25 settembre 2022

Quarta domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Grazie Seminario per i preti!

Sono passati diversi preti da santo Stefano! Il sottoscritto è l’ultimo dei parroci passati, don Gabriele lo stiamo salutando augurandogli un ministero fecondo a Castano Primo, don Mauro lo accoglieremo ufficialmente con la Messa del 2 ottobre, all’interno della festa dell’oratorio.
Chi accomuna tutti i preti è… il Seminario, quel luogo da cui tutti siamo passati per essere formatore e preparati ad essere ministri dell’altare. Chi ha più anni sa che poi esiste un “seminario della vita” nei posti in cui si va, con persone che, guidate dalla Provvidenza, fanno crescere il sacerdozio.
Il Seminario è ovviamente la comunità degli educatori ma è anche un luogo, delle mura, degli spazi che si trovano  a Venegono inferiore, nel varesotto. La sua imponente struttura che domina la collina con il suo campanile e la sua torre sono nel cuore di tutti i preti e nel popolo ambrosiano.
Ai tempi in cui ho iniziato io, le sedi dove venivano formati i giovani erano diversi: c’erano due sedi per i ragazzi delle medie ad Arcore e a Masnago, poi la sede a Seveso per il ginnasio e a Venegono per i tre anni del liceo. C’era poi il seminario a Saronno per i primi due anni di teologia e infine si tornava in un’altra ala del seminario di Venegono dedicato agli ultimi quattro anni di teologia.
Ora unica è la sede, a Venegono inferiore come ho detto, per i seminaristi che, dopo la maturità, chiedono un tempo di discernimento per diventare poi sacerdoti. Sono cambiati molti i tempi, così come il senso della fede, le comunità cristiane e le famiglie. Quest’anno sono stati 22 i “preti novelli”, tra cui appunto don Mauro. Ci furono negli anni Cinquanta classi da settanta giovani. Sono numeri ma anche indici di una situazione in cambiamento.
Certo fa specie che quest’anno in prima teologia siano entrato solo sei giovani: sì questo è il numero di partenza per i sei anni di discernimento che li attende! Un trend di questo tipo, metterà in difficoltà molte comunità cristiane.
Già il fatto che a san Felice non viene sostituto il parroco, chiedendo a me e a don Mauro di prenderci cura anche di quella comunità, diventa un segno. Un pensiero quindi al seminario in particolare a quello di Venegono entro cui ognuno di noi ha risposto sì ad una chiamata. Un pensiero a chi inizia e a coloro che stanno vivendo i loro anni di preparazione. Si è pregato domenica scorsa per il seminario… continui la nostra preghiera, ora il pensiero e il nostro ringraziamento!
Don Norberto

Per – Con – In

Quel “per Cristo, con Cristo e in Cristo” non è un gioco di parole con le preposizioni che fanno da padroni!  È l’inizio di una espressione di “alto livello” che sta in un punto preciso della Messa. Si dice infatti al termine della preghiera eucaristica, dopo aver lodato Dio “veramente santo, …” con la finale nel canto che al fatto che “i cieli e la terra sono pieno della sua gloria”; dopo che si è invocato lo Spirito Santo affinché, come rugiada, scenda sul pane e il vino richiamandosi a “quella ultima cena”; dopo che lo stesso Spirito faccia di noi un “popolo sacerdotale”, cioè che sappia rendere grazie e fare della propria vita un dono agli altri. Dopo questa espressione, proprio perché siamo lì davanti al Padre, lo preghiamo “per Gesù”, grazie a lui.
Colpisce che anche il Vescovo Delpini faccia riferimento a questa espressione nella sua lettera: “Kyrie, Alleluia, Amen”. Poche parole per precisare il “Per Cristo”: le prossime settimane gli altri due punti della espressione.
La parola al Vescovo.

“Per Cristo”: la conversione della spiritualità alla relazione trinitaria

Anche nella città secolare, anche nella società confusa e smarrita, anche nella vita frenetica e distratta sembra che sia riconosciuta l’importanza della spiritualità. Talora si ha l’impressione che la spiritualità sia una specie di lusso raffinato, accessibile a coloro che hanno tempo e risorse per dedicarsi a esperienze di evasione dalla quotidianità deprimente, giorni per luoghi d’incanto. Talora si ha l’impressione che la spiritualità sia una sorta di consuetudine anacronistica per gente devota, cresciuta in altri tempi e in altri luoghi. Talora dice di un bisogno, una sete che strugge ogni uomo e ogni donna, un irresistibile affacciarsi sul mistero come su un enigma senza parole. Forse capita a tutti di sentirsi prendere da un’emozione intensa e inquieta, uno strazio e un sospiro che si chiude presto come una parentesi, se non proprio come una distrazione, come quando si partecipa al funerale di un giovane amico. Forse tutti sono, in un certo senso, assetati di assoluto per quanto l’espressione suoni generica o incomprensibile.
La spiritualità assume l’aspetto di una sorta di disciplina del benessere spirituale, una pratica per stare bene con se stessi. E come il benessere fisico si coltiva con esercizi e regimi alimentari, così il benessere spirituale è propiziato da parole, musiche, sguardi, silenzi. Ci può essere la tendenza a cercare solo un momento di sollievo dallo stress e dalle frustrazioni della vita ordinaria. La spiritualità è ridotta a servizio dell’individuo, una ricerca del benessere individuale attingendo a dimensioni della persona, talora troppo trascurate, che si rivelano invece preziose per affrontare la vita. Emergono energie che aiutano a reagire anche nelle malattie, a vincere anche nelle sfide, a essere più efficienti anche nel lavoro.
I discepoli di Gesù hanno imparato a dare un nome all’inquietudine, a riconoscere la dimensione spirituale come essenziale per la vita, ma la interpretano come un’invocazione. Citiamo spesso sant’Agostino, un uomo così antico che offre una parola per leggere vicende di ogni tempo: «Ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te». La spiritualità non si riduce a una ricerca di quello che mi fa star bene, ma diventa itinerario, ricerca. Uomini e donne intuiscono che la via per “stare bene” non è quella che conduce a ripiegarsi su di sé, ma che porta a un incontro.
Coloro che sono mossi da quell’indefinibile desiderio di “un dio ignoto” si rendono conto di non saper pregare in modo conveniente. Dove trovano risposte? Le molte forme della religione, che segnano da sempre la storia dell’umanità, insegnano a pregare, offrono testi, edificano luoghi di culto, indicano pratiche ascetiche. I discepoli di Gesù apprezzano tutto quello che è bene, bello, nobile. Imparano le lingue degli uomini e dei tempi in cui vivono. Ma, come i primi discepoli, riconoscono che Dio rimane inaccessibile. «Dio, nessuno lo ha mai visto; il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato» (Gv 1,18).

Riprendo la parola per un compito

Proposta di un compito per la settimana: pensare a tutte le volte che nella Messa si dice “Per Cristo” e magari usare di più nella preghiera al Padre la sottolineatura “lo chiediamo a te, Padre, per Cristo”. Proviamo almeno.
Don Norberto


Domenica 2 ottobre festa dell’oratorio e accoglienza a don Mauro
– Sabato 1° ottobre serata per preadolescenti, adolescenti e giovani
– Domenica 2 ottobre Messa ore 10.30 nel cortile dell’oratorio (sospesa messa delle ore 10 e 11.30)
– Pranzo in oratorio su prenotazione (vedi programma esposto)
– Nel pomeriggio stand e giochi per tutti


Iscrizioni al catechismo
Rinnovo iscrizioni catechismo da lunedì 26 a venerdì 30 dalle 16.30 alle 18.30 in oratorio.


Festival della Missione – 29 settembre – 2 ottobre
Prendere visione della ricchezza del programma per rincontri, preghiere, eventi, mostre…


Prevenire le truffe
Giovedì 29 settembre ore 10.30 in oratorio i Carabinieri della stazione di Segrate illustreranno a persone, soprattutto anziane o sono sole, come affrontare gli imbrogli. Partecipare e diffondere l’invito.


Parliamo di calcio in oratorio
Da qualche anno è l’oratorio propone l’attività sportiva per i più giovani. Anche questo anno è stata attivata la squadra di calcio a 7 dedicata ai ragazzi di prima media (nati nel 2011). La squadra partecipa al campionato CSI ed è collegata alla società USR Segrate, che riunisce le esperienze degli oratori di Segrate centro e Redecesio. I ragazzi che si sono iscritti sono tanti, ben 17, confermando e ampliando la presenza dello scorso anno. L’obiettivo sarà quello di crescere come squadra, oltre che come persone. Le parole chiave saranno divertimento ed educazione, a prescindere dai risultati sportivi. Certamente, fare qualche vittoria non ci dispiacerà. Infatti tutto il gruppo allenatori saprà ben bilanciare il sano agonismo e il rispetto per i compagni e delle regole, con l’intento di creare un gruppo di amici dentro e fuori dal campo.  Gli allenamenti sono il lunedì e il giovedì alle ore 18 sul campo dell’oratorio. Le partite casalinghe, invece, saranno giocate il sabato alle ore 17.30 a Novegro.
Allo stesso tempo abbiamo deciso di avviare una seconda squadra, che abbracci i ragazzi più piccoli. L’esperienza sarà rivolta principalmente ai bambini di terza elementare, con la possibilità di integrare il gruppo anche con la seconda. Si partirà in ottobre e non parteciperà inizialmente ad un campionato, ma si dedicherà ad allenamenti e ad amichevoli. Informazioni dopo la festa dell’oratorio.