18 gennaio 2026

Seconda domenica dopo l’Epifania – Domenica della Parola di Dio


Una bella prospettiva

Papa Leone ha comunicato che proporrà una rilettura del Concilio Vaticano II durante le catechesi del mercoledì. Scelta più che ottima! Per molti il Concilio è un evento storico lontano, quasi sconosciuto, eppure, appena sessanta anni fa, si apriva per la Chiesa un grande squarcio di luce.

Ero bambino quando Papa Giovanni convocò il Concilio, in quel clima particolare del dopo guerra. Quasi nessuno dei protagonisti di allora è ancora in vita. Era un periodo culturalmente effervescente, che avrebbe generato vari movimenti di liberazione. La Chiesa, istituzione ben radicata soprattutto in Europa, avvertiva al suo interno il desiderio di tornare alle origini, di dare valore alla Parola di Dio, di dare concretezza al movimento liturgico che si stava sviluppando dall’inizio del secolo, di aprire un dialogo nuovo con il mondo.

I vescovi furono convocati, con uno sforzo organizzativo enorme. La maggior parte di loro non si conosceva e accordarsi fu un’impresa molto complessa. Grandi incontri fatti in più sessioni segnarono l’inizio di un percorso di cui noi siamo gli eredi, perché la Chiesa di oggi è frutto di quella stagione. Successivamente venne il “post concilio” con il suo entusiasmo ma anche con le interpretazioni talvolta parziali dei documenti promulgati.

Ricordo la straordinaria catechesi che papa Benedetto tenne in sala Nervi subito dopo la sua rinuncia, davanti al clero di Roma (possibile trovarlo in YouTube). Volutamente la seguii perché era il primo incontro dopo il famoso 11 febbraio, giorno in cui, nella forma latina, annunciò la sua decisione di lasciare il ministero petrino.  In un’ora circa, parlando a braccio, diede una magistrale descrizione del Concilio al suo interno e del modo in cui la stampa raccontò quell’evento.

È bello che Papa Leone ci introduca ora in questa rilettura, nella quale potremo riscoprire meglio le origini della Chiesa e anche i ritardi rispetto a quella esperienza. Pubblichiamo il primo intervento tenuto lo scorso mercoledì. dN


Cari fratelli e sorelle!

Abbiamo avviato il ciclo di catechesi sul Concilio Vaticano II. Oggi iniziamo ad approfondire la Costituzione dogmatica Dei Verbum sulla divina Rivelazione. Si tratta di uno dei documenti più belli e più importanti dell’assise conciliare e, per introdurci, può esserci d’aiuto richiamare le parole di Gesù: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi».

Questo è un punto fondamentale della fede cristiana, che la Dei Verbum ci ricorda: Gesù Cristo trasforma radicalmente il rapporto dell’uomo con Dio, d’ora innanzi sarà una relazione di amicizia. Perciò, l’unica condizione della nuova alleanza è l’amore. Sant’Agostino, nel commentare questo passaggio del Quarto Vangelo, insiste sulla prospettiva della grazia, che sola può renderci amici di Dio nel suo Figlio. Infatti, un antico motto recitava: “Amicitia aut pares invenit, aut facit”, “l’amicizia o nasce tra pari, o rende tali”. Noi non siamo uguali a Dio, ma Dio stesso ci rende simili a Lui nel suo Figlio.

Per questo, come possiamo vedere in tutta la Scrittura, nell’Alleanza c’è un primo momento di distanza, in quanto il patto tra Dio e l’uomo rimane sempre asimmetrico: Dio è Dio e noi siamo creature; ma, con la venuta del Figlio nella carne umana, l’Alleanza si apre al suo fine ultimo: in Gesù, Dio ci rende figli e ci chiama a diventare simili a Lui nella nostra pur fragile umanità. La nostra somiglianza con Dio, allora, non si raggiunge attraverso la trasgressione e il peccato, come suggerisce il serpente a Eva, ma nella relazione con il Figlio fattosi uomo.

Le parole del Signore Gesù che abbiamo ricordato – “vi ho chiamato amici” – sono riprese proprio nella Costituzione Dei Verbum, che afferma: «Con questa Rivelazione, infatti, Dio invisibile nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi, per invitarli e ammetterli alla comunione con sé» (n. 2). Il Dio della Genesi già si intratteneva con i progenitori, dialogando con loro (cfr Dei Verbum, 3); e quando con il peccato questo dialogo si interrompe, il Creatore non smette di cercare l’incontro con le sue creature e di stabilire di volta in volta un’alleanza con loro. Nella Rivelazione cristiana, quando cioè Dio per venire a cercarci si fa carne nel suo Figlio, il dialogo che si era interrotto viene ripristinato in maniera definitiva: l’Alleanza è nuova ed eterna, niente ci può separare dal suo amore. La Rivelazione di Dio, dunque, ha il carattere dialogico dell’amicizia e, come accade nell’esperienza dell’amicizia umana, non sopporta il mutismo, ma si alimenta dello scambio di parole vere.

La Costituzione Dei Verbum ci ricorda anche questo: Dio ci parla. È importante cogliere la differenza tra la parola e la chiacchiera: quest’ultima si ferma alla superficie e non realizza una comunione fra le persone, mentre nelle relazioni autentiche, la parola non serve solo a scambiarsi informazioni e notizie, ma a rivelare chi siamo. La parola possiede una dimensione rivelativa che crea una relazione con l’altro. Così, parlando a noi, Dio ci rivela sé stesso come Alleato che ci invita all’amicizia con Lui.

In tale prospettiva, la prima attitudine da coltivare è l’ascolto, perché la Parola divina possa penetrare nelle nostre menti e nei nostri cuori; allo stesso tempo, siamo chiamati a parlare con Dio, non per comunicargli ciò che Egli già conosce, ma per rivelare noi a noi stessi.

Di qui la necessità della preghiera, nella quale siamo chiamati a vivere e a coltivare l’amicizia con il Signore. Questo si realizza in primo luogo nella preghiera liturgica e comunitaria, dove non siamo noi a decidere cosa ascoltare della Parola di Dio, ma è Lui stesso a parlarci per mezzo della Chiesa; inoltre, si compie nell’orazione personale, che avviene nell’interiorità del cuore e della mente. Non può mancare, nella giornata e nella settimana del cristiano, il tempo dedicato alla preghiera, alla meditazione e alla riflessione. Solo quando parliamo con Dio, possiamo anche parlare di Lui.

La nostra esperienza ci dice che le amicizie possono finire per un qualche gesto eclatante di rottura, oppure per una serie di disattenzioni quotidiane, che sfaldano il rapporto fino a perderlo. Se Gesù ci chiama ad essere amici, cerchiamo di non lasciare inascoltato questo appello. Accogliamolo, prendiamoci cura di questa relazione e scopriremo che proprio l’amicizia con Dio è la nostra salvezza.

Leone XIV


Preghiera per la pace

Lunedì 12 gennaio significativa presenza di persone nella chiesa di santo Stefano nella preghiera per la pace. Alcuni erano collegati online. Preghiera, ascolto, brevi momenti di silenzio.

Un serata per tenere viva la parola “pace” rendendola invocazione a Dio che ha indicato nel figlio Gesù il luogo dove trovare la radice della pace. Occasione per rimarcare il rosario meditato nella chiesa di santo Stefano ogni mercoledì alle 18.30 pregando sempre per la pace.


Credere? Paliamone!

Segnaliamo un’iniziativa cittadina che viene proposta nella parrocchia di Dio Padre a Milano Due. Tema delle quattro serate: “Salute, malattia e fine vita”. Gli incontri si terranno il mercoledì alle ore 21, con cadenza mensile, presso la sala parrocchiale. Vedi locandina.

Primo incontro, mercoledì 21 gennaio, guidato dal frate cappuccino padre Roberto Pasolini, biblista e predicatore della casa pontificia, noto per la sua capacità di trasmettere la sapienza della Sacra Scrittura con profondità spirituale. Disponibili online gli esercizi spirituali predicati in Vaticano. Tema: “L’uomo uscito dalle mani di Dio”. È possibile organizzarsi per andare insieme: chi lo desidera si trovi alle 20.30 in piazza della chiesa.


Cristiani in Terra Santa

Dalle offerte natalizie, con le nostre tre parrocchie abbiamo destinato 2.000 euro per la Terra Santa.


Avvisi

Domenica 25: festa della Santa Famiglia

Momento da vivere insieme, per famiglie e non.

Messa alle ore 11.30, a seguire aperipranzo; è necessaria iscrizione presso l’oratorio seguendo le indicazioni sulla locandina.

Lunedì 26 gennaio: incontro con Costanza Miriano

Dialogo con Costanza Miriano, giornalista e saggista, impegnata in ambito cattolico con interessanti iniziative, a partire dalla recente pubblicazione del libro “Non desiderare la vita d’altri”. Incontro nel salone dell’oratorio di Santo Stefano alle ore 21.

Affido

Stiamo predisponendo una serata dedicata all’affido: è un’occasione per chiarire le idee e offrire alle famiglie la possibilità di conoscere meglio questa forma di accoglienza, sia per periodi brevi sia per tempi lunghi. L’incontro è previsto nel mese di febbraio.

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: 18-25 gennaio

«Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati» (Efesini 4,4) è il tema della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

11-13 maggio 2026 – Pellegrinaggio a Lourdes

Disponibili ancora 20 posti (al 16 gennaio 2026)