19 ottobre 2025

Dedicazione del Duomo di Milano


Una diciottenne diventerà cristiana

È un momento strano quello che stiamo vivendo, dove sembra che la fede si stia perdendo, ma allo stesso tempo, si avverte il “desiderio di ricominciare”, di riprendere, cioè, il filo… “sfilacciato”. La proposta cittadina chiamata “Parola di Dio per ricomincianti”, che si terrà per tre sabati pomeriggio all’oratorio di Lavanderie, vuole essere una risposta semplice e seria di supporto alle persone. Primo incontro 25 ottobre ore 16 scrivendo a eventisegrate25@gmail.com.  Colpisce che anche adolescenti chiedano notizie su Gesù e il cristianesimo, desiderando ricevere la Comunione e la Cresima. Anche la presenza di chi chiede il battesimo è un fatto che non può lasciare indifferenti perché può contestare una fede tiepida di chi vive il cristianesimo da tempo, come noi che leggiamo più o meno questo foglio.

A questo proposito annunciamo che Lesly Rosado Aguilar, ragazza di 18 anni proveniente dal Perù, dopo due anni dalla sua iscrizione al catecumenato, riceverà i sacramenti della Iniziazione cristiana (battesimo, comunione, cresima) la notte di Pasqua nella chiesa di santo Stefano. La accompagneremo attivando la nostra preghiera e la memoria viva del nostre battesimo.


Ma l’ho già detto?

Mi capita spesso di dire “Ma l’ho già detto?”. Sono le volte che, parlando con le coppie, con gruppi o con persone, tratto lo stesso argomento e cerco conferma per non essere noioso. La risposta “No” mi permette di parlare, la risposta “Sì, lo hai già detto”, mi rincuora perché la gente ricorda. Comunque sia dico: “Repetita iuvant (ripetere non è male!).  Ecco il pensiero che è uscito più volte dalle mie parole.

Ma come è possibile incontrare qualcuno che faccia parte della storia nel passato? Come è possibile incontrare chi ci ha lasciato opere d’arte come l’esagerato Michelangelo piuttosto che il simpatico Tacito o l’ostico Hegel? Come possibile parlare ora con il grande Trussardi o vedere la bella Cardinale o il famoso Baudo? Non è possibile infatti! Le loro opere rimangono vive ma essi sono riposti tra gli scaffali del passato tra le lapidi di un cimitero: così è!

Pur essendo un personaggio dell’antico passato, il Signore si può incontrare oggi, e questo è la novità assoluta che deriva dalla Pasqua cristiana. Ma se è così (lo spunto nasce da un fortuito incontro), il Signore deve toccare tutti i punti e gli angoli della mia persona, fino all’ultimo capello (uno sconto solo per me…). Deve toccare il mio corpo, la mente, il sesso, le emozioni, la memoria, i comportamenti, le scelte, i nervi, i ricordi, le delusioni, i luoghi, i desideri, i pensieri, i tradimenti, le relazioni, il respiro, le gioie, le lacrime… Se così non fosse il Signore non sarebbe Risorto e presente, ma sarebbe appunto un personaggio del passato e quindi, che senso ha? Se la fede abbraccia solo alcuni aspetti della nostra vita, significa che il cammino spirituale cristiano è ancora in corso e che c’è ancora spazio per una maturazione.

Si potrebbe dire che certamente ci è dato “un tempo, ma non tanto”, giusto quello che basta affinché da pesci cattivi si diventi buoni, per non rischiare di finire nella famosa fornace ardente. In natura questo non potrà capitare, ma nella vita dello Spirito questo è il bello: fare del tempo a disposizione un’occasione per entrare nel canestro dei figli del Regno e trovare salvezza.

Don Norberto


80 pellegrini verso Roma

L’alba del 7 ottobre scorso non è stato l’inizio del classico pellegrinaggio verso la potenziale “santità”, ma si è trattato di un vero viaggio di condivisione: racconti del quotidiano che, durante un tragitto di 4 ore scarse, si sono mescolati ad aspettative sull’esperienza, 12 ore “no stop” da vivere tutte d’un fiato anche perché il programma di Don Norberto si presentava molto serrato e soprattutto non prevedeva alcun tipo di intoppo!

Sicuramente impegnativo svegliarsi alle 4.30 del mattino, ma le premesse per un’indimenticabile giornata c’erano tutte: due vagoni del treno Italo carichi di segratesi già chiassosi alle 6.00 del mattino, bambini eccitati per l’insolita gita fuori porta (e soprattutto per non essere andati a scuola!), adulti preparati, consapevoli e anche un po’ divertiti da una giornata diversa dal solito.

La prima tappa ci ha visti raccolti in una bellissima cappella affrescata della Basilica di Santa Prassede: don Norberto ci ha guidati in un momento penitenziale con qualche riflessione, con una preghiera interrotta qua e là dalla curiosità dei bambini e con il programma di dettaglio.

Sotto un piacevole sole autunnale, quasi trascinati da una corrente di turisti e fedeli, ci siamo incamminati verso la Basilica di Santa Maria Maggiore: l’attesa di passare la Porta Santa e di vedere la tomba del nostro amato Papa Francesco era finalmente esaudita! Un momento di grande ispirazione che ha accomunato grandi e piccini: in contemplazione delle bellezze artistiche, ma anche di quell’amore e quella cristianità che si potevano respirate e quasi toccare con mano!

Con la prospettiva di celebrare la messa nel tardo pomeriggio presso la basilica del Sacro Cuore in zona Termini, dopo un veloce pranzo al sacco, abbiamo concluso la mattinata prendendo la metropolitana per raggiungere Città del Vaticano. Come ogni buon programma che si rispetti, l’imprevisto era dietro l’angolo: a causa di un evento inatteso, San Pietro veniva chiusa alle ore 13, mentre avevamo prenotato l’ingresso al percorso giubilare alle ore 14…ma questo non ci ha certo scoraggiato!

Siamo partiti con uno spirito di festa e con tanti propositi nel nostro cuore, non potevamo farci intimidire per così poco! Don Norberto ha creato così un riuscitissimo diversivo e cioè la celebrazione della “messa promessa” nella chiesa di santa Maria in Traspontina sulla via della Conciliazione di modo da essere vicini e pronti per l’accesso a San Pietro. Detto e fatto: scoccate le 16.30, riuscivamo a passare per la seconda Porta Santa, a contemplare la mirabile Pietà di Michelangelo e gli splendori della Basilica più grande del mondo!

Ci siamo riempiti gli occhi ma soprattutto i cuori: una giornata intensa di emozioni e sorrisi, carica di cristianità e umanità che hanno lasciato posto ad intime riflessioni nel viaggio di ritorno verso casa.

Valentina


Spiritualità a Medjugorie

Accompagnati da padre Giuseppe del Villaggio Ambrosiano, alla fine del mese di settembre, con un piccolo gruppo di Segrate Centro ci siamo recati a Medjugorie per vivere un pellegrinaggio di fede, speranza e riconciliazione, momenti spirituali, guidati dalla preghiera in un cammino di unità e amicizia. Per alcuni è stata la prima volta, per altri un ritorno a questi luoghi di fede. A Medjugorie si prega insieme, soprattutto la preghiera del Rosario, salendo sulla collina delle apparizioni (Podbrdo), si compie la via Crucis in preghiera sul monte Krizevac, si partecipa alla messa quotidiana così come all’Adorazione eucaristica serale.

Abbiamo ascoltato racconti di profondi cambiamenti interiori, di persone che hanno trasferito il loro domicilio a Medjugorie (fra questi la nostra straordinaria guida) fondando piccole comunità di preghiera, perché lì hanno sentito nell’anima che erano arrivati veramente “a casa”.

Memorabile l’incontro con suor Cornelia della Comunità della “Famiglia Ferita” che accoglie giovani e anziani in difficoltà, aiuta i ragazzi ad uscire da percorsi di dipendenza. Medjugorie potrebbe essere definito un “ospedale da campo” dove si iniziano a curare le ferite che ci procuriamo con i nostri comportamenti sbagliati. Il miracolo di Medjugorie non è nei fenomeni straordinari, ma nell’invito alla preghiera del rosario che la Vergine ha lasciato ai veggenti per sentirsi sempre di più figli amati dal Padre, per mezzo di Maria, madre di bontà e mediatrice.

Questa esperienza ha fatto sì che si prendesse l’iniziativa della recita del rosario in S. Stefano ogni mercoledì alle 18.30.

Enza


Don Carlo Baggioli

Mentre andiamo in stampa è arrivata la notizia della morte di don Carlo Baggioli che, dal 2000 al 2018, è stato parroco di Novegro. Molti lo hanno conosciuto in quella parrocchia o in città ed è doveroso ricordarlo nella liturgia celeste dopo aver per tanti anni celebrato nella liturgia della terra. I funerali lunedì 20 ottobre ore 15 a Dairago.


“Giubileo LAST CALL – ultima chiamata”

Lanciamo la proposta “Giubileo LAST CALL – ultima chiamata”. Visto il buon risultato sperimentato in ottobre, offriamo l’occasione per compiere i gesti previsti dal giubileo (confessione compresa), andando a Roma in giornata prima della chiusura di questo tempo di grazia.

Martedì 25 novembre 2025, partenza dalla Centrale con treno alle ore 6.45 e ritorno a casa il treno delle ore 18.30. Il programma: santa Prassede, prima porta a santa Maria maggiore, celebrazione della messa, itinerario verso la basilica, seconda porta santa a san Pietro. Prenotati 30 posti, da confermare entro il 2 novembre. Poi, se qualcuno vorrà aggiungersi si organizzerà personalmente . Scrivere a: festa.oratoriosegrate@gmail.com con versamento della quota di 80 –  IBAN IT81J030 69335901 00000062301