Seconda domenica dopo Pentecoste
Nuovi preti
Da diversi anni, nel secondo sabato del mese di giugno, il vescovo consacra i nuovi sacerdoti. Anche sabato 13 giugno sarà la volta di 12 giovani provenienti da varie parti della diocesi. Mi permetto di segnalare don Andrea Angelini della precedente parrocchia di Casciago c
Noi sacerdoti custodiamo con gratitudine il ricordo di quella celebrazione che ci ha resi ministri del Signore al servizio delle comunità cristiane. Il Sacramento dell’Ordine – che nella chiesa è indicato come il sesto dei sacramenti – porta i candidati al ministero in un legame profondo con il Signore e con il vescovo nella successione apostolica. Attraverso questo dono si consacra l’Eucarestia, si annuncia la Parola e la vita divina scorre nei Sacramenti. È un dono grande che condividiamo con ogni battezzato: tutti, con le nostre doti e i nostri limiti, siamo chiamati a prenderci cura della comunità cristiana e della vita che in essa scorre.
Così ai primi di giugno, è tradizione ritrovarsi con tutti “i compagni di messa” (si usa questa espressione) per una liturgia comune e un momento di festa; in date diverse anche noi tre sacerdoti vivremo occasioni per ricordare il nostro anniversario di ordinazione. Sappiamo dell’importanza di un aggettivo e di come il suo posto nella frase possa cambiare significato. Per questo parliamo di “nuovi” preti indicando coloro che stanno per essere consacrati ma, invertendo, possiamo dire anche preti “nuovi” quando lo Spirito Santo compie il miracolo di rinnovare e di portare a compimento ciò che in noi ha iniziato.
Il tempo della liturgia
Dopo la festa della Santissima Trinità, inizia, nel rito ambrosiano, un lungo periodo liturgico chiamato “Tempo di Pentecoste”; fino all’inizio dell’Avvento questo sarà il nome che accompagnerà la liturgia in tre sottolineature.
La prima di queste sottolineature ci accompagna fino al 27 agosto, memoria del martirio di Giovanni Battista. Partendo dal Signore morto e risorto, ovviamente, rileggeremo la storia della salvezza. Perché aggiungo “ovviamente”? Per ricordarci di non cadere nel rischio di leggere i testi dell’Antico Testamento “a sé”, come semplici pagine di storia sacra.
In Gesù si compiono le Scritture, in Gesù si rilegge il misterioso e affascinate piano di Dio Padre, che vuole raggiungere un’umanità spesso “tosta” e di “dura cervice”. Per la cronaca liturgica, sarà importante prestare attenzione alla prima lettura. Dopo il testo del Siracide nella messa di questa domenica, ci attendono due brani del libro della Genesi che ascolteremo domenica 14 giugno (la creazione) e domenica 21 giugno (il peccato). Li pubblichiamo per prepararci alla celebrazione domenicale.
Dal libro della Genesi (14 giugno)
Nel giorno in cui il Signore Dio fece la terra e il cielo nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata, perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c’era uomo che lavorasse il suolo, ma una polla d’acqua sgorgava dalla terra e irrigava tutto il suolo. Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.
Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre attorno a tutta la regione di Avìla, dove si trova l’oro e l’oro di quella regione è fino; vi si trova pure la resina odorosa e la pietra d’ònice. Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre attorno a tutta la regione d’Etiopia. Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre a oriente di Assur. Il quarto fiume è l’Eufrate. Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire».
Dal libro della Genesi (21 giugno)
In quei giorni. Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. Il Signore disse: «Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato e, con l’uomo, anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito di averli fatti».
Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore. Questa è la discendenza di Noè. Noè era uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio. Noè generò tre figli: Sem, Cam e Iafet. Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza. Dio guardò la terra ed ecco, essa era corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra. Allora Dio disse a Noè: «È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra. Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori. Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza. Farai nell’arca un tetto e, a un cubito più sopra, la terminerai; da un lato metterai la porta dell’arca. La farai a piani: inferiore, medio e superiore.
Ecco, io sto per mandare il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne in cui c’è soffio di vita; quanto è sulla terra perirà. Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell’arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli. Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina. Degli uccelli, secondo la loro specie, del bestiame, secondo la propria specie, e di tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie, due di ognuna verranno con te, per essere conservati in vita. Quanto a te, prenditi ogni sorta di cibo da mangiare e fanne provvista: sarà di nutrimento per te e per loro». Noè eseguì ogni cosa.
Sacro cuore
Dopo la festa del Corpus Domini la Chiesa valorizza un’altra sfaccettatura della persona di Gesù: il suo cuore. La recente enciclica di Papa Francesco “Dilexit nos” ha espresso con profondità la ricchezza della festa. Lasciamoci guidare proprio dalle ultime parole dell’enciclica che sintetizzano bene il valore di questa giornata che sarà venerdì 12 giugno.
“Oggi tutto si compra e si paga, e sembra che il senso stesso della dignità dipenda da cose che si ottengono con il potere del denaro. Siamo spinti solo ad accumulare, consumare e distrarci, imprigionati da un sistema degradante che non ci permette di guardare oltre i nostri bisogni immediati e meschini. L’amore di Cristo è fuori da questo ingranaggio perverso e Lui solo può liberarci da questa febbre in cui non c’è più spazio per un amore gratuito. Egli è in grado di dare un cuore a questa terra e di reinventare l’amore laddove pensiamo che la capacità di amare sia morta per sempre.
Ne ha bisogno anche la Chiesa, per non sostituire l’amore di Cristo con strutture caduche, ossessioni di altri tempi, adorazione della propria mentalità, fanatismi di ogni genere che finiscono per prendere il posto dell’amore gratuito di Dio che libera, vivifica, fa gioire il cuore e nutre le comunità. Dalla ferita del costato di Cristo continua a sgorgare quel fiume che non si esaurisce mai, che non passa, che si offre sempre di nuovo a chi vuole amare. Solo il suo amore renderà possibile una nuova umanità.
Prego il Signore Gesù che dal suo Cuore santo scorrano per tutti noi fiumi di acqua viva per guarire le ferite che ci infliggiamo, per rafforzare la nostra capacità di amare e servire, per spingerci a imparare a camminare insieme verso un mondo giusto, solidale e fraterno. Questo fino a quando celebreremo felicemente uniti il banchetto del Regno celeste. Lì ci sarà Cristo risorto, che armonizzerà tutte le nostre differenze con la luce che sgorga incessantemente dal suo Cuore aperto.”
Avvisi
Inizio dell’oratorio estivo
A Santo Stefano, insieme alla proposta più ridotta che si svolge a Novegro, avrà inizio l’attività estiva dell’oratorio con grande numero di ragazzi e animatori. Molta preparazione, molto impegno, molta dedizione verso i più piccoli e verso le esigenze delle famiglie. Sosteniamo con l’affetto, l’aiuto e la preghiera questo tempo perché possa diventare un’occasione di crescita per tutti.
- Mercoledì 10 giugno, alle ore 18.30 in chiesa: a Santo Stefano prosegue la preghiera del rosario con l’invocazione alla pace in comunione con Papa Leone.
- Sabato 20 giugno “Giornata da cristiani” a Villa Cagnola, Gazzada (Va)
Giornata di spiritualità aperta a adulti e a famiglie con figli (uso del grande parco)- ore 9, riflessione di don Norberto: “
- ore 15, seconda riflessione: “
Iscrizioni da Maria Isabella 333.3294929; quota di partecipazione: € 10.
- Anniversari di matrimonio
Occasione per ricordare una data significativa del proprio matrimonio: dare il nominativo alla segreteria delle rispettive parrocchie:- A Santo Stefano: domenica 20 settembre alle ore 11.30
- A San Felice: domenica 27 settembre alle ore 11.30
