22 febbraio 2026

Prima domenica di Quaresima


“Quaresima come Dio comanda”

Ogni inizio è… un colpo d’ala ad una situazione stanca o grigia. L’inizio del tempo di Pasqua nel rito ambrosiano – Quaresima, triduo e tempo pasquale –  è un invito a risvegliare lo spirito. Ricordiamolo noi credenti nel Signore! Ci sostenga, in questo cammino, anche il messaggio del Papa.

La parrocchia offre soltanto alcuni suggerimenti (aspetti particolari della parrocchia di San Felice sono raccolti nella pubblicazione “7giorni”).


Per la vita di preghiera

  • Dare importanza alla preghiera, iniziando e concludendo la giornata con il segno di croce.
  • Approfittare, quando possibile, della messa feriale; recuperare preghiera di lodi e vespri.
  • Ogni sera unirsi alla preghiera con il vescovo nel momento del Kaire alle 20.32.
  • Sarà utile il libretto in vendita dal titolo “per una preghiera e riflessione giornaliera”.
  • Sono proposti quattro martedì, a Santo Stefano, alle ore 15.30, per approfondire la liturgia della domenica… “senza il vangelo”.

Esercizi spirituali

A San Felice: 2-3-4 marzo, alle ore 20.45, con don Luca Castiglioni (incontrato lo scorso anno).


Confessione nella prima settimana

  • Lunedì 23 febbraio a San Felice: ore 16 – 18
  • Mercoledì 25 febbraio a Santo Stefano: ore 8 – 11.30; 16 – 18; 20.45 – 22

Liturgia del venerdì

  • Ore 8.30: meditazione preghiera davanti alla croce, a Santo Stefano
  • Ore 15: Via Crucis, a Santo Stefano
  • Ore 16.45: Via Crucis, a San Felice con i ragazzi
  • Ore 18.30: Via Crucis, a San Felice

Per il digiuno variegato

Il primo e l’ultimo venerdì di Quaresima si propone un digiuno stretto che l’eliminazione di un pasto. Viene ripresa la proposta del “digiuno variegato”:

  • il lunedì: un digiuno che tocchi il linguaggio con attenzione alle parole, evitando quelle negative;
  • il martedì: un digiuno con attenzione ai programmi televisivi evitando quelli litigiosi o volgari;
  • il mercoledì: un digiuno che governi l’uso dei social… evitando di navigare senza criterio;
  • il giovedì: un digiuno per ridurre alcune dipendenze – fumo, alcol, caffè o mega colazione;
  • il venerdì: un digiuno, “a giorno secco”, per saltare un pasto completo e ciò che è fuori pasto;
  • il sabato: un digiuno che diventi controllo nella spesa settimanale;
  • la domenica: per dare tempo e spazio alla celebrazione dell’Eucarestia con la comunità.

Per progetti di carità

Scegliamo uno dei quattro progetti proposti dalla diocesi: in Guinea-Bissau il progetto finalizzato a realizzare interventi di rinnovamento e ampliamento delle strutture adibite alla formazione delle coppie di sposi delle comunità rurali e di catechisti delle parrocchie della Diocesi.


Momenti cittadini

  • Via Crucis cittadina: venerdì 27 febbraio, alle ore 20.45, dalla chiesetta di Rovagnasco (S. Vittore) alla chiesa del Villaggio.
  • Via Crucis di zona: martedì 10 marzo, alle ore 20.45, a Cinisello Balsamo.
  • Incontro a Milano 2 – “Credere? Paliamone!”: mercoledì 11 marzo “Prendersi cura, sempre” con il professor Alfredo Anzani.
  • Veglia dei martiri missionari: martedì 24 marzo, alle ore 21, alla chiesa di Lavanderie
  • Veglia in traditio symboli: sabato 28 marzo alle ore 21, nel duomo di Milano.

Parola a Leone XIV

La Quaresima è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno.

Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito. Vi è un legame, dunque, tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera. Per questo, l’itinerario quaresimale diventa un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusalemme, dove si compie il mistero della sua morte e risurrezione.

Ascoltare

Quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo, sull’importanza di dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro.

Dio stesso, rivelandosi a Mosè dal roveto ardente, mostra che l’ascolto è un tratto distintivo del suo essere: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido». L’ascolto del grido dell’oppresso è l’inizio di una storia di liberazione, nella quale il Signore coinvolge anche Mosè, inviandolo ad aprire una via di salvezza ai suoi figli ridotti in schiavitù.

È un Dio coinvolgente, che oggi raggiunge anche noi coi pensieri che fanno vibrare il suo cuore. Per questo, l’ascolto della Parola nella liturgia ci educa a un ascolto più vero della realtà: tra le molte voci che attraversano la nostra vita personale e sociale, le Sacre Scritture ci rendono capaci di riconoscere quella che sale dalla sofferenza e dall’ingiustizia, perché non resti senza risposta. Entrare in questa disposizione interiore di recettività significa lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui, fino a riconoscere che «la condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa».

Digiunare

Se la Quaresima è tempo di ascolto, il digiuno costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio.

L’astensione dal cibo, infatti, è un esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione. Proprio perché coinvolge il corpo, rende più evidente ciò di cui abbiamo “fame” e ciò che riteniamo essenziale per il nostro sostentamento. Serve quindi a discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo.

Sant’Agostino, con finezza spirituale, lascia intravedere la tensione tra il tempo presente e il compimento futuro che attraversa questa custodia del cuore, quando osserva che: «Nel corso della vita terrena compete agli uomini aver fame e sete di giustizia, ma esserne appagati appartiene all’altra vita. Gli angeli si saziano di questo pane, di questo cibo. Gli uomini invece ne hanno fame, sono tutti protesi nel desiderio di esso. Questo protendersi nel desiderio dilata l’anima, ne aumenta la capacità». Il digiuno, compreso in questo senso, ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, ma anche di espanderlo, in modo tale che si rivolga a Dio e si orienti ad agire nel bene.

Tuttavia, affinché il digiuno conservi la sua verità evangelica e rifugga dalla tentazione di inorgoglire il cuore, dev’essere sempre vissuto nella fede e nell’umiltà. Esso domanda di restare radicato nella comunione con il Signore, perché «non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio». In quanto segno visibile del nostro impegno interiore di sottrarci, con il sostegno della grazia, al peccato e al male, il digiuno deve includere anche altre forme di privazione volte a farci acquisire uno stile di vita più sobrio, poiché «solo l’austerità rende forte e autentica la vita cristiana».

Vorrei per questo invitarvi a una forma di astensione concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace.

Insieme

Infine, la Quaresima mette in evidenza la dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno. Anche la Scrittura sottolinea questo aspetto in molti modi. Ad esempio, quando narra, nel libro di Neemia, che il popolo si radunò per ascoltare la lettura pubblica del libro della Legge.

Allo stesso modo, le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le comunità religiose sono chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale. In questo orizzonte, la conversione riguarda, oltre alla coscienza del singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio, sia nelle nostre comunità ecclesiali, sia nell’umanità assetata di giustizia e riconciliazione.

Carissimi, chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro. E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore. Di cuore benedico tutti voi e il vostro cammino quaresimale.


L’associazione IL MANDORLO organizza due incontri sul tema delle carceri

“Questa non è giustizia” – Le carceri oggi realtà diritto e opinione pubblica

Giovedì 26 febbraio e giovedì 5 marzo, alle ore 21, presso l’oratorio di Santo Stefano

Riflessione con don Stefano Cucchetti –  cappellano del carcere di Bollate