1 maggio 2022

Terza domenica di Pasqua

La Madonna di maggio

Niente ponte del 1º maggio quest’anno. Il lungo ponte per alcuni è stato il 25 aprile se inglobiamo pure la Pasqua. Non parliamo di ponti ma dell’inizio del mese che la tradizione cristiana dedica a Maria nella attenzione al rosario e al richiamo a quei fiori che una volta rendevano belli i giardini: le rose, appunto.
La Madonna non possiamo chiuderla in quattro righe e neppur nel tempo di un mese, ma possiamo precisarla all’interno del ricco tempo liturgico
Due sono i tempi liturgici dove spicca la figura di Maria: l’Avvento, a partire dalla festa dell’Immacolata e dalla festa delle Divina maternità che sottolinea meglio il senso dell’inizio di una originale storia di amore tra Dio e noi, e poi il Tempo Pasquale, dove la presenza di Maria è nel Cenacolo, presenza nella Chiesa nascente, completando la parola detta da Gesù a Giovanni “Ecco tua madre”.
Se nel primo caso la sua immagine sta nelle nostre statuine del presepio, nel secondo caso Maria “sta nello Spirito Santo”, lo stesso che l’ha preservata dal peccato ed è stato il motivo fecondante della nascita del figlio. In questo ultimo caso, poi, se ci aggiungiamo la pietà popolare che ha fatto nascere la devozione al rosario, la visita ai santuari a lei dedicati, siamo consapevoli che è importante valorizzare questo mese di maggio.

Cinque suggerimenti

Teniamo viva questa attenzione almeno in cinque modi:
–  Recitando con più continuità e attenzione il Rosario, usando da soli la corona o partecipando a quelli  in rado o Tv.
– Partecipando al rosario recitato dal lunedì al venerdì alle ore 20.45 davanti all’immagine della Madonna posta in oratorio
– Valorizzando la sera dei tre giovedì di maggio con la messa celebrata sempre alle ore 20.45, usando proprio un particolare formulario liturgico a lei dedicato, dove spicca l’intensa preghiera del prefazio. Il quarto giovedì del mese sarà la solennità dell’Ascensione.
– Centellinando le espressioni dell’antica preghiera dell’Ave Maria: Maria prega per noi, Maria benedetta, Maria piena di grazia, Maria pregata ora è nell’ora della nostra morte, Maria madre Dio, sottolineando ora una o ora un’altra frase, sentendone la sua vicinanza.
– Cantando il “Regina coeli” che prima di essere un celebre carcere romano è la preghiera della Chiesa nel tempo pasquale, quella che il Papa recita alla domenica in sostituzioni dell'”Angelus”:
“Regína caeli laetáre, allelúia.
Quia quem merúisti portáre, allelúia.
Resurréxit, sicut dixit, allelúia.
Ora pro nobis Deum, allelúia
.
Teniamo presente che ogni dichiarazione ufficiale della Chiesa termina sempre con un richiamo alla Vergine. È il caso della conclusione del Concilio Vaticano II e anche delle encicliche papali. E questo è bello.
Il fatto che ci si appella a lei al termine di un documento ci riporta alle antiche prediche in cui il predicatore faceva riferimento alla Madonna. Per noi piccoli uditori era il segno che… stava finendo finalmente la predica: in quel caso amavamo molto la Madonna! A quei tempi il richiamo a Maria santissima  diventava segno di… liberazione!


Conclusione Evangelii gaudium di Papa Francesco

La stella della nuova evangelizzazione

Alla Madre del Vangelo vivente chiediamo che interceda affinché questo invito a una nuova tappa dell’evangelizzazione venga accolta da tutta la comunità ecclesiale.
Ella è la donna di fede, che cammina nella fede e «la sua eccezionale peregrinazione della fede rappresenta un costante punto di riferimento per la Chiesa».
Ella si è lasciata condurre dallo Spirito, attraverso un itinerario di fede, verso un destino di servizio e fecondità. Noi oggi fissiamo lo sguardo su di lei, perché ci aiuti ad annunciare a tutti il messaggio di salvezza, e perché i nuovi discepoli diventino operosi evangelizzatori.
In questo pellegrinaggio di evangelizzazione non mancano le fasi di aridità, di nascondimento e persino di una certa fatica, come quella che visse Maria negli anni di Nazaret, mentre Gesù cresceva: «È questo l’inizio del Vangelo, ossia della buona, lieta novella.
Non è difficile, però, notare in questo inizio una particolare fatica del cuore, unita a una sorta di «notte della fede» – per usare le parole di san Giovanni della Croce – , quasi un «velo» attraverso il quale bisogna accostarsi all’Invisibile e vivere nell’intimità col mistero. È infatti in questo modo che Maria, per molti anni, rimase nell’intimità col mistero del suo Figlio, e avanzava nel suo itinerario di fede».
Vi è uno stile mariano nell’attività evangelizzatrice della Chiesa. Perché ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto. In lei vediamo che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù dei deboli ma dei forti, che non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti.
Guardando a lei scopriamo che colei che lodava Dio perché «ha rovesciato i potenti dai troni» e «ha rimandato i ricchi a mani vuote», è la stessa che assicura calore domestico alla nostra ricerca di giustizia. È anche colei che conserva premurosamente «tutte queste cose, meditandole nel suo cuore».
Maria sa riconoscere le orme dello Spirito di Dio nei grandi avvenimenti ed anche in quelli che sembrano impercettibili. È contemplativa del mistero di Dio nel mondo, nella storia e nella vita quotidiana di ciascuno e di tutti. È la donna orante e lavoratrice a Nazaret, ed è anche nostra Signora della premura, colei che parte dal suo villaggio per aiutare gli altri «senza indugio». Questa dinamica di giustizia e di tenerezza, di contemplazione e di cammino verso gli altri, è ciò che fa di lei un modello ecclesiale per l’evangelizzazione.
Le chiediamo che con la sua preghiera materna ci aiuti affinché la Chiesa diventi una casa per molti, una madre per tutti i popoli e renda possibile la nascita di un mondo nuovo. È il Risorto che ci dice, con una potenza che ci riempie di immensa fiducia e di fermissima speranza: «Io faccio nuove tutte le cose». (n. 287, 288)


Appuntamenti e notizie

– Settimana del vangelo di Luca
– Incontro con mons. Mimmo Battaglia vescovo di Napoli: martedì 3 maggio, ore 21, alla chiesa di Cassina de’ Pecchi
– Prima Comunione: sabato 7 maggio alle ore 15.30 (primi due gruppi)
– Teatro con gli Squinternati: sabato 7 maggio, alle ore 21, nel teatro dell’oratorio
– Festa dei bambini battezzati negli anni 2020 e 2021: domenica 8 maggio, ore 16
– Pellegrinaggio a Caravaggio con il decanato: venerdì 20 maggio; alle ore 20 il santo Rosario e poi celebrazione eucaristica.
– Abbiamo raccolto nelle buste quaresimali 2.560 € e per la Colletta della Terra Santa: 510 €. Invieremo 1.000 € per il progetto diocesano in Centrafrica e il rimanente per l’operazione Ucraina.


Nella tua Paola noi…”

Quattro giovedì con la Parola di Dio aiutati dai quattro evangelisti:
Giovedì 5 maggio, ore 15.30, con il vangelo di Marco al capitolo 7