21 dicembre 2025

Domenica dell’Incarnazione o della divina maternità della B.V. Maria


Prima Maria

Siamo nel cuore della novena di Natale, con la solennità tipicamente ambrosiana della “Divina maternità di Maria”, la domenica dell’Incarnazione. Nel rito romano questo richiamo è collocato al 1° gennaio. Una domenica nella sua bellezza suprema perché Maria è donna, perché è madre, perché è vergine, perché “di Dio”.

Parole che comprendiamo separando e distinguendo in ruoli e in situazione, ma che trovano unità nel termine “donna” che tutto raccoglie e custodisce. La tradizione ha poi aggiunto altri aggettivi rivolti alla Madonna come quelli che troviamo nelle litanie del rosario. In Maria tutto diventa un’unica persona: ogni termine acquista valore perché rimane intrecciato con gli altri nomi. Ciò che ci appare così strano in Maria, proprio “perché di Dio”, trova la sua originalità. È invito, oggi, a fermare lo sguardo sul presepio e a contemplare soprattutto la statuina di Maria, illuminata in tutte le sue luci.

Lei, così amata dal popolo di Dio (e non solo), è il punto verso cui rivolgere lo sguardo: dopo aver scoperto una malattia improvvisa o quando accompagno il declino di una padre o di una madre vicino alla morte; dopo l’ennesima sconfitta educativa di quel figlio che sembra perduto o quando mi ritrovo sola come donna; dopo tutti i tentativi di salvare il rapporto con mia moglie o quando avverto il non senso vicino a un marito bambino; dopo la riapertura di una ferita del passato che sembrava sanata o quando spero nella riuscita di un’impresa; dove non vedo esito positivo al mio desiderio di maternità o quando mi ritrovo come se non avessi fatto nulla di buono nella giornata; dove sento il progredire dell’età con i suoi acciacchi o quando mi vedo adolescente come una mosca bianca tra coetanei stupidi e banali;  dove mi ritrovo senza lavoro e con il rischio di sfratto o quando piango un nipote che passa dalla vita alla morte in pochi giorni; dove sento la delusione di una amicizia o quando mio figlio nasce con una deformazione. Molta umanità, senza nemmeno scomodare la sensazione di impotenza davanti alla guerra e alla violenza, al degrado sociale, all’ insopportabilità delle cose banali, al fastidio davanti ai prepotenti. Maria rimane lì a ascoltare!

Lei donna “osservata” che, “perché di Dio”, rimane vergine e madre, umana e divina.  Lei tra una spada e una luce sperimentata nella notte, invocata e talvolta persino bestemmiata, pregata tra lacrime di dolore e di gioia, davanti a una candela o lungo il tragitto di un pellegrinaggio.  E allora ci regaliamo la lettura del celebre canto dedicato a Lei da Dante nel XXXIII capitolo del Paradiso, dove la sua figura risplende di umanità e grazia.

Vergine madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra ‘ mortali,
se’ di speranza fontana vivace.
Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz’ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
n te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate.


Confessione e Messa

Vale la pena riprendere ciò che un tempo si insegnava: “Fare Natale significa confessarsi, andare a messa e comunicarsi”. Oggi si sente meno questo messaggio ma il gesto del perdono ricevuto, pone davvero il Signore nella mangiatoia del nostro peccato e mette l’amore divino del pane santo sulle nostre mani e nella nostra bocca. È molto più di un semplice presepio!

Ecco gli orari:

Confessioni

Lunedì 22 dicembre: ore 10 – 12; 16 – 18;  21 – 22 a San Felice

Martedì 23 dicembre: ore 16 -18 a San Felice

Mercoledì 24 dicembre:

  • ore 9 – 11.30 a San Felice
  • ore 8 – 12; ore 15 – 17 a Santo Stefano

Le celebrazioni

Martedì 24 dicembre, nella vigilia

  • ore 17: messa a San Felice
  • ore 18: messa a Santo Stefano
  • ore 23: messa a San Felice
  • ore 23.30: veglia a Santo Stefano
  • ore 24: messa a Santo Stefano

Messe nel giorno di Natale

  • ore 8.30: a Santo Stefano
  • ore 10: a Novegro
  • ore 10: a Santo Stefano
  • ore 11.30: a Santo Stefano
  • ore 11.30: a San Felice
  • ore 18: a Santo Stefano
  • ore 18.30: a San Felice

Messe il 26 dicembre

  • ore 8.30: a Santo Stefano
  • ore 10.30: solenne a Santo Stefano
  • ore 18.30: a San Felice

Mercoledì 31 dicembre

Celebrazione con il canto del Te Deum: ore 18 a Santo Stefano, ore 18.30 a San Felice

Annotazioni

  • San Felice: sospesa la messa domenicale delle ore 10, riprenderà all’Epifania
  • Santo Stefano: sospesa la messa delle ore 6.30, riprenderà mercoledì 7 gennaio
  • Novegro: sospesa messa a Capodanno delle ore 10

Un capitolo al giorno

Anche quest’anno vorremmo proporre a tutti la lettura, un capitolo al giorno, di ampie sezioni della Bibbia. L’iniziativa – avviata nel 2018 da mons. Claudio Stercal e cresciuta di anno in anno – prevede nel 2025-26 due possibili percorsi: il Nuovo Testamento e i testi Storici. Entrambi prendono avvio il giorno di Natale 2025 e si concludono il primo in Settembre 2026 il secondo a fine Ottobre 2026.

La lettura è personale e può essere svolta nel momento preferito della giornata. Per condividere il cammino e ricevere settimanalmente qualche suggerimento per la lettura, è necessario compilare i moduli di adesione, disponibili sul sito della diocesi: https://www.chiesadimilano.it/apostolatobiblico/


Ora un augurio

Questi giorni che ci preparano alla notte e al giorno di Natale passeranno in un attimo; possiamo però custodire qualche istante per un richiamo a quella nascita, con le ricchezze di arte, di poesia, di musica, di preghiera, di silenzio che porta con sé.

Se ognuno di noi somiglia a una statuina, unica e rara, nel grande scenario del mondo: possa non solo guardare il Bambinello, ma essere guardato da lui, nel segreto del proprio cuore.

Se ognuno di noi si trova disperso nelle vicende personali quasi come i Magi: possa essere guidato da un suono che avverte nella sua coscienza e da qualche segno luminoso offerto da persone amiche, tra un augurio e un regalo.

Che ciascuno di noi possa sentirsi guardato con affetto dal “Verbo diventato carne” e si senta avvolto da quella Gloria che si manifesta attraverso l’amicizia.

Che Dio ci benedica tutti! Ecco il nostro augurio…

Don Norberto, don Mauro, don Felice