{"id":5036,"date":"2026-10-24T14:18:32","date_gmt":"2026-10-24T12:18:32","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=5036"},"modified":"2026-10-24T14:22:33","modified_gmt":"2026-10-24T12:22:33","slug":"25-ottobre-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/25-ottobre-2026\/","title":{"rendered":"25 ottobre 2026"},"content":{"rendered":"<h1>Prima domenica dopo la Dedicazione \u2013 il mandato missionario<\/h1>\n<hr \/>\n<h2>Siamo a Milano<\/h2>\n<p>Ci stiamo avvicinando alla <strong>solennit\u00e0 dei santi e dei morti<\/strong>. Le logiche commerciali e del mondo ci propongono <strong>un\u2019altra festivit\u00e0<\/strong> che proviene da tradizioni estranee, non propriamente italiane ed europee.<\/p>\n<p><strong>Mentre si scrive non si pu\u00f2 non<\/strong> tener conto di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nei pressi della cattedrale, proprio nel giorno in cui si celebrava la festa del Duomo. Molto si \u00e8 scritto, molto si \u00e8 visto, <strong>molte parole<\/strong> pronunciate\u2026 davvero tanto, forse troppo. Sullo sfondo <strong>restano il silenzio<\/strong>, la preoccupazione, uno smacco evidente nel confronto con generazioni, segnato da episodi di violenza e saccheggi.<\/p>\n<p><strong>Lasciamo allora spazio<\/strong> a poche parole, nette e chiare, del <strong>vescovo Mario Delpini<\/strong> pronunciate in un\u2019intervista ad Avvenire. Merita attenzione anche un significativo passaggio del <strong>presidente Mattarella<\/strong>: \u00ab<em>Alle forze dell\u2019ordine \u2014 in particolare ai quasi 200 loro feriti nei giorni scorsi \u2014 va la piena solidariet\u00e0 della comunit\u00e0 nazionale. Occorre poi mettere in atto un\u2019analisi intelligente e approfondita e a elaborare una attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti. Condizione, quest\u2019ultima, che pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili<\/em>\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Giornalista: <em>Eccellenza, a Milano sabato e domenica si sono viste scene di violenza e devastazione come non accadeva da decenni. Sorpresa e paura tra molti: lei come spiega questa esplosione di rabbia?<br \/>\n<\/em>Da quali deserti dell\u2019anima pu\u00f2 venire quell\u2019aridit\u00e0 che non soffre nel far soffrire? Da quale mondo virtuale pu\u00f2 venire il far paura senza provare paura? Da quale indifferenza pu\u00f2 venire l\u2019aggredire senza timore di essere aggrediti, cio\u00e8 senza pensare n\u00e9 temere le conseguenze? <strong>Io non so spiegarmi<\/strong> questa esplosione di rabbia. Io non so attribuire colpe e indicare colpevoli. Forse altri sapranno farlo.<\/p>\n<p><em>Che cosa si sente di dire a una citt\u00e0 sotto choc?<br \/>\n<\/em>La societ\u00e0, <strong>i negozianti, i cittadini<\/strong> devono cercare di difendersi e non so come si possa fare per contenere minorenni incontenibili. <strong>Le forze dell\u2019ordine<\/strong> hanno regole che i teppisti minorenni non osservano. Si dovranno quindi definire strategie legali ed efficaci. Io di questo non so niente. <strong>A me piacerebbe azzardarmi a stabilire rapporti<\/strong>, a condividere ore di scuola, partite di calcio, passeggiate in montagna. Ecco, per capire o almeno per tendere una mano.<\/p>\n<p><em>I protagonisti di questi assalti sono, nella grande maggioranza, dei ragazzini minorenni. Un motivo di sconcerto in pi\u00f9. Quale rabbia li attraversa? Dicono di non sentirsi neppure \u201cvisti\u201d dal mondo dei grandi. Quale sfida pongono al mondo degli adulti?<br \/>\n<\/em>Molti ripetono il luogo comune che i genitori sono i responsabili di tutto. <strong>Non mi piacciono le generalizzazioni<\/strong> e non sono giuste. Qualche cosa di vero c\u2019\u00e8. Ma non c\u2019\u00e8 un manuale per fare il pap\u00e0 e la mamma, l\u2019educazione non \u00e8 un procedimento deterministico. <strong>Forse ci sono adulti<\/strong> che non sono contenti di essere adulti e i ragazzi si convincono che non valga la pena di diventare adulti. Quindi \u2013 si chiederanno \u2013 perch\u00e9 siamo al mondo? <strong>Forse la grammatica<\/strong> fondamentale del vivere, che distingue bene e male, \u00e8 diventata troppo difficile e il riferimento a Dio \u00e8 diventato fumoso e addirittura antipatico. Perci\u00f2 quale ragione ci sarebbe per fare il bene ed evitare il male? Ha un fondamento serio la tragica interpretazione della storia che dice: <strong>se Dio non esiste, allora tutto \u00e8 possibile!<\/strong><\/p>\n<p><em>E ancora una volta balza agli occhi il tema dell\u2019educazione: gli oratori sono in prima linea e operano in maniera silenziosa ma concreta. Quale aiuto ulteriore possono dare?<br \/>\n<\/em>La comunit\u00e0 cristiana <strong>non ha la ricetta<\/strong> dell\u2019educazione, ma piuttosto dovrebbe creare le condizioni perch\u00e9 il Maestro interiore, con il dono dello Spirito Santo, <strong>possa insegnare le vie del bene<\/strong>. Gli oratori possono aiutare chi li frequenta. Ma credo che chi frequenta gli oratori debba essere incoraggiato ad aiutare chi non li frequenta. Una volta forse si consigliava di buttare fuori la mela marcia perch\u00e9 il marciume non contagiasse le mele sane del cesto. Credo che invece che di mele, <strong>si dovrebbe parlare di lampade<\/strong>: chi accoglie Ges\u00f9 diventa come una lampada che pu\u00f2 regalare luce per tutti e indicare la meta che merita di essere desiderata, cio\u00e8 il compimento della vocazione di ciascuno, e la via che \u00e8 possibile percorrere.<\/p>\n<p><em>Di fronte a tale violenza, il rischio \u00e8 di fermarsi alla condanna, trascurando una risposta educativa che resta necessaria&#8230;<br \/>\n<\/em><strong>La Chiesa ha una verit\u00e0 promettente<\/strong> da annunciare, una sapienza educativa ricca di millenni di esperienza. <strong>E crede in Dio<\/strong>. Perci\u00f2 ha fiducia. \u00c8 perci\u00f2 necessario che si facciano avanti uomini e donne di ogni et\u00e0 e condizione, in ogni ruolo e professione, si facciano avanti per mettere mano <strong>all\u2019impresa di aggiustare il mondo<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>L\u00e0, dove i fratelli stanno insieme<\/h2>\n<p>\u00abEcco, com\u2019\u00e8 bello e com\u2019\u00e8 dolce che i fratelli vivano insieme!\u00bb (Salmo 133,1). Questo salmo, attribuito a Davide, \u00e8 uno dei \u00ab<strong>Canti delle salite<\/strong>\u00bb: li cantavano i pellegrini che salivano a Gerusalemme per le grandi feste. Con un piccolo sforzo di immaginazione riusciamo quasi a vederli, questi pellegrini, mentre partono, ciascuno dal proprio villaggio e per una strada diversa. Ed \u00e8 facile pensare che <strong>ad un certo punto queste strade siano confluite<\/strong> in una sola e i pellegrini abbiano cominciato a salire insieme verso Gerusalemme, mescolando le loro voci in un unico canto.<\/p>\n<p>Ecco, <strong>domenica a Segrate<\/strong> \u00e8 successo qualcosa di simile. Seguendo il nostro calendario ambrosiano, abbiamo festeggiato la Dedicazione del Duomo di Milano, \u00abChiesa madre di tutti i fedeli ambrosiani\u00bb, e davvero non si poteva immaginare una data pi\u00f9 azzeccata per la <strong>messa delle Sette Parrocchie<\/strong> di Segrate. Come ogni anno, ho avuto l\u2019onore e l\u2019onere di dirigere il coro straordinario. Straordinario nel senso letterale del termine, perch\u00e9 <strong>mette insieme cantori e musicisti<\/strong> di tutte e sette le parrocchie di Segrate, esclusivamente per questa occasione. Persone diverse, abitudini diverse, repertori diversi; chi canta da poco, chi da una vita, chi legge la musica, chi si fida dell\u2019orecchio\u2026<\/p>\n<p>Una bella impresa mettere tutti insieme. <strong>Chi dirige per\u00f2 ha un privilegio<\/strong> che gli altri non hanno: vedere i volti di chi canta e suona. Ed \u00e8 bellissimo vedere tanti sguardi, che rimangono tutti appesi a uno stesso gesto. E poi succede la cosa pi\u00f9 straordinaria di tutte: ad un tratto si smette di sentire le singole voci e <strong>si sente solo la voce del coro<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ignazio di Antiochia<\/strong>, all\u2019inizio del II secolo, mentre veniva portato a Roma per il martirio, scrisse sette lettere, una pi\u00f9 bella dell\u2019altra. <strong>Ai cristiani di Efeso diceva<\/strong>: \u00abNella vostra concordia e nel vostro amore sinfonico si canta Ges\u00f9 Cristo. E voi, uno per uno, diventate coro, perch\u00e9, intonati nella concordia e prendendo nell\u2019unit\u00e0 il tono di Dio, cantiate a una sola voce per mezzo di Ges\u00f9 Cristo al Padre\u00bb. Noi lo abbiamo sperimentato: <strong>essere Chiesa \u00e8 diventare coro<\/strong>! Non sentire pi\u00f9 le singole voci non vuol dire che spariscano all&#8217;interno del mucchio, perch\u00e9 ognuno occupa il posto che solo lui pu\u00f2 occupare. Nel coro ognuno ha il suo ruolo, la sua parte, il suo timbro, la sua voce, cos\u00ec come <strong>nella Chiesa ognuno ha i suoi carismi<\/strong>: doni dello Spirito per il bene comune. Domenica non c\u2019erano sette parrocchie messe in fila, ma tante voci diverse accordate sulla stessa nota. E il salmo si chiude con <strong>una promessa<\/strong>: \u00abl\u00e0 il Signore manda la benedizione, la vita per sempre\u00bb. L\u00e0, <strong>dove i fratelli stanno insieme<\/strong>.<\/p>\n<p>Raffaella<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Bella preghiera<\/h2>\n<p><em>Trovo molto bello il prefazio che \u00e8 stato letto nei giorni feriali di questa settimana. Non era quello usato alla domenica perch\u00e9 era solo per la festa della Dedicazione del duomo. Credo sia un prefazio unico, che non mi pare ci sia in altri momenti dell\u2019anno liturgico. Lo riporto qui perch\u00e9 merita di essere letto per la sua intensit\u00e0 e chiarezza.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 veramente cosa buona e giusta lodarti e ringraziarti, Dio onnipotente, <strong>per ogni bene<\/strong> elargito dalla tua misericordia. Tutti per nome ci hai <strong>chiamati alla vita con amore di Padre<\/strong>, affidando <strong>a ciascuno una propria missione<\/strong>.<br \/>\n<strong>Incontro<\/strong>, sul nostro cammino, <strong>ci hai mandato<\/strong> il tuo Figlio unigenito che a noi mirabilmente si unisse in un vincolo di <strong>eterna amicizia<\/strong>. Hai voluto <strong>associare il nostro destino alla storia<\/strong> della sua redenzione e ci hai reso <strong>figli della Chiesa<\/strong> perch\u00e9 fossimo solerti <strong>operatori di pace<\/strong> e <strong>coraggiosi annunciatori<\/strong> del Vangelo nel mondo. Grati e riconoscenti, con gli angeli e con i santi, eleviamo a te, o Padre, l\u2019inno di lode: Santo\u2026<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Benedizione nelle case<\/h2>\n<p><strong>Per Santo Stefano<\/strong>: passeremo dalle vie centrali rispetto alla chiesa, a partire dal 3 novembre<br \/>\n<strong>Vie<\/strong>: via Roma, piazza della Repubblica, via Grandi, via Costa, via Gramsci, via Ligabue, via Cellini, via Cesare Battisti, via della Pace, via Suardi, via De Amicis, via Alessandrini, via Curiel, via Turati, via Generale Dalla Chiesa, via Matteotti, via Mazzini, via Martiri della Libert\u00e0, via Morandi, via Gobetti, via Mattarella, via Pio La Torre, via XXV aprile, via Garibaldi, via Cristei (solo fino al n. 26 pari e n 31 dispari)<\/p>\n<p><strong>Per San Felice<\/strong>: seguiamo l\u2019analoga modalit\u00e0 iniziata lo scorso anno con don Felice passando a dicembre e, in caso di ritardo, in gennaio.<\/p>\n<p><strong>Per Novegro<\/strong>: sempre su richiesta delle famiglie si andr\u00e0 in Quaresima.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Celebrazione dei Santi e Messe al cimitero<\/h2>\n<ul>\n<li><strong>Venerd\u00ec 30 ottobre<\/strong>, alle ore 18.30 a San Felice: Messa nella vigilia dei Santi<\/li>\n<li><strong>Sabato 31 ottobre, alle ore 9 a Santo Stefano: Messa nella festa dei Santi; prefestiva alle ore 18<\/strong><\/li>\n<li><strong>Domenica 1\u00b0 novembre: Messe con i testi liturgici della seconda domenica dopo la Dedicazione<\/strong><\/li>\n<li><strong>Luned\u00ec 2 novembre, oltre Messe messe di orario, ecco l\u2019orario delle messe al cimitero:<\/strong>\n<ul>\n<li>ore 9: animata dalle parrocchie di Redecesio e Lavanderi<\/li>\n<li>ore 11: animata dalla parrocchia di Milano Due<\/li>\n<li>ore 15: animata dalla parrocchia del Villaggio<\/li>\n<li>ore 16: animata dalle parrocchie di Santo Stefano, San Felice, Novegro<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2026\/20261025-il-ponte-degli-specchietti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il Ponte degli specchietti in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima domenica dopo la Dedicazione \u2013 il mandato missionario Siamo a Milano Ci stiamo avvicinando alla solennit\u00e0 dei santi e dei morti. 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