7 dicembre 2025

Quarta domenica di Avvento – L’ingresso del Messia


Domenica e lunedì

Domenica 7 dicembre è anche la festa di sant’Ambrogio (anche se la liturgia lo ricorda il giorno 6); lunedì invece si celebra la festa dell’Immacolata. Due giorni sempre vicini che rendono naturale parlare del “ponte” dell’Immacolata o di sant’Ambrogio, offrendo così un breve periodo di vacanza all’insegna di due importanti richiami religiosi. Memore di un recente momento vissuto proprio nella basilica di sant’Ambrogio, ecco ciò che di lui scrive sant’Agostino nelle Confessioni:

Arrivai a Milano dal vescovo Ambrogio, noto a tutto il mondo come uno dei migliori, tuo devoto cultore la cui eloquenza dispensava allora con vigore al tuo popolo il fiore del tuo frumento e la gioia del tuo olio e la sobria ebbrezza del tuo vino. A lui eri tu a guidarmi, inconsapevole, perché da lui fossi consapevolmente guidato a te.

Mi accolse paternamente, quell’uomo di Dio, e quel mio pellegrinaggio gli fu gradito come si conviene a un vescovo. E io presi dapprima ad amarlo non come maestro di una verità che disperavo di trovare nella tua Chiesa, ma come un uomo che aveva per me dell’affetto. E con interesse lo ascoltavo parlare al popolo, non con l’atteggiamento che avrei dovuto avere, ma come per vedere se la sua eloquenza fosse all’altezza della sua fama, e scorresse più o meno abbondante di come si diceva: pendevo dalle sue labbra con tutta l’attenzione rivolta alle parole che usava, ma senza curarmi del contenuto, che anzi disdegnavo, mentre restavo lì incantato, preso nella fascinazione del suo eloquio: più dotto, benché meno spiritoso e seducente di quello di Fausto, quanto al modo di porgere.

Ma quanto al contenuto non c’era confronto: l’uno si perdeva per le inconseguenze manichee, l’altro insegnava la salvezza, nel modo più salutare. Ma la salvezza è lontana dai peccatori come ero io che pure ascoltavo, allora. E tuttavia, senza saperlo, sensibilmente mi ci avvicinavo”.

Poche parole per riconoscere la grandezza di quel santo che qualifica la realtà milanese e la diocesi che da lui porta il nome.


Finito uno, ecco l’altro

Parliamo ancora di Giubileo. Mentre si va verso la conclusione di quello indetto da papa Francesco nella sua ricorrenza venticinquennale, già si parla ufficialmente di Giubileo 2033, nel ricordo della Redenzione, la morte e la resurrezione di Gesù avvenute 2000 anni fa. Acquista particolare valore quanto ha affermato alle comunità cristiane Leone XIV durante il suo viaggio in Turchia e in Libano: ritrovarsi a Gerusalemme nel Cenacolo, luogo della lavanda dei piedi e poi della Pentecoste. Il riferimento è a tutte le Chiese che, nel corso della storia, si sono separate costituendosi in tre grandi rami: cattolico, ortodosso e protestante. Questa data interpella i credenti a muoversi verso la ricerca dell’unità, pur nelle diverse modalità di vivere la fede. Vale la pena ricordare il motto che contraddistingue il ministero di papa Leone: “In illo uno, unum” (nell’Uno, siamo uno). Se non è provvidenziale questo…


Guerriero

Molte volte, durante un funerale, capita di ascoltare questa parola nelle testimonianze lasciate da un figlio o da un nipote. Ci si riferisce spesso alla lotta contro la malattia che ha segnato la persona defunta oppure alle difficoltà vissute per la migrazione, il lavoro o altri disagi. “Guerriero o guerriera”, termini che portano in sé l’idea di violenza, diventano invece un richiamo alla lotta positiva per la vita. È come se il termine evocasse la forza d’animo e la risposta a reagire alle vicende avverse; è curioso che venga ripetuto in molti interventi.

Anche la liturgia è piena di richiami alla lotta contro il male prendendo addirittura le armi secondo la descrizione che Paolo fa nella lettera agli Efesini. Non si tratta soltanto delle malattie tragiche, ma anche delle malattie provocate dalla presenza del Maligno a cui occorre contrapporsi. Questo può avvenire solo stando insieme a Colui che ha già vinto sulle forze demoniache e che noi attendiamo nel suo ritorno, aiutati dalla memoria che i presepi continuano ad esprimere.


Oltre il ponte

Nascere senza il peccato dell’origine non suscita grande interesse: eppure, per i credenti sì! Noi abbiamo a che fare con la figura di Maria che riconosciamo immacolata, in un mondo dove il peccato, guarda caso, dilaga in mille rigagnoli, in questi e in tutti i tempi.

Paradossalmente, la novità si manifesta là dove il Buon Dio rompe gli schemi: ed ecco che prepara una ragazza di Nazareth, senza il peccato dell’origine, per passare su questa terra. Già il fatto che Dio nasca sa di impossibile, eppure ciò che va aggiunto è che Egli ha scelto di farlo “a modo suo”, preparando un terreno vergine perché “bello nell’amore”.

Cosa vogliamo capire con la sola ragione? Chi non riesce a capire questo mistero, finisce per ridicolizzarlo; chi non vede la consonanza con la realtà biologica, parla di astrattezza. Il credente invece, che prende atto di questo, potrà dire: “Mio Dio, che bello che sia così!” e che bella questa donna che si invoca come “piena di grazia”. Non neghiamo la realtà di un ponte che sa di festa, ma andiamo oltre per cogliere una novità che sarà sempre tale, ogni volta che ci stupiremo dell’azione di Dio.

Per questo partecipiamo alla liturgia, andiamo a messa, ci ritagliamo un breve tempo (50 minuti al massimo) per stare davanti al Padre eterno ringraziando per averci dato Maria così, “da cui nacque Gesù, chiamato il Cristo”. E io ci vado a messa perché è lunedì!

don Norberto


Cresima adulti

Offriamo la possibilità di ricevere il sacramento della Cresima a chi non l’avesse ancora ricevuto. Sono previsti cinque incontri presso la parrocchia Dio Padre a Milano Due, a partire da martedì 20 gennaio alle ore 21.

La Cresima degli adulti sarà amministrata dal Vicario di zona domenica 1 marzo 2026 alle ore 18 presso la chiesa di Milano Due.

Iscrizioni: diopadre.catechesi@gmail.com


Itinerario verso il matrimonio

Il percorso di preparazione al matrimonio cristiano da qualche anno è a dimensione cittadina e coinvolge le sette parrocchie. Si inizia giovedì 15 gennaio 2026 alle ore 20.45.

È necessario prendere contatto con il parroco.


Percorso giovani coppie

A quanti si sono recentemente sposati e hanno partecipato ai percorsi di preparazione al matrimonio in città o in altre località, proponiamo momenti di incontro a cadenza mensile alle ore 16, seguiti da una cena conviviale, presso la parrocchia di Lavanderie.

Primo appuntamento sabato 17 gennaio. Tema: “Ti amo…ma come? Parole che nutrono il linguaggio dell’amore”. Gli incontri sono accompagnati da un sacerdote e da una psicologa del Consultorio di Cernusco sul Naviglio.

Iscrizioni: giovanicopiesegrate@gmail.com


Pellegrinaggio a Lourdes

Proseguono le iscrizioni al pellegrinaggio cittadino dal 11 al 13 maggio 2026, secondo il programma diffuso. Prenotati 100 posti per offrire tre giorni di spiritualità ai credenti di Segrate.


Lunedì 23 dicembre

Natale con The Chosen. Holy Night è uno speciale episodio natalizio di The Chosen, doppiato in italiano, che racconta la nascita di Gesù attraverso una narrazione straordinaria.

Visione gratuita al cinema di San Felice martedì 23 dicembre ore 21.15


Avvisi

  • Martedì 9 dicembre, alle ore 16,30 nella cappella dell’oratorio di Santo Stefano: secondo incontro su “Vite e vino” nel vangelo di Giovanni
  • Venerdì 12 dicembre, alle ore 21: concerto di Natale nella chiesa di Novegro
  • Sabato 13 dicembre,
    • alle ore 10: Prima Confessione a San Felice
    • alle ore 21: concerto dei cori cittadini nella chiesa di Lavanderie
  • Domenica 14 dicembre, alle ore 17: ultimo incontro per iscrizione al catechismo di seconda elementare

Grazie alla parrocchia di San Felice per il sostegno grande che, in occasione della vendita dei dolci di Pasqua fuori dalla Chiesa, ha confermato all’Associazione La Grangia di Monluè. Le donazioni complessive di 1.320 euro rappresentano un contributo economico importante che utilizzeremo per l’accoglienza. Il nostro impegno quotidiano, da 38 anni, è quello di accogliere uomini, rifugiati politici e profughi in difficoltà, persone che sono state costrette a lasciare il loro paese e la propria famiglia a causa di guerre, violenze e persecuzioni etniche, politiche o religiose; per l’assenza di un futuro per sé e per i propri figli. L’augurio è di concretizzare una visita alla nostra Casa di accoglienza a Monluè. (Paolo Spagni)