Quarta domenica dopo l’Epifania
Domenica 1 febbraio
Siamo soliti valorizzare la giornata della vita nella prima domenica di febbraio. Un’occasione per riconosce in modo particolare il lavoro del Centro Aiuto della Vita, attivo in Italia dal 1975 grazie soprattutto all’impulso di Carlo Casini (avvocato e più volte deputato per il quale di recente si è aperta la causa di beatificazione). Il CAV opera a Cernusco o in altre località per sostenere la vita nascente, affinché, nel momento della scelta se accogliere o meno un bambino, nessuna donna si trovi sola o in condizioni di povertà. Il sostegno e l’aiuto offerto hanno portato così molte donne a scegliere di portare avanti la gravidanza, donando al loro piccolo la possibilità di nascere. La vendita delle primule all’uscita delle chiese contribuisce a creare un fondo di aiuto per i CAV che operano sul territorio. Riportiamo una parte del messaggio della Conferenza Episcopale Italiana dal titolo: “Prima i bambini”.
Alla visione evangelica dell’infanzia, che ha condotto l’umanità intera a una considerazione progressivamente più rispettosa degli inizi della vita, si ispira anche la nostra migliore cultura giuridica, che evidenzia il “superiore interesse del minore”: in qualsivoglia situazione, i bambini sono quelli che vanno prima di tutto accolti e protetti, insieme alla loro famiglia, in modo che possano crescere quanto più liberi e felici. Anche perché, non di rado, gli esiti di un’infanzia problematica sono alla radice di molti comportamenti negativi in età adulta.
Ciononostante, le vite dei bambini vengono molto spesso asservite agli interessi dei grandi.
Pensiamo ai tanti, troppi, bambini “vittime collaterali” delle guerre degli adulti: uccisi, mutilati, resi orfani, privati della casa e della scuola, ridotti alla fame, come effetto di bombardamenti indiscriminati.
Pensiamo ai bambini-soldato, rapiti e utilizzati come “carne da cannone” nei tanti conflitti che si combattono in varie parti del globo, soprattutto in quelli “a bassa intensità”, di cui quasi nessuno parla.
Pensiamo ai bambini “fabbricati” in laboratorio per soddisfare i desideri degli adulti: a loro viene negato di poter mai conoscere uno dei genitori biologici o la madre che li ha portati in grembo. Pensiamo ai bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere, probabilmente perché non risultano perfetti in seguito a qualche esame prenatale.
Pensiamo ai bambini implicati nei casi di separazione e divorzio dei propri genitori, a volte usati come strumenti di rivalsa sull’ex-coniuge. Pensiamo ai bambini fatti oggetto di attenzioni sessuali o alle bambine date precocemente in sposa, spesso a uomini assai più grandi di loro.
Pensiamo ai bambini-lavoratori, privati dell’infanzia perché inquadrati come manodopera a basso costo dai “caporali” di turno, in contesti di degrado sociale e abbandono scolastico. Pensiamo ai bambini rapiti o dati indiscriminatamente in adozione nelle tristi operazioni di pulizia etnica.
Pensiamo ai bambini coinvolti nelle violenze domestiche, che li privano di uno o entrambi i genitori e li segnano profondamente. Pensiamo ai bambini che i trafficanti di vite strappano per vile interesse alle proprie famiglie, fino a espiantare i loro organi a vantaggio di chi può permettersi di pagarli.
Pensiamo ai bambini costretti – non di rado da soli – a migrazioni faticose e pericolose, con esiti a volte mortali, per sfuggire ai conflitti, agli impoverimenti e alle carestie spesso provocate dagli adulti. Pensiamo ai bambini indottrinati da un’educazione ideologica, funzionale non alla loro crescita, ma alla diffusione di idee che interessano questo o quell’altro gruppo di potere.
Pensiamo ai bambini maltrattati o abbandonati a loro stessi da genitori o educatori cui poco interessa il loro vero bene. A ben vedere, la pace, la libertà, la democrazia, la solidarietà non possono che iniziare dai più piccoli.
Dove una società smarrisce il senso della generatività, servendosi dei figli invece di servirli e donare loro la vita, si imbarbariscono esponenzialmente anche le relazioni tra gli adulti – persone e comunità – dando spazio alla ricerca egoistica e violenta dei propri interessi.
Avvertiamo la necessità di una maggiore attenzione ai piccoli anche nella nostra società italiana, in cui l’imperante cultura individualista si esprime, tra l’altro, con una crisi di generatività che non riguarda solamente la fertilità, ma pregiudica progressivamente la capacità degli adulti di mettersi a servizio dei piccoli.
Anche le comunità cristiane devono crescere nella cura dei bambini, non solo proseguendo nell’impegno per estirpare e prevenire l’odiosa pratica degli abusi, ma divenendo “casa accogliente” per loro nelle celebrazioni liturgiche, nelle attenzioni alle varie povertà che li colpiscono, nell’adozione di modalità adeguate alla loro età per l’annuncio della fede e nelle occasioni di vita comunitaria.
La Giornata per la Vita sia l’occasione per un serio esame di coscienza, basato sul punto di vista dei piccoli nelle questioni che li riguardano (dal nascere, al crescere, all’essere felici…) e sostenuto dalla voce sincera dei bambini, cui chiedere – una volta tanto – come vorrebbero che andassero le cose.
Non desiderare la vita degli altri
Stare nella situazione in cui la vita ci pone – con il nostro corpo, le nostre doti, la cultura, la salute, la famiglia, la Chiesa – e trovare lì la salvezza sembra quasi impossibile. Si pensa piuttosto: “Se avessi questo o quello, se mia moglie o mio marito fossero diversi, se mi fossi sposato, se avessi un altro corpo invece di quello che ho, se il lavoro fosse stato un altro… allora sì che le cose avrebbero avuto il giusto senso”.
La chiacchierata fatta la scorsa settimana con la giornalista e scrittrice Costanza Miriano, in un salone gremito di persone (molte delle quali esterne alla parrocchia), ritrova in quel pensiero appena ricordato la particolarità del messaggio cristiano: la salvezza passa dove uno vive, aprendosi all’arrivo della Grazia. Il libro che sta presentando (“Non desiderare la vita degli altri”) offre una bella occasione per far emergere questa prospettiva. Il versante di morte e resurrezione, presente nel crocifisso risorto, ricorda semplicemente che Dio sa farsi presente là dove noi ci lasciamo trovare.
Don Norberto
Lunedì 2 febbraio: presentazione di Gesù al tempio
La festa della Presentazione di Gesù al tempio viene anche chiamata festa “della Candelora” per il richiamo alle candele che, fin dal X secolo, accompagnavano le solenni processioni notturne, acclamando a Gesù “luce per illuminare le genti”. La festa viene celebrata anche quando cade di domenica. Un suggerimento: accendere una candela durante la preghiera familiare e lasciare che bruci per tutto il giorno.
- Alle ore 8,30 a Santo Stefano: messa con la processione in chiesa con un lume
- Alle ore 18.30 a San Felice: messa con la processione in chiesa con un lume
Martedì 3 febbraio: san Biagio
- Alle ore 8.30 a Santo Stefano: liturgia della Parola e benedizione della gola, del panettone, del pane… (segue momento di colazione insieme).
- Alle ore 9 a San Felice: messa con la benedizione della gola e del panettone.
Sabato 7 febbraio
- Alle ore 10 a Carugate: incontro con don Claudio Burgio e il prof. Adriano Ellena su “Generazione Z – chi sono i nostri figli?”. Incontro organizzato dall’Assemblea sinodale decanale, gruppo creato tra le parrocchie per una maggior attenzione al territorio.
Domenica 8 e 15 febbraio
Due titoli, due domeniche caratteristiche del rito ambrosiano, ci accompagnano ormai verso la quaresima (il 22 febbraio) passando prima attraverso la festa di carnevale: la domenica “della Divina Clemenza” che si celebrerà l’8 febbraio e la domenica “del Perdono”, il 15 febbraio.
Dire “Divina Clemenza” è collegarsi con Giovanni Paolo II. Fu lui a volere questo titolo per la domenica successiva alla Pasqua, in riferimento a quanto Santa Faustina ricevette nelle sue visioni poco prima dell’inizio della seconda guerra mondiale. Noi però la collochiamo, con la domenica “del Perdono”, in quel lento avvicinarsi al tempo propizio della quaresima.
Valorizziamo il senso di un Dio che si accosta a noi per ciò che è: Colui che ama.
A Santo Stefano, nelle due domeniche, ci sarà la Prima Confessione dei ragazzi di 4ª elementare.
Mercoledì 11 febbraio
- Alle ore 15 a Santo Stefano: recita del rosario a cui segue la messa nel ricordo dell’apparizione di Maria a Lourdes.
- Alle ore 21 a Milano Due: secondo incontro sul percorso “Salute, malattia e fine vita”.
Sabato 14 febbraio
- Alle ore 9.30 al Villaggio Ambrosiano: incontro sui ministeri
- Alle ore 16 all’oratorio di Lavanderie: secondo incontro per coppie da poco sposate
Altra data
Il 2 febbraio dello scorso anno, Lesly, ragazza di 18 anni di origini peruviane, ha iniziato il percorso catecumenale con il “rito di iscrizione”, esprimendo pubblicamente la sua volontà di ricevere i sacramenti della Iniziazione cristiana. Domenica 22 febbraio nella chiesa di Cologno Monzese, ci sarà il “rito di elezione” che conclude il periodo di catecumenato.
Nelle domeniche di quaresima ci saranno piccoli riti per arrivare al battesimo; celebreremo così il suo battesimo lunedì 6 aprile, alle ore 10.30.
