Epifania 2022

Manifestazione al mondo di Gesù

Il prete, come era solito fare da anni, si fermò per raccogliere un pensiero che sarebbe diventato augurio nella festa piena di luce in quella casa, favorita dalla presenza dei Magi.
Era per lui quasi un debito di riconoscenza verso quello che riceveva in abbondanza.
Da tempo gli era facile la commozione.

Bastava un racconto di vita, l’ascolto di un antico pensiero, la memoria di una esperienza, il toccare un oggetto e subito le lacrime iniziavano a muoversi. Era sufficiente porre attenzione alla vicenda, carica di dolore, durante una confessione e subito partiva la commozione. Bastava preparare l’omelia per un funerale o scrivere semplicemente questi pensieri e si trovava con il volto bagnato.
Venivano meno le barriere di difesa, quelle che si alzano quando devi avere un certo contegno, rivestire un ruolo o semplicemente quando riesci a tenere tutto sotto controllo, comprese le emozioni. Era come se la sensibilità reclamasse, con l’età, la sua attenzione.
Il prete, negli occhi umidi, trovava una parte di sé, quasi una fragilità, che lo avvicinava ancora di più alle persone che incontrava.
Immaginava, nella luce della casa di Betlemme, la commozione e le lacrime di quegli antichi camminatori e allora si sentiva in loro compagnia. Immaginava, immaginava, immaginava anche il Bambino commosso davanti a loro, perché le lacrime possiedono una luce divina.
(Da “Farina del mio sacco”)

Che tu possa conservare la tua e la commozione altrui.
Don Norberto