Quarta domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore
Qualcosa si muove
Vorremmo far conoscere due iniziative rivolte agli adulti delle nostre sette parrocchie.
La prima vuole promuovere la formazione delle nostre coscienze cristiane in vista di un futuro servizio nella Chiesa. Una formazione di ampio respiro senza un immediato impegno, sia perché ora non si ha tempo sia perché già impegnati in altre cose. È come dire però: “La mia fede deve essere solida nei suoi principi fondamentali, e per questo vi aderisco”.
Lo scritto riportato di padre Giuseppe del Villaggio Ambrosiano entra nei dettagli, indicando date, stile e luogo della proposta. Sarà lui con altri relatori a coordinare l’iniziativa.
Parola per ricomincianti
La seconda proposta è una “Scuola della Parola per ricomincianti”, per venire incontro a chi ha da poco scoperto la bellezza della fede o ritiene che sia il caso di avere un aiuto per leggere meglio la Parola di Dio. Solo tre incontri, al sabato pomeriggio dalle 16 alle 18, presso l’oratorio di Lavanderie guidati da don Cristiano Passoni, assistente dell’Azione Cattolica diocesana con il coordinamento di don Norberto.
Sarà importante verificare la percezioni tra le persone sul “farsi carico” delle due iniziative (ne presenteremo a breve) affinché altri possano aderire in questo spirito di partecipazione alla vita della Chiesa.
Don Norberto
Servitori della Gioia
Percorso di formazione alla ministerialità
Viviamo tempi convulsi e incerti, in cui tutto sembra traballare. Dopo la pandemia del Covid, che ha provocato tante vittime e dolori, la piaga della guerra continua a fare strage in molti paesi, non più lontani, perché noi stessi sentiamo la sua presenza minacciosa nelle frontiere dell’Europa. I disastri provocati dal cambiamento climatico, l’instabilità politica ed economica, i movimenti migratori volontari o forzati… contribuiscono a generare un clima di crescente tensione e angoscia. I cambiamenti sociali in corso sono tanti e di tale portata che possiamo condividere la diagnosi che fece papa Francesco: quello che stiamo vivendo non è una epoca di cambiamenti, ma piuttosto un cambiamento di epoca.
Anche a livello religioso ed ecclesiale ci sono cambiamenti profondi che vengono da lontano. Ne prendeva atto il Concilio Vaticano II, segnalando la strada che la Chiesa deve percorrere per realizzare la sua missione nel mondo di oggi.
Ogni pontefice ha dato poi il suo contributo a questo processo di rinnovamento, che papa Francesco sin dall’inizio ha assunto e portato avanti con grande decisione. L’ultima tappa viene marcata dal processo sinodale, attraverso il quale si sta generando la Chiesa del futuro. E dovremo accettare che a una gestazione di tale portata non siano risparmiati i dolori del parto.
Come incidono questi cambiamenti nella vita delle nostre comunità parrocchiali? Alcune persone li abbracciano con entusiasmo, altre restano confuse e disorientate, altre ancora stanno a guardare e magari vorrebbero continuare la loro routine di sempre come se non ci fossero…
Come cristiani, nelle cose che ci stanno a cuore, non vogliamo essere spettatori passivi, distratti o indifferenti, ma attivi protagonisti. Guardiamo in faccia i problemi del nostro tempo e ci impegniamo a risolverli coraggiosamente, forti di una speranza che non delude. Ma per riuscirci dobbiamo uscire del nostro guscio [individuale] e formare squadra con gli altri.
Le sfide della fede e le esigenze dell’evangelizzazione nella nostra società pluralista e secolarizzata sono troppo grandi per poterle affrontare da soli: se lo facciamo insieme sarà più facile, e anche più bello. Ma per questo ci vuole una formazione seria, non una patina superficiale, né l’approfondimento di un aspetto parziale, ma qualcosa che attinga alla base e al centro della nostra vita cristiana: per assumere e attivare quello che siamo, per chiarire e portare avanti quello dobbiamo fare.
Nella sua proposta per l’anno pastorale 2025/26, il nostro arcivescovo ci ha chiesto di “portare il Sinodo in casa”, definendolo come un cammino in cui vivono insieme “comunione, missione e partecipazione”, per promuovere la responsabilità di tutti nell’edificazione della comunità, secondo il dono di ciascuno.
Con questo scopo le parrocchie di Segrate propongono un percorso formativo che, come potete vedere nel volantino illustrativo, contempla cinque tappe, una al mese a partire dalla fine di ottobre. Gli incontri si terranno al sabato mattina nella Parrocchia del Villaggio Ambrosiano e avranno la durata di tre ore circa. Sono aperti a tutti, non solo a quelli già impegnati come operatori pastorali. Quindi non richiedono una specifica preparazione, ma solo la volontà di mettersi in gioco per diventare, insieme ad altri vecchi e nuovi amici, Servitori della Gioia. E così, con parole dello stesso Arcivescovo, ci auguriamo che nessuno si “lasci trattenere dalla pigrizia o dal pregiudizio di essere inadeguato”.
Padre Josè Hernandez
Dopo una festa patronale
Le feste patronali, mariane e parrocchiali sono spesso eventi radicati in antiche tradizioni che si tramandano e partecipare alle celebrazioni, assistere agli spettacoli, gustare le specialità locali diventa un’occasione di incontro, festa e gioia.
In queste occasioni, anche i pellegrinaggi diventano un ambito nuovo di annuncio e di testimonianza, esperienze che non solo arricchiscono la vita spirituale, ma rafforzano il legame con la comunità: la chiesa si fa parola, la chiesa si fa messaggio, la chiesa si fa colloquio.
Il recente pellegrinaggio al santuario de La Salette, fatto alla fine di agosto, immerso nelle alpi francesi, ha un significato profondo per i fedeli cattolici ed è legato ad un’unica apparizione della Madonna avvenuta il 19 settembre 1846 a due fanciulli, Mélanie e Maximin, intenti a pascolare le mucche su un alpeggio. La “Bella Signora” si mostra piangendo, i gomiti sulle ginocchia ed il viso nascosto tra le mani; era vestita molto semplicemente e indossava gli abiti delle donne del luogo. Un messaggio espresso in lacrime, unito alla conversione, alla preghiera e al ritorno alla Chiesa, sottolineando l’amore di Dio e la sua misericordia. La presenza della Madonna è forte ed i momenti di raccoglimento notevoli. Questo luogo ci ha permesso di condividere valori con altri fedeli stranieri creando un clima di unità e di appartenenza.
Non meno importante, sulla via del ritorno, il santuario di Notre-Dame du Laus, la cui storia particolare, dolce, semplice e ricca di fede ricorda le molteplici apparizioni (ben 54) della Vergine avvenute in Francia dal 1664 al 1718 ad una bambina del luogo, Benoite (Benedetta) Reneurel, rimasta precocemente orfana, che portava a pascolare il gregge. Si tratta delle più lunghe apparizioni mariane della storia.
Anche con il passare dei secoli e le diverse apparizioni, i messaggi mariani mantengono una coerenza nei temi centrali di preghiera, penitenza, conversione, esortazione alla pace e alla fedeltà a Dio.
Nel contesto della festa di san Rocco, una piacevole scoperta è stata l’Abbazia di Piona, uno di quei posti fantastici che stanno a due passi da casa e di cui spesso si ignora l’esistenza. Ai piedi di uno sperone roccioso che si protende nel lago di Como, sorge questo complesso monastico straordinariamente conservato; una spiritualità discreta, millenaria testimoniata dal rudere dell’abside della precedente chiesa di Santa Giustina. Il chiostro è l’attrattiva più interessante: una scritta “SILENTIUM” ricorda al visitatore, con discrezione, il luogo in cui si trova.
Una breve sosta a Lecco al Santuario della Beata Vergine della Vittoria, una chiesa penitenziale, eretta in memoria dei caduti durante le guerre mondiali; è molto cara ai lecchesi per il suo forte significato e custodisce in una cripta sotterranea alcuni resti mortali. Una campana della torre scocca ogni giorno alle sette di sera per commemorare le vittime della guerra. Anche in questo momento nel mondo ci sono situazioni di forte tensione e guerra, e non dobbiamo dimenticare che la pace è un bene primario e importantissimo per tutte le genti e le nazioni.
Enza
Avvisi
- 25 – 28 settembre: pellegrinaggio a Medjugorje
- Martedì 23 settembre, alle ore 21 a Santo Stefano: iniziano le attività del coro parrocchiale
- Giovedì 25 settembre, alle ore 21 a San Felice: consiglio pastorale
- Domenica 28 settembre: GIORNATA DEL SEMINARIO
- Sabato 4 ottobre: giornata della parrocchia di San Felice a Caravaggio (vedi programma)
- Domenica 5 ottobre: festa dell’oratorio a santo Stefano. Messa alle ore 10.30
