{"id":913,"date":"2020-05-23T12:23:35","date_gmt":"2020-05-23T10:23:35","guid":{"rendered":"http:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=913"},"modified":"2020-05-23T12:24:20","modified_gmt":"2020-05-23T10:24:20","slug":"24-maggio-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/il-foglio-settimanale\/24-maggio-2020\/","title":{"rendered":"24 maggio 2020"},"content":{"rendered":"<div>\n<h2>VII domenica di Pasqua &#8211; domenica dopo l&#8217;Ascensione<\/h2>\n<h4>&#8220;Bentornati a tutti, la tavola \u00e8 imbandita, accomodatevi&#8221;!<\/h4>\n<p><em>Sabato 23 e domenica 24 maggio 2020 la sesta liturgia di Pasqua si celebra con il popolo di Dio! Sei domeniche senza nessuno in chiesa (pur celebrando sempre) e sei domeniche di Quaresima precedenti con altrettanto silenzio. Ora la liturgia domenicale&#8230; come Dio comanda, finalmente! Ci sar\u00e0 solo da avere un po&#8217; di pazienza per la prenotazione e per mascherine ma, va bene.<\/em><br \/>\n<em>In nove giorni precedenti abbiamo offerto una &#8220;novena&#8221; di avvicinamento, scandendo i numeri: &#8211; 9, &#8211; 8&#8230; &#8211; 1&#8230; come quando si attende l&#8217;arrivo dell&#8217;anno nuovo. E ora la festa!<\/em><br \/>\n<em>Per comodit\u00e0 rimettiamo sul foglio informatore tutti i nove atteggiamenti da vivere e che rimangono indicazioni precise anche per il futuro, facendo pulizia di ci\u00f2 che \u00e8 vecchio, togliendo abitudini stant\u00ece, correggendo comportamenti sbagliati e soprattutto percependo il privilegio di poter accedere&#8230; alla Cena del Signore, al Banchetto dell&#8217;Agnello: non caramelle!<\/em><br \/>\n<em>Bentornati allora a tutti: prego, accomodatevi&#8230;<\/em><\/p>\n<p><strong>don Norberto<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">1. Entrare in punta di piedi<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella liturgia cristiana occorre fare cos\u00ec perch\u00e9&#8230; si \u00e8 OSPITI di un&#8217;azione che \u00e8 &#8220;di Dio&#8221;. Si accede ad una Comunione che \u00e8 &#8220;di Dio&#8221; con gli angeli, Maria, i santi, i nostri cari. Se si entra in punta di piedi \u00e8 pi\u00f9 facile ammirare qualche cosa di inaudito: &#8220;Siamo invitati al banchetto dell&#8217;Agnello&#8221;.<br \/>\nSiamo ospiti anche noi preti, non padroni di una comunit\u00e0, non &#8220;addetti ai lavori&#8221; quasi &#8220;operatori del sacro&#8221;. Ci \u00e8 stato chiesto, con un Sacramento, di condurre i discepoli del Signore a questa Comunione e ad esserci da servi.<br \/>\n<strong>Ahim\u00e8<\/strong>: quando forse abbiamo preso il momento &#8220;sotto gamba&#8221;, quasi &#8220;un meeting con amici e aperitivo&#8221;, quasi &#8220;un obbligo da eseguire per sentirci bene&#8221;&#8230;ahim\u00e8!<br \/>\nSe per caso qualcuno ha lasciato questo incontro domenicale per difficolt\u00e0 sue, se ha avvertito il disagio in questi mesi di epidemia, se per\u00f2 avvertir\u00e0 il richiamo ad un incontro e il profumo del pane santo: entri in punta di piedi!<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">2. Vicini ma senza toccarsi<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 questa la condizione in cui saremo nei posti assegnati, senza contatti fisici, senza segno della pace, senza la stretta di mano. Eppure, il legame esiste perch\u00e9 \u00e8 lo Spirito Santo che ci unisce. Lo ha fatto per tante settimane superando il limite di non potersi incontrare.<br \/>\n<strong>Ahim\u00e8<\/strong>: Quando forse abbiamo creduto che bastava &#8220;stare insieme&#8221;, &#8220;essere in tanti&#8221;, &#8220;avere dei contatti con i nostri corpi&#8221;. Cos\u00ec facendo ci siamo permessi giudizi, parole affrettate o, peggio, avere portato in comunit\u00e0 una mentalit\u00e0 mondana, quella che guarda solo apparenza o parla per sentito dire&#8230; ahim\u00e8!<br \/>\nIl legame nello Spirito Santo, molto pi\u00f9 reale di quello che sembri, &#8220;destabilizza&#8221; perch\u00e9 obbliga ad aprirsi ad accogliere l&#8217;altro, rende umili e puri, rende anche noi &#8220;figli dell&#8217;Altissimo&#8221;. Dio si \u00e8 fatto talmente vicino da avere con noi un legame eterno e garantendo la stessa intensit\u00e0 ai fratelli e alle sorelle &#8220;in Cristo Ges\u00f9&#8221;.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">3. In casa d&#8217;altri si saluta<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il saluto indica il tipo di relazione che esiste con chi incontriamo per strada o in casa. Il primo saluto che faremo, magari con commozione, sar\u00e0: &#8220;Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo&#8221;. Pur essendo &#8220;nella&#8221; chiesa parrocchiale, in realt\u00e0 siamo &#8220;in Dio&#8221;. Il saluto e la benedizione ci vengono dall&#8217;alto, mentre noi salutiamo con la mano che segna il nostro corpo da testa a cuore, da spalla a spalla. Nulla ha impedito questo legame eterno perch\u00e9 ha superato la morte e quindi il tempo e lo spazio, una unione che si \u00e8 sviluppata nelle nostre case con la pandemia. Ma ora incontrandoci ci saluteremo da figli di Dio, con il segno della croce&#8230; sintesi del cristianesimo.<br \/>\n<strong>Ahim\u00e8<\/strong>: quando \u00e8 diventato &#8220;gesto scaramantico&#8221;, fatto per abitudine e senza valore, &#8220;come bere un bicchiere d&#8217;acqua&#8221;, dimenticato all&#8217;inizio del giorno e al termine della giornata&#8230; ahim\u00e8!<br \/>\nEppure, all&#8217;inizio &#8220;ci segniamo&#8221;, e al termine veniamo &#8220;benedetti&#8221; per portare fuori ci\u00f2 che siamo diventati alla scuola di Dio, alla tavola della Parola e del Pane santo.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">4. L&#8217;attenzione al silenzio<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il &#8220;silenzio \u00e8 una persona&#8221;, mi piace dire, e in questi mesi stava soprattutto in chiesa: non era mai vuota&#8230; era in silenzio, \u00e8 diverso! Quando si passa da soli nella chiesa si \u00e8 avvolti dal silenzio che indica una presenza, quella che una lampada rossa ci segnala, visto che siamo disattenti. C&#8217;\u00e8 la Sua presenza! Quando si \u00e8 soliti andare in montagna e arrivare, per esempio, in una vallata o in alto, dicevo ai ragazzi: &#8220;Si saluta il silenzio&#8221;, perch\u00e9 \u00e8 reale e concreto.<br \/>\n<strong>Ahim\u00e8<\/strong>: quanto rumore inutile, quanto disturbo, quanta faciloneria, quanta ecc&#8230; ecc&#8230; Le nostre assemblee diventate luogo di chiacchiere, di parole inutili. Come non si sfrutta il tempo che viene dato durante la Messa al silenzio, predisposti a vedere sull&#8217;orologio quanto manca alla fine&#8230; Ahim\u00e8!<br \/>\nSar\u00e0 bello attendere nel silenzio che il prete inizi la Messa. Sar\u00e0 bello, quando avremo in mano i fogli, leggere una lettura o una orazione o (ormai sappiamo!) il prefazio! Attendere, aiutati dal &#8220;signor silenzio&#8221;, l&#8217;arrivo dello Spirito Santo che parler\u00e0 di Lui, ci insegner\u00e0 ogni cosa: lo ha garantito. E poi come sar\u00e0 bello approfittare dei momenti silenziosi dopo la predica, dopo la comunione per esempio.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">5. Consegnare il proprio peccato<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il peccato \u00e8 un virus con cui facciamo normalmente i conti, ammalandoci di cattiveria, di banalit\u00e0, di furbizia, alzando la temperatura negativa delle nostre relazioni. La Chiesa all&#8217;inizio della pandemia ci ha concesso il perdono &#8220;in anticipo&#8221; rispetto ad un esame di coscienza o alla Confessione. Ora chi vorr\u00e0 potr\u00e0 concludere &#8220;nel sacramento della Confessione&#8221; quel perdono che, se richiesto, ci \u00e8 arrivato grazie alla maternit\u00e0 della Chiesa. Ritornando a Messa potremo idealmente portare tutta la &#8220;crosta&#8221; di male che si \u00e8 depositata in noi in queste settimane di chiusura forzata: parole, pigrizie, arrabbiature, scatti&#8230; Chi vorr\u00e0 potr\u00e0 magari scrivere e poi mettere il foglio in una busta chiusa e lasciarlo in un cestino. Poi lo bruceremo: \u00e8 una idea!<br \/>\n<strong>Ahim\u00e8<\/strong>: quando in molte messe, causa ritardo voluto, non siamo entrati in tempo per &#8220;riconoscere i nostri peccati&#8221;, quando non abbiamo fatto nulla credendo che le parole del prete (&#8220;Riconosciamo i nostri peccati&#8221;) fosse un &#8220;tanto per dire&#8221;, quando non facciamo i conti con la nostra volont\u00e0 debole e attaccata dal maligno&#8230; Ahim\u00e8!<br \/>\nAndando a Messa, almeno davanti a Dio si \u00e8 veri, perch\u00e9 &#8220;figli di Adamo&#8221; e da Lui si sente che: &#8220;Lui fa festa per un peccatore che si converte&#8221;. Essere allora consapevoli che Dio &#8220;va a nozze&#8221; con il nostro peccato, se accettato e riconosciuto. Forse potremo vivere meglio quel gesto liturgico.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">6. Imparare ad ascoltare Lui<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo che a Messa si ascolta la Parola di Dio sia nella parte &#8220;difficile&#8221; dell&#8217;Antico Testamento, nella fase spesso &#8220;tosta&#8221; di san Paolo e nel vangelo pi\u00f9 &#8220;alla portata&#8221;. Quest&#8217;ultimo produce due &#8220;effetti&#8221;: da una parte, con la scusa che lo sentiamo da anni, si dice: &#8220;Lo so gi\u00e0&#8221;; dall&#8217;altra, soprattutto se siamo nel vangelo di Giovanni, ci viene spontaneo: &#8220;Che difficile, che cosa c&#8217;entra con la mia vita?&#8221;.<br \/>\n<strong>Ahim\u00e8<\/strong>: quanta abitudine, quanto &#8220;prendere sotto gamba&#8221; la Parola di Dio, quanta &#8220;ignoranza&#8221; nei testi biblici, quanto distacco tra noi e ci\u00f2 che si proclama nella liturgia. Magari poi i lettori sono frettolosi e non hanno meditato prima il testo sacro oppure non fanno arrivare in modo corretto il significato di ci\u00f2 che leggono. Per non parlare della predica e delle solite cose che i preti dicono. Cos\u00ec si toglie l&#8217;audio, si pensa ad altro e si perde l&#8217;opportunit\u00e0 perch\u00e9 ci arrivi il suono di Dio&#8230; ahim\u00e8!<br \/>\nIn certo casi si potrebbe procedere con un bel &#8220;fai da te&#8221; portando a casa il foglietto (lo faremo anche per un po&#8217; di settimane) meditandolo personalmente, alla faccia dei lettori e dei preti.<br \/>\nIl problema per\u00f2 \u00e8 un altro: ascoltare s\u00ec le letture con un po&#8217; di preparazione e attenzione affinch\u00e9&#8230; si senta la Voce: Lei arriva, e come arriva! Talvolta nella forma della consolazione, altre volte nella forma del silenzio o nell&#8217;indicazione di una strada da intraprendere, talvolta nel semplice arricchimento di un legame di amore. Desiderare che risuoni in noi la Voce del Signore, dentro la Parola che si proclama.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">7. Esprimere la lode<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ingresso nella liturgia cristiana, quando si supera in punta di piedi la soglia e si inizia &#8220;Nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito Santo&#8221;, non \u00e8 come l&#8217;ingresso ad un edificio pubblico dove ci si reca perch\u00e9 si ha bisogno di un certificato o di una prestazione. Non passiamo in chiesa per una rivendicazione, della serie: &#8220;Ti chiedo questo e quest&#8217;altro e tu mi devi dare&#8221;, e neppure andiamo come ad una pompa di benzina per fare il rifornimento, quasi trampolino per un impegno nella vita morale. Certo, si dice: &#8220;Se Dio non mi aiuta come faccio?&#8221;, ma dovremmo intenderci. Noi andiamo per esprimere la nostra lode al Padre che, attraverso il Figlio e per una &#8220;potenza dell&#8217;altro mondo&#8221;, ci fa sedere a tavola e passa a servirci, ci porta ad inserirci in questa comunione divina.<br \/>\n<strong>Ahim\u00e8<\/strong>: le volte che si lodava, ma non si faceva caso alle parole &#8211; per esempio &#8211; del prefazio o delle orazioni. Si era con la testa rivolta ai bisogni contingenti e veri (dalla pace del mondo all&#8217;aiuto per trovare le chiavi di casa&#8230;) tanto da non accorgersi. Certo un &#8220;canto&#8221; di qui, un &#8220;alleluia&#8221; di l\u00e0, ma senza il cuore umile di chi recita perennemente il &#8220;Magnificat&#8221;, perch\u00e9 &#8220;Dio ha guardato alla sua serva ed ha esaltato gli umili&#8221;&#8230; Ahim\u00e8!<br \/>\nChe bello poter recuperare&#8230; il &#8220;proprio&#8221; della preghiera cristiana! Da figlio che loda continuamente arrivo a dire: &#8220;Tu che conosci i cuori, sostienici, ricordati, consola, aiuta in questa fatica della malattia&#8221;. Tutto prender\u00e0 un altro tono, appunto il tono cristiano.<br \/>\nEsprimere la lode, rendere grazie ora e in ogni luogo, con un pizzico di commozione perch\u00e9 \u00e8 venuto tra noi, \u00e8 passato nella sofferenza e nella morte, \u00e8 risorto e con la sua Provvidenza guida la Chiesa. La lode per restituire ci\u00f2 che ci viene dato gratuitamente. E la liturgia cristiana \u00e8 restituire l&#8217;amore nella lode.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">8. La trepidazione<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parliamo di quella trepidazione davanti al fatto di ricevere il Corpo di Cristo nel pane eucaristico. Per molte settimane molti hanno sentito dire: &#8220;Ti Ricevo spiritualmente nel mio cuore, dal momento che non posso riceverti sacramentalmente&#8221;. Ora possiamo accogliere sul palmo delle nostre mani il pane concreto diventato Corpo di Cristo. Dicendo un bel &#8220;Amen&#8221; confermiamo ci\u00f2 che ci viene regalato. Questa \u00e8 la trepidazione di cui tener conto, proprio perch\u00e9 ne sentivamo la mancanza! Ci sta che la trepidazione diventi anche commozione, perch\u00e9 no?<br \/>\n<strong>Ahim\u00e8<\/strong>: che guai quando abbiamo preso tutto come se fosse una &#8220;gomma da masticare&#8221; (mi si perdoni l&#8217;immagine); come se fosse un nostro diritto o fosse una &#8220;abitudine&#8221;, la stessa con cui ci si lava i denti alla sera; quanto \u00e8 diventato un rito &#8220;senza distinguere il Corpo del Signore&#8221; o come bere un bicchiere d&#8217;acqua&#8230; ahim\u00e8!<br \/>\nPossano le nostre mani essere sempre un po&#8217; &#8220;tremolanti&#8221; davanti al mistero di Dio che diventa cibo per nutrire ed \u00e8 l\u00ec, non chiss\u00e0 dove, ma l\u00ec tra quelle dita che dovranno poi aprirsi e accogliere, accarezzare, stringere, aiutare, perdonare tutti coloro che si incontrer\u00e0.<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">9. Guardarsi negli occhi<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con le mascherine di tutti i tipi che coprono i nostri volti, ci sono rimasti gli occhi. Almeno quelli, altrimenti&#8230; si va a sbattere! Dopo avere fatto gli otto passi, siamo arrivati all&#8217;ultimo momento, di questa unica e irripetibile &#8220;novena&#8221; (possono essere ripresi in ogni momento i vari suggerimenti ovviamente). I nostri occhi &#8220;hanno visto la tua salvezza preparata da te davanti a tutti i popoli; luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele&#8221;: cos\u00ec i grandi e luminosi occhi del vecchio Simeone. Non solamente una serie di gesti o di obblighi ma&#8230; accedere &#8220;in punta di piedi&#8221; (si diceva nel primo giorno) alla Gerusalemme celeste: e dite poco!<br \/>\n<strong>Ahim\u00e8<\/strong>: quante volte i nostri occhi sono entrati in chiesa opachi e sono usciti&#8230; identici, come se nulla fosse capitato; quanto abbiamo respirato con i polmoni del mondo e il nostro sguardo ha seguito gli stessi procedimenti mondani; quanta falsit\u00e0, doppi sensi, inganno, sguardo cupo e giudicante&#8230; ahim\u00e8!<br \/>\nEppure, abbiamo il dono del &#8220;trapianto di cornee&#8221; in ogni liturgia, cos\u00ec che si veda con gli occhi di Dio, si noti il particolare, si veda il bene con trasparenza&#8230; Forse un po&#8217; come gli occhi dell&#8217;Uomo di Nazareth che hanno guarito, convertito, hanno chiamato, hanno perdonato, hanno amato nello stesso modo in cui il Padre vede e ama.<\/p>\n<hr \/>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u00a0<a href=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/foglio-settimanale\/anno-2020\/20200522-VersoEmmausSettimanale.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">scarica il foglio settimanale in formato pdf<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VII domenica di Pasqua &#8211; domenica dopo l&#8217;Ascensione &#8220;Bentornati a tutti, la tavola \u00e8 imbandita, accomodatevi&#8221;! 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