Quarta domenica di Quaresima: del cieco
Vale la pena riprendere l’intervento del Vescovo nella Via Crucis fatta a Vimodrone il 15 marzo. Parole un po’ disturbate allora, chiare nello scritto.
Un certo Simone di Cirene
Simone, vieni! Devi farti una cultura se vuoi stare la mondo; devi imparare un mestiere se vuoi guadagnarti da vivere. Ci sono libri da leggere se vuoi avere una parola da dire nella cultura del nostro tempo.
Ma io non sono un uomo di cultura. Mi stanco subito quando mi metto a leggere. Non sono a mio agio nelle biblioteche e nelle aule di scuola. Non sono mai stato uno studente modello, figuriamoci alla mia età. No, non sono capace.
Simone, vieni! La comunità ha bisogno di te. Ci sono dei ruoli da ricoprire. C’è il bene comune che cerca amministratori onesti e dedicati, soldi da gestire, leggi e procedure da conoscere e mettere in pratica.
Ma io non sono capace. La burocrazia mi spaventa e mi innervosisce. Io non so parlare in pubblico e mi annoio da morire nel partecipare alle riunioni.
Simone, vieni! C’è una guerra da combattere, una patria da difendere, una terra da conquistare. Bisogna essere addestrati e coraggiosi. Imparare a usare le armi e ad obbedire agli ordini.
Ma io non posso prendere le armi per fare del male al mio fratello. Io non sono capace. Io non ho coraggio. Io aborrisco la guerra.
Simone, vieni! C’è festa in paese, c’è da mangiare e bere per tutti. Ci sono manifestazioni e sfilate, divertimenti e devozioni. Arrivano personaggi famosi e artisti popolari.
Ma io non sono del paese, vengo da Cirene e non conosco la storia e non mi diverto con i vostri divertimenti. E poi il rumore e la musica e la folla che riempie le strade mi provocano più confusione che allegria.
Ehi tu, contadino miserabile, vieni qui, prendi sulle spalle la croce, che è troppo pesante per Gesù, nazareno, condannato a morte.
Sì, vengo. Questo sono capace di farlo. Sì, eccomi. Non sono esperto di nulla, ma posso condividere il soffrire, l’ingiusta condanna del giusto. Sì, eccomi! Non posso risolvere nessun problema, ma la croce la posso portare. Sì, eccomi! Non conosco quest’uomo che va a morire, ma chi può restare indifferente di fronte a tanta incomprensibile crudeltà e di fronte a tanta disarmata mitezza? Sì, eccomi, porto con te la croce, Gesù di Nazaret.
La via della croce attraversa la città; è una parola che il Signore rivolge alla città perché vuole che tutti sappiano a quale prezzo sono stati salvati, con quale amore sono stati amati.
Gli uomini e le donne di questo nostro tempo si lasceranno toccare il cuore dal cuore trafitto di Gesù? La breccia è aperta: Dio si è lacerato il cuore per lasciarci entrare.
La comunità dei discepoli di Gesù è il segno di questa breccia per entrare nel cuore di Dio. La città è distratta, è oppressa da paure e smarrimenti, è stanca, è scettica. Chi accoglierà l’invito? Forse non i sapienti, forse non i potenti, forse non gli efficienti, forse non i gaudenti.
Ma le persone da nulla, quelli come Simone, quelli che non contano, quelli che si sentono sempre inadeguati, quelli che possono dire: io non so fare niente, ma l’innocente che soffre mi fa compassione e mi faccio avanti. Non so fare niente, solo portare la croce. Sono capace solo di questo: portare la croce insieme con Gesù.
La via della croce non è però la condanna della sapienza, del potere, della fortezza e della festa, non è la condanna di tutto quello che di buono, grande, bello. Piuttosto è l’invito a conversione: tutto quello che l’uomo sa fare, tutto quello che può scoprire, tutta la potenza che può accumulare, tutto l’umano è giudicato dalla croce. Cioè tutto è buono se rende capace il cuore di compassione, se rende disponibili a portare la croce di tutti i poveri cristi della storia. Sulla via della croce tutti sono invitati, tutti! Ciascuno di noi se riceve la croce sulle spalle e la porta insieme a Gesù, entra nella vita di Dio. È salvato.
Due appuntamenti importanti con il loro perché
1. Diamo valore alla celebrazione penitenziale cittadina che avverrà venerdì 1° aprile alle ore 20.45 presso la parrocchia del Villaggio.
2. Secondo appuntamento per “Mission Segrate”, sabato 2 aprile alle ore 15 in oratorio: momento bello per condividere con altri lo slancio missionario.
Due commenti alla “Tre giorni”
* Che cosa mi ha lasciato questo triduo sulla liturgia? Un po’ di amarezza e di sconforto perché mi rendo conto di non avere questo avvicinamento col Signore, di non vivere la Messa come un incontro con Lui. E’ più un rituale. Cerco di sopperire a questa mancanza con le Messe feriali, dove mi è più facile stabilire un contatto, prendere coscienza che sono alla presenza di Dio. Ma è la domenica il “giorno del Signore” !!!!
Alle volte, tornando a casa penso: “come sono entrata… esco…”. Eh no, non va bene.
Io vorrei tornare alla quotidianità, agli impegni ricordando di vivere nella riconoscenza di ciò che Gesù ci ha dato, nelle sue parole di vita (l’omelia che si ascolta, certo aiuta, ma c’è discontinuità nell’attenzione).
Sebbene la liturgia è il momento in cui il Signore Gesù si rivela a noi e noi tutti insieme, la sua Chiesa siamo con Lui, a me piace pregare in silenzio. Trovo più proficuo l’avvicinamento con Dio nell’adorazione, lì sono a tu per tu con Lui, sono consapevole di chi mi sta davanti, oppure quando la Chiesa è vuota, lì riesco a stare in meditazione, in intimità col Signore.
S.
* Caro don, come non ringraziare per questi incontri sulla liturgia… sono stati fonte di novità, (almeno per me!!) suggerimenti e indicazioni per poter vivere meglio la Messa.
Certo che lo Spirito Santo ha molto lavoro da fare, oltre a tutto, ci sostiene nell’impegno di copiare dalla vita di Cristo…dovremmo solo lasciarci lavorare, plasmare senza troppa resistenza.
È tutto dono! La S. Messa dove “fa” tutto Lui, (ora capisco anche la differenza tra questi fare…Lui CREA!!) non abbiamo meriti noi, siamo solo strumenti, penso al cantare, o altre cose che fanno gli altri, la cura per la liturgia, o anche il mettere apposto la chiesa…si è strumenti per la maggior gloria del Signore, anche nelle cose piccole e per sentirsi veramente suoi figli. Figli che anche dopo l’incontro amano come Lui, e portano fuori dalla chiesa il suo amore.
Il punto di riferimento è lì, l’opera di Dio, la scuola della preghiera, la comunione e il mandato missionario (mi fa strano scrivere così!!).
Sai cosa pensavo ieri mentre ascoltavo, al lockdown: a quando c’erano dei limiti, a quanto si è dato importanza alla Messa. Quanto ci è mancato arrivare fino alla chiesa? Era un altro modo di essere in comunione, anche attraverso le tv, ma la presenza è un’altra cosa.
Forse questo immenso dono non è chiaro alla maggioranza… o lo prendiamo e mettiamo li, con l’intento di scartarlo più avanti. Per questo ringrazio per questi incontri, perché anche se ho appreso poco, ma è un passo in più verso il Signore.
B.
Quinta settimana di Quaresima: 3 – 9 aprile 2022
Domenica 3 aprile
Ore 15.30: Messa con la presenza dei ragazzi di seconda elementare e delle loro famiglie
Ore 18: “Quarto scrutinio” con la nostra catecumena
*** “Rito di iscrizione” per 3 catecumene adulte che iniziamo il percorso verso il battesimo
Venerdì 8 aprile
Ore 8.30: Via Crucis
Ore 15: Via Crucis
Ore 20.45: Via Crucis per le strade con partenza da via Cassanese 200 (via Costa, via De Amicis, via Grandi, piazza della Repubblica, via Roma, chiesa parrocchiale)
Sabato 9 aprile
Ore 20.45 in duomo a Milano: Veglia in Traditio Symboli con i giovani, la nostra catecumena e i 63 catecumeni che, nella nostra diocesi, riceveranno il Battesimo a Pasqua o nel tempo pasquale.
