13 settembre 2026

III Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore


Orario delle Messe fino a dicembre

Sabato

  • Santo Stefano: ore 18
  • San Felice: ore 18.30

Domenica

  • Santo Stefano: ore 8.30, 10, 11.30, 18
  • San Felice: ore 10, 18.30
  • Novegro: ore 11.15

Giorni feriali

  • Santo Stefano: lunedì e venerdì ore 8.30; mercoledì ore 6.30; martedì e giovedì ore 18
    • mercoledì ore 18.30 rosario
  • San Felice: lunedì – mercoledì – venerdì ore 18,30

Attraversare il ponte

Riprende il “ponte degli specchietti”, salutando con gratitudine la riapertura del “Ponte” vero che congiunge Segrate con Novegro e San Felice. Dopo due mesi di lavoro che hanno costretto molti di noi a cambiare percorso per superare la ferrovia, abbiamo tirato un bel respiro tornando a passare su quella strada, apprezzando il lavoro svolto e soprattutto la velocità di percorrenza tra quartieri vicini. Un sollievo, un segno di normalità ritrovata.

La chiusura del ponte è avvenuta il 6 luglio, appena tre giorni dopo la morte improvvisa di don Felice. Venerdì 3 luglio infatti, mentre si preparava a celebrare la Messa, un attacco di cuore lo ha colpito in modo fulmineo, portandolo alla morte, avvenuta al Monzino verso le ore 20. Martedì 7 luglio abbiamo celebrato il suo funerale, “passaggio pasquale”, insieme a persone giunte da Milano, Siziano, Cesano Boscone e Pioltello. I fedeli di San Felice, Novegro e Santo Stefano si sono raccolti nella liturgia presieduta dal vicario don Antonio Novazzi e da diversi sacerdoti. Il vescovo Delpini pur non potendo presiedere la celebrazione è venuto per sostare in preghiera davanti alla salma. Il Vicario ha voluto che fosse don Norberto a tenere l’omelia, anche per l’amicizia che li legava fin dal 1980. Trascriviamo il testo, preso dagli appunti.

Nell’omelia il saluto a don Felice

In ogni messa si inizia con il segno della croce e con un augurio di pace.  E’ la pace di Pasqua che è “per voi discepoli” e per quelli che sarebbero venuti. Questo è già un primo richiamo che ci viene offerto da un Felice sacerdote che, dal 1975, così ha salutato ragazzi, giovani, adulti e anziani nelle comunità dove è stato, fino al 2 luglio ultima messa celebrata. Ci viene rivolto un augurio di pace buono perché viene da Gesù risorto, Figlio del Padre, benevolo, di cui il nostro amico prete conosceva i tratti.

E’ sempre il prete che chiede per lui e per tutti i presenti di riconoscersi peccatori, portatori di male. La Chiesa educa a questo. Perché riconoscere il peccato in noi e in quei luoghi dove c’è ingiustizia che causa povertà, morte, odio, disprezzo? Anche il don sapeva che bastava riconoscerlo, perché il peccato perdesse il legame con il Maligno. Infatti il diavolo non vuole che noi ci riconosciamo tali, quindi aperti ad una salvezza e all’aiuto di Dio. In fondo siamo tutti obesi per il peccato che ci portiamo nel cuore sia chi celebra, sia il popolo di Dio. Kyrie eleison. Sappiamo di uscire dai chiari contorni che riceviamo quando diventiamo figli di Dio, perché battezzati. Quando è così, aumenta il volume dell’egoismo che ci rende pesanti e anche un po’ sformati. Kyrie eleison. Riconoscendoci tali invece, si torna piccoli, con quel carattere gioioso di bambino, che abbiamo riconosciuto anche nel nostro don Felice.

Ma non ci si ferma qui. Nella liturgia ci si apre alla Parola di Dio, quella Parola sentita oggi (ndr. ci si riferisce al testo di Ezechiele cap.37, al salmo 23, all’Apocalisse nel cap, 21 e al vangelo di Luca tra morte e resurrezione) perché voluta da don Felice nelle indicazioni per il suo funerale. Bene ma, per un certo verso, a noi queste letture non interessano; coinvolgono lui e Dio. Sarà Dio a parlargli e sarà lui ad ascoltarlo: non è un nostro problema.

Certo, la pianura piena di ossa senza vita, ossa inaridite del testo di Ezechiele, dove non si potrà fare nulla, ci colpisce. Eppure c’è uno Spirito che il profeta deve invocare perché le ossa riprendano vita e si ricompongano, si uniscano tra ossa corrispondenti. E poi, per questo Spirito divino, ecco i nervi, la pelle, gli occhi: già “tanta roba”, si direbbe in forma popolare, ma non sufficiente. Il profeta dovrà invocare lo Spirito dai quattro venti su questi morti perché rivivano. E poi il richiamo ai piedi, tanti, una fiumana, un esercito di salvati. Ecco un’opera sana e bella che può prendere la vita di un prete quando parla o quando predica. Annuncio fatto con la Parola studiata, letta e amata, meditata e poi inviata anche attraverso i cellulari.

Il prete diventa amico dello Sposo, intercessore perché lo Spirito nel sacramento e nel contatto umano, scenda e liberi le persone. Quella vita che esce dalla Pasqua di morte, che riempie le orecchi, ma anche gli occhi dei discepoli nel giorno di resurrezione, guardandolo e riconoscendolo vivo.  Garantisce la forza della fede l’esistenza della nuova Gerusalemme, un futuro certo per noi ma che non conosciamo ancora mentre lui, prete felice, ora la sperimenta nella luce del compimento.

Così il celebrante diventa, in ogni liturgia, uomo del pane e del vino, resi presenti nell’amore eterno, perché di Dio appunto. La vita del “presbitero” (così si definisce nel suo testamento spirituale) trova qui la bellezza perché rende presente il Signore per tutti, proprio per tutti. “Signore per anni – direbbe il nostro prete Felice – ho obbedito a questo comando. Ho ripetuto, ho cercato con i miei limiti di farti arrivare a tutti. Molti so che hanno accolto, altri no, altri ancora si sono forse fermati ma so bene che sarai tu a completare l’opera”.

“Ti rendiamo grazie perché ci ha resi degni di stare alla tua presenza a compiere il servizio sacerdotale”, così noi sacerdoti diciamo dopo la consacrazione. Eravamo spesso insieme su questo altare a pronunciare le parole sopra dette, perché si era già “davanti a te”. Ora tu caro don Felice sei davanti al Padre in forma piena, perché figlio amato. Ti trovi lì, si compie ora il tuo sacerdozio non come mestiere, (modalità che non amavi se intesa come casta) ma come rendimento di grazie per le opere di Dio. Ti trovi lì perché “cristiano” semplicemente, altro termine usato nel testamento.

Così come si è iniziato la liturgia presieduta dal prete si conclude e ci si saluta con la benedizione e il segno della croce. Si è benedetti e, come ricorda spesso il “compagno” di ordinazione, il vescovo Mario, si diventa uomini e donne di benedizione per tutti, tenendo aperta la porta, non mettendo barriere a chi bussa, a chi cerca consolazione e speranza, a chi chiede di essere ascoltato. “Andate in pace”, un augurio come piccola campana che ci risveglia perché è la pace di Gesù. Amen.

Amen, vai in pace don Felice, nella pace di Dio, nella comunione con quanti ti hanno preceduto, in un legame che non sarà mai interrotto.


E ora

Riprendiamo la pubblicazione settimanale di questo “foglio di collegamento”. Con la morte di don Felice, è richiesto qualche aggiustamento negli orari delle messe soprattutto per San Felice e Novegro, come indicato nel riquadro. Proseguiremo così fino a dicembre, pronti ad accogliere cambiamenti.

Nel frattempo diamo il benvenuto a don Dominick Challe proveniente dalla Tanzania, venuto per studiare teologia pastorale. Si sta impegnando con grande serietà e con buoni risultati nella comprensione della lingua italiana.


Sabato 19 settembre

I Consigli pastorali delle parrocchie sono invitati a ritrovarsi insieme presso l’oratorio di Lavanderie sabato 19 settembre. E’ la terza volta che ci si incontra con la presenza di don Antonio Novazzi, vicario episcopale della nostra zona. Durante l’incontro guarderemo al lavoro svolto finora, alle positività e alle criticità.  Ci stiamo muovendo verso un lavoro costante tra le comunità, in vista delle decisioni che dovranno essere prese riguardo alla vita delle parrocchie. L’azione condivisa di persone provenienti da realtà diverse e la presenza di un numero minore di sacerdoti rispetto al passato, ci porteranno, inevitabilmente, a scelte nuove.


Avvisi

Santo Stefano

  • Dal 14 al 18 settembre ore 16-18,30: iscrizioni al catechismo
  • Mercoledì 16 settembre: ripresa della Messa feriale alle ore 6.30
  • Domenica 20 settembre: ore 11.30 anniversari di matrimonio; ore 15: Battesimi (primo gruppo)
  • Domenica 27 settembre festa dell’oratorio: Messa alle ore 10.30 (sospese le Messe delle ore 10 e delle ore 11.30) – alle ore 15: Battesimi (secondo gruppo)
  • 3 – 4 ottobre ore 15.30: celebrazione della Cresima

San Felice

  • 28-29-30 settembre, dalle ore 18 alle ore 19: iscrizione al catechismo
  • Domenica 4 ottobre, alle ore 10: Messa di inizio del catechismo per ragazzi e famiglie

Novegro

  • Domenica 20 settembre: Messa alle ore 11.15