28 dicembre 2025

Quarto giorno del Natale del Signore – Festa dei santi Innocenti martiri


Santi Innocenti

La liturgia ambrosiana tiene unite tre feste immediatamente dopo il Natale del Signore che, quando cadono di domenica, vengono valorizzate in modo specifico: la festa di santo Stefano, quella di san Giovanni evangelista e, appunto questa domenica dedicata ai santi Innocenti.

Sangue e urla, dolore e strazio, violenza assurda e pianto senza speranza: che cosa c’è da festeggiare? Occorre ricordare che, nei paesi dove vige la logica della guerra e delle armi, si percepisce che questo male non abbia fine e, soprattutto, non abbia tempo, perché continua a riprodursi senza sosta. Male oggi e male allora, contro quel Bambino e contro quei bambini.

Gesù scappa, la santa famiglia fugge in Egitto, richiamo a quella schiavitù vissuta dal popolo prima dell’arrivo di Mosè. Per ora “schiva” l’uccisione, per prepararsi al tempo in cui si offrirà al carnefice, incarnazione del male cosmico: ci sarà un sangue che ponga fine all’odio.


Verso anno nuovo

Ci stiamo incamminando verso l’anno nuovo, e vale la pena riprendere una poesia di Trilussa richiamata recentemente in un articolo all’Osservatore Romano. Far parlare gli animali è una tecnica letteraria molto antica, presente nei racconti sapienziali della Bibbia o nelle favole della nostra giovinezza. Una vecchia vipera ormai incapace di fare male ripensa al suo passato. C’è quel “forse” che lascia perplessi ma, comunque sia, è vero che il veleno sparso rimane, a meno che lo assorba proprio quel Bimbo di Betlemme.

La vipera convertita
Appena che la Vipera s’accorse
d’esse vecchia e sdentata, cambiò vita.
S’era pentita? Forse.
Lo disse ar Pipistrello: — Me ritiro
in un orto de monache qui intorno,
e farò penitenza fino ar giorno
che m’esce fòri l’urtimo sospiro.
Così riparerò, con un bell’atto,
a tanto male inutile ch’ho fatto…
 — Capisco: — je rispose er Pipistrello —
la crisi de coscenza è sufficente
per aggiustà li sbaji der cervello:
ma er veleno ch’hai sparso fra la gente,
crisi o nun crisi, resta sempre quello.


Cartoline di speranza

Martedì 6 gennaio, giorno della Epifania, si chiuderà la porta santa di san Pietro, attraversata da un gran numero di persone, tra cui molti di noi. Cammini sinceri, desiderio di purificazione da ferite del passato, volontà di essere discepoli del Signore: così abbiamo vissuto questo anno di grazia, inaugurato da papa Francesco e concluso da papa Leone.

Anticipiamo, in breve, ciò che faremo quel giorno nelle nostre tre parrocchie. Durante le messe verrà consegnata una cartolina, stampata appositamente, con un’immagine della città di Roma e un pensiero nel retro. Ognuno potrà aggiungere una frase personale, come impegno per il “dopo giubileo”: cartoline di speranza!

Abbiamo iniziato con un momento comunitario in febbraio a Cernusco sul Naviglio, nella chiesa giubilare di santa Maria Assunta, dove il verbo guida è stato “accartocciare”, verbo che ci ha accompagnato in quaresima. Sono state poi offerte quattro possibilità per recarsi a Roma: la prima con il pellegrinaggio diocesano a marzo, la seconda, nel mese di maggio raggiungendo poi da Roma il santuario abruzzese di Manoppello; infine due pellegrinaggi  in giornata nei mesi di ottobre e di novembre. Ragazzi e giovani hanno avuto i loro momenti specifici nelle esperienze diocesane o mondiali.  Molti, infine, si sono recati per i riti giubilari da soli o con la propria famiglia in diversi mesi dell’anno.

Tutto questo rientra nell’opera di seminare segni buoni, prendendo sul serio il vangelo del Signore in un continuo cammino di conversione e di libertà: cartoline e messaggi di speranza!


Giornata del pace

Il messaggio di Leone XIV per la 59esima Giornata mondiale della pace sul tema “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante” richiama l’attenzione sulla situazione attuale. Dal papa una vigorosa denuncia contro la corsa al riarmo in atto nel mondo, ricordando che nel 2024 le spese militari sono aumentate del 9,4% rispetto all’anno precedente. Invita inoltre i credenti a vigilare sulla strumentalizzazione della religione per giustificare nazionalismo, guerra e lotta armata definendola una “Blasfemia che oscura il nome di Dio“.

Su un foglio a parte, che trovate sul sito e in bacheca, abbiamo stampato il testo completo. Si sta valutando di riprendere questa tematica con un’iniziativa nel mese di gennaio che permetta una maggior presa di coscienza sul problema del riarmo. Un gruppo di persone si troverà per pensare una manifestazione dedicata a questo tema.

Don Norberto


Avvisi

Mercoledì 31 dicembre 2025

  • Ore 18, a Santo Stefano: Messa con Te Deum
  • Ore 18.30, a San Felice: Messa con il Te Deum
  • Ore 21.15, al cinema di San Felice: “Norimberga” e brindisi di fine anno

Giovedì 1 gennaio 2026 – Circoncisione del Signore e Giornata della pace

  • Orario delle Messe domenicali (sospesa la messa delle 10 a San Felice e a Novegro)

Martedì 6 gennaio 2026 – Epifania, chiusura porta santa di san Pietro

  • Orario delle Messe domenicali

Un regalo alla tua parrocchia

Ecco gli estremi bancari per chi volesse offrire alla propria comunità l’offerta natalizia. In questo periodo sono molte le “ricerche fondi”: segnaliamo anche le nostre comunità.

  • Santo Stefano IBAN IT19B0305801604100572553052
  • San Felice IBAN IT61B0623020600000015018185
  • Novegro IBAN IT93M0306933590100000062689

Lunedì 26 gennaio 2026 ore 21: una serata con Costanza Miriano

Viviamo immersi in un confronto continuo con le vite degli altri. I social network, le narrazioni di successo e le immagini di felicità ostentata alimentano un’insoddisfazione silenziosa, ma diffusa.

È in questo contesto che si inserisce “Non desiderare la vita d’altri”, il nuovo libro di Costanza Miriano, che sarà presentato e discusso con l’autrice il 26 gennaio presso la parrocchia di S. Stefano a Segrate, in un incontro aperto al pubblico.

Il libro parte da una constatazione tanto semplice quanto scomoda: non è il desiderio in sé a renderci infelici, ma il desiderio imitativo, quello che nasce dal confronto con la vita degli altri. Desideriamo ciò che vediamo, una carriera, una famiglia, una serenità apparentemente perfetta, e finiamo così per inseguire una versione ideale dell’esistenza. In questa distanza tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere, osserva Costanza Miriano, prende forma un vuoto persistente. In controtendenza rispetto alla retorica dominante dell’autorealizzazione, l’autrice, con il suo stile ironico, affilato e profondamente umano, mette in discussione l’idea che la felicità coincida con l’accumulo di possibilità o con il superamento di ogni limite. Al contrario, propone una felicità che passa dall’accettazione della propria storia concreta, imperfetta e spesso faticosa.

Come arrivare a comprendere che ciò che la vita ci offre è, precisamente, il meglio per noi? E in questo libro Costanza Miriano prova a rispondere, guidandoci in un percorso inatteso, attraverso storie di persone che hanno preso sul serio il proprio vuoto, fino a scoprire che proprio quello era il dono più grande che potessero ricevere. L’incontro di Segrate sarà l’occasione per un dialogo aperto con l’autrice, un confronto che tocca una ferita comune a ogni uomo, in ogni tempo.


Mercoledì 21 gennaio: Iniziativa cittadina “Credere? Parliamone!”

Primo incontro: “L’uomo uscito dalle mani di Dio” con padre Roberto Pasolini, biblista e predicatore della Casa pontificia