi nelle feste e <strong>per averci insegnato a camminare insieme<\/strong> sulle vie del Vangelo.<\/p>\n<p>La vostra presenza \u00e8 stata una guida illuminata, un esempio di fede viva e una testimonianza concreta di amore evangelico. <strong>Attraverso<\/strong> il vostro ministero, la nostra parrocchia \u00e8 cresciuta nella comunione e nella carit\u00e0. <strong>Attraverso<\/strong> il vostro servizio sacerdotale, siete stati molto pi\u00f9 che guide spirituali: siete stati padri, fratelli, amici e compagni di viaggio. <strong>Avete celebrato i sacramenti<\/strong> ci siete stati accanto nei momenti di gioia e di dolore, e avete teso la mano a chiunque cercasse conforto, rendendo la nostra parrocchia una vera casa tra le case. Grazie per la <strong>vostra preghiera costante<\/strong>, faro luminoso anche nei momenti pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p>Celebrare cinquant&#8217;anni di questa chiesa non significa solo ricordare la dedicazione di un edificio di mattoni, ma <strong>fare memoria di tutte le &#8220;pietre vive<\/strong>&#8221; che l\u2019hanno costruita giorno dopo giorno.\u00a0Grazie a ciascuno di voi perch\u00e9, chi prima e chi dopo, ci avete ascoltato, consolato e benedetto.<\/p>\n<p>Grati al Signore per il dono della vostra dedizione e del tempo condiviso, vi assicuriamo il <strong>nostro costante ricordo nell&#8217;amicizia e nella preghiera<\/strong>, invocando su di voi e sul vostro cammino pastorale la protezione dei nostri patroni, i santi Carlo e Anna. <strong>Ricordiamo<\/strong> don Enrico e don Giampiero, che sono gi\u00e0 tornati alla Casa del Padre. Li ricordiamo con profonda commozione ed eterna gratitudine. Loro, che per anni hanno celebrato il mistero eucaristico su questo stesso altare, ora celebrano la liturgia eterna del Cielo. Il bene che hanno seminato tra le mura della nostra parrocchia continua a fiorire nei nostri cuori. Siamo certi che, dal banchetto celeste, don Enrico e don Giampiero continuano a guardare, proteggere e pregare per la loro amata comunit\u00e0 dei Santi Carlo e Anna.<\/p>\n<p><strong>Un grande\u00a0grazie<\/strong> ai nostri sacerdoti di oggi: don Norberto,\u00a0don Mauro e don Felice che sicuramente godono dell&#8217;eredit\u00e0 trovata ma sempre tanto devono stimolarci per crescere nella carit\u00e0 verso gli altri e nell&#8217;unit\u00e0 tra di noi. <strong>Buon anniversario a noi comunit\u00e0 dei Santi Carlo e Anna<\/strong> e voi tutti carissimi sacerdoti sappiate che il vostro servizio sacerdotale \u00e8 stato un dono prezioso. Anche se le strade della missione vi hanno portato altrove, la parrocchia dei Santi Carlo e Anna sar\u00e0 sempre un po&#8217; la vostra casa perch\u00e9 qui ancora si parla spesso di voi!<\/p>\n<p>Maria Teresa<\/p>\n<hr \/>\n<h1>Avvisi<\/h1>\n<ul>\n<li><strong>Sabato 20 giugno<\/strong>: giornata di spiritualit\u00e0 a Villa Cagnola (Gazzada)<\/li>\n<\/ul>\n<h2>In prospettiva<\/h2>\n<ul>\n<li><strong>Marted\u00ec 8 settembre<\/strong>: giornata a <strong>Mantova<\/strong> (sei posti liberi) nell\u2019ambito della festa di san Rocco<\/li>\n<li><strong>6-8 ottobre<\/strong>: pellegrinaggio a <strong>Fatima<\/strong>; iniziare a prendere visione del programma (bacheca in chiesa)<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2026\/20260614-il-ponte-degli-specchietti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il &#8220;Ponte degli specchietti&#8221; in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terza domenica dopo Pentecoste Andare a Barcellona Mi spiace non essere mai andato a Barcellona e non aver mai potuto visitare la Sagrada Familia. 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