Quinta domenica dopo l’Epifania
11 febbraio – verso “Mission Segrate 2023” – chiesa di Lavanderie ore 21
Incontro con i Missionari e le persone di tutte le sette parrocchie di Segrate disposte a iniziare insieme questa esperienza. Si cammina insieme, questo è il senso di uno stile sinodale, preti e laici. Si cammina insieme tra le varie parrocchie della città. Si cammina con uomini e donne che hanno fatto la scelta di un annuncio del vangelo nel mondo geograficamente lontano da noi. Metterci insieme con loro è una novità.
Il termine “Missioni Segrate marzo ’23” non si sovrappone alla “missione al popolo” che è già stata fatta tempo fa.
Si partirà preparandoci (si prevede un incontro al mese fino a giugno) e poi inventeremo insieme l’evento che ci sarà il prossimo anno (ma è un attimo arrivarci!).
Obiettivi immediati: risveglio del senso missionario della fede di ognuno e collaborazione tra le chiese di Segrate. Questi i nostri “desiderata”.
Però ci sarà anche la sorpresa che ci farà lo Spirito Santo, che non possiamo prendere o conoscere, altrimenti non sarebbe una sorpresa. Ci alleneremo nell’attesa della Sua sorpresa: a Messa si dice già “nell’attesa della Sua venuta”, ma forse… credendoci poco.
Appuntamento alle ore 21 allora!
Per permettere a tutti di venire a questo appuntamento (sono arrivate più di 40 schede), saranno disponibili macchine e pulmino, partendo alle ore 20.40 (ritrovo 20.30 davanti alla chiesa).
Come il duomo di Milano
Abbiamo pensato di fare un “piccolo” cambiamento in chiesa.
Ci riferiamo alle candele votive che si accendono davanti all’immagine della Madonna o davanti alla statua del Sacro Cuore e dei santi. La candela che si accende in chiesa ha un valore grande e bello.
Mi ha sempre colpito il gesto semplice di una persona che davanti ad una immagine sacra acceda un candela. Ogni bambino accompagnato dai genitori o dai nonni ha avuto questa abitudine: bella abitudine!
Accendere poi la candela a Lourdes o in qualche altro santuario possiede un forza ancora più grande. Senti l’affetto e la voce di chi ti ha detto: “Mi accendi una candela? Ecco l’offerta” e così l’affidi a Maria. Quando accendi una o più candele in quel santuario ci metti il volto, la preoccupazione, la sofferenza e la gioia di molti ed è come se dicessi in modo preciso: “Mi sono ricordato di te davanti al Signore e a Maria”. Anche il più incallito degli anticlericali accetterà quel gesto perché semplice, povero, non intellettualistico.
Ma torniamo al nostro piccolo cambiamento.
Come nel duomo di Milano useremo lo stesso sistema nel gesto di accendere un lume. Una piccola candela di cui sentiamo al tatto la consistenza, l’accensione ad un’altra accesa a fianco, la collocazione dell’apposito luogo.
Verrà così eliminato l’uso della plastica (operazione un po’ green!), il bastoncino che spesso si infiammava e infine viene escluso, con questo tipo di cera, “il fumo delle candele”. In questo ultimo caso avvisiamo coloro che non vengono in chiesa che non potranno più dire usare l’espressione: “perché mi dà fastidio il fumo delle candele”! manutenzione quindi quasi a zero.
La candela che durerà circa una ora verrà progressivamente consumata per poi lasciar cadere lo stoppino in un contenitore contenente un po’ d’acqua spegnendo definitivamente la fiamma. Qualcuno potrà dire: “Ma è piccola la candela”, “Dura poco”. Certamente ma ritorniamo al valore simbolico di quella fiamma piccola ma ricca di significato e di fede.
L’offerta poi non può essere collegata al costo. L’offerta è segno di una propria partecipazione. Si potrebbe dire: “Lascio l’offerta pari ad un caffè” come quel segno che si usa fare tra amici: “Ti offro e pago io il caffè”.
È sul senso del gesto che si deve tornare a guardare, al valore spiritualmente carico di chi accende una candela, al superamento di quel disprezzare i segni semplici di un popolo che vive nella fede. I segni sono segni, di altro!
E quando andremo a pregare in Duomo, all’altare della Madonna o dove è sepolto il cardinal Martini, potremo dire: “Ma queste sono le stesse candele della mia chiesa”. L’unica cosa che però non potremo dire, per onestà, è che… il Duomo ha copiato da noi: sta volta noi copiamo dal Duomo!
6 febbraio – 44ª Giornata della Vita “Custodire ogni vita”
“La lezione della recente pandemia, se vogliamo essere onesti, è la consapevolezza di essere una comunità mondiale che naviga sulla stessa barca, dove il male di uno va a danno di tutti. Ci siamo ricordati che nessuno si salva da solo, che ci si può salvare unicamente insieme” (Papa Francesco). Ciascuno ha bisogno che qualcun altro si prenda cura di lui, che custodisca la sua vita dal male, dal bisogno, dalla solitudine, dalla disperazione.
Questo è vero per tutti, ma riguarda in maniera particolare le categorie più deboli, che nella pandemia hanno sofferto di più e che porteranno più a lungo di altre il peso delle conseguenze che tale fenomeno sta comportando.
Il nostro pensiero va innanzitutto alle nuove generazioni e agli anziani. Le prime, pur risultando tra quelle meno colpite dal virus, hanno subito importanti contraccolpi psicologici, con l’aumento esponenziale di diversi disturbi della crescita; molti adolescenti e giovani, inoltre, non riescono tuttora a guardare con fiducia al proprio futuro. Anche le giovani famiglie hanno avuto ripercussioni negative dalla crisi pandemica, come dimostra l’ulteriore picco della denatalità, segno evidente di crescente incertezza.
Tra le persone anziane, vittime in gran numero del Covid-19, non poche si trovano ancora oggi in una condizione di solitudine e paura, faticando a ritrovare motivazioni ed energie per uscire di casa e ristabilire relazioni aperte con gli altri.
Quelle poi che vivono una situazione di infermità subiscono un isolamento anche maggiore, nel quale diventa più difficile affrontare con serenità la vecchiaia. Nelle strutture residenziali le precauzioni adottate per preservare gli ospiti dal contagio hanno comportato notevoli limitazioni alle relazioni, che solo ora si vanno progressivamente ripristinando.
La risposta che ogni vita fragile silenziosamente sollecita è quella della custodia.
“Custodiamo Cristo nella nostra vita, per custodire gli altri, per custodire il creato! La vocazione del custodire non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. È il custodire l’intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo. È il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. È l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. È il vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene” (Papa Francesco). Dal messaggio della Conferenza episcopale
Venerdì 11 febbraio
Ricordo dell’apparizione della Madonna a Lourdes nel 1858.
Santuario particolare che racchiude un messaggio evangelico sempre attuale: la conversione è quello che chiede Maria alla piccola Bernardetta, il lavarsi nell’acqua e cosa è se non l’acqua battesimale? Poi, sempre a Lourdes, troviamo il richiamo alla malattia del peccato che mortifica il corpo ed ecco la richiesta di un dono di salvezza proprio dal male. Molti lì hanno ritrovato la fede perduta, il ritorno alla fraternità che diventava attenzione al debole e al malato. Sono i molti miracoli che neppure la pandemia impedisce.
ore 15: recita del rosario
ore 15.30 inizio della messa
Fine settimana insieme: 17 – 19 giugno 2022
Proposta aperta a famiglie e non, al fine di creare legami che nascano dalla fede e dalla partecipazione alla vita cristiana. Scelta una località facilmente accessibile e che permetta l’autogestione sia come clima che come contenimento dei costi.
La presenza eventuale di bambini porterà ad una attenzione anche a loro con momenti specifici.
Avremo momenti di ascolto (sceglieremo una tematica su un aspetto della fede), momenti di scambio e condivisione, momenti celebrativi, momenti di gioco. Lasciamo aperte due possibilità: quella completa dal venerdì alla domenica con pernottamento e quella di venire solo alla domenica. Dati tecnici:
Quando: da venerdì 17 giugno (tardo pomeriggio) a domenica 19 giugno
Dove: Villa San Celso, a Castione della Presolana (Bergamo)
Costo: 70 euro a persona (comprensivo di pernottamento e cibo); per la sola domenica ci accorderemo.
Altre info: si accede solo con Green Pass, derivante da vaccino e non da tampone.
Iscrizioni: entro il 20 febbraio con caparra di 20 euro a persona (in segreteria o in oratorio), fino ad esaurimento posti.
