8 gennaio 2023

Battesimo del Signore

Sia benedetto… papa Benedetto

Era un dovere di riconoscenza prendere il treno e scendere a Roma per salutare Benedetto VXI prima del suo funerale. Certo, lui non c’era e non potevo stringergli la mano come feci nel 2016 dopo una udienza con ex parrocchiani.
Mi sembrava giusto stare tra la folla che, senza spingere, si avvicinava per un breve momento accanto a quel corpo segnato dalla morte. Un flusso continuo di gente composta e silenziosa.
Mentre entravo in San Pietro, dopo circa un’ora nella coda che si muoveva in piazza, è iniziata la Messa all’altare della confessione. Nel tragitto esterno ho potuto rileggere la “spaziale” enciclica «Spem salvi» (uso aggettivo spaziale perché a suo tempo l’avevo letta, ma ora mi è risultata ancora più bella e affine, tra l’altro, a quello che spesso dico, senza accorgermi di quel collegamento) e accompagnare con il rosario il progressivo avvicinarmi. L’ingresso in basilica ha coinciso con l’inizio della Messa, così che, appena terminato il saluto, ho potuto accedere alla liturgia.
Certo un saluto semplice ma sincero ad un corpo impregnato di amore per il Signore, per la Chiesa in tutte le sue modalità di servizio.
Un saluto al corpo e, mentre entravo nella Messa, l’incontro con il Papa vivente nella Gerusalemme celeste. Ho pregato per lui ringraziandolo per quello che è stato, gli ho chiesto una mano per vivere con dedizione il mio sacerdozio insieme ad altri confratelli e, già che c’ero, un piccolo aiuto per la prossima Mission Segrate.
Le circostanze me lo hanno permesso e sono contento di questo breve pellegrinaggio. Non ero a Roma quando morì Giovanni Paolo II e Papa Luciani ma, da seminarista vicino all’ordinazione, passai in san Pietro per la morte di Paolo VI,  nell’agosto del 1978.
Questa esperienza solitaria e spirituale mi sta tenendo un po’ ai margini dalle considerazioni di vario tipo che si vanno facendo: liberi di scrivere, libero di non leggere. Desiderio di altro!
Riprenderò le sue omelie (non tutte ovviamente) e i suoi testi, non tutti ma molti sì. Avendo usato il suo nome per otto anni durante molte liturgie, vuoi che non mi scappi di ricordarlo durante ogni Messa che dirò in futuro?
Di cuore e con riconoscenza, caro Joseph, caro Benedetto XVI: in comunione!
Don Norberto


Epifania e pandemia

Quale rapporto tra scienza e fede? Chiedo scusa per il ritardo con cui esce questo articolo, ma, causa ingorgo in tangenziale, la stella cometa da me è arrivata tardi.
Probabilmente molti penseranno che è un accostamento quanto meno singolare e un po’ bizzarro quello tra Epifania e pandemia. Ma, forse, in questo periodo non è così azzardato tenere insieme queste due parole.
Il Vangelo letto durante l’Epifania è altamente simbolico e ridurlo a bucolica immagine del presepe è un peccato gravissimo. Nel racconto non viene detto che i Magi sono re, ma, per quanto ne sappiamo al di là del loro ruolo nel governo, sappiamo che sono studiosi. Sono gli scienziati di quei tempi, ovvero persone intente a “scrutare” la realtà per conoscerla.
Come studiosi, come scienziati sono per loro natura curiosi e si lasciano guidare da una stella. Non sappiamo se hanno assistito ad un evento reale o meno, ma la stella simboleggia la ragione. Essi, seguendo la ragione, giungono alla casa ove è nato e ancora vive il Salvatore, segno che ragione e fede non sono tra loro in contraddizione, ma si alimentano a vicenda attraverso un proficuo dialogo.
La fede dà l’orizzonte di senso entro cui la ragione si muove positivamente per il bene dell’uomo; allo stesso tempo la ragione impedisce, o dovrebbe impedire, alla fede di scadere in qualcosa che assomiglia più alla magia che ad un affidarsi a Dio.
Purtroppo nell’epoca moderna la ragione ha abbandonato la fede considerandola più come superstizione, un fatto privato, qualcosa di indimostrabile e perciò non degno di essere preso in considerazione. E i risultati si sono visti!
La pandemia, tra le tante mancanze che ha posto in evidenza, ha sottolineato come a noi, uomini e donne del 2020, manchi una profonda ricerca di senso. Abbiamo assistito ad una narrazione a senso unico degli eventi, assolutizzando alcuni aspetti e dimenticandone altri come se l’uomo (maschio o femmina che sia, giovane o vecchio) fosse solo un essere biologico privo di altro. Alcuni esempi?
Il personale impiegato negli ospedali non strettamente necessario alle cure è stato lasciato a casa. E tra questi i cappellani e gli assistenti spirituali. Quindi non si è ritenuto che la vicinanza in un’ora così difficile fosse importante!
Niente funerali, nessuna parola di conforto se non grazie a personale medico stremato ma al tempo stesso umano. E la Chiesa, meglio dire la gerarchia della Chiesa, si è adeguata! Quanti danni ha fatto nei giovani non andare a scuola? Quanti morti per solitudine tra gli anziani che hanno subito due anni di RSA chiuse?
Ma ciò che è peggio è che, mi sembra, non abbiamo imparato. I Magi incontrano il bambino e tornano a casa per un’altra strada. Un’altra strada in cui mettere a frutto la propria ragione.
Preghiamo affinché anche noi impariamo a seguire una strada nuova per incontrare ogni persona nella sua totalità di corpo, mente e spirito. Solo così la stella della ragione ci guiderà verso una scienza al servizio dell’uomo e non sarà una scheggia impazzita. Non è la scienza che salva, solo Dio ne è capace!
Dario diacono


Sommario

Inizia il nuovo calendario, mentre per tre domeniche vivremo l’eco delle feste natalizie con la domenica del battesimo al Giordano, delle nozze di Cana, della moltiplicazione del pane: tutte epifanie, cioè manifestazioni di Dio.
Inizio del catechismo con le famiglie dei ragazzi di seconda elementare: primo approccio ad una comunità che vuole far conoscere loro un Gesù vivo. Impegno nelle tre comunità.
Segnaliamo il film “Chiara” uscito nel mese di dicembre (durata 100 minuti) e che verrà proiettato, in un giorno apposito, al cinema San Felice. Un peccato perdere questa occasione unica: Venerdì 13 gennaio ore 21.15


Patchwork di donne

Ricordo di aver letto una volta in un libro: “Da soli si può soltanto custodire ciò che si ha acquisito senza potersi migliorare. Per migliorare bisogna conoscere sé stessi, stando nella comunità”. E allora perché non cominciare a conoscersi e creare nuovi legami?
Sarebbe bello che sempre più persone di ogni età, cultura e religione si trovassero insieme condividendo quanto di buono le accomuna, rispettando e valorizzando le diversità di ciascuno. Ma come poter realizzare un obiettivo così tanto teorico e poco pratico?
Ci abbiamo pensato tanto e piano piano è nata un’idea che vorremmo tanto realizzare; ma per farlo abbiamo bisogno di voi! Ci rivolgiamo a donne di tutte le età, culture e religioni che hanno voglia di crescere insieme, confrontarsi e condividere obiettivi utili alla comunità in cui vivono.
Il primo obiettivo che ci vogliamo porre è quello di organizzare e realizzare un patchwork con diversi materiali per l’evento della Mission Segrate che si terrà a marzo 2023.
Se hai voglia di partecipare, ti aspettiamo il 21 gennaio 2023, alle ore 15, all’oratorio di Novegro. Sarà l’occasione per condividere idee e provare a realizzarle insieme.
Paola e Simona


Appuntamenti e avvisi

Santo Stefano

  • Domenica 22 gennaio, alle ore 15: inizio del percorso catechistico con le famiglie dei ragazzi di seconda elementare

Novegro

  • Sabato 14 gennaio, alle ore 10: inizio del percorso catechistico con le famiglie dei ragazzi di seconda elementare

San Felice

  • Venerdì 13 gennaio, alle ore 21.15: proiezione film “Chiara”
  • Domenica 15 gennaio, alle ore 10: S. Messa con immissione dei ministri dell’Eucarestia
  • Domenica 22 gennaio, alle ore 16.30: inizio del percorso catechistico con le famiglie dei ragazzi di seconda elementare