Confrontando due immagini mi sono accorto di un particolare interessante. Si tratta di due fotografie con il volto di mia madre, deceduta nell’ottobre del 2018. Non parlo di lei, anche se la continua presenza al cimitero per accompagnare il dolore di molte famiglie me la riportano alla memoria.
Mi riferisco al tipo di fotografia che si prepara per poi offrirla a parenti ed amici, nel ricordo della persona morta e anche per collocarla sulla tomba. Nella velocità di scegliere l’immagine non si trova quella giusta, quella che dice meglio il volto, quella che esprime le caratteristiche di una persona, quella che…
Nel nostro caso ci sembrava più adeguata la foto in cui lei teneva in braccio il pronipotino: non si poteva mettere quella fotografia, ovviamente. Era forse la più azzeccata e si è optato per selezionare in quell’immagine il suo volto, anche se risultava molto piccolo rispetto al normale formato della immaginetta funeraria.
Dopo qualche giorno, però, mi passa nel cellulare una foto (di cui mi ero dimenticato) che avevo scattato a lei un anno prima durante un soggiorno con famiglie della parrocchia ed era ovviamente più recente rispetto all’immagine stampata. Visto però il piccolo numero distribuito abbiamo scelto di stampare anche la seconda fotografia dove il ritratto era solo incentrato su di lei.
Bene, il confronto tra le due fotografie (è questo che motiva lo scritto) mostra che la più azzeccata espressione è quella in cui non è presa in prima persona ma quella in cui ha in braccio il piccolino, cosa che solo noi della famiglia sappiamo.
Come dire che si è più belli e più espressivi quando non ci mettiamo “in posa” e non siamo noi i destinatari dell’obiettivo fotografico, ma favoriamo chi è con noi: in questo caso il bambino piccolo, ma potrebbe essere il marito, la moglie o anche un amico. Per una nonna, cosa c’è di più bello nel volto quando ha in braccio il nipote?
“Io vi mostro il Padre”, “Chi vede me vede il Padre”: le moltissime espressioni del vangelo di Giovanni che si leggono in questo periodo pasquale forse si comprendono meglio… anche alla luce di una fotografia funeraria.
La bellezza del volto di Cristo sta nel fatto che rivela il Padre! A sua volta il Padre rivela il suo volto in quello del Figlio… non rendendosi lui visibile come una “entità a parte”. Del resto, è dell’amore anche umano essere così e, se vogliamo completare il pensiero, è dello Spirito Santo la bellezza nello scomparire, rivelando la paternità di Dio e la figliolanza di Gesù.
Non è poi così difficile percepire la realtà del Dio cristiano e anche il semplice confronto di due fotografie può essere un aiuto. Credo che anche a mia madre non dispiaccia questo accostamento, pur sapendo con certezza che ora è più esperta di me in quanto… alla teologia!
don Norberto
