“Ma ci conosciamo?”

Da quando si sono abbassate le mascherine mi capita di essere salutato e riconosciuto: questa è già una bella cosa. D’istinto mi viene allora da chiedere: “Ma ci conosciamo?”. Non vuole essere ovviamente un’espressione offensiva come quando qualcuno attacca bottone oppure ha delle pretese. Neppure voglio indagare sui fatti altrui.
E’ invece il semplice tentativo di riconoscere quel filo di contatto reale che c’è stato ma che la mascherina ha impedito di registrarne il volto: “Sì, ci siamo visti per… ci ha battezzato la figlia… mi ha confessato… ha fatto il funerale a mia padre…”. Ovviamente io “cado dal pero” per un istante mentre, a poco a poco, il richiamo di un cognome o il ricordo di quella circostanza mi porta a mettere insieme i pezzi.
Era un altro mondo quello in cui tutto era immediato e facile. L’uso delle mascherine, per diversi mesi, ha reso tutto più complicato e difficile. Ecco perché ora è piacevole il dialogo a partire da un saluto che mi viene fatto con l’immediata frase: “Ma ci conosciamo?”. Riconoscersi, parlarsi senza impedimenti, produce gioia con quel respiro di liberazione che subito si avverte.
Senza volerlo si sono lasciate dunque delle tracce che ora vengono a galla e vengono riconosciute, favorendo il recupero delle relazioni. Mi trovo così a sorridere per il fatto di usare istintivamente questa espressione ogni qual volta si instaura un contatto nuovo. Molte persone che ho imparato a riconoscere non rientrano in questa situazione anche perché, se la dicessi a loro, assomiglierebbe ad una presa in giro.
Capisco che il problema è mio e non di quanti si conoscevano prima dell’arrivo della pandemia. La spontaneità con cui è partita l’espressione, di cui mi sono messo a scrivere, riattiva il canale di questa rubrica che si era un po’ bloccato. Infatti “l’asterisco” parte quando deve partire o quando nasce un pensiero che, pur piccolo, permetta al sottoscritto di raccontare. Il sorridente modo di dire: “Ma ci conosciamo?”, stupisce me e credo che non dispiaccia alle persone, almeno lo spero!
Don Norberto