21 giugno 2026

Quarta domenica dopo Pentecoste


Sulla strada nuova

Credo che tutti abbiano avuto una bella sensazione percorrendo in macchina la nuova strada che, dal tunnel di Pioltello, porta a Segrate.

Non è ancora il tragitto completo, ma segna comunque la fine di un lungo periodo di lavori che ha portato rallentamenti sulla Cassanese e non solo. Manca ancora il tratto che si congiungerà alla tangenziale già da anni pronta ma, pare, ormai imminente.

Nei pochi anni vissuti qui ho sperimentato le difficoltà negli spostamenti, accettandoli nella speranza di un vero miglioramento. Solo a lavori conclusi si potrà capire fino in fondo il valore della progettazione e dell’esecuzione di una arteria che cambierà il volto della città.

Pensare, scavare, progettare, discutere, traportare macerie, gettare cemento, asfaltare, mettere le segnaletiche ecc. ecc. è l’insieme di un lavoro che si apprezzerà solo alla fine, dimenticando i disagi provati per molti mesi.

Procedendo su questa strada, con quella sorpresa che dicevo, mi è venuto spontaneo ringraziare chi ha lavorato e che non conoscerò mai: persone con le loro fatiche, le competenze, la bravura, impegnate ogni giorno con mezzi di piccola e grande entità; persone che hanno portato a casa uno stipendio utile alle loro famiglie.

Ingegneri, operai, autisti, architetti, manovali, geometri e chissà quante altre categorie: un plauso a loro perché, grazie al loro lavoro, potremo muoverci con sicurezza e comodità.


Consiglio comunale al via

Lunedì 15 giugno ho seguito il primo consiglio comunale della città dopo l’elezione a sindaco di Francesco Di Chio.  Ho apprezzato gli interventi, la composizione del consiglio, le nuove presenze e le molte conferme, insieme a una bella e promettente componente giovanile. Ognuno al proprio posto, ma avendo in mente interessi che portino benefici a tutti.

Ogni esigenza dovrà trovare sintesi con quelle degli altri: un lavoro difficile, ma necessario. È auspicabile che tutto si svolga nel rispetto, stemperando le durezze nel confronto e superando il classico “per partito preso” (modo di dire che calza negli scontri politici). Solo così si potranno apprezzare i modi che tutti vorremmo fossero presente nelle realtà sociali.


Tra le arcate del Duomo

Ho avuto modo di essere presente, sabato 13 giugno, all’ordinazione sacerdotale di 12 giovani e ritrovare in quei gesti antichi qualcosa che ha coinvolto anche me (e toccato noi sacerdoti) nel passato.

L’arrivo in chiesa con gli abiti da diaconi, la chiamata per nome e “l’eccomi” della risposta, l’invocazione dei santi mentre si è distesi sul pavimento, la promessa di obbedienza al vescovo e ai suoi successori, la consacrazione delle mani con l’olio santo, la vestizione con gli abiti del sacerdote, l’imposizione delle mani sulla testa fatta dal vescovo e da alcuni celebranti, gli abbracci, la commozione…

L’unica differenza, rispetto al 1980, è il Duomo! Allora erano in corso i lavori per la sistemazione dell’altare e del presbiterio, con il transetto in fase di completamento e così… il Duomo risultava “dimezzato”. Il vescovo Martini poi era alla sua prima ordinazione sacerdotale, essendo stato consacrato solo sei mesi prima. C’era concentrazione in lui mentre compiva gesti antichi facendo sì che, quei 45 giovani, diventassero per sempre uomini di Dio.

Mi ha colpito il volto di quei giovani e quello dei genitori alle loro spalle: un pizzico di commozione riandando a tempi e a persone che non ci sono più. A breve riceveranno la loro destinazione e inizieranno il servizio pastorale che li attende. E poi “che Dio porti a compimento ciò che in loro ha iniziato“.

Don Norberto


Aquileia storia, natura e fede

Il nostro itinerario è iniziato al sacrario di Redipuglia, dove ogni imponente gradone di pietra racconta una storia di coraggio. Davanti a quelle file interminabili di nomi, il silenzio diventa preghiera, e ogni passo si fa rispetto e memoria. Un luogo che non lascia indifferenti e ricorda quanto fragile sia la pace.

Con queste emozioni, abbiamo proseguito verso Aquileia e Grado, due mondi vicinissimi e diversissimi, che insieme raccontano duemila anni di civiltà.

Aquileia è una città che parla da sola, una città in cui la storia dell’Impero si intreccia con le radici della nostra fede. La basilica di Santa Maria Assunta, oggi patrimonio dell’UNESCO, custodisce il più grande pavimento musivo dell’occidente risalente al IV secolo, un tappeto di immagini, di colori e di simboli paleocristiani.

Poi, dopo la solidità delle pietre romane e cristiane, la laguna di Grado apre un’altra pagina: quella dell’acqua, dei riflessi, dei silenzi. Qui si incontra la natura, numerosi canali che si snodano tra le piccole isole lagunari. Su questi isolotti vivevano un tempo i pescatori ed ancora oggi si trovano alcune delle loro abitazioni chiamate casoni. E poi c’è Barbana, l’isola del silenzio: il santuario che appare piano piano, gli alberi che sembrano custodire la storia… la fede semplice e essenziale, quasi sussurrata.

Grado stessa è stata una piacevole scoperta: tra le calli luminose e l’aria salmastra, si incontrano due gioielli che parlano alla fede e alla storia. La basilica di Sant’Eufemia, con il suo campanile che sembra indicare il cielo, e poco distante la chiesetta di Santa Maria delle Grazie, piccola e raccolta, dove la preghiera nasce quasi da sola.

Aquileia e Grado sono legate da sempre e questo legame lo abbiamo sentito anche noi. Nella basilica e nella laguna, nelle pietre che custodiscono memoria e nell’acqua che accoglie il silenzio.  Così questo percorso è diventato un piccolo pellegrinaggio: dalle pietre che raccontano, alla laguna che respira, fino all’isola che prega. Un cammino che lascia dentro una gratitudine semplice, ma vera.

Enza


Obolo di San Pietro

C’è un gesto, tra i tanti che segnano il ritmo della vita ecclesiale, che ogni anno torna con discrezione, ma con un peso specifico: è l’Obolo di San Pietro. Non si tratta di un atto simbolico o di una raccolta tra le tante, ma di un segno di comunione viva con il Successore di Pietro, oggi Leone XIV, e attraverso di lui con i fratelli più fragili, più lontani, più dimenticati.

Domenica 28 giugno le comunità cattoliche saranno invitate a partecipare a questo gesto. Non va vissuto con distrazione. Anche noi, come parrocchia, daremo il nostro contributo a partire dalle offerte domenicali.

L’Obolo rappresenta il mezzo attraverso cui la Chiesa universale sostiene il ministero del Papa, non solo sul piano istituzionale, ma soprattutto su quello umano, pastorale e spirituale. Ogni anno, grazie a queste offerte, vengono costruite chiese nei luoghi più remoti, curati malati dimenticati, formati giovani seminaristi in contesti difficili, affrontate con prontezza catastrofi naturali o conflitti che distruggono vite e speranze.


Il ponte in vacanza

Domenica 28 giugno uscirà l’ultimo numero di questo foglio di collegamento, prima della pausa estiva. Ogni domenica si vuole accompagnare le tre comunità con pensieri, testi di approfondimento nel semplice “fronte e retro” di un foglio A4. Semplice per un certo verso e impegnativo per un altro verso. Ora lasciamo che si goda un po’ di riposo!

Ognuno potrà recuperare i fogli che vengono stampati nelle parrocchie dove si andrà a celebrare o si passerà. Capita di portare a casa qualche suggerimento o nuova idea: al Ponte degli specchietti piace “copiare” benevolmente ciò che altri vanno proponendo!


Avvisi per luglio e agosto

  • A Novegro è sospesa la Messa delle 10
  • A Santo Stefano sono sospese le messe delle 10 e delle 11 30; le Messe domenicali saranno alle 8.30 – 10.30 – 18.
    Al sabato sempre alle 18.
  • A San Felice è sospesa la messa delle 11.30 (già dal 14 giugno); le messe domenicali saranno alle 10 e alle 18.30.
    Al sabato sempre alle 18.30