{"id":5046,"date":"2026-10-31T21:24:34","date_gmt":"2026-10-31T20:24:34","guid":{"rendered":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=5046"},"modified":"2026-10-31T21:24:34","modified_gmt":"2026-10-31T20:24:34","slug":"1o-novembre-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/1o-novembre-2026\/","title":{"rendered":"1\u00ba novembre 2026"},"content":{"rendered":"<h1>Seconda domenica dopo la Dedicazione<\/h1>\n<hr \/>\n<h2>Un ricordo del cimitero<\/h2>\n<p>Quest\u2019anno <strong>non abbiamo il \u201cponte dei Santi e dei morti\u201d<\/strong>, un\u2019occasione che spesso diventava motivo di viaggio per ritrovare le radici della propria famiglia andando nei vari cimiteri in cui riposano i nostri cari. Era anche un\u2019occasione per tornare \u201cai propri paesi di origine\u201d visitando, oltre ai familiari, anche amici che non ci sono pi\u00f9. Si va al camposanto <strong>portando fiori o piante<\/strong> da mettere sulle tombe. Cos\u00ec i cimiteri (capita anche al nostro di Segrate) si riempiono di margherite, crisantemi e altri fiori.<\/p>\n<p>Ogni 1\u00b0 novembre <strong>mi ritorna in mente<\/strong> una tradizione che c\u2019era a Legnanello, nella parrocchia dove ho seguito l\u2019oratorio per quasi sei anni. Quest\u2019anno il ricordo si \u00e8 fatto ancora \u00e8 pi\u00f9 vivo perch\u00e9 mi \u00e8 capitato tra le mani <strong>una cartelletta contenente un giornalino<\/strong> che avevamo creato in oratorio in quegli anni, inizialmente come inserto nel bollettino parrocchiale, e poi in veste autonoma. Il <strong>\u201cTestata\u201d<\/strong> \u2013 era il titolo che scelto per un motivo che riporto dal numero zero del dicembre 1993 &#8211; \u201c\u00c8 il titolo scelto per questo inserto dell\u2019oratorio. Parola che possiede un duplice significato: il primo sta nel fatto che\u2026 \u201c\u00e8 senza titolo\u201d. Infatti, si intende testata\u2026 \u201criquadro superiore della prima pagina di un giornale, contenente il titolo\u201d. In secondo luogo, testata nel senso di \u201ccolpo dato con la testa\u201d, ovvero possibilit\u00e0 di picchiare la testa contro le cose, i problemi, le idee\u201d.<\/p>\n<p><strong>Mi scuso per questo richiamo<\/strong> <strong>biografico<\/strong> emerso casualmente. \u00a0In quell\u2019oratorio, la sera del 1\u00b0 novembre, <strong>si andava a piedi al cimitero cittadino<\/strong>, distante pi\u00f9 o meno come da Santo Stefano alla chiesa di Lavanderie: eravamo quasi un centinaio tra giovani e adolescenti, con la presenza di qualche adulto. Si percorrevano i viali del cimitero recitando il rosario e ci si fermava soprattutto <strong>davanti alle tombe di giovani e ragazzi<\/strong> che avevano frequentato l\u2019oratorio. Quattro in particolare erano ragazzi che ricordavamo. <strong>Tra loro c\u2019era Ilaria<\/strong>, una bambina di prima elementare, che accompagnai al cimitero il 21 giugno &#8211; giorno di san Luigi G &#8211; festa del santo di cui l\u2019oratorio portava il nome. Era il mio primo anno di permanenza a Legnano e fu intenso\u00a0quell\u2019accompagnamento di lei e del dolore della famiglia. Poi, certo, alla fine <strong>c\u2019era il passaggio alle numerose giostre<\/strong> che si stabilizzavano nei dintorni del cimitero, perch\u00e9 a Legnano si festeggia il patrono san Magno il 5 novembre.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, in senso generale, <strong>il camminare da casa al cimitero<\/strong>, a piedi o in macchina, \u00e8 \u201c<strong>bello di suo<\/strong>\u201d. Perch\u00e9 al cimitero non si va \u201cperch\u00e9 sei nei paraggi\u201d ma ci si va volutamente. Si entra cos\u00ec prima ancora che fisicamente, con la mente. <strong>\u00c8 la mente che decide<\/strong> \u201coggi vado al cimitero perch\u00e9 \u00e8 giusto, perch\u00e9 mi sento attratto, perch\u00e9 sono in debito, perch\u00e9 sento la mancanza, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 lui, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 lei\u2026\u201d. Senza il ponte dei morti, ci si arrangia comunque perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un pensiero che viene prima di tutto: \u201c<strong>Devo andare al cimitero<\/strong>\u201d. Un pensiero che commuove ma che, allo stesso tempo, ci ricorda quanto siamo umani.\u00a0 E in questo tempo, cos\u00ec veloce e distratto, non guasta ricordarlo.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Non ci sono due Messe<\/h2>\n<p>Come gi\u00e0 accennato, una volta ogni sei o sette anni, la \u201cSolennit\u00e0 di Tutti i Santi\u201d cade di domenica. Mi sembra allora utile ricordare <strong>una caratteristica del rito ambrosiano<\/strong> che, pur riconoscendo l\u2019importanza della festa dei Santi, \u00e8 quella di previlegiare il valore del percorso domenicale, celebrando cos\u00ec \u201cla seconda domenica dopo la Dedicazione del duomo\u201d. <strong>L\u2019unico vantaggio pratico <\/strong>\u00e8 che c\u2019\u00e8\u2026 solo un giorno \u201cdi precetto con la Messa\u201d anzich\u00e9 due!<\/p>\n<p>Noi credenti abbiamo un bel rapporto con i santi, un rapporto di amicizia che si crea con loro e che la Chiesa ci aiuta a coltivare. Grazie alla loro vita e ai loro scritti, possiamo respirare un bel clima, che richiama il numero dei <strong>centoquarantaquattro mila<\/strong> dell\u2019Apocalisse: un numero simbolico, ottenuto moltiplicando il numero dodici altrettanto simbolico.<\/p>\n<p><strong>Nella Messa<\/strong> ritroviamo pi\u00f9 volte questo richiamo: gi\u00e0 nel \u201c<strong>Confesso a Dio onnipotente<\/strong>\u201d diciamo: \u201cE supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi fratelli e sorelle, di pregare per me il Signore Dio nostro\u201d. Anche nel <strong>Credo<\/strong> richiamiamo la comunione dei santi. Nel <strong>prefazio<\/strong> si accenna spesso agli angeli e ai santi, uniti ai quali, innalziamo il canto del Santo. Nella <strong>preghiera eucaristica<\/strong> tutto \u00e8 pi\u00f9 evidente quando si aggiunge anche il nome di sant\u2019Ambrogio o dei santi protettori.<\/p>\n<p>Mi piace molto segnalare la loro presenza \u2013 la presenza di tutti \u2013 <strong>nel momento del battesimo<\/strong> di un bambino. Familiare \u00e8 anche il richiamo ai santi durante la <strong>celebrazione delle esequie<\/strong>. Ma altrettanto bella \u00e8 la loro presenza <strong>ad un matrimonio<\/strong>. Un momento ancora pi\u00f9 intenso \u00e8 infine <strong>quello dell\u2019ordinazione sacerdotale<\/strong>: mentre si \u00e8 distesi a terra e si invoca l\u2019intercessione dei santi, la loro presenza diventa fortissima, invocata dal popolo di Dio su coloro che diventeranno ministri dell\u2019altare.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 il legame con i santi rimane vivo e si rinnova continuamente <strong>soprattutto nella liturgia<\/strong>, ma anche nei vari pellegrinaggi l\u00e0 dove sono custodite le loro reliquie, riconoscendo in loro persone che semplicemente hanno integrato la loro vita a quella di Cristo. \u00c8 bello essere immersi nella santit\u00e0.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Fede da santi<\/h2>\n<p><em>Sempre sfogliando il giornalino dell\u2019oratorio di Legnanello, ho trovato questo racconto di Anthony de Mello (autore letto in quel tempo), commentato da un ragazzo. Visto il periodo dell\u2019anno, lo pubblichiamo<\/em>.<\/p>\n<p>Il saggio ind\u00f9 Narada intraprese un pellegrinaggio al tempio del Signore Visnu. Una notte si ferm\u00f2 in un villaggio e fu ospitato nella capanna di una coppia di povera gente. La mattina dopo, prima di ripartire, l&#8217;uomo disse al Narada: &#8220;Tu stai andando dal Signore Visnu. Chiedigli di dare a me e a mia moglie un figlio perch\u00e9 sono ormai molti anni che siamo senza figli&#8221;.<\/p>\n<p>Quando Narada giunse al tempio disse al Signore: \u201cQuell&#8217;uomo e sua moglie sono stati molto gentili con me. Sii misericordioso con loro e d\u00e0 loro un figlio\u201d. Il Signore rispose in modo definitivo: &#8220;Non \u00e8 destino di quell&#8217;uomo avere figli&#8221;. Cos\u00ec Narada fece le sue devozioni e torn\u00f2 a casa.<\/p>\n<p>Cinque anni dopo intraprese lo stesso pellegrinaggio e si ferm\u00f2 nello stesso villaggio e fu ospite ancora una volta della stessa coppia. Questa volta c&#8217;erano due bambini che giocavano sulla porta della capanna. &#8220;Di chi sono questi bambini?&#8221;, chiese Narata. &#8220;Miei&#8221;, disse l&#8217;uomo. Narada era perplesso.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo prosegu\u00ec: &#8220;Subito dopo che ci hai lasciato, cinque anni fa, un santo mendicante \u00e8 venuto nel nostro villaggio. Noi lo abbiamo ospitato per la notte.<\/p>\n<p>La mattina dopo, prima di partire, lui ha benedetto mia moglie e me e\u2026 il Signore ci ha fatto dono di questi due bambini &#8220;. Quando Narada ud\u00ec questo, si rec\u00f2 immediatamente al tempio del Signore Visnu. Non appena vi giunse grid\u00f2 proprio all&#8217;entrata del tempio: \u201cNon mi avevi detto che non era destino di quell&#8217;uomo avere figli? Ora ne ha due\u201d. Quando il Signore ud\u00ec le sue parole, scoppi\u00f2 in una sonora risata e disse: &#8220;Dev&#8217;essere stata <strong>opera di un santo<\/strong>. I santi hanno il potere di cambiare il destino&#8221;.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>A proposto di san Carlo<\/h2>\n<p>Abbinato ultimamente ad Acutis, il nome Carlo si riferisce a san Carlo Borromeo compatrono della nostra diocesi. La reliquia del santo \u00e8 custodita nella cripta del duomo. Figura significativa di un tempo difficile della Chiesa, segnato dalla nascita del protestantesimo e dal Concilio di Trento. Toccato dalla Grazia di Dio, il nostro santo, nipote del papa Pio IV, si impegn\u00f2 \u2013 secondo le indicazioni del Concilio<strong> &#8211; \u00a0affinch\u00e9 il vescovo risiedesse in dioces<\/strong>i, allontanandosi dalla vita di corte papale e dagli interessi mondani. Diamo voce alla sua figura attraverso l\u2019inno nella Liturgia delle Ore per il 4 novembre.<\/p>\n<p><em>Con amore di figli a te cantiamo:<br \/>\n<\/em><em>ti sei levato tra i santi pastori<br \/>\n<\/em><em>la nostra notte vincendo<br \/>\n<\/em><em>quasi fulgente sole.<\/em><\/p>\n<p><em>Gi\u00e0 la beata tua nascita<br \/>\n<\/em><em>fu gioioso presagio della luce<br \/>\n<\/em><em>che poi su tutte rifulse<br \/>\n<\/em><em>dall\u2019alto della cattedra.<\/em><\/p>\n<p><em>Tu di quel secolo fastoso e sordido<br \/>\n<\/em><em>la corruzione vincesti:<br \/>\n<\/em><em>contro ogni avverso potere<br \/>\n<\/em><em>l\u2019animo forte non cede.<\/em><\/p>\n<p><em>La rabbia dei malvagi<br \/>\n<\/em><em>arma la mano vile del sicario,<br \/>\n<\/em><em>ma la bont\u00e0 del Signore<br \/>\n<\/em><em>non abbandona il suo servo.<\/em><\/p>\n<p><em>La peste infuria<br \/>\n<\/em><em>e devasta la misera Milano,<br \/>\n<\/em><em>dolce e animoso come madre,<br \/>\n<\/em><em>resti e gli sventurati soccorri.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec tra noi benedetto passasti,<br \/>\n<\/em><em>norma del clero, speranza del gregge,<br \/>\n<\/em><em>vivida fiamma nel gelo del mondo,<br \/>\n<\/em><em>rifugio e conforto dei poveri.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<h1>Avvisi<\/h1>\n<h2>Luned\u00ec 2 novembre le messe al cimitero<\/h2>\n<ul>\n<li>ore 9: animata dalle parrocchie di Redecesio e Lavanderie<\/li>\n<li>ore 11: animata dalla parrocchia di Milano Due<\/li>\n<li>ore 15: animata dalla parrocchia del Villaggio<\/li>\n<li>ore 16: animata dalle parrocchie di Santo Stefano, San Felice e Novegro\n<ul>\n<li>(<strong>Normale orario delle messe nelle chiese<\/strong>: a Santo Stefano ore 8.30 e a San Felice ore 18.30)<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Mercoled\u00ec 4 novembre: il ricordo dei caduti al cimitero<\/h2>\n<p>Il 4 novembre \u00e8 la festa di san Carlo Borromeo: si celebrer\u00e0 anche la Giornata dell\u2019Unit\u00e0 Nazionale e delle Forze armate che ricorda la conclusione della tragica Prima guerra mondiale.<br \/>\nRitrovo nel &#8220;piazzale Caduti e reduci della Russia&#8221; presso il cimitero, dove alle 10.30 si terr\u00e0 la celebrazione. Si proseguir\u00e0 poi con i momenti commemorativi, che si concluderanno in piazza della Repubblica.<\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2026\/20261101-il-ponte-degli-specchietti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scarica il Ponte degli specchietti in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seconda domenica dopo la Dedicazione Un ricordo del cimitero Quest\u2019anno non abbiamo il \u201cponte dei Santi e dei morti\u201d, un\u2019occasione che spesso diventava motivo di [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2705,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[90,184],"tags":[],"class_list":["post-5046","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-foglio-settimanale","category-in-prima-pagina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5046","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5046"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5046\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5047,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5046\/revisions\/5047"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5046"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5046"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5046"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}