20 giugno 2021

IV domenica dopo Pentecoste

Ancora sui preti

A completamento di quello detto circa il mese di giugno (ricordo delle ordinazioni sacerdotali, giornata della santificazione dei sacerdoti) pubblichiamo l’omelia che il vescovo Delpini ha tenuto il 12 giugno nel corso della ordinazione di 10 sacerdoti della nostra diocesi. Parole semplici ma anche… dure, parole chiare… senza possibili interpretazioni!

Camminate nell’amore. Tre parole per i discepoli che diventano preti

Avete convocato tre testimoni e apostoli per accompagnarvi nel ministero che state per intraprendere. Avete convocato tre fratelli perché la vostra ordinazione possa dire una parola per la nostra Chiesa.
Avete convocato tre apostoli perché una parola di Vangelo raggiunga la gente di questa nostra terra, che si aspetta così poco da me, da noi, da voi. Prendano dunque la parola i tre personaggi da voi convocati.

  1. Simone che diventa Pietro.

Dubitate delle parole facili. Dubitate delle parole al vento. Non dite troppo facilmente: “Sì io ti amo, Signore!”.

Non dite: “Ti amo”, finché la parola non trafigge il cuore, finché non provate dolore. Non dite: “ti amo” se la dichiarazione d’amore non è ogni volta un gemito che chiede perdono per quando avete detto: “non lo conosco”. Non dite: “Ti amo” come se fosse una parola leggera, uno slancio di entusiasmo. Non dite “ti amo” come se bastasse dirlo una volta. Una seconda e una terza volta e ogni giorno e di fronte a ogni prova e quando Gesù vi affascina e quando la sequela fa paura e l’insinuazione di una serva basta per negare addirittura di conoscere Gesù. Non dite “ti amo” solo quando la vostra dichiarazione suscita ammirazione e applausi. Non dite “ti amo” finché la vostra dichiarazione non vi espone al ridicolo, al disprezzo, al sospetto, finché la vita vi è più cara dell’amore a Gesù, finché tenete aperta la possibilità di volgervi indietro e di dichiarare: “io vado a pescare”. Non dite “ti amo” se continuate ad amare anche altro, a desiderare distrazioni, a essere gelosi della vostra libertà al punto da resistere a chi “ti porterà dove tu non vuoi”.
Non c’è bisogno di voi, se non siete disposti ad andare dove siete mandati. Non c’è bisogno di dichiarazioni sentimentali e di abili esercizi di retorica. Non c’è bisogno di chi dice le parole edificanti e altisonanti e sottintende che poi la realtà è un’altra cosa. Non dite “ti amo” finché se anche vi chiamate Simone dovrete cambiare nome e vita e chiamarvi Pietro”.

  1. Paolo, che era Saulo.

Qualsiasi cosa facciate, sarete esposti alla critica, qualsiasi cosa direte, ci sarà chi insinua una interpretazione maliziosa, dovunque andrete ci sarà chi vi osserva con sospetto. Chi è generoso e lavora gratuitamente, sentirà talora la parola che insinua: si vede che ha un secondo fine. Chi annuncia la parola del Vangelo e invita alla sequela radicale si sentirà talora pungere dalla parola maliziosa: fate presto voi preti che siete in tutto garantiti, che non dovete cercare né casa né lavoro fin dal primo giorno in cui uscite dal seminario. Chi cerca di frequentare tutti, anche coloro che non hanno legge, sarà accusato: ecco un amico dei pubblicani e dei peccatori. Chi si concentra sul compito che gli è affidato ascolterà parole di critica: se la prende comoda e non vuol saperne di fastidi.
Così è stato per me nel mio apostolato: sempre criticato, sempre costretto a fare l’apologia di me stesso.
Ebbene che cosa devo dire a voi che state per cominciare questo ministero che vi espone in pubblico allo sguardo e alle pretese di tutti? Io vi dico: siate sinceri con voi stessi, non cercate il consenso a prezzo di compromessi, non cercate la popolarità. Siate onesti, semplici, coerenti. Non tollerate l’ambiguità. Non cercate giustificazioni per ciò che non può essere giustificato. Se sbagliate chiedete scusa e perdono. Se camminate con purezza di cuore e rettitudine sulle strade che la Chiesa vi ha indicato, non lasciatevi tirare a destra o a sinistra dalle pretese, dalle critiche, dalle seduzioni, dai vantaggi che offre per qualche momento l’accondiscendere all’aria che tira.
Abbiate un cuore limpido, abbiate un pensiero libero che chiama male il male e bene il bene, abbiate una vita unificata dalla missione. Avete solo una cosa da fare: annunciate il Vangelo, potenza e sapienza di Dio.

  1. Giovanni diventato il discepolo amato.

Non siete arrivati. Siete alla partenza. Camminate. Camminate. Camminate nell’amore.
Camminate: continuate a seguire Gesù, ad ascoltare Gesù, a ricevere le confidenze di Gesù e le sue correzioni. Camminate: continuare a cercare Gesù. Non sta alle vostre spalle come una lezione da imparare. Sta davanti come il buon Pastore che vi guida, come la vita la verità, la vita.
Camminate: non avete già imparato tutto. La formazione del seminario ha raggiunto il suo scopo se vi ha resi pronti per la scelta definitiva e vi ha insegnato a imparare. Non sapete molto della vita, anche se avete molte esperienze.
Ascoltate, ascoltate sempre! Camminate: non siete voi soli. C’è un popolo che cammina con voi, c’è un presbiterio che cammina con voi. Non cercate la solitudine: sbaglierete strada e sbaglierete vita. Non stancatevi troppo, le vostre forze non sono illimitate. Non cercate scuse per giustificare le soste che fanno perdere tempo. La vita non è una serie di scatti, ma un ritmo tenace. Camminate nella verità. Camminate secondo i suoi comandamenti. Camminate nell’amore.

Tre santi amici sono stati da voi convocati e vi hanno parlato: Simone che diventa Pietro, non senza travaglio; Saulo che è diventato Paolo, non senza contrasti; Giovanni che è diventato il discepolo amato non da solo.
Siano tre compagni per la vostra vita.


Al termine di un anno

Il Consiglio pastorale, nella scorsa riunione, ha rivisto l’andamento del nostro anno e ha segnalato aspetti positivi, altri negativi, altri da riprendere meglio nel prossimo anno. Qualche parola adesso ma che potrà essere completata nel prossimo e ultimo bollettino prima della pausa estiva. Chi volesse (come è stato già suggerito) far giungere indicazioni sull’anno pastorale sia in forma critica (sempre nel senso costruttivo, se no che serve?) o in forma propositiva, benissimo. 

Nel Consiglio è emerso un uso corretto dei mezzi di comunicazione (sito, uso della telecamera, social, …) senza enfatizzarne l’importanza ma in un uso giusto. Il sito avrebbe bisogno però di un gruppo che si prenda cura degli aspetti della comunicazione in parrocchia.
Sono state riscontrate molte proposte formative, forse anche troppe, pur cercando di raggiungere molte persone. Si suggerisce una maggior semplificazione.
La proposta di attenzione alla Parola di Dio, in alcuni giovedì dell’anno, ha favorito un piccolo gruppo costante nel pomeriggio di una quindicina di persone circa, mentre la sera, con la piattaforma Zoom, è stata più faticosa e limitata nella partecipazione. Rimane il valore che poi ognuno cercherà di dare all’importanza della Parola di Dio nella propria vita. Proposta male e forse inutile la possibilità offerta in aprile di un pomeriggio in chiesa per una risonanza della Parola di Dio della domenica.
Si sottolinea il continuo impegno per la cura della liturgia sia nella forma di una maggior organizzazione e cura dei lettori, sia nell’attenzione alla parte musicale con la conoscenza di canti nuovi, guidati da persone e strumenti. Si suggerisce il coinvolgimento di qualche persona nel servizio alle celebrazioni delle esequie.
Da studiare in un modo nuovo il senso della festa del Corpus Domini e di ciò che potrà essere fatto di adeguato nel tempo di oggi.
Primi pensieri a cui seguiranno altri nel prossimo numero.


Un saluto a Etty Hillesum

Molte persone hanno usufruito della presenza di 26 pannelli di una mostra per conoscere (o per conoscere meglio) Etty Hillesum. Più del previsto il passaggio delle persone che, aiutate da volontari, hanno intuito la grandezza di questa giovane donna, amica ormai di molte persone al di là della Fede. Bello il fatto che quaranta persone abbiano acquistato il Diario (oltre a quelli che hanno comprato il catalogo della mostra) come stimolo alla conoscenza diretta di questa “amica”. Avere un libro non è ancora garanzia di lettura ma, proprio perché comprato, un libro aspetta il momento giusto per essere aperto e regalare una amicizia.
Come al solito, sono le persone a favorire la conoscenza di un libro o di una storia che contiene (ndr. nel mio caso, come ho avuto modo di dire, devo al cardinal Martini la “dritta” nel leggere il Diario pubblicato nel 1981).


Anniversari di matrimonio 19 settembre

Ricordiamo, prima della pausa estiva, che il 19 settembre alle ore 11.30 faremo la messa per gli anniversari significativi di matrimonio. Chi volesse dia il nome in sagrestia o in segreteria.


Rilancio del Coordinamento cittadino

Lunedì 21 giugno, alle ore 21: terzo incontro al fine di creare un luogo di incontro e di scambio tra laici e preti della nostra città e predisporre iniziative per creare una vicinanza tra le varie parrocchie.


Orario delle SS. Messe nel mese di luglio

Domenica
– orario solito, con l’aggiunta alle ore 12 della Messa celebrata presso l’idroscalo

Giorni feriali (a partire dal 5 luglio)
– ore 8.30: lunedì – mercoledì – venerdì
– ore 18: martedì – giovedì – sabato


Pellegrinaggio diocesano a Lourdes 21 – 24 settembre

Iscrizioni entro il 30 giugno sottoscrivendo il modulo e dando la caparra.