2 ottobre 2022

Quinta domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

“Pronti via, don Mauro”!

Già ebbi modo di scrivere una lettera a don Mauro senza conoscerlo. Lo feci la sera prima di incontrarlo in Duomo a giugno, quando il Vescovo fece “l’accoppiata” tra “don Mauro Ambrosetti nominato coadiutore della parrocchia…”. Prendi tre e paghi uno, si direbbe. Una nomina che supera i confini di santo Stefano e arriva, passando il ponte degli specchietti, al quartiere di San Felice e al quartiere di Novegro.
Ormai don Mauro è presente quasi stabilmente, in attesa dell’imbiancatura della casa. Non diamo il benvenuto perché è già venuto… bene! Ha iniziato a presentarsi, a conoscere qua e là, ad andare nelle tre parrocchie dove dovrà dare una mano, ha già celebrato nelle varie chiese. Oggi, 2 ottobre, con la Messa che celebreremo in oratorio all’interno della festa, inizierà ufficialmente il suo servizio.
Sabato 12 novembre poi (insieme a don Norberto),  farà ingresso a San Felice.
Per prima cosa, possa crescere il suo sacerdozio qui, tra queste case e con queste persone, tra le tre parrocchie e con Segrate.
In secondo luogo possa offrire la sua visione giovanile, il suo sguardo che viene “da fuori”, la sua fede in quel Gesù che ha seguito lasciando un lavoro infermieristico tra le valli dell’alto varesotto.
In terzo luogo possa apprezzare il lavoro fatto da preti e laici che lo hanno preceduto e proseguirne il lavoro con modalità anche diverse ma secondo la linea del Vescovo.
In quarto luogo (per non fermarsi sempre ai tre punti…) possa sopportare “il parroco che gli tocca” e i sacerdoti della città che ci sono: non siamo del tutto male!
Don Norberto


Poche Messe o no?

Nei giorni feriali ci è sempre stata un’abbondante possibilità di partecipare alla Messa che i diversi sacerdoti garantivano. Attualmente, a causa del lavoro, dell’orario e degli impegni, le Messe sono meno frequentate, mentre anche i preti scarseggiano.
Eppure, si potrebbe porre una domanda: “Potendo avere trenta minuti a disposizione nella settimana, se conoscessi gli orari delle varie Messe in città, sceglierei di andare a Messa?”. Forse è tempo di ricordare la possibilità di questa scelta per una vita spirituale del “credente, dico del credente”. Porre la domanda e poi fare quello che si riesce è un conto, non farsi la domanda e lasciare che tutto vada in fanteria, è un altro.
Oltre che per ricordare un defunto, sarebbe bello favorire la Messa per il proprio compleanno o per un evento bello della vita dicendo: “Ci troviamo a Messa oggi, Signore?”.
Da lunedì 3 ottobre, insieme con la parrocchia di San Felice, “ritocchiamo” gli orari delle messe feriali. La scelta poggia su alcune motivazioni: in primo luogo, impedire che ci siano sovrapposizioni tra gli orari di santo Stefano e di San Felice così che, in caso di necessità, un sacerdote possa rispondere adeguatamente ai due orari. In secondo luogo, sapendo di eventuali funerali durante il giorno (e non sono pochi), si possa celebrarli in modo adeguato. In terzo luogo, permettere la partecipazione di molte persone almeno ad una liturgia settimanale, attraverso la diversificazione degli orari, a partire dalla “opzione 6.30” ma anche dalla “opzione 20.30”, oltre agli orari mattinieri delle 8.30 (ore 9 quando si celebra a San Felice) e delle 18 (ore 18 30 quando si celebra a San Felice). E se provassimo?


Orario delle Messe feriali

lunedì           8.30  s. Stefano                    8.30        San Felice
martedì        9.00  San Felice                  18.00       s. Stefano
mercoledì    6.30  s. Stefano                   18.30       San Felice
giovedì         9.00  San Felice                    20.30      s. Stefano
venerdì         8.30  s. Stefano                    18.30       San Felice


“Con Cristo”

Dopo il “Per Cristo” della scorsa puntata,  nella sua lettera che “a pezzettini” vogliamo conoscere, il Vescovo Delpini procede verso la seconda espressione: “con Cristo”. Dal momento che “per Gesù” è possibile arrivare a Dio, ecco che si percepisce la vicinanza con lui quando diciamo “Con Cristo”. Di fianco alla tua sedia, alla tua panca, di fianco a te quando preghi o quando sei per strada,…il Signore! Ascoltiamo il Vescovo.

Con Cristo: Gesù modello e maestro di preghiera

Perciò i discepoli chiedono a Gesù: «Signore, insegnaci a pregare». Gesù vive la sua preghiera come figlio del suo popolo, con i salmi e i riti che hanno nutrito la spiritualità del popolo dell’alleanza, celebrando le feste giudaiche secondo la liturgia praticata nel tempio e nelle case. Questa preghiera che legge le Scritture in sinagoga e medita i salmi trova in Gesù un’interpretazione unica, che diventa in qualche caso provocatoria, che offre immagini e parole per spiegare la sua missione.
Gesù prega il Padre in modo personale, esprimendo i suoi sentimenti nell’esultanza dello Spirito, nella gratitudine per la sua opera, nell’angoscia che lo tormenta. In ogni momento la sua comunione con il Padre è tutta la sua verità, tutto quello che ha da insegnare, tutto quello che ha da fare.
I discepoli riconoscono in Gesù il maestro per la loro preghiera, ma la loro richiesta non è solo per la lezione di un maestro, ma per condividere l’intimità che Gesù vive con il Padre, Colui che lo ha mandato. Gesù, per rispondere alla loro richiesta, insegna a entrare in relazione con il Padre, a chiamare Dio con lo stesso nome della sua confidenza e obbedienza, a parlare al Padre come lui stesso, il Figlio unigenito, si confida e si affida.
Gesù suggerisce le parole della preghiera: «Padre». Nel Vangelo secondo Matteo Gesù insegna il Padre nostro. Insegna non solo le parole, ma anche il modo del pregare dei discepoli. Mette in guardia dall’immaginare la preghiera come un’insistenza che pretende di essere esaudita e dal vivere la preghiera come un’evasione dai rapporti dell’esistenza quotidiana. Invita a praticare il perdono per essere perdonati. Autori di ogni tempo, fin dai primi secoli della storia della Chiesa, hanno commentato il Padre nostro come sintesi adeguata dell’insegnamento cristiano sulla preghiera. Può essere una proposta attraente che in ogni comunità sia offerto un commento al Padre nostro come un aiuto per imparare a pregare.
I percorsi per imparare e insegnare a pregare conducono a convertire alla relazione trinitaria il desiderio di pregare.
(Mario Delpini)


Pellegrinaggio alla Madonna del Bosco – martedì 25 ottobre

Dopo il pellegrinaggio fatto ad Oropa, una seconda opportunità mariana per chiudere il mese di ottobre che ha, tra le varie feste, quella della “Madonna del Rosario”. Il programma prevede la visita e la Messa al santuario, il proseguimento del pellegrinaggio a Sotto il Monte per il pranzo e la visita alla casa natale di Papa Giovanni XXIII, annessa alla casa del PIME. Il programma verrà esposto a breve; possibile già l’iscrizione presso Enza: 3357571786.


Perché ottobre è mese missionario?

Il primo di ottobre è festa di santa Teresa Martin, suora del Carmelo di Lisieux, mai uscita dal monastero, ma con un cuore che arrivava fino ai confini del mondo, perché lo aveva avvicinato al Signore Gesù. Morta a 24 anni, oltre ad essere “Dottore della Chiesa” è patrona delle Missioni. Una stranezza che fa pensare! La quarta domenica di ottobre poi si celebra la “giornata missionaria mondiale”. Infine, per noi che ci siamo predisposti ad un rilancio della dimensione missionaria delle nostre parrocchie di Segrate con la “Mission Segrate 2023”, un mese per iniziare a concretizzare quell’evento: con la preghiera comunque!


Riprende il pranzo della Terza Età – mercoledì 5 ottobre

Con mercoledì 5 ottobre alle ore 12.30 riprende la possibilità di uscire e stare insieme tra anziani con un cibo semplice e curato. Contattare Paola  3403242217 oppure Ornella  3334612620.


Quattro celebrazioni della Cresima: 8 e 9, 15 e 16 ottobre, ore 15.30

Sarà don Norberto (con un permesso speciale del Vescovo, legato al tempo di pandemia) ad amministrare il Sacramento a 91 ragazzi della nostra parrocchia: in quattro celebrazioni.