16 gennaio 2022

Seconda domenica dopo l’Epifania

Nozze di Cana – Vangelo saltato

La presenza dei missionari tra di noi ha impedito un’attenzione puntuale sulla parola del Vangelo che, dopo la festa del battesimo al Giordano, accompagna la nostra liturgia.  Certamente non abbiamo fatto un abuso! Forse la loro provocazione e la proposta che interpella le nostre parrocchie di Segrate hanno a che fare con quel vino buono e abbondante.
Ci permettiamo un breve e intenso commento da parte del Papa emerito fatto nel 2013. Un aiuto alla meditazione.

“Oggi la liturgia propone il Vangelo delle nozze di Cana, un episodio narrato da Giovanni, testimone oculare del fatto. Tale episodio è stato collocato in questa domenica che segue immediatamente il tempo di Natale perché, insieme con la visita dei Magi d’oriente e con il Battesimo di Gesù, forma la trilogia dell’epifania, cioè della manifestazione di Cristo. Quello delle nozze di Cana è infatti «l’inizio dei segni», cioè il primo miracolo compiuto da Gesù, con il quale Egli manifestò in pubblico la sua gloria, suscitando la fede dei suoi discepoli. Richiamiamo brevemente ciò che accadde durante quella festa di nozze a Cana di Galilea. Accadde che venne a mancare il vino, e Maria, la Madre di Gesù, lo fece notare a suo Figlio. Egli le rispose che non era ancora giunta la sua ora; ma poi seguì la sollecitazione di Maria e, fatte riempire d’acqua sei grandi anfore, trasformò l’acqua in vino, un vino eccellente, migliore del precedente.
Con questo “segno”, Gesù si rivela come lo Sposo messianico, venuto a stabilire con il suo popolo la nuova ed eterna Alleanza, secondo le parole dei profeti: «Come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te». E il vino è simbolo di questa gioia dell’amore, ma esso allude anche al sangue, che Gesù verserà alla fine, per sigillare il suo patto nuziale con l’umanità.
La Chiesa è la sposa di Cristo, il quale la rende santa e bella con la sua grazia. Tuttavia, questa sposa, formata da esseri umani, è sempre bisognosa di purificazione. E una delle colpe più gravi che deturpano il volto della Chiesa è quella contro la sua unità visibile, in particolare le storiche divisioni che hanno separato i cristiani e che non sono state ancora superate. Proprio in questi giorni, dal 18 al 25 gennaio, si svolge l’annuale Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, un momento sempre gradito ai credenti e alle comunità, che risveglia in tutti il desiderio e l’impegno spirituale per la piena comunione”.
(Benedetto VXI)


Una bella persona nella politica

Fa piacere in questi giorni, nei saluti a David Maria Sassoli presidente del Parlamento europeo, morto a 65 anni, sentire parole che richiamano alla serietà, al rispetto, al sorriso, all’attenzione ai deboli, alla caparbietà del dialogo, alla mitezza, all’impegno serio e competente. Un volto conosciuto che lascia una bella traccia di come stare da credenti nel mondo, attenti ai problemi e portatore di una ricchezza che viene dall’alto: un po’ di aria con un profumo bello!


Preghiera per l’Unità dei Cristiani (18-25 gennaio)

«Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo».
Argomento che spesso passa inosservato e “non prende” il normale credente cattolico a meno che non abbia in casa o al lavoro un contatto con un cristiano che appartiene ad una confessione diversa: chiesa ortodossa o chiese nel variegato mondo protestante. Conoscersi, apprezzarsi, incontrarsi, pregare e condividere il legame con Cristo sono aspetti che nel corso di molti anni si sono sviluppati. Teniamo presente questo aspetto e l’occasione di una settimana di particolare preghiera.


Luce verde sulla nostra chiesa

Dopo il luminoso presepio che illuminava la facciata di casa Mamre a fianco della nostra chiesa, a breve vedremo la proiezione di una luce verde. Da novembre circa è partita una iniziativa dal titolo “Lanterne verdi” lanciata dall’organizzazione cui hanno aderito alcune testate giornalistiche, tra cui il quotidiano Avvenire. Di cosa si tratta?
In Polonia, in alcune case sul confine vicine ai boschi dove si consuma il dramma dei migranti, ci sono uomini e donne che non si sono arresi all’indifferenza, memori delle loro radici cristiane.
Sono persone che, pur sapendo di rischiare di essere denunciati come favoreggiatori dell’immigrazione illegale, lasciano accesa una luce verde nella loro casa durante la notte, avvertendo che lì, dietro ai vetri illuminati, c’è un piatto di zuppa e una coperta a disposizione di chi passa, a prescindere dai passaporti e dai visti. Oppure lasciano latte appena munto, scarpe e taniche di acqua fuori dalla porta, perché i silenziosi volontari, che si muovono quando scende la sera, possano raccogliere questi doni e abbandonarli nel bosco per chi ne ha bisogno.
Cercheremo di dare qualche notizia in più aggiornando la comunità su ciò che avviene in quel confine europeo.


Dialogo con il mondo ebraico

“Realizzerò la mia buona promessa” (Ger 29,10)
La Giornata del 17 gennaio per i cristiani è un’importante occasione per curare il rispetto, il dialogo e la conoscenza della tradizione ebraica. Purtroppo, in questo tempo assistiamo a deprecabili manifestazioni di cancellazione della memoria e di odio contro gli ebrei. La Giornata è una significativa opportunità per sottolineare il vincolo particolare che lega Chiesa e Israele e per guardare alle comunità ebraiche attuali con la certezza che «Dio continua ad operare nel popolo dell’Antica Alleanza e fa nascere tesori di saggezza che scaturiscono dal suo incontro con la Parola divina». C’è una sfida per le religioni: uscire dal rischio della “depressione” e dell’autoreferenzialità difensiva per essere generative, capaci di lavorare per la costruzione della società e generare speranza.
Come cristiani e come ebrei possiamo aiutarci ad affrontare tale sfida, perché la Promessa resta costante nella storia. Il Signore lavora per “rigenerare”, per “far ricominciare”. Egli è fedele e non abbandona il suo popolo. Ogni crisi è una buona occasione, un tempo favorevole da “non sprecare”: essere seminatori di speranza.
La lettera di Geremia è dunque un testo che, letto a due voci in questa giornata, può aiutarci a collocare la nostra esperienza di fede nell’odierna stagione di “cambiamento d’epoca”. I temi della “ricostruzione”, della speranza, del dialogo con le realtà che ci circondano, il confronto con l’altro (anche con lo “straniero”), possono fornire spunti importanti rispetto al modo di abitare la terra. Un’ottima occasione di confronto e di dialogo. A noi cristiani cattolici possono insegnare un vero stile sinodale.
Ci rivolgiamo infine a voi, comunità ebraiche italiane, ringraziandovi per quanto rappresentate per noi, e chiedendovi di sentirvi partecipi di questo itinerario, nel quale – come ha affermato Papa Francesco – possiamo «aiutarci vicendevolmente a sviscerare le ricchezze della Parola, come pure condividere molte convinzioni etiche e la comune preoccupazione per la giustizia e lo sviluppo dei popoli».
(dal messaggio per questa Giornata)


Il foglio distribuito all’uscita di chiesa è qui riprodotto al fine di sollecitare l’adesione che vede una collaborazione  tra preti e laici, tra parrocchia e parrocchia.

MISSION SEGRATE – Un invito per te!

Se desideri camminare insieme ad altri cristiani delle sette parrocchie preparando insieme la “Mission Segrate” (marzo 2023) condividendo prospettive e facendoti appassionato promotore compila questo foglio.
Lascialo in chiesa nella cassetta trasparente o invialo a:
segreteria.santostefanosegrate@gmail.com

Nome e cognome
Indirizzo
Cell
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Ho preso questo foglio nella parrocchia di

Prossimo appuntamento venerdì 11 febbraio ore 21 chiesa di Lavanderie
(sotto la protezione di Maria apparsa a Lourdes)