Quinta domenica dopo Pentecoste
Il ponte chiude
Così, mentre il “foglio di comunicazione” delle nostre parrocchie va in meritato riposo, il ponte di via Morandi chiuderà non per riposare, ma per ricevere una adeguata manutenzione. Anche lui ha diritto ad una “riguardatina” con tutto il lavoro che fa ogni giorno. È infatti un passaggio utile e indispensabile per entrare in Segrate o per raggiungere dal centro cittadino i quartieri di San Felice e Novegro.
Quando abbiamo visti i cartelli gialli che segnalavano la chiusura del ponte degli specchietti per due mesi, il primo pensiero è stato: “Come farò a passare dall’altra parte?”. La mente è corsa subito alle alternative: la strada verso Rubattino oppure verso Pioltello. Il secondo pensiero è diventato: “Meno male che il lavoro viene fatto in estate”. L’attenzione, in questo caso, va agli orari di punta del mattino e della sera. Così, chiudendo il ponte degli specchietti, riscopriamo il valore di questa importante via di comunicazione.
Nella storia le strade sono sempre state segno di sviluppo e di crescita di una popolazione che vuole aprirsi, espandersi nel commercio o scoprire l’ignoto. Non la facciamo lunga, ma l’impero romano ha giocato bene le sue carte con le sette famose strade consolari, preparando detto “tutte le strade portano a Roma”.
Ora però sappiamo che esistono altre vie che ci tengono collegati, quelle dei padroni dell’etere, così da poter dire che ormai “tutte le strade portano al mio cellulare”. Le strade sono state anche testimoni del passaggio di truppe, della voglia di conquista e di sangue. È lo stesso oggi con le vie telematiche che portano il bene, ma possono anche veicolare inganni e morte.
Ma, tornando a noi, il ponte degli specchietti potrà permettere a tre comunità parrocchiali di continuare a “frequentarsi”. Già ora capita che diversi ragazzi di San Felice vengano a Santo Stefano per frequentare l’oratorio estivo: il ponte ne favorisce il passaggio. Lo stesso ponte consente anche l’arrivo, per due giorni alla settimana, del cibo che da Santo Stefano, Redecesio o Villaggio viene portato all’oratorio di Novegro dove un gruppo più piccolo di ragazzi vive comunque il suo oratorio estivo con entusiasmo.
Il ponte degli specchietti dopo i lavori, metterà ancora di più insieme le tre parrocchie, favorendo la conoscenza tra le persone e offrendo nuovi momenti di incontro e di crescita nella fede.
Se ne parlerà meglio sabato 19 settembre nell’incontro tra i consigli pastorali delle parrocchie cittadine, insieme con il vicario don Antonio Novazzi, quando inizieremo a fissare una data prossima per la nascita della comunità pastorale della nostra città. E così, proprio questo ponte potrà diventare simbolo di una nuova realtà, una comunità cristiana cittadina che, mossa dallo Spirito, permetterà al Signore di incontrare più profondamente gli abitanti delle parrocchie di oggi e quelli che verranno in futuro.
Festa di san Rocco
La festa di san Rocco avrà una novità importante quest’anno: sarà distribuita su due domeniche, il 13 settembre e il 20 settembre.
La prima sarà dedicata a momenti propri della nostra comunità cristiana di Santo Stefano con le tradizionali iniziative a partire da lunedì 7 settembre: serata al cimitero, uscita a Mantova, giornata della confessione e della adorazione eucaristica, la preghiera per inizio scuola, la messa solenne domenica 13 settembre e, infine, la celebrazione nel ricordo dei defunti.
Domenica 20 invece si svolgeranno le attività proposte dal Comune nell’ambito della festa. Qualche ritardo nell’organizzazione da parte dell’amministrazione – comprensibile dopo l’impegno per le elezioni – ha fatto slittare tutto di una settimana. E noi… ne approfitteremo, vivendo la festa in due tappe.
Dal vescovo Mario
Curioso il titolo “Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro?”, quello della prossima lettera pastorale del Vescovo che, si presume, sia la sua ultima lettera. Come tutti sanno al compiersi del settantacinquesimo anno sono previste le dimissioni sia del vescovo sia di ogni parroco. Per il vescovo Mario il tempo è già scaduto ma Papa Leone XIV gli ha chiesto di rimanere ancora, senza specificare per quanto.
Potremmo anche ipotizzare che durante l’anno possa essere annunciato il nome del nuovo arcivescovo di Milano (sperando che in futuro possa essere cardinale della Chiesa!) e permettere al nostro amico Mario di godersi il giusto riposo, lasciando che la sua creatività possa operare in altri modi. Possibile già leggere la lettera pastorale entrando nel sito della diocesi.
Don Norberto
Volontari in oratorio
L’oratorio estivo della parrocchia San Stefano è una delle tante tracce che affondano il solco della solidarietà. Mi rivolgo anche a coloro che non hanno radici cattoliche, in quanto quello che si fa in oratorio è di servizio alla comunità.
La Chiesa ha sempre difeso la sua integrità ma in questo caso il suo insegnamento diventa un mettere in pratica esperienze di accoglienza e umiltà tramite i numerosi volontari, la parte migliore di sé.
Vedo orgoglio in ognuno di loro, impegno, interessamento, coesione, sacrificio soprattutto di coloro che sono avanti di età ma che in cuor loro si sentono realizzati e ancora capaci di offrire il meglio di sé. Se fossi quello che non sono, benedirei tutti quanto e inviterei a farsi avanti coloro i quali sentono nel loro cuore il bisogno di donare e di essere donati, a loro volta, come esempio alla comunità
Roberto
L’acqua
Chiudiamo con questo testo pubblicato dall’Osservatore Romano nella rubrica “Lessico inquieto” del 17 giugno, dal titolo “Acqua”. Onore e rispetto per lei, la benedetta, la desiderata, la fresca e limpida, la portatrice di vita e di refrigerio… semplicemente acqua!
Ogni contenitore le è provvisorio, ogni argine una tregua temporanea. Scivola, insiste, aggira. Non oppone resistenza e proprio così, goccia a goccia, consuma la pietra.
Nel modo dell’acqua di stare al mondo, c’è qualcosa che sfugge alla misura. Non trattiene: trasporta. Porta con sé frammenti, riflessi, detriti, e li mescola senza gerarchie. Sulla superficie offre immagini tremanti; in profondità custodisce correnti che non si vedono, direzioni che non coincidono con ciò che appare.
Quando cade, non sceglie. Si distribuisce, si disperde, si infiltra in ogni fenditura. Rende porose le cose, le apre consumandole. Le linee nette si disfano, i confini si allentano, ciò che sembrava solido si scopre attraversabile. L’acqua introduce una grammatica diversa: non quella del limite, ma del passaggio.
Sa essere accumulo e pressione, attesa e rottura. Si raccoglie, cresce, preme finché qualcosa cede. Allora avanza senza riguardi, ridefinisce lo spazio, cancella tracce e ne deposita di nuove. Non distrugge per volontà, ma per coerenza: segue la propria inclinazione a spazzare via ciò che trova, fino in fondo.
Non conosce fedeltà alla forma, ma non si perde. Cambia stato, non direzione. Anche quando evapora, resta promessa di ritorno; quando gela, trattiene un movimento che non è scomparso, solo sospeso in un abbraccio. In questo continuo cambiare forma c’è una persistenza che non ha bisogno di essere nominata.
Ed è qui che si annida la sua prossimità all’inquietudine: il rifiuto di ogni posa definitiva. Dove il resto tende a fermarsi, l’acqua continua. Dove si cerca una forma ultima, introduce una variazione. Non si oppone, devia. Non si arresta, trasforma. E nel suo passaggio, silenzioso e insistente, suggerisce di scorrere e prenderne atto. Perché nessuno può bagnarsi due volte nello stesso fiume.
I Matti di Sàmpert
Avvisi per luglio e agosto
- A Novegro è sospesa la Messa delle 10
- A Santo Stefano sono sospese le Messe delle ore 10 e delle ore 11.30; le Messe domenicali saranno alle ore 8.30, alle ore 10.30 e alle ore 18.
Sabato: Messa prefestiva alle ore 18.
Sospeso il rosario al mercoledì ore 18.30
- A San Felice è sospesa la Messa delle ore 11.30; le Messe domenicali saranno alle ore 10 e alle ore 18.30.
Sabato: Messa prefestiva alle ore 18.30
Si lotta con il caldo, si cerca il fresco,
si colora al sole, si respira l’aria,
si creano nuove amicizie,
si cerca la relazione nel proprio silenzio,
ci si stacca dall’orologio,
si approfitta del tempo,
si guarda e si ammira,
ci si accorge dei volti, forse,
si cerca un libro, una musica, un pensiero,
si alza lo sguardo a Chi tiene lo sguardo
rivolto su di noi, con amore… e si loda!
Questa è bella estate
