28 settembre 2025

Quinta domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore


Parole di silenzio

Prima che si svolgessero le manifestazioni pro Palestina contro l’occupazione a Gaza del governo israeliano per chiedere di porre fine a questa tragedia, domenica 21 settembre si è svolto un momento significativo di pace presso il Giardino dei Giusti (alla montagnetta di san Siro) dove la “Tenda del lutto” evoca sofferenza e dolore ma soprattutto il silenzio. Il nostro vescovo Mario, dopo il silenzio nella tenda, così si è espresso:

«Sono qui per vedere come le persone, oggi, anche in questo contesto, sanno dire la speranza, sanno dire la determinazione a essere dalla parte della pace, della giustizia e della solidarietà. Non sono venuto e parlare, ma per ringraziare di quello che qui avviene; non sono venuto per parlare, ma per fermarmi un minuto dentro la Tenda del lutto e per ascoltare questi nomi di ragazzi e bambini vittime della guerra. Invito tutti a farlo e a domandarsi cosa fanno adesso queste vite stroncate, queste promesse di uomini e di donne che sono stati eliminati.

Io credo che questi bambini siano adesso come angeli che sussurrano parole buone alle orecchie degli adulti e dei loro genitori per consolarli. Che parlano ai loro assassini, per rimproverarli, e a tutti per dire che è possibile un mondo diverso.  

Che faranno questi bambini che l’assurdità della guerra ha condannati a morte? Diranno parole di pace e di rimprovero, faranno domande. Chiederanno: “Che cosa vale la pena di fare? Per che cosa merita vivere? Rispondete, per favore, uomini e donne che ancora siete sulla terra!”».


Resoconto bello

Sabato 20 settembre, alla parrocchia di Lavanderie una sessantina di persone appartenenti ai sette consigli pastorali hanno vissuto un momento insieme, dividendosi prima a gruppi per dialogare su quali linee muoversi nelle nostre comunità segratesi, ponendo poi al Vicario di zona, don Antonio Novazzi, domande a cui ha risposto aggiungendo alcune considerazioni.

Nonostante qualche difficoltà nel far partecipare tutti, si registra la positività di un momento come questo che vorremmo possa diventare “tradizionale”. Infine si è accennato ai momenti cittadini previsti questo anno che pian piano facciamo conoscere nelle rispettive parrocchie.


Un appuntamento cittadino

Dopo che la scorsa settimana abbiamo parlato di due iniziative che toccano le nostre comunità cristiane di Segrate (“Servitori della gioia” e “Scuola della Parola per ricomincianti”), segnaliamo altre proposte e un appuntamento.

L’appuntamento riguarda la Messa comunitaria di domenica 26 ottobre, alle ore 17.30 presso la parrocchia di Dio Padre a Milano Due: noi preti della città celebreremo la liturgia della domenica insieme a tutti coloro che vorranno condividerla. Quella stessa domenica coinciderà con la Giornata missionaria diocesana e idealmente si collegherà all’evento di “Mission Segrate” vissuto quasi quattro anni fa. L’animazione musicale sarà affidata al “coro cittadino”, musicisti e coristi uniti proprio a partire da quella esperienza e che in alcuni momenti all’anno potranno continuare a cantare insieme.

In quel giorno sospenderemo in tutte le parrocchie le messe vespertine, mentre speriamo che siano sempre più persone disposte a uscire dalla propria chiesa per partecipare ad un momento cittadino!


Iniziative in città

  • Come consuetudine, il 15 gennaio 2026 inizierà il corso di preparazione al matrimonio.
  • Si sta consolidando la proposta per giovani coppie che permetta loro di ritrovarsi, dopo il percorso di preparazione al matrimonio, favorendo anche l’accoglienza con coppie appena arrivate in città.  Proponiamo loro di aderire agli incontri della “Parola di Dio per ricomincianti” con inizio nel mese di ottobre per poi iniziare momenti mensile da gennaio in collaborazione con il consultorio di Cernusco. Al sabato pomeriggio, dalle 16 alle 18 con la possibilità poi della cena comunitaria, il luogo di ritrovo sarà nella parrocchia di Lavanderie.
  • “Credere? Paliamone” è il titolo di quattro incontri su “Salute, malattia e fine vita” che si svolgeranno alla parrocchia di Milanodue a partire da gennaio (ci sarà una locandina).
  • Quest’anno si sperimenterà un weekend nel mese di ottobre rivolto agli educatori dei ragazzi delle medie e delle superiori.
  • “Tre giorni a Lourdes” nel mese di maggio con i parroci della città per una esperienza spirituale (a breve daremo i particolari).
  • Da ultimo segnaliamo gli appuntamenti spirituali: la Via Crucis cittadina venerdì 27 febbraio (da san Vittore al Villaggio ambrosiano), la veglia dei martiri cristiani martedì 24 marzo (a Lavanderie) e la veglia di Pentecoste sabato 23 maggio (al Villaggio ambrosiano).

È infine auspicabile tenere in considerazione le iniziative parrocchiali che favoriscono l’incontro oltre le singole comunità, come i pellegrinaggi o per esempio la proposta del Cineforum per adulti e per giovani organizzato dalla parrocchia di San Felice in occasione del 50esimo.


Sta per finire il Giubileo

Sono gli ultimi mesi di quell’anno giubilare voluto da Papa Francesco, che ha sempre “esagerato” nel comunicare l’atteggiamento del Signore disposto, in ogni situazione, ad aprirsi affinché ognuno lo possa trovare.

Non c’è nulla, nessuna condizione di vita che impedisce a Dio di muoversi verso il cuore di un uomo o donna che vive in una situazione di peccato. La porta deve essere aperta “a prescindere” secondo la nota frase di san Paolo “Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi”. Ci voleva forse un continuo invito da quel Papa venuto dalla fine del mondo affinché nella Chiesa fosse evidente questo aspetto, sempre annunciato ma forse dato per scontato.

Per un Papa che ha guidato la Chiesa per dodici anni, aver indetto per ben due volte il giubileo, credo sia stato un record in assoluto. Anche la forma inusuale del giubileo nel 2015 con l’apertura della porta santa a Bangui, capitale della Repubblica Centroafricana, non ha precedenti.

Non tutto finisce qui, con le porte che si aprono e pellegrinaggi che si svolgono! A fronte di un dono ricevuto, l’uomo e la donna, toccati dalla Grazia, iniziano un percorso di avvicinamento al bene, superano ogni forma di vizio, si aprono alla riconciliazione, restituiscono magari il denaro maltolto, riprendono rapporti nel dialogo e nel perdono, di decidono ad un cambiamento…

Come dire che comincia la morale del cristiano colpito dalla Grazia. “Va e non peccate più” è ciò che Gesù dice alla donna adultera che viene protetta da quei sassi giudicanti che l’avrebbero lapidata. Lui si fa scudo e poi con quel famoso dito che tocca la pietra del tempio sembra proprio far sgretolare una morale resa pietra, legata alla legge, facendo sorgere la fonte della vita nuova. È quello che notiamo sul volto di Maria di Magdala, nel cieco che riacquista la vista, nel lebbroso che torna a ringraziare, nel ladrone che ascolta parole morendo da illuminato.

A titolo personale o in gruppo come nel mese di marzo, di aprile, di maggio o nell’estate in occasione della GMG, molti parrocchiani hanno attraversato a Roma le porte sante.

A breve, nel “pellegrinaggio di un giorno”, in ottanta compiremo questo gesto con persone di età diverse approfittando degli ultimi mesi del giubileo. Poco turismo in un giorno, veloce attenzione agli orari, momenti concentrati sui gesti che si faranno a santa Maria Maggiore o a san Pietro. E poi inizio di una fede rinnovata. Don N.


Giornata seminario

La Giornata è un invito a pregare per il Seminario di Milano e per coloro che qui vivono un cammino di discernimento verso il sacerdozio. Il motto, «Chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui», tratto dal vangelo di Marco, rimanda alla chiamata dei discepoli e dunque alla decisione di seguire Gesù, ciascuno con la propria vocazione. Quest’anno hanno iniziato il primo anno di teologia 12 giovani di cui tre provenienti dalla parrocchia di Cernusco sul Naviglio (più 3 ospiti da altre diocesi). Non possiamo che sostenere poi il cammino di chi inizia e di quei 12 giovani che sabato 4 ottobre diventeranno diaconi prima dell’ordinazione sacerdotale nel giugno 2026.

Nel messaggio che il vescovo Mario ha inviato alla Diocesi, in occasione della Giornata per il Seminario, vi è un richiamo al fatto che i “chiamati” hanno caratteristiche peculiari e non sempre il terreno del loro cuore è ben dissodato. Ci sono gli attendisti, quelli che si sottovalutano, quelli che pretendono un ruolo di primo piano, quelli che richiedono eccessive attenzioni personali. Ci sono gli apostoli, insomma, con le loro fragilità e ci siamo noi. Nel messaggio vi è anche il richiamo al fatto che Gesù si è rivolto a tutti i terreni, con un’attenzione a ciascuno e così dovrebbe fare la comunità cristiana oggi.

Sono diversi i modi in cui ciascuno può dimostrare la propria generosità verso il Seminario in particolare con borse di studio annuali e perpetue a favore di seminaristi in difficoltà economiche. Si può sostenere il Seminario anche leggendo e diffondendo le sue storiche riviste La Fiaccola e Fiaccolina, oggi anche in versione digitale.


La fraternità del lavoro – Antidoto quotidiano alla guerra

Giovedì 25 settembre l’economista Luigino Bruni ha scritto questo editoriale sul giornale “Avvenire” che mi pare interessante e utile nel panorama culturale e politico di oggi. (dN)

Pochi giorni fa una mia amica aveva difficoltà nel pagare per via telematica una multa. Si è rivolta a una vigilessa che l’ha ascoltata e le ha risolto il problema. Ringraziandola, la mia amica le ha detto: «Come sarebbe bello se tutti lavorassero come lei!», e la vigilessa si è commossa. Quella commozione di una lavoratrice mi ha toccato e parlato molto.

Siamo immersi, ogni giorno, in un oceano di reciprocità, e non ce ne accorgiamo. Una rete fittissima di amore civile tra sconosciuti che ci preparano la colazione, ci curano negli ospedali, educano a scuola i nostri figli, producono le cose che usiamo, ci puliscono le strade e assistono i nostri anziani. Anche questo è un volto del mercato, anzi: il mercato è soprattutto questo immenso network di cooperazione, il più grande e vasto realizzato nel corso della storia umana. E il cemento che tiene insieme questo mirabile edificio etico è il lavoro, l’umile e feriale lavoro: ci incontriamo, ci serviamo, ci parliamo semplicemente lavorando. Quando vediamo cosa accade ogni giorno nel lavoro di infermieri, dottori, maestre, muratori, tranvieri, spazzini, camerieri, viene da dubitare molto se la fraternità sia davvero il “principio dimenticato” della Rivoluzione francese, o se, invece, non sia quello che abbiamo collettivamente più sviluppato: non è certamente né l’uguaglianza né la libertà a tenere in piedi, ogni mattina, ospedali e scuole.

Senza la scuola e la sanità pubblica la libertà e l’uguaglianza effettive sarebbero troppo piccole, ma ciò che porta a cooperare ogni secondo in una classe o in un Pronto soccorso è più facilmente narrabile dalla parola fraternità; perché la fraternità è un legame, è un rapporto, non è né un diritto né uno status individuale – è il bene che sta in mezzo, è il “tra”. E se un giorno i computer e l’IA faranno i lavori che noi facciamo oggi, dovremmo presto reinventarci un altro linguaggio altrettanto serio per parlarci e non precipitare in un incubo dove ciascuno incontra solo sé stesso.

Ma poi c’è qualcos’altro da dire. La forma buona della cooperazione convive con forme cattive di cooperazione. Perché mentre la gran parte delle donne e degli uomini cooperano per far vivere altri uomini e donne, ce ne sono altri, ancora piccola minoranza, che cooperano per far morire, moralmente e fisicamente, altre donne, uomini e bambini. Sono le cooperazioni per il gioco d’azzardo, per la pornografia e per le prostituzioni, quella delle molte mafie: altri network, grandi e sempre più globali, dove si coopera altrimenti.

Il libro della Genesi ci racconta prima la costruzione dell’arca di Noè (cap. 6), e dopo (cap. 11) la costruzione della torre di Babele. Sia i costruttori dell’arca sia quelli della torre-fortezza erano lavoratori, ed erano tra di loro solidali, perché senza una forma di solidarietà lavorativa non si inizia nessuna opera.

Anche nella costruzione della torre di Babele è esplicita un’azione collettiva, una comunità di lavoro. Il confronto tra l’arca di Noè e la torre di Babele ci dice che non tutte le solidarietà e le cooperazioni sono buone, e non tutti i lavori sono buoni: il lavoro dei muratori e degli ingegneri di Babele non era un lavoro benedetto, e venne disperso da Dio. Perché ci sono lavori umani che è bene che vadano dispersi. Sono sempre lavori di uomini e donne, a volte, spesso di uomini e donne individualmente buoni. La condanna di Babele non è rivolta al singolo lavoratore, è una condanna etica per quelle strutture di peccato, anche quando sono frutto di lavoro e di cooperazione.

Il lavoro nelle opere del male convive ogni giorno con il lavoro nelle opere del bene. In questi ultimi anni stiamo prendendo una nuova, drammatica, coscienza della più grande cooperazione cattiva di cui gli uomini sono capaci: la guerra. La guerra è anch’essa azione collettiva, è cooperazione, lavoro, è complessissima cooperazione. Non si vince nessuna battaglia senza cooperazione perfetta, dalle fabbriche di armi ai campi di guerra.

Ma, se la guardiamo un attimo negli occhi, ci accorgiamo che la cooperazione per la guerra è l’opposto di quella dei nostri mercati buoni di tutti i giorni. Quella è la cooperazione di un gruppo contro la cooperazione di un altro gruppo. È un gioco a somma zero (+1,-1) o a somma negativa (-1,2), dove alla vittoria di una parte corrisponde la sconfitta dell’altra. L’opposto di quanto accade nel mercato civile, dove il pizzaiolo che mi prepara la focaccia e io che la mangio gioiamo della stessa gioia, che si traduce nel saluto finale: «grazie», «grazie a lei», una reciprocità dello stesso senso e segno (+1,+1).

Possiamo fare troppo poco, da ordinari cittadini, di fronte all’assurdo di questi nuovi venti di guerra. Ci resta un acufene morale costante, che riduce le nostre felicità buone, ed è bene che le riduca – sarebbe totalmente stonata oggi una nostra felicità piena, in mezzo a tutto questo dolore del mondo. Ogni mattina miliardi di persone dicono di no alla guerra dicendo di sì al proprio lavoro, alla cooperazione dei mercati, alla catena buona della reciprocità civile. Possiamo vivere il nostro lavoro come antidoto alla guerra, guardando negli occhi le persone che lavorano con noi e per noi, e magari iniziare a ringraziarli più spesso: nella loro commozione possiamo sperare.

Luigino Bruni


Giornata per il sostentamento del clero

Un gesto di riconoscenza verso i sacerdoti che si prendono cura delle nostre comunità. È questo l’invito che la Chiesa italiana rivolge ai fedeli in occasione della XXXVII Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostentamento del clero,

Sostenere i sacerdoti non è solo un atto economico, ma un segno concreto di appartenenza e partecipazione ecclesiale. Spesso si crede, erroneamente, che l’obolo domenicale sia sufficiente a garantire il sostentamento del clero. Ma in molte realtà, queste risorse non coprono il necessario.

Le offerte deducibili, istituite con la revisione del Concordato, oltre 40 anni fa, rimangono ancora oggi uno strumento poco conosciuto. Nel 2024, secondo i dati diramati dal Servizio promozione sostegno economico CEI, le offerte raccolte, pari a 7,9 milioni di euro, hanno contribuito al sostentamento di circa 31.000 sacerdoti attivi nelle 226 diocesi italiane, inclusi 250 fidei donum – missionari in altri Paesi. Attraverso il sito www.unitineldono.it è possibile effettuare donazione in modo sicuro e semplice.


AVVISI

  • Mercoledì 1 ottobre a Santo Stefano: Confessione per gli adulti in occasione della Cresima
  • Sabato 4 ottobre in Duomo: ordinazione diaconale
  • Domenica 5 ottobre a Santo Stefano: festa dell’oratorio; Messa all’aperto alle ore 10.30
    Sono sospese le Messe delle 10 e delle 11.30; il programma è in bacheca e sul sito
  • Per Santo Stefano: è disponibile in chiesa il foglio per le benedizioni delle case; Quest’anno passeremo a benedire: via Cassanese, villette via dei fiumi, via san Rocco, via Primo Maggio, via Giotto, via Modigliani, via Caravaggio, via don Sturzo, via Mattei, via Palach, via Allende, via don Minzoni, via Tiepolo, via Cristei (pari dal 30; dispari dal 35).

PARROCCHIA DI NOVEGRO

Sabato 11 ottobre, alle ore 15.30: inaugurazione “Mostra fotografica attraverso gli occhi dei giovani”, realizzata grazie la contributo di SEA aeroporti; alle ore 16.30 tornei ping-pong e biliardino; alle ore 19 Messa di apertura dell’anno oratoriano; segue pizzata e serata musicale.

Domenica 12 ottobre, alle ore 10: Messa; alle ore 16 giochi e animazione per i ragazzi.


PARROCCHIA SANTI CARLO E ANNA – SAN FELICE

Sabato 4 ottobre, Giornata parrocchiale a Caravaggio. Ritrovo alle ore 9 sul piazzale della chiesa. Per partecipare dare il nominativo entro mercoledì 1 ottobre telefonando in parrocchia o al termine delle S. Messe di sabato 27 e domenica 28. Giornata per iniziare il cinquantesimo della Parrocchia con un momento di ritiro spirituale: don Norberto introdurrà una riflessione che proseguirà durante l’anno; spazio per silenzio e dialogo di gruppo, pranzo al sacco e visita guidata al santuario, Santa Messa alle ore 16. Al termine rientro a San Felice.

Domenica 12 ottobre, messa di saluto a don Saturnino alle ore 11.30, sospesa la messa delle 10.

Celebreremo insieme il momento liturgico, la messa verrà concelebrata dai sacerdoti della parrocchia e animata dai tre cori parrocchiali, poi faremo un “abbondante aperitivo” insieme secondo la formula “Io porto, tu porti”. Regina: 333-9844855, coordinerà il momento conviviale. Fare riferimento a lei per sapere cosa portare. Chi vorrà dare un contributo per un regalo lo potrà lasciare in segreteria, in biblioteca o nella stessa domenica del saluto. Oltre che per don Saturnino il regalo sarà finalizzato ad un progetto che lui deciderà nel Benin

Benedizioni delle case per Natale: i sacerdoti non passeranno più passare casa per casa per oggettive difficoltà. Chi desidera l’incontro con il sacerdote nel mese di dicembre (o gennaio) potrà chiederlo usando il foglietto colorato presente in chiesa fino al 30 ottobre. Le persone saranno poi chiamate dalla segreteria, concordando ora e giorno in cui il sacerdote verrà nelle case.