23 ottobre 2022

Prima domenica dopo la Dedicazione del Duomo – Il mandato missionario

Lo scubidu

Lo scubidu è una parola che ha accompagnato la vita di tanti ragazzi che, avendo in mano due fili colorati di corda o plastificati, potevano realizzare simpatici braccialetti o ciondoli per collegarli alle chiavi oppure a borse e zainetti. È uno di quei passatempi che risente della moda del momento e dell’effetto “domino”: inizia uno e poi lo fanno in tanti. Faceva parte (e fa parte) di quei laboratori all’oratorio estivo per ampliare le proposte di occupazione intelligente del tempo libero. Può essere a forma rotonda o quadrata in base al modo con cui si intrecciano i fili, i cui colori rendono originale lo scubidu.
Come tutti sanno, c’è qualcosa che permette il partire e assicura la riuscita dello scubidu: il nodo iniziale; senza quel nodo i fili certamente si incontrano ma non si intrecciano con sicurezza, si ingarbugliano e… si sfilano! Come ogni lavoro di cucito, di ricamo o di altro genere, occorre partire da un punto sicuro, annodato, per permettere che il lavoro proceda e non si disfi.
Prendo questa immagine chiara ed evidente per rilanciare un tratto essenziale della vita spirituale personale e comunitaria.
Si ha spesso la sensazione di lavorare tanto, di proporre cammini, di offrire delle iniziative, ma poi di essere come fili sparsi che certamente si intrecciano, ma non si arrivi… Si percepisce di impegnarsi nella vita spirituale, ma di sentirsi sempre allo stesso punto.
Non si ha forse la percezione che si faccia catechismo, si offrano incontri, si organizzino molte cose, si vivano celebrazioni ma… come se non ci fosse un progresso, una continuità, uno sviluppo nella vita dello Spirito? Come mai a fronte di molto lavoro non si vede in piccoli, giovani, adulti, il crescere nella vita in Cristo? Cominciamo a fermare queste domande e a rifletterci sopra. Non è che ci manchi il nodo di partenza che, come si diceva per lo scubidu, garantisce lo sviluppo
Cosa potrebbe essere questo nodo? La possibile risposta nelle prossime puntate

Un esperimento nelle case

Di cosa si tratta? Di per sé di nulla, perché ad ognuno capita di andare da una persona o in casa di amici per un saluto, per una cena o per altre ricorrenze. Di cosa si tratta se lo si scrive su questo foglio parrocchiale? Parliamo di esperimento cristiano per chi lo vuole.
Di cosa si tratta? Per la terza volta (sembra quasi il vangelo con le tre domande fatte da Gesù a Pietro!) riprendo questo interrogativo davanti all’esperimento di “andare nelle case”.
Ci riferiamo alle benedizioni delle case che i sacerdoti normalmente fanno o facevano nel periodo natalizio. Sappiamo che sarà impossibile passare di “casa in casa” come una volta, in orari vaghi, sapendo che i campanelli da suonare sono molti, le persone non si trovano, che molti non sono interessati e noi non vogliamo disturbare. Che fare?
Lo scorso anno abbiamo provato l’esperienza del… “call center”: dopo le richieste fatte (furono più di 500), dove si indicava il nome, la via e l’orario che avrebbe garantito la presenza, persone gentili della parrocchia contattavano con il cellulare per concordare l’arrivo del sacerdote. Questo ha permesso a noi preti di andare “a colpo sicuro” e, su indicazione delle persone, di recarci anche dai vicini che non avrebbero mai inviato una richiesta; gli incontri sono stati sempre belli favorendo la preghiera.
Quest’anno vogliamo fare un esperimento e chiediamo “chi si offre”! Di cosa si tratta con questo esperimento? Si tratta di andare a casa di amici (due o tre per esempio), questa volta a nome del parroco e della parrocchia, e fare con loro una semplice preghiera: quel contatto e quella occasione che porta alcuni ad andare in casa e altri ad accogliere… “è una benedizione” già di suo!
Si suona il citofono, si entra e ci si saluta (si è tra amici); poi ci si accomoda e ci si raccoglie spiegando il senso di questa visita; si legge una preghiera o un salmo, si accenna a qualche versetto del vangelo, magari si dialoga su quelle parole (si è tra amici) e si conclude con una invocazione benedicente. Ovviamente la traccia sarà preparata dalla parrocchia.
Andando da amici non si fanno cose “al modo dei testimoni di Geova” (con tutto il rispetto di chi segue Geova) e non si disturba a varie ore come i sopraddetti amici. Permette a conoscenti e amici invece di riconoscersi cristiani, pur tra le varie sfaccettature.
La proposta potrebbe svilupparsi nel tempo di Avvento, prima di Natale.
Domenica 30 ottobre, al termine di ogni Messa, chi vuole potrà chiarirsi le idee e ricevere spiegazioni.

Don Norberto


Giornata Missionaria Mondiale

Oggi è la festa del “mandato missionario”, come recita la liturgia ambrosiana. Suggeriamo le parole del vescovo pronunciate nell’omelia durante il Festival della Missione.

  1. Nelle nostre comunità cristiane d’Italia serpeggia una intima persuasione di impotenza. Facciamo tante cose belle, ma manchiamo lo scopo di tutto: far conoscere Gesù, far percepire il suo amore, la sua attrattiva. Siamo contenti di aver scelto di seguire Gesù nella vita ma vediamo le cose andare a finire, siamo come un albero secco. Ha prodotto tanti frutti dolcissimi, ma adesso è inutile, non produce più niente. Siamo contenti di aver vissuto la nostra vocazione, ma adesso non riusciamo a convincere che la nostra vocazione ha una attrattiva meravigliosa.
  2. Dio si prende cura della gioia del suo popolo e chiede al suo popolo di fidarsi di lui. La vita cristiana è quel darsi molto da fare per abbandonarsi, per lasciarsi fare. I frutti dell’albero non sono il risultato di una nuova tecnica di coltivazione, ma sono il dono di Dio, l’opera di Dio. Accogliete il dono di Dio, lasciatevi condurre, voi tutti che non sapete dove andare, che non sapete come fare. Accogliete il dono, continuare a sorprendervi dalla manifestazione dell’opera di Dio che ci compie in Gesù.
  3. Vivere il perdono. Come potrà essere la vita di chi vive del dono che riceve, di chi ospita la grazia di Dio? L’originalità della manifestazione di Dio rende i discepoli originali. I cristiani sono originali. Sono grati. Sono lieti. Rendono grazie. Sono pieni di speranza. Non fanno il bene solo a coloro da cui si aspettano il bene, ma fanno il bene anche a chi fa loro del male. L’originalità cristiana è la conformazione al Dio – Amore. L’originalità cristiana è la misericordia. La misericordia nasce dal cuore di Dio che si prende cura dei suoi figli. Non si muove da un calcolo di efficacia, ma da una docilità allo Spirito. I cristiani sono originali, vivono per essere dono, fino al perdono. Abitano la terra per seminarvi la riconciliazione. Sono operatori di pace, perché non possono rassegnarsi all’ingiustizia, ma non ritengono che il rimedio all’ingiustizia sia la violenza, piuttosto la mitezza, la perseveranza, l’intercessione. Sono convinti che la vita sia vocazione. Ascoltano la voce che chiama e rispondono: Amen, sì, amen! Sì questa è la mia vita fare della vita un dono. Si interrogano sulle proprie scelte di vita, sullo stile quotidiano e sulle decisioni definitive e dicono sì, amen! Così voglio vivere, come un dono, sì amen! Dunque, quattro parole affido al nostro cammino: il rendimento di grazie, la misericordia, la riconciliazione, la vocazione.

Messe al cimitero mercoledì 2 novembre

Come ogni anno, le parrocchie della città sono invitate a celebrare e animare una Messa nel corso di quella giornata particolare. In base all’orario ognuno potrà avere un momento di liturgia con i propri defunti. In chiesa parrocchiale garantiamo una Messa alle ore 6.30 e una Messa serale alle ore 20.45 (a San Felice alle ore 18.30), favorendo chi ha impegni di lavoro. Potrebbe essere bello partecipare anche con i propri figli.
Ecco gli orari al cimitero: ore 9 – 10 – 11; ore 15 – 16.


Mission Segrate: 17 – 26 marzo 2023

Divisi in tre gruppi, persone di quasi tutte le parrocchie stanno preparando questo evento. Da qui al 17 marzo 2023 ci saranno momenti di gruppo e momenti comunitari per le decisioni.
Primo appuntamento comunitario: venerdì 28 ottobre 2022, alle ore 21, presso l’oratorio di Lavanderie.
Lancio ufficiale della iniziativa: 12 e 13 novembre 2022, all’inizio dell’Avvento ambrosiano.