18 aprile 2021

Terza domenica di Pasqua

Diamo i numeri

Il rendiconto parrocchiale vuole mettere in evidenza l’uso dei soldi che transitano nella comunità, attraverso le varie offerte o attraverso le differenti iniziative. Evidentemente il periodo del Covid ha impedito l’azione pastorale normale che la parrocchia e l’oratorio erano soliti fare: anche l’economia ne ha risentito, come quello che è successo in molte case. Questo non ci ha impedito di svolgere, pur in modo limitato, l’azione educativa e liturgica.
La parrocchia, come sappiamo, è un ente che si gestisce in forma autonoma. Non riceve fondi dal Vaticano né dalla diocesi come taluni pensano. Semplicemente, sono i parrocchiani che sostengono la loro parrocchia!
Guardando i conti del 2020 (resoconto che deve essere inviato in Curia entro la fine di marzo di ogni anno) notiamo una entrata evidentemente inferiore rispetto all’anno passato: per alcuni mesi non si è celebrata insieme l’eucarestia domenicale e molte persone sono ancora titubanti sulla frequentazione; l’attuale modalità di raccolta delle offerte è meno incisiva rispetto a prima e, non dimentichiamo, qualche problema economico tocca diverse famiglie. A fronte di questo, ci sono state anche meno uscite soprattutto per le spese di utenze. Questo ha permesso una certa tenuta dei conti.
La parrocchia nel futuro dovrà stare ancora attenta alle spese e pian piano (come fa del resto ogni capo famiglia) predisporre un fondo per i necessari lavori di ordinaria e soprattutto di straordinaria manutenzione.


Qualche intervento fatto

Passando per la parrocchia avete visto più volte la presenza di una autogru. Si è dovuto tamponare il tetto della chiesa a causa dello spostamento di tegole (segno è l’infiltrazione sul soffitto all’ingresso della chiesa), della caduta dei supporti antipiccione e per la caduta di pezzi del cornicione di facciata. Si è messo in sicurezza il tetto della casa parrocchiale fatto di tegole canadesi. Non si è rifatto il tetto ma si sono evitate infiltrazioni di acqua e il distacco delle tegole. In oratorio poi il lavoro impegnativo è stato quello di predisporre una vasca nel prato alla destra dell’edificio per le acque bianche che, con i violenti temporali, più volte hanno allagato il piano -1 e creato problemi alla controsoffittatura dei bagni.
Un piccolo intervento è stato fatto, a nostre spese, nella cappella del cimitero che, pur essendo di proprietà del Comune, viene curata da nostri volontari.


Uno sguardo avanti

Circa alcune prospettive future, abbiamo indicato con il Consiglio affari Economici alcune priorità prossime: la sistemazione della facciata, del campanile e di una parte del tetto; in secondo luogo, la sistemazione dell’organo a canne che necessita dopo tanti anni di una totale revisione a fronte delle periodiche manutenzioni. Inizieremo a breve la ricerca di preventivi. L’azione su questo bene importante per la liturgia e per la musica sacra potrà essere effettuata nel 2023. Fin da ora lo comunichiamo affinché si possa procedere (pandemia permettendo) a iniziative specifiche per raccogliere fondi. Si parla di una cifra che si aggira attorno ai 120mila euro. L’oratorio e la casa parrocchiale non necessitano per ora di grandi interventi.


Casa Mamre

Un discorso a parte riguarda l’operazione casa Mamre, nata sulla intuizione di don Stefano e dei parrocchiani, circa l’utilizzo dello stabile cadente a lato della chiesa. L’operazione, nata nel 2018, ha visto l’inaugurazione nell’ottobre del 2019 alla presenza del vescovo Delpini. Possiamo indicare la fine del 2020 come chiusura dei pagamenti e degli impegni presi con la banca (qualche piccola operazione è slittata nel gennaio 2021).
Casa Mamre, oltre che favorire convivenza di giovani per esperienze spirituali, sarà adibita ad ospitare 7 persone provenienti da varie parti per seguire i propri malati nei ricoveri ospedalieri. La casa resa abitabile è pronta per partire appena la situazione lo permetterà. Nel frattempo, il Centro Ascolto e le ACLI stanno egregiamente portando il loro lavoro di attenzione ai vari bisogni.
Questa operazione che ha impegnato per una cifra così consistente è stata possibile grazie a diversi fattori:

  • Un fondo di partenza che si era costituito negli anni, dopo la chiusura dell’altrettanto impegno alla costruzione dell’oratorio.
  • La risposta significativa di molte persone sia nella forma della mensile raccolta durante la messa, sia con impegno attraverso bonifici bancari di cifre anche significative. Sulla stessa linea mettiamo offerte finalizzate o iniziative fatte per raccogliere fondi.
  • Parte degli oneri di urbanizzazione da parte del Comune secondo la legge regionale.
  • Il contributo di alcune fondazioni come la Cariplo e la Mondadori.
  • Infine, la provvidenziale donazione legata a due testamenti: la prima del Sig. Dario Vailati e la seconda della sig.ra Maria Pini. Quest’ultima ha permesso di chiudere il cerchio dei pagamenti e lasciare alla parrocchia un bene immobile che risulterà nel resoconto del prossimo anno.

I ringraziamenti a tutti sono più che doverosi anche perché esprimono un gesto che sarà a favore della collettività e di quanti verranno dopo di noi. Ogni gesto fatto dal cuore, possiede una forza commovente!


Una parola sul senso delle offerte

  • Esistono le offerte che ogni domenica, durante il rito liturgico, vengono raccolte. Hanno un secondo appunto liturgico di accompagnamento a quel pane e a quel vino frutti della terra e del lavoro dell’uomo.
  • Esistono le offerte legate ai ceri votivi, segno di una partecipazione alla preghiera.
  • Esistono le offerte in occasione del ricordo di un defunto: il richiamo è alla Gerusalemme celeste nella memoria di una o più persone: l’offerta indica l’attenzione alla chiesa che vive oggi sulla terra. Sarebbe bello che possa essere, in alcuni momenti dell’anno, il raccogliersi come famiglia o come amici, per ricordare i propri cari.
  • Esistono le offerte in occasione di un battesimo, di un matrimonio o di altri sacramenti: alla festa faccio parte anche la mia comunità con un contributo. Non può esserci “tariffa” (ovviamente) ma senso di partecipazione alla comunità cristiana.
  • Esistono le offerte in occasione della benedizione natalizia. Quest’anno non si è effettuata. Questa non può essere considerata quasi un gesto “per il disturbo del prete”. Più giusto sarebbe che coloro che comprendono il valore della propria parrocchia dicano: “Bene, in occasione del Natale diamo questo contributo per la comunità”. Ideale sarebbe che ognuno portasse in chiesa la busta, che viene inviata da noi, con al fondo quella motivazione.
  • Esistono le offerte come è avvenuto per motivi ereditari. Questo non vuole dire che un parrocchiano debba dare alla chiesa la sua eredità: è un elemento che riguarda gli eredi ovviamente.  Il fatto che però una parte di essa possa diventare un contributo alla vita della comunità cristiana è elemento interessante, ovviamente per il credente.

Tutto rimane nella logica per cui la comunità vive delle offerte dei parrocchiani, delle iniziative che può mettere in atto e dell’attenzione ad evitare spese non necessarie e un uso oculato analogo a quello che ogni famiglia attua.


Giovedì 22 aprile: incontro con il vangelo di Matteo

  • ore 15.30 in chiesa; ore 21 su piattaforma zoom 3693691955 “parola”

Venerdì 23 aprile ore 20.45 a Lavanderie

  • Incontro con il Vicario di Zona mons. Antonio Novazzi aperto a tutte le parrocchie: “Il  futuro della diocesi e delle parrocchie di Segrate”