18 ottobre 2026

Dedicazione del Duomo di Milano


Provvidenziale

Nel giro di un mese sono tornato due volte nella parrocchia dove sono stato parroco: una volta accompagnando un gruppo di ragazzi che si preparavano a ricevere la Cresima e poi insieme ad alcuni adulti. Normalmente mi attengo alla frase poliziesca: “Non si torna sul luogo del delitto”, nel senso che evito di ritornare nei luoghi in cui ho vissuto, a meno che non ci sia un motivo valido. Pur essendo contento di ritrovare persone con cui ho condiviso pensieri ed esperienze, tendo a stare alla larga per non rischiare di essere d’intralcio.

Il motivo di queste ripetute risalite nel Varesotto, è dovuto ad un’opera artistica che la Provvidenza ha permesso di realizzare per restituire al battistero la giusta importanza.  Nella chiesa di Casciago c’era sì un fonte battesimale, stile acquasantiera, ma non veniva usato. Si preferiva, infatti, una bacinella mobile collocata davanti all’altare. La Provvidenza – ripeto questa parola – ha reso possibile questa complessa operazione, nata dopo un personale percorso spirituale e di studio, durante il quale ho percepito l’importanza e la novità del battesimo cristiano. A dire il vero questo tarlo mi si è conficcato nel cuore tanto che ritorno spesso su espressioni come “vita divina ricevuta in dono”, “stare nel Padre, Figlio, Spirito Santo”, “ricevere la vita dell’Eterno”, “soffio ricevuto che si nutre dei Sacramenti”, “portare il divino nell’umano” …

L’immagine che si è voluta raffigurare, nell’abside battesimale, è quella della “discesa agli inferi”, espressione che ritroviamo nel credo apostolico (quello corto, tanto per capirci) e della quale, fino a poco tempo fa, non avevo compreso pienamente il significato.

Nella spiritualità dell’Europa orientale, cattolica e ortodossa, questa immagine raffigura la resurrezione di Gesù. Non il Signore che esce trionfante e muscoloso dal sepolcro, come avviene, per esempio, nell’arte del Masaccio, ma il Cristo che, con il fianco aperto e i segni della morte, entra nel regno del male, negli inferi, per liberare Adamo ed Eva, simboli di una umanità caduta nel peccato.

È bello il particolare, espresso nel mosaico, dove Gesù afferra Adamo ed Eva per i polsi, proprio là dove si misura il battito del cuore e della vita.

È un gesto che esprime con forza il significato dell’immagine: si viene raggiunti e toccati dall’Amore divino che agguanta l’uomo in qualsiasi buco nero di morte e di peccato egli si sia cacciato o nascosto.

Da questi pensieri, che hanno cambiato la mia vita di prete a partire dal provvidenziale anno 2003, si è arrivati a realizzare l’opera in una abside della chiesa che era stata murata. L’opera, eseguita dal Centro Aletti di Roma guidata da padre Marko nel 2015, si collocò tra l’altro nel contesto del giubileo della misericordia annunciato da Papa Francesco. Erano proprio i giorni in cui si liberava la parete dal ponteggio, permettendo finalmente di ammirare l’opera.

Una coincidenza significativa, perché la misericordia è proprio il momento in cui il Signore “ti branca” per i polsi e ti libera dal male. Il mosaico e il fonte battesimale permettono ora a chi li contempla di unire la Pasqua con il Battesimo e riscoprire la bellezza della “vita nello Spirito”.

Ora si trova in una chiesa alle porte di Varese aperta a tutti. Ho soltanto favorito la realizzazione di quest’opera – provvidenziale – che ormai appartiene alla comunità e a chiunque voglia lasciarsi toccare dal suo messaggio. Non sono nostalgico né attaccato a quel luogo anche perché … me lo porto dentro.

don Norberto


Reliquie di Carlo Acutis

Intense giornate di preghiera, ascolto e silenzio, nella chiesa di Lavanderie, la scorsa settimana in occasione della presenza delle reliquie di san Carlo Acutis. Bella occasione che ha visto la presenza di persone da tutta la città per “assorbire” quella santità a cui siamo tutti invitati.


Mandato missionario

Sabato 24 ottobre, in occasione della giornata del Mandato missionario, che noi celebriamo alla quarta domenica di ottobre, si terrà la tradizionale Veglia durante la quale molti giovani consegnano la propria regola di vita affidando, nelle mani del vescovo, uno scritto che esprime la consapevolezza di una fede cresciuta nelle comunità cristiane e negli oratori. Pochi di noi partecipano a questo appuntamento anche se alcuni, ex giovani, forse ricordano questa esperienza.

Alla veglia sono presenti i sacerdoti venuti in Diocesi per motivi di studio e prestano servizio alle parrocchie. È il caso di don Dominick che da luglio risiede a San Felice per motivi di studio. Saranno presenti anche altri preti inviati come “fidei donum” (termine tecnico) da diocesi estere per offrire il loro aiuto alle nostre parrocchie. Durante la veglia verrà inoltre conferito il Mandato missionario a preti, suore, laici e famiglie in partenza per la missione

Quest’anno può essere un’occasione per accompagnare padre Dominick. Per chi volesse partecipare la veglia in duomo inizia alle ore 20.45, si accordi con don Norberto.


Non faccio doposcuola

Incontrando giorni fa una giovane donna parrocchiana si accennava a questo fatto. “Non sai don – mi diceva – molte donne straniere non imparano bene l’italiano perché non lo parlano con nessuno. Vengono a fare lezione ma poi, rimanendo tra le rispettive etnie, non si esercitano. Sarebbe bello che in momenti in cui le mamme si trovano, come fuori dalle scuole o in altre occasione, si possa parlare con loro e diventare, senza volerlo, insegnanti di lingua”. Mi è sembrata bella questa indicazione che permette nei contatti comuni, di aiutare le persone ad esercitarsi nella lingua italiana. S potrebbe configurare la figura di persone che “non fanno doposcuola” ma sfruttano le occasioni per un dialogo, in una “pratica lezione”.


“Gruppo 35-50 e anche oltre”

La tradizionale sigla “35-50” che identifica un’esperienza rivolta ad adulti di quella fascia d’età, (praticamente i quarantenni!), desiderosi di condividere il cammino di fede, si amplia con l’aggiunta di “e anche oltre”. Il tempo, infatti, passa e molti hanno ormai superato la soglia dei 50 anni. Ecco perché, durante l’incontro iniziale, si è concordato di “precisare il logo”, mantenendolo aperto anche a chi ha superato i 50 anni, dal momento che la realtà è questa. Diventa così uno spazio quindicinale (già ricordato in un precedente articolo del Ponte) in cui ci si trova seguendo una traccia proposta di volta in volta e tratta dal libro di don Fabio Rosini “Ma anche no”. Prossimo appuntamento domenica 25 ottobre ore 19 su tema della “autoironia”. Chi desidera venga a Santo Stefano (avvisi solo don Norberto).


Leggere la “Magnifica Humanitas”

Dal momento che molti non hanno ancora letta l’enciclica oppure lo hanno fatto in parte, ecco la proposta articolata in tre incontri per leggere insieme alcune sue parti, lasciando gli altri capitoli alla lettura personale. Sarà più chiaro così scoprire la chiave di lettura dell’intero testo. Guiderà l’incontro Pietro Pinacci, ingegnere nucleare e animatore spirituale, con don Norberto

Primo, appuntamento: martedì 20 ottobre ore 15,30 in oratorio a Santo Stefano (vedi locandina).


Avvisi

  • Giovedì 22 ottobre, alle ore 21.15: proiezione nuovo film a San Felice: “Carlo Acutis, il giovane santo”
  • Sabato 24 e domenica 25 ottobre: due giorni cittadina per educatori
  • Sabato 24 ottobre, alle ore 10 e ore 15 a Santo Stefano: primo incontro per ragazzi di 2ª elementare
  •  Benedizione nelle case: prendere in chiesa il foglio affinché il sacerdote passi nelle famiglie

Per la Solennità di Tutti i Santi, domenica 1º novembre

Dall’Ufficio liturgico diocesano riportiamo:
“Per la sua particolare importanza la domenica cede la sua celebrazione soltanto alle solennità e alle feste del Signore. Quando una solennità dei santi cade di domenica viene normalmente trasferita al lunedì. Se, però, il lunedì coincide con un’altra celebrazione di rilievo, la solennità viene anticipata al sabato. Quest’anno, nella domenica 1 novembre, sarà celebrata la II Domenica dopo la Dedicazione, mentre la solennità di Tutti i Santi sarà anticipata al sabato 31 ottobre, poiché lunedì 2 nov. ricorre la Commemorazione dei defunti”.

Come faremo noi

  • A San Felice: venerdì 30 ottobre, alle ore 18.30: Messa dei Santi, nella vigilia
  • A Santo Stefano: sabato 31 ottobre, alle ore 9:

Domenica 1º novembre

Liturgia della “Seconda domenica dopo la Dedicazione”