14 dicembre 2025

Quinta domenica di Avvento – il Precursore


Quasi alla fine dell’avvento

Siamo ormai nella quinta settimana di avvento e ci accorgiamo che… è già Natale! Nella vita spirituale, come nelle feste, capita di concentrare l’attenzione agli ultimi preparativi.

La Chiesa ambrosiana introduce una preparazione immediata (popolarmente chiamata “novena”) che inizia martedì 16 dicembre con la commemorazione dell’annuncio dell’angelo a Giuseppe e prosegue, dal 17 dicembre, con le “ferie prenatalizie dell’accolto”. Suggeriamo allora di seguire la liturgia o il foglio della novena ”fai da te”, disponibile in chiesa. Anche il momento per la Confessione segna l’imminenza della festa: mercoledì 17 dicembre ci sarà disponibilità tutto il giorno in chiesa a Santo Stefano (altri orari sono riportati sul retro del foglio).


Pietro con Roberto

Immagino che molti abbiano seguito Roberto Benigni nello straordinario monologo su “Pietro, un uomo nel vento”, ambientato nei giardini vaticani. Come sempre, Benigni è artista che vola alto e riesce a trasmettere qualcosa che sa di vero, lontano anche dagli stereotipi clericali, dove talvolta c’è odore di naftalina: capacità di comunicare, a modo suo; le ricchezze nascoste sulla figura di Pietro che (più volte ha sottolineato) “è qui, è sotto dove siamo noi”. Devo ammettere che nel corso del suo lungo spettacolo ho ceduto a un piccolo abbiocco ma resta l’impressione che le riprese su di lui e sul suo volto, sul Cupolone o sul pubblico ripreso di spalle (meno male che ci siamo persi i saluti davanti alle telecamere e la sfilata di prelati in prima fila!), abbiano davvero fatto centro. La voce e la parola, il cuore e l’anima, la vita e l’eterno, l’amore che avvolge tutto. Un artista che sa essere davvero artista, come in molte altre occasioni. Memorabili le sue performance televisive, come quando recitò il celebre passo del XXXIII canto del paradiso di Dante “Vergine madre figlia del tuo figlio”.

È come dire che l’arte sa cogliere il filo dell’animo e della coscienza, facendo cadere lo sguardo puramente intellettuale (vediamo se “ha detto le cose giuste”) con quel volare alto che in realtà è scendere nel profondo. (dN)


Mi faccio avanti

Occasione per riprendere quanto il vescovo Mario ha espresso nel suo discorso alla città, sempre preciso e lungimirante. Mi permetto di segnalare tre passaggi lasciando a ciascuno la possibilità di recuperare, sul sito della diocesi o nelle pubblicazione ufficiali, il resto del discorso.

Di fronte alle crepe che minacciano la stabilità della casa comune, si fanno avanti quelli che dichiarano di voler mettere mano all’impresa di aggiustare il mondo. Si fanno avanti coloro che riconoscono nella fede cristiana un fondamento necessario per la speranza e una motivazione decisiva per l’impegno. Si fanno avanti coloro che sono animati da una passione per il bene comune e avvertono la vocazione alla solidarietà come fattore irrinunciabile per la loro coscienza.

Si fanno avanti coloro che custodiscono principi di giustizia, pensieri di saggezza, consapevolezza delle proprie responsabilità, e che non sarebbero in pace con se stessi se si accomodassero nell’indifferenza. Si fanno avanti: non sono perfetti, non si ritengono superiori. Ma si fanno avanti ogni mattina. Non fanno grandi discorsi, ma io credo di poterne indovinare l’animo.

Si fa avanti l’educatore, il prete, l’insegnante, l’educatore professionale

Mi faccio avanti e mi assumo la responsabilità di offrire alla generazione giovanile le buone ragioni per diventare adulti fiduciosi e generosi. Mi assumo la responsabilità di essere testimone di speranza, perché io stesso, con tutte le mie incertezze e inquietudini, sono però uomo/donna di speranza.

Di fronte alle fragilità dei ragazzi, alla tentazione di farsi coraggio con stupefacenti e mondi virtuali violenti e volgari, io non mi accontenterò di esibire i danni delle droghe ma offrirò le buone ragioni per non drogarsi. Cercherò perciò di non essere l’adulto accondiscendente che accontenta i capricci, ma l’educatore responsabile che accompagna a vivere la vita come vocazione al bene e alla felicità e incoraggia a pagare il prezzo della responsabilità di mettere a frutto i propri talenti.

Mi faccio avanti, non per consegnare nozioni e regole, ma per dare testimonianza della mia stima per i ragazzi e le ragazze. Darò testimonianza della necessità di pregare, di ascoltare e farsi ascoltare, di esprimere affetti e rispetto, di praticare una disciplina delle relazioni, del tempo, delle parole. Mi impegnerò a insegnare l’italiano agli stranieri perché diventino una risorsa e non un problema. La casa non crollerà, perché le nuove generazioni si fanno avanti per scrivere una storia nuova.

Si fa avanti il cittadino comune

Mi faccio avanti, io, il cittadino comune. Io non voglio essere complice della caduta della casa, perché la casa comune è anche la mia casa. Se anche constato il disagio esistenziale, economico e culturale dell’oggi, mi chiedo: ma io che cosa posso fare? Io recupero la prospettiva culturale, che fa riemergere le dinamiche dello spirito, confessa che occorre partire da sé, prima che dagli altri. Ogni giorno cerco di fare il mio dovere, in casa, sul lavoro, nella società.

Provo fastidio quando respiro quel clima deprimente che prende la parola per lamentarsi, per accusare, per screditare persone e istituzioni. Cerco di fare il mio dovere di cittadino, onesto sul lavoro, affidabile in famiglia. Sento responsabilità per il mondo in cui abito. Sono convinto che la città è sicura, il paese è sicuro se i cittadini comuni come me l’abitano con senso di responsabilità senza chiudersi in un privato rassicurante e indifferente a quello che si muove intorno.

Mi fido delle forze dell’ordine e mi sento in dovere di denunciare il malaffare, la presenza di spacciatori e di traffici illeciti. Pago le tasse e so che quello che è dovuto è necessario per una città e un paese ben organizzati, per rendere accessibili a tutti i servizi necessari. Per questo sono sdegnato per gli sperperi del denaro pubblico e la corruzione.

Sono contento di abitare in una terra bella, sicura, sana: perciò reagisco al degrado, al vandalismo, ai disastri ambientali e alla superficialità che trascura la manutenzione necessaria per acque, vegetazione, montagne e mette a rischio persone e animali che vi abitano. Non sono perfetto e non sono ineccepibile, ma questo non mi impedisce di essere critico verso quello che non funziona: non per screditare, ma per esigere il rispetto e la cura del bene comune.

Mons Mario Delpini


TEMPO DELLE CONFESSIONI

  • Mercoledì 17 dicembre: giornata della Confessione: ore 8 – 11.30; ore 15.30 – 19; ore 21 – 22-30
  • Venerdì 19 dicembre: ore 15 per ragazzi delle medie e delle superiori a Santo Stefano
  • Lunedì 22 dicembre: ore 10 – 12; 16 – 18; 21 – 22 a San Felice
  • Martedì 23 dicembre: ore 16-18 a San Felice
  • Mercoledì 24 dicembre: ore 9 – 11.30 a San Felice; ore 8 – 12; ore 15 – 17 a Santo Stefano

Orari di Natale

Martedì 24 dicembre, nella vigilia

  • ore 17: messa a San Felice
  • ore 18: messa a Santo Stefano
  • ore 23: messa a San Felice
  • ore 23.30: veglia a Santo Stefano
  • ore 24: messa a Santo Stefano

Messe nel giorno di Natale

  • ore 8.30: a Santo Stefano
  • ore 10: a Novegro
  • ore 10: a Santo Stefano
  • ore 11.30: a Santo Stefano
  • ore 11.30: a San Felice
  • ore 18: a Santo Stefano
  • ore 18.30 a San Felice

Messe il 26 dicembre

  • Ore 8.30: a Santo Stefano
  • Ore 10.30: messa solenne nella festa del protettore a Santo Stefano
  • Ore 18.30: a San Felice
    San Felice: sospesa la messa delle ore 10, riprenderà il giorno della Epifania

Martedì 23 dicembre (correzione)

Natale con The Chosen. Holy Night è uno speciale episodio natalizio di The Chosen, doppiato in italiano, che racconta la nascita di Gesù attraverso una narrazione straordinaria.
Visione gratuita al cinema di San Felice martedì 23 dicembre ore 21.15
Occasione anche per i più giovani. Durata 50 minuti