Seconda domenica dopo la Dedicazione del Duomo di Milano
Inizia il mese di novembre
Il ponte dei morti
Il 2 novembre è una data significativa per la fede cristiana. Molti sono soliti “fare il giro dei cimiteri” spostandosi da un paese all’altro e approfittando della festività del 1° novembre. Certo, i morti si devono ricordare sempre, ma spesso non è possibile frequentare assiduamente il cimitero a causa degli impegni ma soprattutto quando il camposanto non si trova dove uno risiede.
Nel nostro cimitero si nota una certa frequentazione ed è bello che sia così, dal momento che uscire di casa e recarsi tra quelle tombe, quei nomi, quelle date e quelle fotografie, indica una relazione che non viene meno con coloro che sono morti.
Succede che, andando a trovare dei parenti lontani, si vada anche volentieri nel cimitero del paese per quel bisogno di ritrovare le radici e le persone che abbiamo conosciuto. Entrando al cimitero, hai voglia di silenzio e di raccoglimento anche se il saluto e le chiacchiere tra le persone che si trovano hanno un loro valore: ci si rivede! Nella precedente destinazione con quattro cimiteri, era bello vivere il momento liturgico del 1° novembre, dove si vedevano facce del paese ma ormai trasferite altrove.
Adottare una tomba?
Una proposta mi sento di fare: non si potrebbe dare un occhio a quelle tombe dove si capisce che nessuno passa “da tempo”? E pulire alcune tombe ormai lasciate andare? Se ognuno “adottasse” una fotografia, un nome, una tomba così da tenerla in ordine… a nome dei parenti?
In particolare alcune tombe dove sono sepolti i bambini, a fianco della chiesa, sembrano senza molta cura. Poter fare qualcosa?
Conservazione e dispersione delle ceneri
Prendiamo l’occasione per segnalare un passaggio del Direttorio diocesano per le esequie uscito nel 2017 a proposito della dispersione delle ceneri. Dice così il direttorio:
La Chiesa ritiene che le ceneri dei defunti vadano deposte nella tomba e non vengano conservate nell’abitazione domestica, disperse o convertite in oggetti. Su questo punto, infatti, l’Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede, del 15 agosto 2016, afferma che: “La conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica non è consentita, salvo in caso di circostanze gravi ed eccezionali, dipendenti da condizioni culturali di carattere locale e solo con il permesso dell’Ordinario diocesano, in accordo con la Conferenza Episcopale o il Sinodo dei Vescovi delle Chiese Orientali”. Aggiunge inoltre che: “La dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, o in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, non è solo sconsigliata ma vietata”. Precisa, tuttavia, che: “L’intenzione espressa di disperdere le ceneri non comporta la negazione della celebrazione delle Esequie. Queste ultime si devono negare solo nel caso in cui il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione delle ceneri per ragioni contrarie alla fede”.
Urge formulare una buona catechesi che illustri i motivi per cui la dispersione delle ceneri incida negativamente sulla memoria cristiana dei defunti (mancanza di un luogo della preghiera accessibile ai familiari e a tutta la comunità cristiana) e sull’annuncio della speranza cristiana (rischio di una visione di tipo panteista, naturalista o nichilista). Tale catechesi accompagnerà e sosterrà l’invito forte e convinto a deporre le ceneri nei cimiteri o nelle chiese cimiteriali.
La festa dei Santi è una bella festa
“Non è mai finita”, potremmo dire, perché finché ci sarà il mondo e il male dilagherà, continueranno a sorgere “fiori tra le rocce”, profumi tra il letame, luci tra la tenebra. Non esiste un tempo storico così negativo da impedire il sorgere di “una cosa nuova”, di una santità tra il gelo! La Pasqua del Signore ce lo ricorderà per tutti i secoli dei secoli.
Sembra quasi che Dio si diverta con l’umanità capricciosa e cattiva che continua a giocare in modo infernale. E Dio “fa sorgere il sole sui cattivi oltre che sui buoni” facendo scaturire, “per grazia” e per una risposta libera di uomini e donne, i Santi.
Personalmente apprezzo la saggia abitudine della Chiesa di canonizzare figure di uomini e donne, “dopo un certo numero di anni”, proprio perché la santità è come il vino, più invecchia e più è buono. La corsa troppo veloce ad una canonizzazione sembra quasi mostrare il fianco alla modernità che vuole in fretta tutto. Tutto poi rimane nella liturgia dove in diversi momenti sono citati i santi: nelle messe, al battesimo, al matrimonio, alle consacrazioni sacerdotali e religiose, ai funerali. Siamo così parte e uniti a quella “enorme schiera di persone che pregano per noi”.
Occorre che i santi diventino amici altrimenti è “appiccicaticcia” la posizione nella nostra spiritualità. Il fatto poi che facciamo fatica a immaginare “tutti i santi” ci porta ad individuarne alcuni, vuoi per vicinanza o affinità, vuoi per una casualità.
Ognuno nel santo amico trova affetto, invito di un pellegrinaggio, desiderio di conoscenza sempre più grande e desiderio di incontrarlo in un pellegrinaggio dove sono le reliquie. Il 1° novembre non è solo “un lunedì festoso” ma una occasione per celebrare la liturgia con loro, insieme con loro, fianco a fianco a loro.
Con Edith Stein
Inizia con un foglio “autonomo” un itinerario sulla figura di Edith Stein. Oltre ad essere patrona dell’Europa insieme con altre due donne (Caterina da Siena, Brigida, in compagnia di san Benedetto), c’è lei: santa Teresa Benedetta della Croce. Forse il sangue versato nel campo di sterminio l’ha resa famosa ma quel sangue era l’ultima goccia di un’altra avventura, quella che la portò “dalla incredulità alla fede vera” Fu così che chiese il battesimo al di là di una appartenenza al popolo ebraico che non rinnegherà mai, per poi completarlo nella scelta di essere carmelitana. Si potrà leggere di lei, stimolandone la conoscenza e l’affetto. Questo foglietto sarà presente solo in chiesa.
Anche il 4 novembre
Oltre che solennità di san Carlo Borromeo, il 4 novembre è festa civile italiana: Festa dell’Unita italiana e delle Forze armate. Il punto di partenza è la conclusione della tragica Prima guerra mondiale. La tumulazione poi del “Milite ignoto”, avvenuta come sappiamo il 4 novembre 1921, ha cementato ancora di più il senso di questa festa – Giornata certo delle Forze armate sapendo che, per la nostra Costituzione e cultura, sono a servizio delle pace: un motivo per valorizzare persone e competenze.
Anche noi daremo importanza a questa data con una manifestazione organizzata dall’Associazione combattenti e reduci di Segrate che si svolgerà alle ore 10 con ritrovo nel “piazzale Caduti e reduci della Russia” presso il cimitero per confluire alla celebrazione dell’Eucarestia (per i caduti di tutte le guerre) presso la chiesa di santo Stefano alle ore 11. Conclusione in piazza della Repubblica.
Messe del 2 novembre al cimitero
- ore 9: animata dalla parrocchia di Redecesio e Lavanderie
- ore 10: animata dalla parrocchia di san Felice
- ore 11: animata dalla parrocchia di Milano Due
- ore 15: animata dalla parrocchia del Villaggio
- ore 16: animata dalla parrocchia di santo Stefano e Novegro
Cresima degli adulti
Coloro che desiderano prepararsi alla Cresima diano il nominativo al parroco.
Inizio preparatorio di quattro incontri: sabato 13 novembre 2021, alle ore 19.
Giornata Caritas 2021
Prima veglia cittadina in preparazione alla giornata Caritas di domenica 7 novembre 2021
Ripartire dagli ultimi nello stile del Vangelo
“Aggiustare il mondo praticando l’amore”
Venerdì 5 novembre 2021, alle ore 21 nella chiesa di santo Stefano
