VENERDI’ 26 aprile
diciassettesimo punto
Letture – At 11,1-18; Sal 66(67); Gv 7,25-31
Diciassettesimo “punto: l’Ora
In quel tempo. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: “Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia”. Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: “Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato”.
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: “Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?”. (Gv 7,25-31)
Una riga: Non era ancora giunta la sua ora…
Sono i tempi di Dio, altre volte nei Vangeli li abbiamo incontrati (Nozze di Cana). Le ore di Dio non sono le nostre ore. Noi si vive nella fatica perché non comprendiamo e non accettiamo. Poi succede, che voltandoci indietro, di comprendere che i Suoi tempi erano i nostri tempi veri tempi. L’ora diventa ogni momento in cui si ama oltre ogni aspettativa. Amare oltre ogni limite umano, ripropone quell’Ora! Certo capita che…non sia giunta ancora in noi quell’ora!
* Che Dio ci aiuti a vivere nei Suoi tempi e nelle sue ore.
Preghiera
Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.
La terra ha dato il suo frutto.
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.
