Dopo il luminoso presepio che illuminava la facciata di casa Mamre a fianco della chiesa di santo Stefano, da qualche giorno si proietta una luce verde. Da novembre circa è partita una iniziativa dal titolo “Lanterne verdi” lanciata da diverse Organizzazioni umanitarie, cui hanno aderito alcune testate giornalistiche, tra cui il quotidiano Avvenire. Di cosa si tratta?
In Polonia, in alcune case sul confine vicine ai boschi dove si consuma il dramma dei migranti, ci sono uomini e donne che non si sono arresi all’indifferenza, memori delle loro radici cristiane.
Sono persone che, pur sapendo di rischiare di essere denunciati come favoreggiatori dell’immigrazione illegale, lasciano accesa una luce verde nella loro casa durante la notte, avvertendo che lì, dietro ai vetri illuminati, c’è un piatto di zuppa e una coperta a disposizione di chi passa, a prescindere dai passaporti e dai visti. Oppure lasciano latte appena munto, scarpe e taniche di acqua fuori dalla porta, perché i silenziosi volontari, che si muovono quando scende la sera, possano raccogliere questi doni e abbandonarli nel bosco per chi ne ha bisogno.
Un modo semplice per “fare memoria” di situazioni dolorose m anche un modo per ricordare che esistono “case buone”, illuminate appunto.
