{"id":992,"date":"2020-08-31T19:40:30","date_gmt":"2020-08-31T17:40:30","guid":{"rendered":"http:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/?p=992"},"modified":"2020-09-15T16:31:10","modified_gmt":"2020-09-15T14:31:10","slug":"una-messa-per-quattro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/linformazione\/gli-articoli-di-don-norberto\/lasterisco\/una-messa-per-quattro\/","title":{"rendered":"Una Messa per quattro"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-991 alignright\" src=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/don-norberto\/anno-2020\/quattro-vescovi-milanesi.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/don-norberto\/anno-2020\/quattro-vescovi-milanesi.jpg 400w, https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/don-norberto\/anno-2020\/quattro-vescovi-milanesi-300x200.jpg 300w, https:\/\/santostefanosegrate.it\/sito\/wp-content\/uploads\/informazione\/don-norberto\/anno-2020\/quattro-vescovi-milanesi-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Sul sito della diocesi compaiono insieme le figure di quattro vescovi milanesi che sono morti in questi decenni: <strong>Schuster<\/strong>,<strong> Colombo<\/strong>,<strong> Martini <\/strong>e<strong> Tettamanzi<\/strong>.<\/p>\n<p>Il primo, il <strong>beato Ildefonso Schuster<\/strong>, fa parte &#8220;dei racconti&#8221; che persone anziane ci hanno riportato. C&#8217;era una certa venerazione verso questo uomo preso dal mondo benedettino a guidare la Chiesa di Milano in un tempo difficile (fu vescovo dal 1929 al 1954): la sua vita, la sua fede austera, le sue visite pastorali in orari quasi notturni, sono tratti quasi mitici, ricordati dal popolo cristiano. &#8220;Sono stato cresimato da Schuster&#8221; era un ritornello vero e comune, anche perch\u00e9 &#8220;cresimava solo lui&#8221; a quei tempi! Mor\u00ec nel seminario di Venegono che aveva contribuito a creare con un&#8217;impostazione da abbazia.<\/p>\n<p>Il <strong>cardinale Giovanni Colombo<\/strong> \u00e8 stato il vescovo della mia educazione cristiana e formazione seminaristica. Nel 1979 ebbe un ictus che lo blocc\u00f2 per alcuni mesi, ma fu in grado di conferirmi il Diaconato l&#8217;8 dicembre del 1979. Letterato, gi\u00e0 rettore del seminario, fu presente al Concilio come successore di Paolo VI (il cardinal Montini altro grande vescovo di Milano ora santo), guidando la Chiesa ambrosiana dal 1962 al 1979 nei momenti difficili del dopo Concilio. Figura ieratica con cui non si aveva un contatto se non in momenti celebrativi: cos\u00ec si percepiva il vescovo un tempo.<\/p>\n<p>Il <strong>cardinale Carlo Maria Martini<\/strong> \u00e8 quello maggiormente conosciuto ai pi\u00f9, anche per i 22 anni passati da pastore della Chiesa milanese. \u00c8 il vescovo della mia ordinazione nel giugno 1980, colui che si avvicin\u00f2 a noi con un contatto personale. Inizi\u00f2 ad essere vescovo di Milano quell&#8217;anno, dopo la sua ordinazione episcopale (era un semplice prete anche se rettore della prestigiosa universit\u00e0 Gregoriana di Roma), camminando per le strade di Milano con in mano il vangelo mentre noi, diaconi, lo accompagnammo nell&#8217;ultimo tratto, dal Castello Sforzesco al Duomo. Inizi\u00f2 la nostra conoscenza, noi che saremmo diventati preti grazie alle sue mani, invitandoci a piccoli gruppi in casa sua per tre giorni, mangiando alla sua tavola e dialogando con noi. Il giorno del suo funerale cadeva nel pomeriggio di luned\u00ec 2 settembre. Ricordo bene quel particolare perch\u00e9 credo di essere stato l&#8217;unico prete della diocesi ad avere un matrimonio proprio nel pomeriggio dello stesso luned\u00ec (matrimonio di luned\u00ec!). Ho dovuto optare per arrivare a Milano al mattino presto: un lungo momento di silenzio, una preghiera di ringraziamento e un abbraccio a chi portava in alto la bellezza del mio sacerdozio.<\/p>\n<p>Anche il <strong>cardinale Dionigi Tettamanzi<\/strong> fu accompagnatore del mio essere prete. Fu mio professore di Morale, con un tratto semplice e familiare, un po&#8217; bersaglio delle considerazioni e delle battute di noi seminaristi. Segu\u00ec i miei passaggi come parroco da Busto Arsizio a Casciago. Ebbi modo di parlare alcune volte con lui e mi premeva di non stressarlo con problemi pastorali, ma raccontare la pacificata vita di prete che stavo sperimentando: lo vedevo contento di questo!<\/p>\n<p>Luned\u00ec 31 agosto, nel giorno della morte di Martini, il <strong>vescovo Delpini unir\u00e0 nella liturgia queste figure<\/strong> che fanno parte della mia vita e della vita della chiesa milanese. Li immagino senza dubbio buoni suggeritori nel cammino della Chiesa di oggi, in questa fase segnata dalla pandemia e, nello stesso tempo, li penso nel gesto di sostenere l&#8217;attuale vescovo, piccolo di statura, ma gi\u00e0 discepolo &#8220;alto&#8221; dello Spirito Santo.<\/p>\n<p><strong>don Norberto<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/wGO_EamMiso\" width=\"560\" height=\"314\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul sito della diocesi compaiono insieme le figure di quattro vescovi milanesi che sono morti in questi decenni: Schuster, Colombo, Martini e Tettamanzi. 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