{"id":5023,"date":"2026-10-11T16:39:50","date_gmt":"2026-10-11T14:39:50","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=5023"},"modified":"2026-10-11T16:40:21","modified_gmt":"2026-10-11T14:40:21","slug":"11-ottobre-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/11-ottobre-2026\/","title":{"rendered":"11 ottobre 2026"},"content":{"rendered":"<h1>Settima domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore<\/h1>\n<hr \/>\n<h2>Domenica 18 ottobre, alle ore 18.30<\/h2>\n<h1>CELEBRAZIONE EUCARISTICA CITTADINA<\/h1>\n<p><strong>Celebrata dai sacerdoti della citt\u00e0 presso la parrocchia di Redecesio<br \/>\n<\/strong><strong>Sono sospese tutte le messe vespertine nelle altre parrocchie<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h2>Carlo Acutis a 20 anni<\/h2>\n<p>La presenza delle reliquie di san Carlo, ci offre l\u2019occasione di riprendere le parole espresse dal Vescovo Mario in occasione della sua canonizzazione. Le reliquie lasceranno la chiesa di Lavanderie <strong>luned\u00ec 12 ottobre dopo la Messa celebrata alle ore 6.30<\/strong>, giorno del ventesimo anniversario della sua morte. Facciamo in modo che questi giorni siano un\u2019occasione preziosa di preghiera.<\/p>\n<p>Segnaliamo la <strong>proiezione del nuovo film documentario <\/strong>\u201cCarlo Acutis il giovane santo\u201d che si terr\u00e0 al cinema san Felice gioved\u00ec 22 ottobre ore 21.15.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Omelia del vescovo Delpini<\/h2>\n<ol>\n<li><strong>Che cosa pensi della citt\u00e0<\/strong>? La citt\u00e0 \u00e8 difficile, la citt\u00e0 \u00e8 problematica, la citt\u00e0 attrae con le sue promesse e respinge con la sua durezza, la citt\u00e0 \u00e8 ingiusta, la citt\u00e0 \u00e8 pericolosa, la citt\u00e0 ha perso la sua anima, la citt\u00e0 \u00e8 un groviglio di complicazioni, la citt\u00e0 \u00e8 assediata dalla malavita, la citt\u00e0 contiene tutti i problemi del mondo.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>In questa citt\u00e0 ha vissuto un ragazzo<\/strong> che da quando ha fatto la prima comunione fino a quindici anni ha pregato tutti i giorni il rosario, ha partecipato alla messa tutti i giorni, ha sostato in chiesa per pregare da solo tutti i giorni. Nella citt\u00e0 difficile il Signore continua ad attirare a s\u00e9, continua ad aprire autostrade per il cielo, continua a seminare compassione per darsi da fare per i poveri. Si possono dire molte cose della citt\u00e0. Si deve per\u00f2 anche dire che la citt\u00e0 \u00e8 un <strong>luogo in cui si pu\u00f2 diventare santi<\/strong>.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Che cosa pensi degli adolescenti<\/strong>? L\u2019adolescenza \u00e8 una et\u00e0 difficile. Le mamme e i pap\u00e0 quando devono parlare delle difficolt\u00e0 che incontrano con i figli dicono, come una specie di giustificazione: \u201c\u00e8 un adolescente!\u201d.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Di ragazzi e ragazze adolescenti si dice che sono fragili, che hanno dentro una rabbia che li rende aggressivi, che usano i social per esprimere odio e volgarit\u00e0, che soffrono di disturbi alimentari e che hanno bisogno di terapie e accompagnamenti di specialisti, che sono intrattabili, che si rifugiano in pericolose solitudini e in pericolose compagnie.<\/p>\n<p><strong>Qualche anno fa in questa citt\u00e0<\/strong> <strong>un ragazzo ha vissuto<\/strong> la sua adolescenza come un tempo per impegnare le sue capacit\u00e0, le sue risorse, il suo tempo per una voglia di fare il bene, per un gusto per i pensieri alti, per un interesse per il mistero che lo ha segnato fino alla morte. Dell\u2019adolescenza si possono dire molte cose. Si deve per\u00f2 anche dire che l\u2019adolescenza \u00e8 un tempo <strong>adatto per diventare santi<\/strong>.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>Che cosa dire della malattia<\/strong>? La malattia \u00e8 una dura prova, la malattia riempie l\u2019animo di angoscia, la malattia spinge a chiudersi in s\u00e9 stessi, a non pensare ad altro, a non parlare d\u2019altro, a non guardare altro che la propria condizione di malato. La malattia \u00e8 una ingiustizia. La malattia \u00e8 una dura prova: il malato \u00e8 tentato di dubitare di Dio, di arrabbiarsi con Dio, di bestemmiare Dio come un enigma ostile, che si accanisce, non si sa perch\u00e9 proprio contro di me.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nell\u2019ottobre del 2006 <strong>\u00e8 stato ricoverato all\u2019ospedale san Gerardo di Monza un ragazzo<\/strong> di 15 anni che la leucemia fulminante ha fatto morire in pochi giorni. Nel rendersi conto della gravit\u00e0 della sua malattia Carlo ha rinnovato la sua fede, ha pensato che la sua vita potesse fare del bene nella salute e nella malattia e ha offerto il suo soffrire e morire per il Papa e per la Chiesa.<\/p>\n<p>Della malattia e della morte si possono dire tante cose. Si deve per\u00f2 anche dire che <strong>\u00e8 il passaggio doloroso e misterioso<\/strong> per una comunione pi\u00f9 profonda e decisiva con il Signore della vita e della gioia.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Un inizio bello<\/h2>\n<p>Domenica 4 ottobre nella <strong>comunit\u00e0 di San Felice<\/strong> abbiamo dato inizio al cammino catechistico, un appuntamento importante per la ripartenza della vita comunitaria. Nel corso della celebrazione eucaristica delle ore 10 \u00e8 stato conferito il mandato alle catechiste, seguito da un breve momento di convivialit\u00e0. Un gesto all\u2019apparenza <strong>semplice ma carico di significato<\/strong>, soprattutto dopo i diversi cambiamenti di questi anni. Niente di speciale. L\u2019ingresso di nuove <strong>catechiste<\/strong> non era affatto scontato e la costanza di chi prosegue da anni in questo servizio \u00e8 un prezioso segno di continuit\u00e0. Soltanto ora possiamo rendere effettivo l\u2019inizio del primo anno di catechismo per la seconda elementare. <strong>Anche le famiglie<\/strong> si stanno accorgendo &#8211; forse anche per l\u2019unica messa che si celebra al mattino \u2013 che niente pu\u00f2 essere dato per acquisito. Al di l\u00e0 dell\u2019aspetto organizzativo, si tratta solo di accogliere l\u2019appello del Signore che \u201c<strong>chiede una mano<\/strong>\u201d affinch\u00e9 le persone possano incontrare quell\u2019Amore, venuto dall\u2019alto, per risanare e liberare dal male.<\/p>\n<p>Don Norberto<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Verso Fatima<\/h2>\n<p>Il nostro cammino verso Fatima \u00e8 <strong>iniziato a Lisbona<\/strong>, una citt\u00e0 che respira apertura. Le sue strade, i quartieri colorati, il Tago che si allarga verso l\u2019oceano: tutto parla di partenza, di missione, di cristianesimo, della forza di una chiesa che ha saputo portare il Vangelo ai confini del mondo. Visitare Lisbona significa lasciarsi interrogare: <strong>dove ci sta conducendo il Signore?<\/strong> Quale orizzonte ci invita ad attraversare?<\/p>\n<p><strong>A Fatima il passo cambia<\/strong>. La citt\u00e0 si fa pi\u00f9 raccolta, il ritmo pi\u00f9 lento, il cuore pi\u00f9 attento, il grande santuario, la <strong>cappellina delle apparizioni<\/strong>, la via dei pastorelli: tutto conduce verso un punto dove la preghiera diventa essenziale, la pace interiore prende forma, la voce di Maria si fa pi\u00f9 vicina. <strong>\u00c8 il silenzio a toccare i cuori<\/strong>, un silenzio che non pesa, un silenzio che accoglie.<\/p>\n<p><strong>Incontri gente<\/strong> che prega, gente che piange, gente che avanza in ginocchio lungo il viale del santuario. Non li giudichi, non ti chiedi perch\u00e9 lo fanno. Li guardi e basta, e capisci che ognuno porta un peso, una storia, una gratitudine, una ferita, una speranza. Il momento pi\u00f9 toccante \u00e8 <strong>il Rosario della sera<\/strong>. Migliaia di persone, lingue diverse, eppure un\u2019unica voce, le Ave Maria che salgono come respiro comune. Le fiaccole accese sembrano dire che il mondo non \u00e8 cos\u00ec buio come sembra: <strong>basta una luce<\/strong>, un\u2019altra, un\u2019altra ancora.<\/p>\n<p>A Fatima <strong>vedi la pace<\/strong>, una pace che non viene da fuori, una pace vera che non toglie i problemi, ma ti ricorda che non li porti da solo. <strong>Qui Maria non consola soltanto: illumina<\/strong>. Qui Maria non parla solo al dolore, ma alla responsabilit\u00e0: invita alla pace, alla <strong>conversione<\/strong>, alla preghiera per il mondo. Ti invita a diventare custode della pace e della fede.\u00a0 Noi l\u2019ascoltiamo perch\u00e9 alla fine \u00e8 Ges\u00f9 che la manda a sollecitare una pi\u00f9 coerente adesione al Vangelo.<\/p>\n<p>Oggi pi\u00f9 che mai abbiamo bisogno di <strong>un Dio che si china<\/strong>, di un Dio che ci chiama, di <strong>una Madre che consola<\/strong> e di una Madre che educa. Abbiamo bisogno di amare e di lasciarci trasformare. E forse \u00e8 questo che fa un pellegrinaggio, <strong>non cambia la vita in un colpo<\/strong>. Spesso si riparte con una luce nuova che orienta, che rimette nella direzione giusta, che riporta alla sorgente.<\/p>\n<p>Enza<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Partecipo al \u201cgruppo 35-50\u201d<\/h2>\n<p>Nessuno cammina da solo. Come i discepoli di Emmaus riconobbero Ges\u00f9 camminando insieme, cos\u00ec anche noi siamo invitati a incontrarci, ascoltarci e condividere il nostro cammino di fede.<\/p>\n<p>Il gruppo di condivisione della fede <strong>\u00e8 per me un dono prezioso<\/strong>. Attraverso letture, riflessioni e testimonianze, offre uno spazio semplice e autentico in cui fermarsi, ascoltare ed essere ascoltati. Non servono iscrizioni, competenze o particolari requisiti: \u00e8 <strong>aperto a tutti gli adulti<\/strong> che sentono il desiderio, o il bisogno, di condividere un tratto del proprio cammino. A volte gli impegni o le distrazioni fanno vacillare la motivazione e la costanza, ma ogni volta che supero la tentazione di abbandonare riscopro quanto questo momento mi faccia bene. Ci si sente quasi in famiglia: non sempre perfettamente compresi, talvolta anche per i propri limiti, <strong>ma comunque accolti<\/strong>. I legami pi\u00f9 belli sono quelli costruiti attraverso scelte e condivisioni. \u00c8 qualcosa che fa bene al cuore, all&#8217;anima e anche alla salute.<\/p>\n<p>&#8220;Dove due o tre sono riuniti nel suo nome, Lui \u00e8 in mezzo a loro\u201d. Vieni a <strong>condividere un tempo di amicizia, ascolto e fraternit\u00e0<\/strong>.&#8221; Ti aspettiamo! (Da domenica 11 ottobre, alle ore 19; poi con scadenza quindicinale nella parrocchia di Santo Stefano).<\/p>\n<p>Hale<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Avvisi<\/h2>\n<ul>\n<li><strong>Marted\u00ec 13 ottobre<\/strong>: visita al battistero di Casciago; partenza alle ore 14<\/li>\n<li><strong>Mercoled\u00ec 14 ottobre<\/strong>, a Santo Stefano: Consiglio pastorale<\/li>\n<li><strong>Rosario nel mese di ottobre<\/strong>: alle ore 17.30, al marted\u00ec e al gioved\u00ec, a Santo Stefano<\/li>\n<li><strong>Domenica 18 ottobre<\/strong>, alle ore 15.30: inizio del percorso cittadino alla ministerialit\u00e0 a Redecesio\n<ul>\n<li>Messa cittadina, alle ore 18.30, sempre a Redecesio<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<h2>Leggere la \u201cMagnifica Humanitas\u201d<\/h2>\n<p>Troppo difficile\u2026 troppo lunga\u2026 da solo mi perdo\u2026tutte ne parlano\u2026<br \/>\nScopo della proposta: leggere insieme qualche parte essenziale, voglia di leggere parti da soli, sapere di cosa si tratta.<br \/>\nGuida: Pietro Pinacci, ingegnere nucleare e animatore spirituale, con don Norberto<br \/>\n<strong>Marted\u00ec 20, 27 ottobre e 3 novembre<\/strong>, nell\u2019oratorio di Santo Stefano, <strong>alle 15.30<\/strong>. Il 10 novembre successivo incontro per eventuali domande. Ripeteremo la proposta in tre serate nel mese di novembre.<\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2026\/20261011-il-ponte-degli-specchietti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il &#8220;Ponte degli specchietti&#8221; in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Settima domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore Domenica 18 ottobre, alle ore 18.30 CELEBRAZIONE EUCARISTICA CITTADINA Celebrata dai sacerdoti della citt\u00e0 presso [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2705,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[90,184],"tags":[],"class_list":["post-5023","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-foglio-settimanale","category-in-prima-pagina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5023","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5023"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5023\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5025,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5023\/revisions\/5025"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5023"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5023"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5023"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}