Natale del Signore
C’è parola e Parola
Il valore della parola… non ha parole. Quando usiamo le parole creiamo la possibilità di un ponte che va oltre il famoso “ponte degli specchietti”. Uno non parla da solo e se ci capita di notare qualcuno fare così, è perché da qualche parte nasconde un’auricolare. In caso contrario siamo davanti ad una patologia, ovviamente.
Le parole, dal semplice “ciao” fino a una espressione più elaborata, sono una forza che copre la distanza tra chi parla e chi ascolta, che unisce due mondi differenti tra di loro. Parole con il suono o parole aiutate da un video, creano immediate vicinanze pur tra paesi lontani.
La parola produce la comunicazione che è “un’arte” perché ha il potere di esprimersi in forme verbali o gestuali, come sappiamo. Ha il potere di unire molte realtà: i sentimenti, le emozioni, i ricordi, i desideri, le immagini, le sofferenze… Lasciamo fuori da queste considerazioni l’uso quasi infernale che i social talvolta producono o permettono.
“E Dio diventa Parola”
L’Altissimo, l’inconoscibile, diventa contatto perché è Parola. È la storia che nasce nel segreto di Maria perché vergine, diventa vagito tra animali in una grotta fuori paese. Chissà come le bestie avranno reagito a quel primo suono tra quella mamma e quel papà custode del mistero.
C’è un verbo passato, “Dio è diventato Parola”, quella volta, quella prima volta che cerchiamo di rievocare con la poesia del presepio.
Ma quando sento pronunciare il mio nome, quando avverto il tocco di un dono che mi viene fatto nelle parole scritte dei vangeli o nel bianco di “un’ostia” (non è un termine bello ma rimane legato alla comunione che riceviamo in bocca o sulle mani), quando il perdono raggiunge il più nascosto dei peccati, in quel momento “Dio si fa Parola”, diventa comunicazione con un verbo al presente.
Hanno tentato in tutti i modi di impedire questa comunicazione, usando dapprima la stranezza di un governatore di provincia quale era Erode, poi usando le grida scomposte degli indemoniati; infine hanno cercato l’ultimo attacco travestiti da farisei, con la tentazione: “Se sei Figlio di Dio scendi dalla croce”. Appunto: hanno tentato! Non si è potuto bloccare quella Parola o interrompere quel legame perché è voce calda e forte come è un affetto non corrisposto, quello che solo Dio sa mostrare.
Così Dio, per tutti i secoli dei secoli, potrà dire “la Parola”, usare la forma verbale al futuro e arrivare anche a chi, tutt’oggi, non è ancora nato. E se vogliamo dirla tutta, potrà venire in ogni mio angolo di bene e di male, in ogni mio spazio di luce o di peccato.
Allora potrò corrispondere solamente con il mio “rendimento di grazie” (il semplice “grazie” è termine troppo sottile), a colui che, con la sua Parola, desidera incontrarmi. Meno male che il Suo Natale è una buona notizia!
Il mio e il nostro augurio!
Don Norberto
Giornata della pace 2023
Il Covid-19 ci ha fatto piombare nel cuore della notte, destabilizzando la nostra vita ordinaria, mettendo a soqquadro i nostri piani e le nostre abitudini, ribaltando l’apparente tranquillità anche delle società più privilegiate, generando disorientamento e sofferenza, causando la morte di tanti nostri fratelli e sorelle.
Dopo tre anni, è ora di prendere un tempo per interrogarci, imparare, crescere e lasciarci trasformare, come singoli e come comunità; un tempo privilegiato per prepararsi al “giorno del Signore”. Ho già avuto modo di ripetere più volte che dai momenti di crisi non si esce mai uguali: se ne esce o migliori o peggiori.
Oggi siamo chiamati a chiederci: che cosa abbiamo imparato da questa pandemia?
Al tempo stesso, nel momento in cui abbiamo osato sperare che il peggio della notte della pandemia da Covid-19 fosse stato superato, una nuova terribile sciagura si è abbattuta sull’umanità. Abbiamo assistito all’insorgere di un altro flagello: un’ulteriore guerra, in parte paragonabile al Covid-19, ma tuttavia guidata da scelte umane colpevoli. Cosa, dunque, ci è chiesto di fare? Anzitutto, di lasciarci cambiare il cuore dall’emergenza che abbiamo vissuto, di permettere cioè che, attraverso questo momento storico, Dio trasformi i nostri criteri abituali di interpretazione del mondo e della realtà…
Papa Francesco
nel Messaggio che invitiamo a leggere integralmente dal sottotitolo: “Nessuno può salvarsi da solo. Ripartire dal Covid-19 per tracciare insieme sentieri di pace”
Sommario
Questo è un numero natalizio che vuole coprire quindici giorni in cui molti non saranno presenti a Segrate. In questo tempo di vacanza avremo a che fare con la festa di santo Stefano, la memoria dei Santi Innocenti e dell’evangelista Giovanni: “un terno”. Avremo a che fare con l’Ultimo giorno dell’anno che possiede un valore simbolico nascosto nel canto del Te Deum. Il Primo giorno dell’anno arriverà poi con un carico di auspici buoni e con il richiamo alla pace. L’Epifania infine ci invaderà con la scia di luce nel movimento dei Magi. Quanta grazia di Dio!
Ci ritroveremo l’8 gennaio con la festa del Battesimo di Gesù al Giordano tra le righe di questo notiziario.
Un regalo alla tua parrocchia
Non sono arrivate particolari buste nelle case per l’offerta natalizia, ma rimane l’antico gesto di “fare il regalo alla parrocchia” in occasione del Natale.
Certo molte sono le associazioni che vivono di questo contributo; anche la comunità cristiana si affida a questo contributo libero.
Ecco gli estremi bancari per chi volesse offrire alla propria comunità l’offerta natalizia:
- Santo Stefano IBAN: IT81J0306933590100000062301
- San Felice IBAN: IT61B0623020600000015018185
- Novegro IBAN: IT11B0311133590000000003000
Appuntamenti e avvisi
Santo Stefano
- Domenica 1 gennaio 2023: è sospesa la Messa delle ore 8.30
- Giovedì 5 gennaio, alle ore 18: veglia solenne della Epifania
- Venerdì 6 gennaio, alle ore 16: preghiera con bacio del Bambino – segue momento conviviale
Novegro
- Domenica 1 gennaio 2023 e venerdì 6 gennaio: Messa alle ore 16.30 (alla Mmessa della Epifania il Vangelo è animato da ragazzi; segue la festa in oratorio)
San Felice
- Domenica 1 gennaio 2023 e venerdì 6 gennaio: è sospesa la Messa alle ore 10
- Don Saturnino tornerà a casa, nel Benin, per qualche settimana. Lo sostituirà don Jean, prete della stessa nazionalità, studente a Roma.
Un capitolo al giorno… toglie l’ignoranza di torno
Esiste da qualche anno in Diocesi una proposta che sta coinvolgendo più di 2000 persone; è nata in tempo di pandemia è potrebbe essere un’interessante iniziativa. Di cosa si tratta?
Dal 25 dicembre 2022 fino all’8 settembre 2023 (festa della Madonnina), si viene invitati a leggere un capitolo del Nuovo Testamento, così che, senza accorgersi… si leggeranno 260 capitoli: dai Vangeli agli Atti degli Apostoli, dalla lettera di Paolo a quelle di Giovanni, dalla lettera degli Ebrei all’Apocalisse.
Occorre solo dare il proprio nominativo nel sito apposito: https://embedrd.ircmi.it/node/267
Non ci sono vincoli o obblighi, se non l’impegno a leggere ogni giorno o, in caso di dimenticanza, a recuperare il capitolo indicato. Arriverà periodicamente un messaggio sul cellulare per sostenere la proposta. Per altre informazioni e per la scansione dei capitoli cliccare sul sito della diocesi:
