20 marzo 2022

Terza domenica di Quaresima: di Abramo

Cosa succede il 25 marzo: “Consacrazione della Russia al cuore immacolato di Maria”

“Venerdì 25 marzo, durante la Celebrazione della Penitenza che presiederà alle 17 nella Basilica di San Pietro, Papa Francesco consacrerà all’Immacolato Cuore di Maria la Russia e l’Ucraina. Lo stesso atto, lo stesso giorno, sarà compiuto a Fatima dal cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, come inviato dal Santo Padre”. Per la consacrazione è stato scelto il giorno della festa dell’Annunciazione del Signore.
La Madonna, nell’apparizione del 13 luglio 1917 a Fatima, aveva chiesto la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato, affermando che, qualora non fosse stata accolta questa richiesta, la Russia avrebbe diffuso “i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni – aveva aggiunto – saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte”.

Noi, il 25 marzo

Accompagniamo questo evento importante per la situazione che si è creata con la guerra in Ucraina seguendo in televisione questo momento o partecipando ai momenti liturgici proposti: Messa di orario, Rosario in chiesa, Rosario su piattaforma zoom, Rosario per strada.
Precisamente:
– ore 8.30: celebrazione eucaristica solenne
– ore 15: celebrazione mariana con la Parola di Dio e il Rosario
– ore 18: celebrazione eucaristica solenne
– ore 21: Rosario online (zoom 369 369 1955 – password: rosario)
– Camminando con in tasca la corona del Rosario
Il pellegrinaggio a Fatima che faremo nel mese di giugno si arricchirà anche di questo elemento. Non sono molti gli iscritti per ora, ma si andrà: chi volesse aggiungersi veda il programma nel sito.

Dopo la “Tre giorni sulla liturgia”

Intensi, semplici e belli gli interventi di mons. Marco Navoni. La sua competenza come studioso della liturgia e membro qualificato della commissione che elabora i testi della liturgia ambrosiana, ha portato a precisare aspetti fondamentali in un modo semplice e adeguato.
È possibile vedere (e rivedere se fosse il caso) gli incontri sul canale YouTube della parrocchia.
Solo per ribadire tre pensieri:

1. Che la liturgia sia opera di Dio è così scontato che… non ci si pensa mai e talvolta si agisce producendo l’effetto contrario: la liturgia diventa uno spazio in cui… “facciamo noi, noi con i nostri riti”. Appunto.
Proprio perché la liturgia è opera di Dio, possiede la forza della novità, “la novità cristiana”, dal momento che Lui si  muove verso di noi dopo che la morte è stata sconfitta. Viene solo richiesta la nostra risposta o, meglio, la nostra accoglienza di un regalo che non ha prezzo.

2. Capita di avere un modo di pregare che non tenga conto della sua componente “cristiana”. Preghiamo come se ogni divinità fosse la stessa, una vale l’altra.
Che noi si preghi il Padre è una novità, perché solo Gesù ce lo ha comunicato attraverso lo Spirito Santo a partire da quella prima Pasqua..
La preghiera liturgica è così “fonte e sorgente” con un andamento tipicamente suo: si parte sempre con la lode al Padre, in Gesù, per lo Spirito Santo; ci si rivolge a Dio con le richieste o petizioni che sono anche molto elevate, se seguiamo con i testi che il sacerdote proclama nelle orazioni; infine si conclude ancora nella lode che dura nel tempo, per tutti i secoli dei secoli.
Infine, che tutto sia dispiegato nell’anno liturgico è molto significativo e lo ricorda il Vescovo chiarendo che “l’anno liturgico è il piano pastorale normale di una chiesa”. Tutto equilibrato e dosato in una ricchezza di parole e di testi che ingloba la nostra devozione e la nostra realtà personale.

3. Che dire poi del fatto che attraverso la liturgia “si forma la Chiesa”? Nulla! Così facile e ovvia la domanda ma, ancora una volta, non del tutto percepita. Infatti non possiamo negare l’esistenza dell’”individualismo religioso” slegato dalla dimensione ecclesiale, comunitaria e missionaria.
Il saluto finale infatti con “l’andiamo in pace, nel nome di Cristo” esprime una parola bella e forte del Maestro che invita alla missione “in Gesù, nel suo nome”, appunto. Seguendo invece il rito romano troviamo l’antica frase: “Ite Missa est, Deo gratias”. Questa non può essere recepita come espressione conclusiva di una riunione anche se, tradotta, in “la messa è finita andate in pace” lo fa pensare. Invece compresa come invito alla “Missio”, suona in un modo decisamente bello e vero, appunto.
L’auspicio allora è a ritornare su queste linee di vita cristiana grazie anche al video prodotto e alla continua attenzione a ciò che avviene non in un rito (non più la solita minestra!) ma in una azione di Dio a cui, per dono, noi partecipiamo, appunto!

Rami di ulivo

Dal sabato 2 aprile è possibile portare in parrocchia l’ulivo che distribuiremo alla Domenica delle Palme. Grazie a tutti

Giovedì 24 marzo

Ore 20.45, a Cologno Monzese: Veglia dei Martiri con il Vescovo Mario Delpini.
Anche in nome di quel processo che abbiamo iniziato verso la “Mission Segrate”, vale la pena tener conto di questa celebrazione che avviene a pochi chilometri da noi.
Invitiamo alla partecipazione.
Ritrovo, per passaggio in macchina dalla chiesa, alle ore 20.15 (è sospesa la Messa delle ore 20.30).
Nella stessa sera è previsto un incontro, soprattutto per giovani, sulla situazione in Ucraina, presso il cinema di san Felice (cfr. volantino).


Quarta settimana di Quaresima 27 marzo – 2 aprile 2022

Domenica 27 marzo

Ore 15.30: Messa con la presenza dei ragazzi di terza elementare e delle loro famiglie
Ore 18: “Terzo scrutinio” con la nostra catecumena

Venerdì 1 aprile

Ore 8.30: Via Crucis
Ore 15: Via Crucis
Ore 20.45: Celebrazione penitenziale cittadina al Villaggio con la presenza dei missionari

Sabato 2 aprile

Ore 15: “Verso la Mission Segrate”; secondo incontro con i missionari in oratorio


Preghiera di perdono

Perdonaci la guerra, Signore

Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi misericordia di noi peccatori!
Signore Gesù, nato sotto le bombe di Kiev, abbi pietà di noi!
Signore Gesù, morto in braccio alla mamma in un bunker di Kharkiv, abbi pietà di noi!
Signore Gesù, mandato ventenne al fronte, abbi pietà di noi!
Signore Gesù, che vedi ancora le mani armate all’ombra della tua croce, abbi pietà di noi!
Perdonaci Signore, se non contenti dei chiodi con i quali trafiggemmo la tua mano, continuiamo ad abbeverarci al sangue dei morti dilaniati dalle armi.
Perdonaci, se queste mani che avevi creato per custodire, si sono trasformate in strumenti di morte.
Perdonaci, Signore, se continuiamo ad uccidere nostro fratello, se continuiamo come Caino a togliere le pietre dal nostro campo per uccidere Abele.
Perdonaci, se continuiamo a giustificare con la nostra fatica la crudeltà, se con il nostro dolore legittimiamo l’efferatezza dei nostri gesti.
Perdonaci la guerra, Signore.
Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti imploriamo! Ferma la mano di Caino!
Illumina la nostra coscienza, non sia fatta la nostra volontà, non abbandonarci al nostro agire!
Fermaci, Signore, fermaci!
E quando avrai fermato la mano di Caino, abbi cura anche di lui. È nostro fratello.
O Signore, poni un freno alla violenza!
Fermaci, Signore!

(Preghiera composta dall’arcivescovo di Napoli, Mimmo Battaglia, e letta dal Papa, mercoledì 16 marzo nell’Aula Paolo VI)