{"id":973,"date":"2020-06-30T08:00:48","date_gmt":"2020-06-30T06:00:48","guid":{"rendered":"http:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=973"},"modified":"2020-07-03T19:18:50","modified_gmt":"2020-07-03T17:18:50","slug":"il-dramma-del-venerdi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/gli-articoli-di-don-norberto\/lasterisco\/il-dramma-del-venerdi\/","title":{"rendered":"Il dramma del Venerd\u00ec"},"content":{"rendered":"<p><strong>Quando si pu\u00f2 rubare<\/strong><\/p>\n<p>Continuo il secondo &#8220;furto&#8221; per questo asterisco. Si tratta di una lettura spirituale e biblica che la Conferenza Episcopale Italiana ha diramato&#8230; e che quasi nessuno ha letto!<br \/>\nSpezzettandola in quattro brevi tratti, si pu\u00f2 gustare la semplicit\u00e0 e la bellezza di questa interpretazione del tempo di pandemia vissuta.<\/p>\n<p><strong>Buona lettura&#8230; numero 2<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Il dramma del Venerd\u00ec<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u00bb. Nel racconto evangelico il grido uscito dal cuore di Ges\u00f9 Crocifisso rimane sul momento senza risposta. Possiamo immaginare che <strong>anche i familiari di Ges\u00f9 <\/strong>o i suoi amici, chi gli era rimasto vicino o chi si era allontanato, abbiano fatto proprie quelle parole: \u00abDio nostro, perch\u00e9 ci hai abbandonato?\u00bb.<\/p>\n<p>In questi mesi di pandemia tutti ci siamo chiesti il senso di un\u2019esperienza cos\u00ec imprevedibile e tragica. \u00abSi fece buio su tutta la terra\u00bb: \u00e8 come se quelle tre ore, da mezzogiorno alle tre del pomeriggio del Venerd\u00ec, si siano ora dilatate, <strong>avvolgendo il nostro mondo con le tenebre<\/strong> della sofferenza e della morte.<\/p>\n<p><strong>La pandemia<\/strong> ha rivelato il dolore del mondo: ne ha di certo prodotto e ne produrr\u00e0 anche in futuro, con conseguenze economiche e sociali vaste e persistenti. Si tratta di sofferenze profonde: come la morte di persone care, soprattutto di anziani, senza la prossimit\u00e0 dell\u2019affetto familiare, il senso di impotenza di medici e infermieri, lo smarrimento delle istituzioni, i dubbi e le crisi di fede, la riduzione o la perdita del lavoro, la limitazione delle relazioni sociali.<\/p>\n<p>La pandemia <strong>ha anche risvegliato<\/strong> bruscamente chi pensava di poter dormire sicuro sul letto delle ingiustizie e delle violenze, della fame e della povert\u00e0, delle guerre e delle malattie: disastri causati in buona parte da un sistema economico-finanziario fondato sul profitto, che non riesce a integrare la fraternit\u00e0 nelle relazioni sociali e la custodia del creato.<\/p>\n<p>Il Coronavirus ha dato una scossa alla superficialit\u00e0 e alla spensieratezza e ha denunciato un\u2019altra pandemia, non meno grave, spesso ricordata da papa Francesco: quella <strong>dell\u2019indifferenza.<\/strong> L\u2019immagine del mondo, colorato di zone rosse in base alla diffusione del virus, fa pensare all\u2019immagine biblica della terra \u201crossa\u201d, perch\u00e9 bagnata dal sangue del fratello che \u201cgrida\u201d a Dio.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 come riassunto <strong>dall\u2019urlo di dolore<\/strong> lanciato dal Crocifisso verso il cielo, quasi un\u2019accusa a Dio, una drammatica domanda di senso posta di fronte alla morte: perch\u00e9 tanta sofferenza nel mondo? \u00c8 un interrogativo che risuona nel cuore di tutti, credenti e non credenti, e che chiede di essere raccolto.<\/p>\n<p><strong>Sul Calvario c\u2019\u00e8 per\u00f2 dell\u2019altro<\/strong>. Nei pressi della croce ci sono alcune donne, il discepolo amato, il centurione, Nicodemo, Giuseppe di Arimatea: poche persone, certo, ma <strong>rappresentanti <\/strong>di un resto di umanit\u00e0 capace di \u201cstare in piedi\u201d sotto la croce per tenere compagnia a Ges\u00f9, per accompagnarlo alla morte, per garantirgli una sepoltura dignitosa. Quel Venerd\u00ec si rivela cos\u00ec un giorno non solo di violenza e morte, ma anche di <strong>piet\u00e0 e condivisione<\/strong>.<\/p>\n<p>Se guardiamo il nostro presente alla luce di questa scena, non possiamo non riconoscere che anzitutto i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari sono \u201cstati in piedi\u201d sotto la croce delle persone contagiate. I ministri delle comunit\u00e0, i collaboratori pastorali e i volontari, i catechisti e gli operatori delle Caritas, hanno alleviato le povert\u00e0 materiali, psicologiche e spirituali. I giornalisti hanno portato immagini e parole di speranza nelle case, negli ospedali, nei centri per anziani e nelle strutture di detenzione. Le forze dell\u2019ordine e tanti volontari hanno svolto il loro servizio alla collettivit\u00e0 con coraggio e dedizione. Alle norme restrittive dettate dalle istituzioni nazionali e locali i cittadini hanno risposto sostanzialmente con grande senso di responsabilit\u00e0. Anche se a volte non sono mancate le difficolt\u00e0, <strong>le famiglie<\/strong> si sono rivelate spazi di relazioni nuove, vere e proprie \u201cChiese domestiche\u201d, nelle quali \u00e8 fiorita la preghiera, la celebrazione nel tempo di Pasqua, la riflessione e le opere di carit\u00e0. Anche cos\u00ec si sono riscoperti <strong>quel \u201csacerdozio battesimale\u201d e quel \u201cculto spirituale\u201d<\/strong>, che non sempre ricevono il giusto spazio nella vita delle nostre parrocchie.<\/p>\n<p>Le confessioni cristiane si sono ritrovate per alcuni momenti di preghiera, approfondendo i tradizionali legami ecumenici; e alcune comunit\u00e0 musulmane e di altre religioni hanno espresso vicinanza e solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>A ben vedere, il Venerd\u00ec santo della storia umana porta con s\u00e9 <strong>l\u2019abisso del dolore, ma anche<\/strong> gesti nuovi di fede e di carit\u00e0, aderenti alle fragilit\u00e0 e attenti alle relazioni personali. Mai come ora i richiami di papa Francesco nell\u2019Evangelii gaudium suonano come un vero programma pastorale: \u00ab<strong>La realt\u00e0 \u00e8 superiore all\u2019idea<\/strong>\u00bb; \u00abPreferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodit\u00e0 di aggrapparsi alle proprie sicurezze\u00bb; \u00abDobbiamo dare al nostro cammino il ritmo salutare della prossimit\u00e0, con uno sguardo rispettoso e pieno di compassione, ma che nel medesimo tempo sani, liberi e incoraggi a maturare nella vita cristiana\u00bb.<\/p>\n<p>Conferenza Episcopale Italiana<\/p>\n<hr \/>\n<p>Una lettura pregnante di una ricchezza data dalla Spirito Santo che, come lente, ci permette uno sguardo &#8220;a modo di Dio&#8221;.<\/p>\n<p><strong>don Norberto<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si pu\u00f2 rubare Continuo il secondo &#8220;furto&#8221; per questo asterisco. 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