2 maggio 2021

Quinta domenica di Pasqua

Una prospettiva per le parrocchie di Segrate

Venerdì 23 aprile si è svolto un breve incontro (a causa del coprifuoco) per i Consigli pastorali (e non solo) delle parrocchie di Segrate insieme con il vicario di zona mons. Antonio Novazzi che, tra l’altro, risiede a Redecesio. Scopo della serata era quello di far presente a “laici” operanti nelle parrocchie, di ciò che bolle in pentola sia nella chiesa universale (dove ci sta portando “Pietro”, nel senso di papa Francesco) sia nella chiesa diocesana (dove ci sta portando “l’Apostolo”, nella figura del vescovo Mario).
Papa Francesco soprattutto con l’enciclica Evangelii gaudium richiama il sogno di una Chiesa aperta e missionaria che, operando anche una conversione nelle attività pratiche, guardi avanti senza fermarsi, si lasci provocare dalla creatività dello Spirito, certa della presenza del Signore. Il vescovo Mario indica come prima prospettiva il sogno di una Chiesa che “vive nello stupore” per il dono che abbiamo della fede. In secondo luogo una Chiesa che sta bene nella storia, non si lamenta, non giudica, non si arrocca. In terzo luogo una Chiesa che sa gridare, che non tace soprattutto davanti all’ingiustizia verso i deboli e i poveri. Infine il sogno di una Chiesa “sposa dell’Agnello” che già sta nel futuro, nella meta e a cui noi siamo ogni domenica invitati: la famosa “Cena dell’Agnello”.
Ricorda don Antonio: “Sono sogni che passano appena si scende dal letto”? Sono sogni che vanno poi declinati, pena essere spettatori come in una sala cinematografica! Diverso essere protagonisti, laici e preti della Chiesa del Signore nel territorio e negli anni che abbiamo da vivere. I sogni sono linee di cammino che i nostri pastori ci lasciano per non essere affossatori di una fede ricevuta, vecchi nostalgici del tempo che fu, tristi esecutori di gesti religiosi vuoti.
Una ricaduta di queste linee o di “questi sogni” diventa anche una nuova sistemazione delle realtà parrocchiali e del territorio. Sempre in quella serata si è accennato ad una nuova modalità di presenza sul territorio. La diocesi è già divisa in tanti Decanati e noi facciamo parte del decanato di Cernusco sul Naviglio (insieme con Pioltello, Cassina de’ Pecchi e Bussero): anche questo aspetto sarà disegnato di nuovo. SI sente la necessità e l’importanza di un luogo dove preti e laici del territorio possano trovarsi da credenti per mettere in atto i sogni ricordati. Preti, sempre meno, laici sempre più decisivi. “Assemblea sinodale” sarà il nome di una nuova realtà che “mette insieme e in ascolto reciproco”, andando oltre le singole parrocchie affinché esse siano comunità vitali. Nel prossimo anno si costituirà questo luogo di incontro. I preti sono soliti trovarsi mensilmente ma d’ora in avanti quell’incontro non avrà un potere decisionale ma sarà luogo di fraternità e di formazione per i sacerdoti.

E noi di Segrate?

La nostra città ha una sua particolare configurazione. Per ora ogni parrocchia va un po’ a sé, anche se ci sono stati momenti di convergenza tra di esse. La stessa impostazione del Centro di Ascolto ne è un segno. Per anni ha operato egregiamente anche un gruppo di persone nel “Coordinamento cittadino”. Vorremmo in qualche modo riproporre quella stessa parola dando un “taglio” dentro il cammino della Chiesa milanese. Soprattutto dopo il tempo del Covid come rinnovare le nostre sette realtà parrocchiali? Nessuno da solo, nessuna parrocchia da sola, potrà dare una risposta adeguata e, soprattutto, una linea concreta. Cosa sta dicendo a noi lo Spirito Santo?

E noi di santo Stefano? Una domanda!

Sono appena arrivato e non mi permetto di dire molto, anche perché le mascherine impediscono molte azioni che prima erano comuni e molti incontri “vis à vis”.
Però una domanda per noi che ci troviamo da anni nelle nostre assemblee sorge: “Ci siamo accorti dell’arrivo di quasi 800 nuclei familiari in via Caravaggio, 2? Sappiamo che al Village ci sono nuclei di coppie giovani, molti dei quali si stanno sposando o stanno portando i loro bambini per il battesimo?”. La stessa domanda vale per gli arrivi nuovi in via san Rocco o in via Giotto. La nostra parrocchia in un certo senso si sta “ringiovanendo” anche per questi arrivi. Un pensiero non sarebbe giusto farlo circa l’approccio nuovo ad un annuncio? Alcuni di questi nuclei vengono da una esperienza cristiana: come incrociarle?
Una domanda potrà essere fatta anche ai credenti che, appena giunti in città, stanno partecipando, anche se in forma ridotta, alle nostre messe e leggono il “Verso Emmaus”. A ciascuno di loro direi così: “Voi che avete una fede cristiana e per lavoro o per altri motivi siete in questa comunità, vi sta a cuore che essa sia come desidera il Signore?”.
Non è forse arrivato il momento per cui prendere maggior coscienza che a me (prete, laico, giovane o adulto che sia) il Signore chiede di portare ad altri “il lieto annuncio della Pasqua?”.
Tutti non sanno concretamente cosa fare (nessuno è nato “imparato”!) però sappiamo che lo Spirito ci sta parlando e forse scuotendo le nostre coscienze. Credo quindi  che non siano chiare ricette ma spetta a noi prendere gli ingredienti (quelli sono di Dio e ci sono) e cucinarli per ciò che oggi molte donne e uomini attendono.  Ecco allora la proposta:

Trovarsi tra chi, nelle varie parrocchie di Segrate, ha voglia di “stare in questa prospettiva” e poi lasciare che sia lo Spirito a suggerire cosa fare, come accadeva nelle comunità cristiane descritte dagli Atti degli Apostoli.
Primo appuntamento: domenica 9 maggio 2021, nell’oratorio di santo Stefano, “in presenza”, alle ore 18.


Avvisi

Invito alla preghiera personale del rosario in comunione con Papa Francesco

Rosario mese di maggio
Ore 20.45           da lunedì a venerdì in oratorio (tranne il giovedì)
Ore 20.45           giovedì S. Messa (non alle 20.30)

Festa dell’ Ascensione giovedì 13 maggio: Messa solenne ore 8.30 e ore 20.45

Vigilia di Pentecoste sabato 22 maggio: Messa vigiliare solenne ore 18

Solennità di Pentecoste 23 maggio e Settimana della Pentecoste

Lunedì 24 maggio lettura della nuova lettera del vescovo Delpini

Martedì 25 maggio giornata eucaristica

Mercoledì 26 maggio giornata delle Confessioni

Giovedì 27 maggio pellegrinaggio a Caravaggio decanale (modalità da definire)

Prima Comunione
Date: sabato 8 – 15 – 22 – 29 maggio 2021, alle ore 15.30
Preghiera di preparazione per genitori: lunedì 3 maggio 2021, alle ore. 20.50
Confessione dei genitori comunicandi: ogni venerdì precedente proprio turno dalle 20.30


Circolo ACLI
Dal 3 maggio 2021 il circolo ACLI apre il centro operativo Caaf;
il martedì per 8 ore, il venerdì per 4 ore.


AKATHISTOS: cosa è?

Usiamo il mese di maggio, tradizionalmente dedicato a Maria, nel contesto del tempo pasquale per conoscere meglio un “classico” della preghiera a Maria. L’introduzione spiega  bene la ricchezza di questo inno. Lo faremo in due puntate, perché si tratta di 24 “stanze”, mentre useremo queste parole per la preghiera serale che viene proposta in questo tempo pasquale.
“Cinque minuti alle 20.55”, da sabato 3 a sabato 15 maggio, sul canale Youtube della parrocchia

È uno tra i più famosi inni che la Chiesa Ortodossa dedica alla Theotokos (Genitrice di Dio). Akathistos si chiama per antonomasia quest’inno liturgico del secolo V, che fu e resta il modello di molte composizioni innografiche e litaniche, antiche e recenti. “Akathistos” in greco significa “non-seduti”, perché la Chiesa ingiunge di cantarlo o recitarlo “stando in piedi”, come si ascolta il Vangelo, in segno di riverente ossequio alla Madre di Dio.
La struttura metrica e sillabica dell’Akathistos si ispira alla celeste Gerusalemme descritta dal cap. 21 dell’Apocalisse, da cui desume immagini e numeri: Maria è cantata come identificazione della Chiesa, quale “Sposa” senza sposo terreno, Sposa vergine dell’Agnello, in tutto il suo splendore e la sua perfezione.
L’inno consta di 24 stanze (in greco: oikoi), quante sono le lettere dell’alfabeto greco con le quali progressivamente ogni stanza comincia.
Ma fu sapientemente progettato in due parti distinte, su due piani congiunti e sovrapposti – quello della storia e quello della fede -, e con due prospettive intrecciate e complementari – una cristologica, l’altra ecclesiale -, nelle quali è calato e s’illumina il mistero della Madre di Dio.
L’inno procede in maniera binaria, in modo che ogni stanza dispari trovi il suo complemento – metrico e concettuale – in quella pari che segue.
Le stanze dispari si ampliano con 12 “Ave” e terminano con “Gioisci, sposa senza nozze!”. Le stanze pari invece terminano con l’acclamazione a Cristo: “Alleluia!”.
Così l’inno si presenta cristologico insieme e mariano, subordinando la Madre al Figlio, la missione materna di Maria all’opera universale di salvezza dell’unico Salvatore.

La prima parte dell’Akathistos (stanze 1-12) segue il ciclo del Natale, ispirato ai Vangeli dell’Infanzia del vangelo di Luca e di Matteo. Essa propone e canta il mistero dell’incarnazione (stanze 1-4), l’effusione della grazia su Elisabetta e Giovanni (stanza 5), la rivelazione a Giuseppe (stanza 6), l’adorazione dei pastori (stanza 7), l’arrivo e l’adorazione dei magi (stanze 8-10), la fuga in Egitto (stanza 11), l’incontro con Simeone (stanza 12). Eventi che superano il dato storico e diventano lettura simbolica della grazia che si effonde, della creatura che l’accoglie, dei pastori che annunciano il Vangelo, dei lontani che giungono alla fede, del popolo di Dio che uscendo dal fonte battesimale percorre il suo luminoso cammino verso la Terra promessa e giunge alla conoscenza profonda del Cristo.

Inno Akathistos

Prima parte

  1. Il più eccelso degli Angeli fu mandato dal Cielo per dir “Ave” alla Madre di Dio. Al suo incorporeo saluto vedendoti in Lei fatto uomo, Signore, in estasi stette, acclamando la Madre così:

Ave, per Te la gioia risplende;
Ave, per Te il dolore s’estingue.
Ave, salvezza di Adamo caduto;
Ave, riscatto del pianto di Eva.
Ave, Tu vetta sublime a umano intelletto;
Ave Tu abisso profondo agli occhi di Angeli
Ave, in Te fu elevato il trono del Re;
Ave, Tu porti Colui che il tutto sostiene.
Ave, o stella che il Sole precorri;
Ave, o grembo del Dio che s’incarna.
Ave, per Te si rinnova il creato;
Ave, per Te il Creatore è bambino.
Ave, Sposa non sposata!

  1. Ben sapeva Maria d’esser Vergine sacra e così a Gabriele diceva: «Il tuo singolare messaggio all’anima mia incomprensibile appare: da grembo di vergine un parto predici, esclamando: Alleluia!»
  2. Desiderava la Vergine di capire il mistero e al nunzio divino chiedeva: «Potrà il verginale mio seno mai dare alla luce un bambino? Dimmelo!» E Quegli riverente acclamandola disse così:

Ave, Tu guida al superno consiglio;
Ave, Tu prova d’arcano mistero.
Ave, Tu il primo prodigio di Cristo;
Ave, compendio di sue verità.
Ave, o scala celeste che scese l’Eterno;
Ave, o ponte che porti gli uomini al cielo.
Ave, dai cori degli Angeli cantato portento;
Ave, dall’orde dei dèmoni esecrato flagello.
Ave, la Luce ineffabile hai dato;
Ave, Tu il «modo» a nessuno hai svelato.
Ave, la scienza dei dotti trascendi;
Ave, al cuor dei credenti risplendi.
Ave, Sposa non sposata!

  1. La Virtù dell’Altissimo adombrò e rese Madre la Vergine ignara di nozze: quel seno, fecondo dall’alto, divenne qual campo ubertoso per tutti, che vogliono coglier salvezza  cantando così: Alleluia!
  1. Con in grembo il Signore premurosa Maria ascese e parlò a Elisabetta. Il piccolo in seno alla madre sentì il verginale saluto, esultò, e balzando di gioia cantava alla Madre di Dio:

Ave, o tralcio di santo Germoglio;
Ave, o ramo di Frutto illibato.
Ave, coltivi il divino Cultore;
Ave, dai vita all’Autor della vita.
Ave, Tu campo che frutti ricchissime grazie;
Ave, Tu mensa che porti pienezza di doni.
Ave, un pascolo ameno Tu fai germogliare;
Ave, un pronto rifugio prepari ai fedeli.
Ave, di suppliche incenso gradito;
Ave, perdono soave del mondo.
Ave, clemenza di Dio verso l’uomo;
Ave, fiducia dell’uomo con Dio.
Ave, Sposa non sposata!

  1. Con il cuore in tumulto  fra pensieri contrari il savio Giuseppe ondeggiava: tutt’ora mirandoti intatta  sospetta segreti sponsali, o illibata! Quando Madre ti seppe da Spirito Santo, esclamò: Alleluia!
  1. I pastori sentirono  i concerti degli Angeli  al Cristo disceso tra noi. Correndo a vedere il Pastore,  lo mirano come agnellino innocente  nutrirsi alla Vergine in seno,  cui innalzano il canto:

Ave, o Madre all’Agnello Pastore,
Ave, o recinto di gregge fedele.
Ave, difendi da fiere maligne,
Ave, Tu apri le porte del cielo.
Ave, per Te con la terra esultano i cieli,
Ave, per Te con i cieli tripudia la terra.
Ave, Tu sei degli Apostoli la voce perenne,
Ave, dei Martiri sei l’indomito ardire.
Ave, sostegno possente di fede,
Ave, vessillo splendente di grazia.
Ave, per Te fu spogliato l’inferno,
Ave, per Te ci vestimmo di gloria.
Ave, Vergine e Sposa!

  1. Osservando la stella che guidava all’Eterno,  ne seguirono i Magi il fulgore.  Fu loro sicura lucerna  andando a cercare il Possente, il Signore.  Al Dio irraggiungibile giunti,  l’acclaman beati:  Alleluia!
  1. Contemplarono i Magi  sulle braccia materne  l’Artefice sommo dell’uomo. Sapendo ch’Egli era il Signore  pur sotto l’aspetto di servo, premurosi gli porsero i doni,  dicendo alla Madre beata:

Ave, o Madre dell’Astro perenne,
Ave, o aurora di mistico giorno.
Ave, fucine d’errori Tu spegni,
Ave, splendendo conduci al Dio vero.
Ave, l’odioso tiranno sbalzasti dal trono,
Ave, Tu il Cristo ci doni clemente Signore.
Ave, sei Tu che riscatti dai riti crudeli,
Ave, sei Tu che ci salvi dall’opre di fuoco.
Ave, Tu il culto distruggi del fuoco,
Ave, Tu estingui la fiamma dei vizi.
Ave, Tu guida di scienza ai credenti,
Ave, Tu gioia di tutte le genti.
Ave, Vergine e Sposa!

  1. Banditori di Dio  diventarono i Magi  sulla via del ritorno. Compirono il tuo vaticinio  e Te predicavano, o Cristo,  a tutti, noncuranti d’Erode lo stolto incapace a cantare: Alleluia!
  1. Irradiando all’Egitto  lo splendore del vero, dell’errore scacciasti la tenebra:  ché gli idoli allora, o Signore,  fiaccati da forza divina caddero; e gli uomini, salvi,  acclamavan la Madre di Dio:

Ave, riscossa del genere umano,
Ave, disfatta del regno d’inferno.
Ave, Tu inganno ed errore calpesti,
Ave, degl’idoli sveli la frode.
Ave, Tu mare che inghiotti il gran Faraone,
Ave, Tu roccia che effondi le Acque di Vita.
Ave, colonna di fuoco che guidi nel buio,
Ave, riparo del mondo più ampio che nube.
Ave, datrice di manna celeste,
Ave, ministra di sante delizie.
Ave, Tu mistica terra promessa,
Ave, sorgente di latte e di miele.
Ave, Vergine e Sposa!

  1. Stava già per lasciare  questo mondo fallace  Simeone, ispirato vegliardo. Qual pargolo a lui fosti dato, ma in Te riconobbe il Signore perfetto, e ammirando stupito  l’eterna sapienza esclamò: Alleluia!

(l’introduzione è presa da Internet)