Santissima Trinità
A San Felice
Nei prossimi giorni ci viene è chiesto di attraversare il Ponte degli specchietti (se proveniamo da Segrate Centro) oppure di seguire la Rivoltana (se veniamo da Novegro) e posteggiare presso il Centro commerciale di San Felice. Con giovedì 4 giugno (festa del Corpus Domini), iniziano i giorni della festa del quartiere nel cinquantesimo anniversario della consacrazione della chiesa parrocchiale: era il 9 giugno 1976. Centrale sarà la Messa di domenica 7 giugno alle ore 11, preceduta dalla processione che partirà dalla scuola (ritrovo ore 10.30). Sarà il Vicario episcopale don Antonio Novazzi, nel suo 50esimo di sacerdozio, a presiedere la concelebrazione. Altrettanto significativa sarà la messa di lunedì 8 giugno alle 21, preceduto da un aperitivo, alla quale parteciperanno i sacerdoti che, per nascita o per ministero, hanno condiviso un tratto di strada con la parrocchia. Sabato 6 giugno, invece, alle 21 avremo in chiesa il coro Alpino Orobica, un ensemble di coristi che figurano tra i primi posti dei cori alpini italiani.
Anche il Cinema San Felice si inserisce nella festa mettendo in programma nel pomeriggio di sabato 6 giugno, “Super Mario Galaxy”. Da non perdere infine l’incontro con Stefano Rossi su “Lezioni d’amore per un figlio: essere un faro per gli adolescenti” che ci sarà venerdì 5 giugno ore 21 sempre al cinema san Felice. Invitiamo a prendere del programma completo, pensato coinvolgendo diversi gruppi del quartiere, e diffuso attraverso i canali social e le locandine nei negozi.
Certo… c’è un ponte, che talvolta sembra dividere per aspetti umani, psicologici, sociologici, di ceto e di tradizione. Ma noi stiamo parlando da “credenti, dico credenti in Cristo”. Basterebbe questa semplice espressione per ringraziare un ponte costruito negli anni Trenta, pensato per permettere a tutti di muoversi – a piedi, in biciletta, in auto – tra una comunità cristiana e un’altra!
Il vero problema, dal punto di vista spirituale, sarebbe diventare “persone da TIR o da autobus”: mezzi grandi, ingombranti, che non passano, che non attraversano perché rinchiusi in una fede ristretta. La fede cristiana, invece, è un cammino che attraversa, che non teme i passaggi, che non resta bloccato. È una fede che si fa ponte, non barriera, strada, non parcheggio, incontro, non chiusura.
Il 2 giugno di quest’anno
Non è male ricordare in modo particolare il 2 giugno, soprattutto nell’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica italiana. Il 2 giugno 1946, con il referendum, gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica e per la prima volta, anche le donne votarono. Quel voto decretò il passaggio dalla monarchia sabauda alla repubblica. Immagino belli e ricchi i servizi televisivi dedicati alla festa della Repubblica. Ma credo che si possa collegare poeticamente questa ricorrenza al film di Paola Cortellesi “C’è ancora domani”.
Basta poco, ahimè, per ritornare ad una visione dove comanda uno solo, illuminato dal potere o dal denaro o in cui si delega a pochi la gestione del potere. A noi il compito di vigilare, di correggere se serve, di amare la Costituzione che i nostri padri ci hanno lasciato in eredità.
Don Norberto
Il Papa alla Chiesa in Italia
Bisogna proprio stare attenti a quando papa Leone parla alla Chiesa italiana perché, come i suoi predecessori, mostra la strada. Ecco il suo intervento fatto mercoledì 28 maggio..
Molti segni ci parlano di stanchezza, di frammentazione, di solitudine. Nelle nostre comunità possiamo talvolta avvertire la fatica di trasmettere la fede, la difficoltà di coinvolgere le nuove generazioni. Ma il Vangelo ci riscuote. Gesù, guardando le folle, non vede un problema da risolvere, vede una messe, vede il campo di Dio: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Seminatore instancabile, Dio esce ogni giorno nel mondo e sparge con generosità nei cuori il desiderio dell’infinito, di una vita piena, di una salvezza che libera. Sì, grazie a Dio, la messe è molta. Il nostro primo compito è questo: fare nostro lo sguardo del Signore. Non lamentarci soltanto dei terreni induriti né soffermarci semplicemente ai dati statistici, ma saper vedere, con gli occhi del Risorto, il raccolto che Dio stesso ci prepara.
Lo Spirito Santo ci doni cuori ardenti dello slancio di Cristo; e susciti numerosi e santi operai per lavorare con noi. Allora, con questo sguardo, la priorità è il Vangelo. Perché è dal Vangelo che nasce la fede, come incontro vivo con Cristo, morto e risorto, presente nella sua Chiesa. Oggi, nel contesto in cui siamo chiamati a operare, confrontandoci con altre prospettive di vita e con sfide antropologiche inedite, riportare al centro il Vangelo è il dono che dà entusiasmo alla nostra vita di Vescovi e l’urgenza che ci spinge.
Siamo dunque chiamati a domandarci: quale volto di Dio lasciamo trasparire nella predicazione, nella catechesi, nella liturgia, nella carità, nella vita delle nostre comunità? In che modo favoriamo l’incontro con Cristo e che cosa significa oggi, per noi e per le nostre Chiese, iniziare altri alla vita cristiana? Sono domande che, come pastori, dobbiamo sempre porci, senza mai darle per scontate.
Ecco, dunque, la rinnovata attenzione all’iniziazione cristiana, che non può essere pensata solo come preparazione ai Sacramenti. Essa è il “grembo” in cui una comunità genera alla fede e introduce nella vita pasquale, nella comunione con il Signore, nella fraternità ecclesiale. Si tratta di riscoprire il Battesimo come realtà viva ed esistenziale; e «non è possibile comprendere pienamente il Battesimo se non all’interno dell’Iniziazione Cristiana, ossia dell’itinerario attraverso cui il Signore, mediante il ministero della Chiesa e il dono dello Spirito, ci introduce nella fede pasquale e ci inserisce nella comunione trinitaria ed ecclesiale» È una sottolineatura molto importante, questa della più recente Assemblea del Sinodo dei Vescovi, perché colloca il cammino che si apre con il Battesimo all’interno di una Chiesa che crede, celebra, accompagna, genera. Una Chiesa che, mentre gioisce stupita di fronte ai catecumeni giovani e adulti, è poi capace di sostenere la loro perseveranza dopo lo slancio iniziale.
La fede viene trasmessa e cresce dove ci sono comunità vive e ospitali, capaci di pregare e di ascoltare; comunità nelle quali la Parola di Dio non resta ai margini, ma illumina le scelte, dove l’Eucaristia è davvero fonte e culmine, dove i poveri non sono destinatari esterni di un servizio, ma fratelli e sorelle nei quali il Signore ci parla; dove i giovani sono volti e voci e storie con cui dialogare; dove le famiglie non sono lasciate sole e le ferite non vengono nascoste, ma portate davanti al Signore con umiltà; dove la fede diventa impegno effettivo nella società, nella politica, nella cultura.
Proprio per questo, noi Vescovi siamo chiamati a un ascolto profondo: ascoltare la Parola di Dio, ascoltare il Popolo di Dio, e quindi ascoltare i segni dei tempi, ascoltare anche ciò che mette in discussione le nostre abitudini pastorali. Dove l’ascolto è vero, la comunità non si chiude in sé stessa, ma diventa luogo di discernimento e di missione e, a tal fine, sa rinnovarsi. È questo il senso del Cammino sinodale che avete portato a compimento e che, come avete sottolineato, ora deve diventare stile permanente. Chiesa sinodale è quella in cui ciascuno, secondo la propria vocazione, può offrire il dono ricevuto dallo Spirito per l’edificazione comune. La partecipazione, dunque, non è una concessione: è un’esigenza della comunione e della missione e, perciò, deve diventare metodo, responsabilità, verifica, nel coinvolgimento dei diversi carismi e ministeri e nel rispetto del compito proprio del Vescovo.
Non si tratta di imitare schemi organizzativi esterni, né di ridurre tutto a efficienza amministrativa, ma di domandarsi quale fisionomia aiuti i Pastori e le Chiese locali ad annunciare l Vangelo, a camminare insieme, a rendere possibile una partecipazione effettiva, ordinata e feconda. Quando è vissuta nello Spirito, questa verifica non indebolisce la comunione ma la purifica.
Cari fratelli, il Signore non ci chiede di misurare la fecondità della Chiesa con i criteri del numero, della visibilità o dell’influenza.
Abbiamo il coraggio dell’essenziale! Il coraggio di comunità meno preoccupate di conservare tutto e più libere di annunciare Cristo. Il coraggio di una catechesi che sia cammino di iniziazione e formazione permanente alla vita cristiana. Il coraggio di parrocchie accoglienti e missionarie, in cui le famiglie si ritrovano e si rinnovano con la linfa del Vangelo. Il coraggio di organismi di partecipazione vivi. Il coraggio di ascoltare i giovani senza addomesticarne le domande. Il coraggio di lasciarci evangelizzare dai poveri. Il coraggio di una struttura nazionale sempre più al servizio della comunione missionaria delle Chiese in Italia.
Un popolo viene generato da madri e padri nella fede, da comunità che sanno dire, con la vita prima ancora che con le parole: «Abbiamo trovato il Messia». L’Italia ha bisogno di questa testimonianza. Affido il vostro cammino alla Vergine Maria, Madre della Chiesa.
Papa Leone XIV
Avvisi
Mercoledì 3 giugno: a Santo Stefano la Messa del mercoledì sarà alle 8.30 fino a fine agosto
- Giovedì 4 giugno, festa del Corpus Domini
- a Santo Stefano
- ore 9: recita delle lodi e adorazione fino alle ore 11
- ore 18: santa Messa e adorazione fino alle ore 19
- ore 21: Messa solenne animata dalla corale con breve adorazione
- a San Felice
- ore 9: Messa
- ore 18 – 22: adorazione eucaristica
- a Santo Stefano
- Sabato 20 giugno “Giornata da cristiani” a Villa Cagnola, Gazzada (Va)
Proposta di vita aperta a adulti e a famiglie con figli (uso del grande parco)
Alle ore 9, riflessione di don Norberto: “Con il Signore si ascolta e si parla“; silenzio personale prolungato; ascolto dello Spirito negli altri a piccoli gruppi; pranzo al sacco; alle ore 15, seconda riflessione: “Con il Signore per sempre“; silenzio più contenuto; ascolto dello Spirito in assemblea; chiusura alle 18.30; per chi vuole, possibilità di visitare il battistero di Casciago.
Iscrizioni da Maria Isabella 333.3294929; quota di partecipazione: € 10.
