24 maggio 2026

Solennità di Pentecoste


Il colore cambia

L’attuale giorno di Pentecoste non ha bisogno di essere spiegato e riscoperto perché… sappiamo tutti di cosa stiamo parlando!  Dopo la Pasqua, la Pentecoste è la grande solennità che possiamo collocare al secondo posto tra le grandi feste cristiane, accanto al Natale, all’Epifania e al mistero dell’Ascensione. Ci basti ricordare il completamento dell’azione di Gesù nella Pasqua, lasciandoci quel dono che ci innesta nella relazione viva con Dio, possedendo la sua stessa vita, il fiato divino. Con la Pentecoste inizia una nuova incarnazione, quella dello Spirito Santo nel corpo dei credenti, nella Chiesa che ovviamente non coincide con lo stato del Vaticano!

Infine ci basti osservare il cambiamento del colore liturgico, che dal bianco passa al rosso. Questo colore ci accompagnerà fino alla festa della Dedicazione del Duomo (il 18 ottobre) attraverso un itinerario lungo e interessante. Si spegnerà inoltre il cero acceso nella veglia pasquale. Verrà riacceso solo in occasione dei il battesimi dei bambini e dei funerali, ingresso nel Regno.


Il “dono” di Lourdes

Riprendere il cammino verso Lourdes, ritrovare quei luoghi così cari, è stato come tornare a casa. A casa, dove c’è sempre qualcuno che ti aspetta. A casa, dove ti senti accolta e amata per ciò che sei e finalmente lasciarti abbracciare da Chi cammina accanto a te anche se non sempre te ne accorgi. E mentre ti lasci andare, scopri che una Presenza fedele ti sostiene, ti accompagna e trasforma le tue fragilità.  Un turbine di emozioni e di pensieri si è sciolto davanti a Maria, alla grotta. Lì dove tutto è iniziato, dove la terra sembra farsi più vicina al cielo, Lei era là. Come sempre! E ancora una volta mi aspettava.

Davanti a quello sguardo ogni nodo interiore si allenta, ogni inquietudine si placa. È come se Maria sapesse già tutto: ciò che porti nel cuore, ciò che temi, ciò che speri. E senza dire una parola, ti accoglie, ti ascolta. Camminavo sotto la roccia di Massabielle, con accanto persone amiche e nel cuore tutte le altre rimaste a casa.  In quel momento consegni a Lei tutto e tutti e vorresti solo che il tempo si fermasse, per restare lì, tra ciò che sei e ciò che Maria ti aiuta a diventare.

La Madonna non è mai sola: alla grotta c’è sempre gente, un via vai ininterrotto, eppure tutto si vive nel più assoluto silenzio. Nessun miracolo, nessun fenomeno inspiegabile, nessuna apparizione, soltanto uno smuoversi di cuori, un fecondo sciogliersi delle emozioni, un lasciarsi andare nel mare del dolore dei tanti, tantissimi ammalati che hanno contagiato il nostro essere lì.

Lourdes è anche questo: una grande famiglia che nasce tra persone che non conosci, ma che come te sono lì per avvicinarsi a questa terra benedetta, per lasciarsi toccare, cambiare, consolare. Il messaggio di Maria sono le parole che Lei stessa ha rivolto a Bernardette: l’invito a venire qui in processione. La Madonna esorta tutti a camminare, ad andare avanti senza paura, perché nella processione non siamo soli: seguiamo Gesù che non solo ci guida, ma ci sostiene e ci benedice. Tutti noi siamo racchiusi in quel ostia adorata, che insieme abbiamo contemplato nel silenzio della basilica Pio X. In quel pane, troviamo ristoro e forza per continuare a camminare.

E allora nasce spontaneo un grande grazie a chi ha condiviso questi giorni, coinvolti in questo cammino di fede.  Le riflessioni di don Norberto ci hanno aiutati a fermarci, ad ascoltarci, a riconoscere i nostri limiti e il desiderio sincero di superarli. E insieme abbiamo scoperto, ancora una volta, che il Signore anche in noi compie meraviglie, se sapremo con umiltà rientrare pienamente nel suo progetto d’amore.

Enza


Corpus Domini in modo diverso

Giovedì 4 giugno celebreremo la festa liturgica del Corpus Domini, festa nata nel XIII secolo e che nel corso dei secoli ha avuto segni particolari soprattutto con la processione eucaristica. È una festa che può cambiare i suoi aspetti esterni ma che non può essere cancellata. Quest’anno per la prima volta in diocesi, la festa liturgica sarà valorizzata all’interno della cattedrale, senza processioni esterne o nei quartieri. Noi valorizzeremo questa solennità: durante la giornata ci sarà l’adorazione prolungata, la sera a Santo Stefano alle 21 celebreremo una Messa solenne, mentre a San Felice si terrà un tempo di preghiera silenziosa, dopo cena, nell’ambito della festa patronale.


Senza parole

Abbiamo visto tutti le immagini scioccanti circa il trattamento riservato agli attivisti della Flotilla (presenti anche diversi italiani) da parte di un ministro israeliano, immagini e che lui stesso ha diffuso. Si rimane senza parole. Si tratta del ministro Itamar Ben-Gvir. Il giudizio negativo è stato unanime, non solo da parte di altri ministri dello stesso governo israeliano, ma anche da molte forze politiche di vari paesi. Si potrà ritornare a dare forza al diritto internazionale, al rispetto della dignità umana e delle regole? Noi continuiamo a crederci! Tra i segni interessanti (tanti sono nel mondo) possiamo ricordare anche la lettera di Davide Cavallo scritta dopo il pestaggio subito e l’abbraccio ai suoi aggressori prima della sentenza. Un gesto che ci lascia, in positivo ovviamente, senza parole.


Liturgia, sempre lei

Riprendiamo spunti di ciò che Leone XIV ha detto lo scorso mercoledì, introducendo il primo documento promulgato dal Concilio di grande importanza: la “Sacrosanctum Concilium”. Riportiamo passi, lasciando ad ognuno di andare a completare la lettura dal sito vaticano. Si sta anche parlando della imminente uscita della enciclica del Papa. Speriamo che oltre che annunciarla e iniziare a parlarne… la si legga! Succede spesso di discutere su documenti del magistero senza averli letti anche nel mondo cattolico. Piuttosto il silenzio, se non si è letto nulla.

Elaborando questa Costituzione, i Padri conciliari hanno voluto non solo intraprendere una riforma dei riti, ma condurre la Chiesa a contemplare e ad approfondire quel legame vivo che la costituisce ed unisce: il mistero di Cristo. La liturgia, in effetti, tocca il cuore stesso di questo mistero: essa è insieme lo spazio, il tempo e il contesto in cui la Chiesa riceve da Cristo la propria stessa vita. Nella liturgia infatti, «si attua l’opera della nostra redenzione» che fa di noi una stirpe eletta.

Come ha manifestato il triplice rinnovamento – biblico, patristico e liturgico – che ha attraversato la Chiesa nel corso del XX secolo, il Mistero in questione non designa una realtà oscura, ma il disegno salvifico di Dio, nascosto dall’eternità e rivelato in Cristo. Ecco, dunque, il Mistero cristiano: l’evento pasquale, vale a dire la passione, la morte, la risurrezione e la glorificazione di Cristo, che proprio nella liturgia ci è reso sacramentalmente presente, così che ogni volta che partecipiamo all’assemblea riunita «nel suo nome» siamo immersi in questo Mistero. Cristo stesso è il principio interiore del mistero della Chiesa, popolo santo di Dio, nato dal suo fianco trafitto sulla croce.

Nella santa liturgia, con la potenza del suo Spirito, Egli continua ad agire. Santifica e associa la Chiesa, sua sposa, alla sua offerta al Padre. Esercita il suo sacerdozio assolutamente unico, Lui che è presente nella Parola proclamata, nei Sacramenti, nei ministri che celebrano, nella comunità radunata e, in sommo grado, nell’Eucaristia.

Nella santa liturgia, tale comunione si realizza «per mezzo dei riti e delle preghiere». La ritualità della Chiesa esprime la sua fede e al tempo stesso plasma l’identità ecclesiale: la Parola proclamata, la celebrazione del Sacramento, i gesti, i silenzi, lo spazio, tutto questo rappresenta e dà forma al popolo convocato dal Padre, Corpo di Cristo, Tempio dello Spirito Santo.

Se la liturgia è al servizio del mistero di Cristo, si comprende perché sia stata definita «il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia». È vero che l’azione della Chiesa non si limita alla sola liturgia, tuttavia ogni sua attività (la predicazione, il servizio dei poveri, l’accompagnamento delle realtà umane) converge verso questo «culmine». Nel senso inverso, la liturgia sostiene i fedeli immergendoli sempre e di nuovo nella Pasqua del Signore e, perciò, attraverso la proclamazione della Parola, la celebrazione dei sacramenti e la preghiera comune, essi sono ristorati, incoraggiati e rinnovati nel loro impegno di fede e nella loro missione. In altre parole, la partecipazione dei fedeli all’azione liturgica è al tempo stesso «interiore» ed «esteriore».

Ciò significa pure che essa è chiamata a dispiegarsi concretamente lungo tutta la vita quotidiana: è in questo modo che la nostra vita diventa «sacrificio vivente, santo e gradito a Dio», realizzando il nostro «culto spirituale». In questo modo, «la liturgia edifica ogni giorno coloro che sono nella Chiesa come tempio santo nel Signore», e forma una comunità aperta e accogliente verso tutti. Essa è infatti abitata dallo Spirito Santo, ci introduce nella vita del Cristo, ci rende suo corpo.

Leone XIV


Avvisi

  • Martedì 26 maggio, alle ore 21 a San Felice: Consiglio Pastorale e Affari Economici
  • Mercoledì 27 maggio, alle ore 20.45: rosario
    • a Santo Stefano, in via Cellini (parcheggio)
    • a San Felice, sul prato a fianco della chiesa
  • Giovedì 28 maggio, alle ore 21 a Santo Stefano: Consiglio Pastorale e Affari Economici
  • Domenica 31 maggio, alle ore 15 a Santo Stefano: battesimi

Pellegrinaggio di due giorni ad Aquilea (9 e 10 giugno): c’è ancora qualche posto (vedi locandina)